{"id":101,"date":"2009-11-04T17:04:37","date_gmt":"2009-11-04T17:04:37","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=101"},"modified":"2026-01-16T10:25:32","modified_gmt":"2026-01-16T09:25:32","slug":"dare-voce-alla-moltitudine-silenziosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=101","title":{"rendered":"La voce della moltitudine silenziosa"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Giovanna Di Pasquale<\/p>\n<p>Lo sento da oltre il muro che ogni suono fa passare,<br \/>\nl\u2019odore quasi povero di roba da mangiare,<br \/>\nlo vedo nella luce che anch\u2019io mi ricordo bene<br \/>\ndi lampadina fioca,<!--break--> quella da trenta candele,<br \/>\nfra mobili che non hanno mai visto altri splendori,<br \/>\ngiornali vecchi ed angoli di polvere e di odori,<br \/>\nfra i suoni usati e strani dei suoi riti quotidiani:<br \/>\nmangiare, sgomberare, poi lavare piatti e mani.<\/p>\n<p>Lo sento quando torno stanco e tardi alla mattina<br \/>\naprire la persiana, tirare la tendina<br \/>\ne mentre sto fumando ancora un\u2019altra sigaretta,<br \/>\nandar piano, in pantofole, verso il giorno che lo aspetta<br \/>\ne poi lo incontro ancora quando viene l\u2019ora mia,<br \/>\nmi d\u00e0 un piacere assurdo la sua antica cortesia:<br \/>\n&#8220;Buon giorno, professore. Come sta la sua signora?<br \/>\nE i gatti? E questo tempo che non si rimette ancora&#8230;<em>\u201d <\/em><\/p>\n<p>Mi dice cento volte fra la rete dei giardini<br \/>\ndi una sua gatta morta, di una lite coi vicini<br \/>\ne mi racconta piano, col suo tono un po\u2019 sommesso,<br \/>\ndi quando lui e Bologna eran pi\u00f9 giovani di adesso&#8230;<\/p>\n<p>Io ascolto e i miei pensieri corron dietro alla sua vita,<br \/>\na tutti i volti visti dalla lampadina antica,<br \/>\na quell\u2019odore solito di polvere e di muffa,<br \/>\na tutte le minestre riscaldate sulla stufa,<br \/>\na quel tic-tac di sveglia che enfatizza ogni secondo,<br \/>\na come da quel posto si pu\u00f2 mai vedere il mondo,<br \/>\na un\u2019esistenza andata in tanti giorni uguali e duri,<br \/>\na come anche la storia sia passata fra quei muri&#8230;<\/p>\n<p>Io ascolto e non capisco e tutto attorno mi stupisce<br \/>\nla vita, com\u2019\u00e8 fatta e come uno la gestisce<br \/>\ne i mille modi e i tempi, poi le possibilit\u00e0,<br \/>\nle scelte, i cambiamenti, il fato, le necessit\u00e0<br \/>\ne ancora mi domando se sia stato mai felice,<br \/>\nse un dubbio l\u2019ebbe mai, se solo oggi si assopisce,<br \/>\nse un dubbio l\u2019abbia avuto poche volte oppure spesso,<br \/>\nse \u00e8 stato sufficiente sopravvivere a se stesso&#8230;<\/p>\n<p>Ma poi mi accorgo che probabilmente \u00e8 solo un tarlo<br \/>\ndi uno che ha tanto tempo ed anche il lusso di sprecarlo:<br \/>\nnon posso o non so dir per niente se peggiore sia,<br \/>\na conti fatti, la sua solitudine o la mia&#8230;<\/p>\n<p>Diremo forse un giorno: \u201cMa se stava cos\u00ec bene&#8230;\u201d<br \/>\nAvr\u00e0 il marmo con l\u2019angelo che spezza le catene<br \/>\ncoi soldi risparmiati un po\u2019 perch\u00e9 non si sa mai,<br \/>\nun po\u2019 per abitudine: \u201cEh, son sempre pronti i guai\u201d.<br \/>\nVedremo visi nuovi, voci dai sorrisi spenti:<br \/>\n\u201dPiacere\u201d, \u201c\u00c8 mio\u201d, \u201cSon lieto\u201d, \u201cEravate suoi parenti?\u201d<br \/>\nE a poco a poco andr\u00e0 via dalla nostra mente piena:<br \/>\nsoltanto un\u2019impressione che ricorderemo appena&#8230;<br \/>\n(Francesco Guccini, &#8220;Il Pensionato&#8221;, dall&#8217;album &#8220;Via Paolo Fabbri 43, 1976)<\/p>\n<p>Sar\u00e0 che da anni ormai quasi tutte le mattine prendo l\u2019autobus, il numero 37, che passa proprio davanti alla casa dove abita il Pensionato.<br \/>\nSar\u00e0 che la memoria \u00e8 a cerchi concentrici e movimenti sussultori che spingono lontano ci\u00f2 che \u00e8 presente e fanno rinvenire ci\u00f2 che appare collocato in un altro tempo, in un\u2019altra situazione.<br \/>\nSar\u00e0 che di passato in queste parole c\u2019\u00e8 poco e niente.<br \/>\nCos\u00ec questa canzone orgogliosamente demod\u00e8, questa storia senza fronzoli \u00e8 riapparsa fuori dall\u2019angolo in cui si era riparata e di nuovo mi riprende il piacere di entrare in punta di piedi in quei cortili, di ascoltare le chiacchiere inutili e sommesse, di godermi la malinconia di certi modi di fare, di antichi gesti desueti e gentili. Di ascoltare un racconto fatto delle piccole ovviet\u00e0 straordinarie della vita di tutti i giorni\u2026 &#8220;Buongiorno, professore. Come sta la sua signora? E i gatti? E questo tempo che non si rimette ancora&#8230; Mi dice cento volte fra la rete dei giardini<br \/>\ndi una sua gatta morta, di una lite coi vicini\u201d. \u00c8 una voce che rompe la solitudine, \u00e8 una voce che cerca il dialogo. Dialogo tante volte impossibile tra chi \u201cha mondo e chi ha tempo\u201d.