{"id":1008,"date":"2010-11-15T11:27:36","date_gmt":"2010-11-15T11:27:36","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1008"},"modified":"2010-11-15T11:27:36","modified_gmt":"2010-11-15T11:27:36","slug":"il-particolare-serve-a-coprire-il-generale---superabile-novembre-2010---1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1008","title":{"rendered":"Il particolare? Serve a coprire il generale &#8211; Superabile, novembre 2010 &#8211; 1"},"content":{"rendered":"<p class=\"rteleft\">Su &quot;La Repubblica&quot; di qualche giorno fa, un articolo descriveva in questi termini la situazione delle scuole della provincia di Roma:<\/p>\n<p class=\"rteleft\">&quot;Sono sempre di pi&ugrave; i bambini e i ragazzi che nella Capitale hanno bisogno di un insegnante di sostegno. Solo quest&acute;anno le richieste hanno toccato quota 16.600, a fronte di circa 6.250 posti disponibili. Un rapporto tra docenti e diversamente abili che sfiora quasi l&#8217;uno a tre. Poco o nulla rispetto alle esigenze reali&quot;.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">&laquo;Alla Pistelli, alla Vaccari e al Parco della Vittoria abbiamo meno insegnanti di sostegno del necessario &#8211; racconta la preside dei tre istituti Brunella Maiolini &#8211; Alla scuola d&acute;infanzia della Pistelli ci sono 8 bimbi disabili, di cui 6 gravi, inseriti in classi numerose (anche di 27-28 alunni) e solo 3 docenti di sostegno. Una situazione simile a quella dell&acute;elementare Pistelli, dove ci sono 26 alunni disabili e solo 11 insegnanti&raquo;.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Le autrici dell&#8217;articolo, Viola Giannoli e Sara Grattoggi, concludevano ricordando che &quot;per molti genitori l&acute;unica soluzione (per tentare di veder riconosciuto il diritto dei propri figli ad un&#8217;istruzione idonea e alla presenza pi&ugrave; costante e incisiva dell&#8217;insegnante di sostegno, N.d.R.) &egrave; la battaglia legale. &laquo;Chi fa ricorso, quasi sempre lo vince &#8211; spiega Paolo Mazzoli, presidente dell&acute;Asal &#8211; Per&ograve; non &egrave; giusto che per vedere riconosciuto un proprio diritto i genitori siano costretti a questo. Cos&igrave; si penalizzano le famiglie pi&ugrave; povere che non si possono permettere di pagare dei legali e dunque di ottenere il giusto sostegno per i figli&raquo;&quot;.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Quando &egrave; il ministero competente (o chi per lui, nascosto, nemmeno tanto bene, dietro le quinte) a imporre dal centro tagli della portata che conosciamo e ad imporre, anche per via economica, una visione dell&#8217;istruzione pubblica che definire riduttiva e squalificante &egrave; poco, &egrave; ovvio che si scatena una reazione a catena che investe progressivamente (o simultaneamente) molti ambiti e molti &quot;attori&quot; del settore scolastico. Questo per dire che le difficolt&agrave; degli alunni disabili e degli insegnanti di sostegno (a &quot;paradossale&quot; conferma del fatto che la scuola di tutti &egrave; davvero di tutti, anche e soprattutto quando &quot;sono dolori&quot;. Insomma, i problemi sono davvero integrati) si inseriscono tra quelle che devono affrontare tutti gli altri studenti e tutti gli insegnanti curricolari e, a volte, li aggravano.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">E&#8217; anche da questo punto di vista che le parole dissennate che abbiamo sentito provenire da pi&ugrave; parti nelle ultime settimane (il caso dell&#8217;assessore di Chieri, quello del Presidente della Provincia di Udine, ecc.) si dimostrano del tutto strumentali e assolutamente non mirate. Almeno nella misura in cui si rivolgono ad una particolare categoria di persone (gli studenti con disabilit&agrave;), suggerendo che, dati i tempi, riceverebbero un&#8217;istruzione migliore se &quot;delocalizzati&quot; in istituti speciali(zzati), piuttosto che nella scuola pubblica, insieme agli altri allievi normodotati, fingendo di ignorare che, come dicevamo, il problema e le difficolt&agrave; non riguardano tanto chi ha un deficit, quanto l&#8217;istituzione scolastica nel suo complesso.