di Luisella Arzani, direttrice editoriale di Giralangolo

Giralangolo pubblica libri di narrativa e illustrati, e la loro selezione segue criteri differenti. Per quanto riguarda i libri illustrati arrivano spesso proposte interessanti, così come sono mediamente di qualità i portfolio degli illustratori che si rivolgono a noi. Questo ci ha permesso di pubblicare anche progetti originali, spesso con autori e illustratori esordienti e interessanti anche per gli editori stranieri, che ne hanno acquisito i diritti di pubblicazione. Purtroppo lo stesso non avviene per la narrativa: le proposte meritevoli di attenzione sono pochissime, molte quelle che si scartano dopo averne letto una cartella o anche solo la sinossi. Anche per la narrativa siamo comunque riusciti a pubblicare ottimi titoli con autori italiani, sebbene prevalgano quelli tradotti. 

La selezione dei titoli avviene dunque su questo doppio binario, con l’ambizione di pubblicare, ove possibile, autori e illustratori italiani e nel contempo proporre bei titoli stranieri, avendo sempre presente la linea editoriale che la casa editrice si è data: per una casa editrice piccola che punta alla qualità e alla creatività è importante comunicare all’esterno che cosa si racconta nei libri che vengono proposti ed essere così riconoscibili. È stato quindi naturale avviare anche progetti innovativi come LeMilleunaMappa, altro modo di esplorare lo spazio in cui viviamo, anche quando viene raccontato nelle fiabe e nei classici per ragazzi. 

Giralangolo fin dall’inizio si è infatti dedicata alla narrazione del mondo e di chi lo abita, raccontando anche situazioni scomode (i boskettari di Bucarest, la Turchia del conflitto turco-curdo) o la storia recente con Il segreto di Espen di Margi Preus e L’indimenticabile estate di Abilene Tucker di Clare Vanderpool, ma sempre in modo coinvolgente e appassionato (e appassionante), ottenendo ottimi risultati di critica e di pubblico. Questo ci ha convinto che la strada giusta per noi (e che più ci piace) è quella: non ci occupiamo di fantasy, paranormal romance, ecc., piuttosto di quel che succede davvero, magari in paesi lontani dal nostro ma la cui cultura è ben presente nel quotidiano dei ragazzi, come per esempio gli Stati Uniti rappresentati nelle sit-com.    

Proprio come una sit-com si sviluppa Quattro ragazzi per due papà di Dana Eliso Levy, che racconta con ritmo e divertimento una situazione certamente più diffusa in USA che da noi. Anzi, la famiglia omogenitoriale del titolo non è la protagonista del racconto, resta sottotraccia: l’intero romanzo è infatti incentrato sul quotidiano di una famiglia numerosa seguita lungo un intero anno scolastico, con risultati spassosi. 

Va precisato che il fatto di avere recentemente pubblicato libri su identità di genere e identità sessuale non è conseguenza di un preciso obiettivo: voler raccontare quel che succede nella società, magari in altri Paesi, in modo avvincente, divertente e con testi di qualità porta a scegliere anche libri di questo tipo tra tutti quelli che stanno abitualmente sul tavolo in attesa di valutazione. È vero che sono anche la conseguenza dell’attenzione alle dinamiche sociali e della determinazione a proporre libri non inutili: le discussioni ormai quotidiane, così come i travisamenti e le interpretazioni non corrette cui assistiamo tutti quando si trattano questi temi, ci spingono a proporli nei nostri romanzi così come nei libri illustrati.

Proprio dall’attenzione per le dinamiche e dunque i bisogni della società, e dalla volontà di proporre libri come strumenti di conoscenza in questo senso, ha preso avvio la collana Sottosopra sull’identità di genere e gli stereotipi. Rivolti ai bambini e alle bambine, a partire dai 3 anni fino agli 8-9, fasce d’età in cui più significativamente intervengono i processi di identificazione di genere (e i condizionamenti culturali), questi libri illustrati propongono una nuova rappresentazione della vita famigliare e sociale. I protagonisti sono bambini, lupacchiotti, orsetti, re, principesse, pirati, nonni, tutti quei soggetti presenti nella vita e nell’immaginario dei piccoli e che in queste storie divertenti e colorate sono liberi di agire, pensare e comportarsi senza vincoli legati al proprio genere.

I riscontri sono stati da subito positivi, sia per gli illustrati sia per la narrativa, seppur in modo diverso per i titoli nei quali si raccontano temi più delicati o ancora poco trattati. Penso ad Alex & Alex di Alyssa Brugman, che parla di intersessualità, o all’illustrato Una bambola per Alberto di Charlotte Zolotow, oggetto di recenti polemiche da parte di associazioni cattoliche dopo essere stato inserito in un progetto di lettura per le scuole elementari sponsorizzato dalla Regione Toscana. 

Discussioni e polemiche non ci scoraggiano, anzi, ci convincono ancor più della necessità di affrontare nel modo più corretto tematiche che si prestano a manipolazioni e travisamenti in modo così grossolano da lasciare sgomenti per il seguito che riescono ad avere. Io per prima non mi azzardo a misurarmi direttamente con questioni tanto delicate, e per questo Sottosopra ha una curatrice competente come Irene Biemmi, ricercatrice universitaria della materia e formatrice: sarebbe utile che in generale si tornasse a dare valore agli esperti, agli studiosi, ai sapienti insomma. Mi pare che si sia un po’ perso questo concetto, e il seguito che hanno le critiche ai libri che parlano di educazione al rispetto (basate sulla non conoscenza del tema ma spesso anche dei libri stessi) ne è la conseguenza. Per non parlare delle liste dei libri proibiti, da evitare e addirittura da bruciare, che da qualche tempo periodicamente si ripresentano. 

E qui mi viene da concludere con quella frase di Oscar Wilde che dice: “Non ci sono libri morali o immorali, ci sono libri scritti bene o scritti male”. A ciascuno la libertà, il piacere e il potere di decidere da sé se i libri sono scritti (e fatti) bene o male. Ma leggendoli, i libri.

Nata a Torino nel 1976 e specializzata in musica, la casa editrice EDT nel 2005 ha esordito nel settore dell’editoria per ragazzi con la collana Milly, Molly, progetto dalla forte identità dedicato alla promozione del dialogo tra culture diverse, e nel 2007 ha visto la nascita della sigla editoriale Giralangolo, che ha accolto sotto la propria insegna Milly, Molly e ha ampliato la rosa con serie pensate per guidare alla lettura bambini e ragazzi.
I temi dell’intercultura e del rispetto per l’ambiente accanto all’attenzione costante per lo sviluppo della curiosità e dell’immaginazione costituiscono il filo rosso che si ritrova in tutti i libri di Giralangolo, cui si affianca l’ultima recente sfida del marchio editoriale: una collana di libri illustrati orientati al principio dell’identità di genere, contro gli stereotipi e nel rispetto delle differenze.

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