<br \/>\n\u201cNon hai mai notato come quelli che conosciamo hanno o il mondo o il tempo, ma mai entrambi? Quelli che hanno un mondo, un\u2019occupazione, un lavoro, uno spazio in cui mettere la propria vita hanno sempre poco tempo. \u00c8 la conditio sine qua non di chi ha un suo mondo. Ma le persone che hanno tempo: le vedove sedute sulle panchine dei giardini, i vecchi, le donne i cui figli sono a scuola, anche quelle i cui figli se ne sono andati di casa\u2026 tutte queste persone hanno tempo in abbondanza, ma non hanno un mondo loro. O si possiede il mondo o il tempo, mai entrambi\u201d.<br \/>\n(Amanda Cross, Un delitto per James Joyce)<\/p>\n<p>Questa ripartizione tra esseri \u201cproduttivi\u201d e \u201cimproduttivi\u201d, la presenza di fasce di persone che, per motivi differenti, vengono collocate (e si percepiscono) ai margini delle organizzazioni sociali sono tratti che ritroviamo come caratterizzanti questi anni in questa parte del mondo.<br \/>\nAbbiamo letto sempre pi\u00f9 spesso e continuiamo a farlo, in contributi scientifici e nelle ricerche sociologiche, di termini come invisibilit\u00e0 sociale, nuove povert\u00e0. Sono parole forti che cercano di rendere il senso della marginalit\u00e0 sociale ed esistenziale in cui sono collocate sempre pi\u00f9 persone. Allo stesso tempo sono parole astratte che permettono di comunicare in modo immediato fra chi di abitudine frequenta le pagine specialistiche. Come ogni categoria, il loro uso si propone di mettere ordine fra le dinamiche caotiche dell\u2019esistente, in questo senso possono diventare strumenti utili a orientarci. Sono, per\u00f2, anche sensori di un rischio che tocca ognuno di noi in modo pi\u00f9 ampio: il rischio di banalizzare la complessit\u00e0 delle vite, di tutte anche di quelle apparentemente pi\u00f9 lineari, di vedere nelle persone solo i tratti unificanti, di cogliere quella dimensione monocorde che toglie vitalit\u00e0 e riduce l\u2019identit\u00e0 a una sorta di stereotipo radicato.<br \/>\nE cos\u00ec per molte donne e uomini, bambine e bambini viene coniata una definizione pesante come \u201cinvisibilit\u00e0 sociale\u201d: occupano uno spazio ma non hanno un luogo.<br \/>\nNon so dire se il riconoscimento di s\u00e9 sia un diritto, certo mi appare sempre pi\u00f9 come un bisogno: bisogno di essere guardati e non solo passati dagli sguardi di chi, come noi e con noi, attraversa un pezzo di strada. \u00c8 un\u2019azione semplice, guardare, e cos\u00ec complicata. Se guardo un\u2019altra persona apro un credito di fiducia, anche momentaneo, permetto anche a lei di guardarmi e, fosse anche per un istante, di comunicare, mettere in comune, con me.<br \/>\n\u00c8 una cosa difficile mettere in comune. Me ne accorgo ogni volta che distolgo lo sguardo, che cambio marciapiede. \u00c8 un meccanismo irriflesso, mossa di difesa per fronteggiare disagio, imbarazzo. Per mettermi al riparo dietro una linea invisibile e persistente di separazione.<br \/>\nIn una conversazione di qualche tempo fa, diceva Erri De Luca che la letteratura \u00e8 una sorta di dialogo interiore con la moltitudine silenziosa che abbiamo dentro. Non so a quale statuto testuale<br \/>\n(n\u00e9 mi interessa granch\u00e9 scoprirlo) appartengano le canzoni. So per\u00f2 che sempre canzoni come Il Pensionato danno voce alla \u201cmoltitudine silenziosa\u201d, la rendono concreta, vicina, un\u2019altra faccia di noi. Protagonisti di narrazioni in forma di canzone, anche i Pensionati e tanti altri con loro riemergono dall\u2019invisibilit\u00e0 e diventano parte dell\u2019esperienza collettiva.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo sento da oltre il muro che ogni suono fa passare,   l\u2019odore quasi povero di roba da mangiare,   lo vedo nella luce che anch\u2019io mi ricordo bene   di lampadina fioca,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3595,3964],"edizioni":[44,4066],"autori":[4012,4078],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[4067],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/101"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=101"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/101\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6267,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/101\/revisions\/6267"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=101"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=101"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=101"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=101"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=101"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=101"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=101"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=101"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=101"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}