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Quando il Presidente della Provincia afferma che &quot;gli insegnanti di sostegno fanno pi&ugrave; assistenza che appoggio durante le lezioni&quot;, dimentica che &egrave; l&#8217;istruzione di tutti a rischiare la stessa sorte, lo stesso scivolamento verso qualcosa d&#8217;altro: gli insegnanti curricolari si troveranno ad avere classi numerosissime dovendo di necessit&agrave; rinunciare ad una parte di educazione per riuscire a garantire almeno la &quot;gestione&quot; di tutti quegli alunni.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">I contenuti &quot;trasmessi&quot; rischiano una regressione nozionistica secondo un modello didattico, educativo che si poteva pensare superato una volta per tutte. I contenuti di tutti, non quelli &quot;di sostegno&quot;. E cos&igrave; via.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Ecco perch&eacute; quelli provenienti da pi&ugrave; parti sembrano interventi strumentali, quasi l&#8217;indicazione di un capro espiatorio, che, come si sa, non coincide mai con l&#8217;effettivo responsabile di uno &quot;stato di cose&quot;. Ma la cui individuazione &egrave; utile, strumentale appunto, a chi invece quello stato di cose ha partecipato a definire. In questo caso per coprire, mascherare, mistificare.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Giorgio Genta, della Federazione Italiana ABC, giustamente sottolinea che cos&igrave; &quot;si nega nei fatti la possibilit&agrave; di integrazione nella &laquo;scuola di tutti&raquo; delle disabilit&agrave; pi&ugrave; gravi, specialmente di quelle intellettive, ovvero quelle che potenzialmente possono trarre il maggior beneficio dall&#8217;inserimento (certo con gli opportuni supporti) in un ambiente sociale &laquo;normale&raquo; e non in una struttura coercitiva&quot;. E sono giusti anche i richiami alla ricchezza che rappresenta la presenza di alunni disabili per tutti gli altri studenti, ovvero chi commenta quegli interventi richiamando il valore (anche pedagogico) della diversit&agrave; e rimarcando che la scuola raffigura il luogo privilegiato per imparare a vivere in un contesto diversificato.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Ma, soprattutto non ci sfugga il fatto che le affermazioni di quegli esponenti politici volutamente confondono causa ed effetto, volutamente riducono il generale al particolare, volutamente distraggono l&#8217;attenzione da una politica che nei fatti sta massacrando la scuola tutta, credendo cos&igrave; di rassicurarci: &quot;distruggeremo solo quella dei disabili, delocalizzandoli&#8230;E cos&igrave; i problemi degli altri si risolvono meglio&quot;. Non &egrave; cos&igrave;. Non lasciatevi distrarre.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Scrivete a <a href=\"mailto:claudio@accaparlante.it\">claudio@accaparlante.it<\/a> o cercate il mio profilo su Facebook.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Claudio Imprudente<\/p>\n<p class=\"rteleft\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Pubblicato su <a href=\"http:\/\/www.superabile.it\">www.superabile.it<\/a> il 12 novembre 2010<\/p>\n<p class=\"rteleft\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Su &quot;La Repubblica&quot; di qualche giorno fa, un articolo descriveva in questi termini la situazione delle scuole della provincia di Roma:<br \/>\n&quot;Sono sempre di pi&ugrave; i bambini e i ragazzi che nella Capitale hanno bisogno di un insegnante di sostegno. Solo quest&acute;anno le richieste hanno toccato quota 16.600, a fronte di circa 6.250 posti disponibili. Un rapporto tra docenti e diversamente abili che sfiora quasi l&#8217;uno a tre. 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