{"id":103,"date":"2009-11-04T17:04:37","date_gmt":"2009-11-04T17:04:37","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=103"},"modified":"2025-11-21T10:27:11","modified_gmt":"2025-11-21T09:27:11","slug":"crescere-nella-legalit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=103","title":{"rendered":"Crescere nella legalit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Di Valentina Campana<strong><\/p>\n<p>Cos\u2019\u00e8 l\u2019educazione alla legalit\u00e0?<\/strong><br \/>\nNegli ultimi anni, in particolare in seguito alle stragi mafiose del 1992 e a Tangentopoli, \u00e8 maturata nella societ\u00e0 italiana la<!--break--> consapevolezza della necessit\u00e0 di impegnarsi in processi di educazione alla cittadinanza e alla legalit\u00e0. Se la lotta per la legalit\u00e0 non vuole essere un qualcosa di formale e astratto, deve essere condotta attraverso il coinvolgimento di tanti e basata sulla salvaguardia e sul rafforzamento della democrazia. All\u2019attivit\u00e0 della magistratura e delle forze dell\u2019ordine bisogna allora affiancare un\u2019azione sociale, educativa. Un\u2019educazione alla legalit\u00e0 appare, dunque, fondamentale per combattere l\u2019illegalit\u00e0 e la cultura mafiosa fatta di omert\u00e0, violenza, sopraffazione.<br \/>\nLa scuola pu\u00f2 svolgere un ruolo fondamentale: \u00e8 la prima fondamentale istituzione, dopo la famiglia, con cui i bambini si confrontano e in cui sperimentano il rapporto tra le regole sociali e i comportamenti reali.<u> <\/u><br \/>\nL\u2019importanza del ruolo educativo della scuola nella lotta all\u2019illegalit\u00e0, e in particolare alla mafia, ha iniziato a farsi strada negli anni \u201980, ma \u00e8 nel 1993 con una Circolare del Ministero della Pubblica Istruzione (Circolare del Ministero della Pubblica Istruzione n. 302 del 25 Ottobre 1993) che la scuola \u00e8 chiamata a svolgere un ruolo pi\u00f9 continuativo e strutturato. Innanzitutto la scuola deve divenire promotrice di una riflessione e di un\u2019azione \u201cvolta alla riaffermazione dei valori irrinunciabili della libert\u00e0, dei principi insostituibili della legalit\u00e0\u201d; \u201csoltanto se l\u2019azione di lotta sar\u00e0 radicata saldamente nelle coscienze e nella cultura dei giovani, essa potr\u00e0 acquisire caratteristiche di duratura efficienza\u201d.<br \/>\nL\u2019educazione alla legalit\u00e0, secondo la concezione espressa dalla Circolare, consiste nella creazione e nella diffusione di una cultura dei valori civili \u201cche intende il diritto come espressione del patto sociale, indispensabile per costruire relazioni consapevoli tra i cittadini e tra questi ultimi e le istituzioni\u201d, che fa acquisire una nozione pi\u00f9 profonda dei diritti alla cittadinanza, che aiuta a capire che la vita personale e sociale si fonda su un sistema di relazioni giuridiche.<\/p>\n<p><strong>Il Progetto Calamaio e l\u2019educazione alla legalit\u00e0<\/strong><br \/>\nIl Progetto Calamaio pratica e diffonde da sempre una cultura che valorizza l\u2019altro e la diversit\u00e0. Proprio come vent\u2019anni fa quando il Progetto Calamaio nacque con lo scopo specifico di diffondere una nuova cultura della disabilit\u00e0, cos\u00ec oggi esso inizia a sperimentarsi pi\u00f9 consapevolmente nell\u2019ambito dell\u2019educazione alla legalit\u00e0 attraverso un approccio di tipo culturale. In realt\u00e0 il tema della legalit\u00e0 \u00e8 strettamente collegato a quelli che da sempre sono i temi tipici del Progetto: il rispetto, l\u2019aiuto, la solidariet\u00e0, la creativit\u00e0, l\u2019identit\u00e0, il pregiudizio e la diversit\u00e0.<br \/>\nLa persona diversabile, in quanto soggetto attivo e promotore di cultura, si fa ora promotore della cultura della legalit\u00e0 e fa nuovamente della propria diversit\u00e0 occasione di arricchimento. Le modalit\u00e0 e gli strumenti utilizzati spesso sono i medesimi: l\u2019incontro diretto, l\u2019analisi dei pregiudizi, le fiabe, le drammatizzazioni, i giochi di ruolo, di associazione di idee e sulla comunicazione e sul conflitto. Trova, poi, il suo punto di forza nella discussione, strumento indispensabile per far entrare in contatto con le idee di un\u2019altra persona. Infatti, anche i bambini pi\u00f9 piccoli interagiscono e negoziano attraverso le discussioni.<br \/>\nLa pratica pedagogica risulta allora un importante strumento preventivo; essa permette, infatti, di formare le nuove generazioni a una mentalit\u00e0 diversa attraverso l\u2019uso di un pensiero che superi la realt\u00e0 data e proponga differenti modalit\u00e0 d\u2019interazione con i gruppi di riferimento. La diversit\u00e0 deve essere connotata positivamente, il conflitto utilizzato come risorsa per il cambiamento; la soggettivit\u00e0 non deve dipendere da codici pre-formati, ma da autenticit\u00e0, creativit\u00e0. Per realizzare il passaggio dall\u2019identicit\u00e0 all\u2019autenticit\u00e0, il Calamaio utilizza il gruppo come importante strumento di formazione, poich\u00e9 favorisce l\u2019abbattimento di stereotipi e l\u2019apertura del pensiero; il gruppo, infatti, aiuta a porsi domande e a confrontarsi.<br \/>\nIl Progetto lavora, inoltre, sul pregiudizio; al riguardo la prima cosa da fare \u00e8 verificare quali siano le idee ricorrenti, analizzare cio\u00e8 l\u2019immaginario collettivo. Gli stereotipi, infatti, sebbene abbiano la funzione di rassicurare e fornire una visione semplificata della realt\u00e0, demotivano i processi di conoscenza e, quindi, la problematizzazione delle idee e dei comportamenti usuali. Confermare il gi\u00e0 noto, o presunto tale, non pu\u00f2 che creare disinformazione, mentre l\u2019informazione \u00e8 il punto di partenza per la comprensione di ogni fenomeno e l\u2019eventuale modifica di opinioni e atteggiamenti. Si tratta perci\u00f2 di una pedagogia alternativa, ossia un\u2019educazione alla critica, alla rottura dei dogmi, del gi\u00e0 dato. L\u2019educatore, individuati campi specifici di riflessione, stimola, infatti, altri modi di fare e pensare, in particolare rispetto a quei comportamenti di complicit\u00e0 e sudditanza ritenuti \u201cnormali\u201d, o comunque non modificabili, dalla maggioranza della popolazione.<br \/>\nA partire da alcuni aspetti tipici della cultura mafiosa \u00e8 possibile individuare delle altre possibili direzioni educative. Ad esempio, le gerarchie tipiche della struttura dell\u2019associazione criminale, basate su un potere carismatico e sull\u2019ineguaglianza nei rapporti interpersonali, sono un primo punto da cui partire per far acquisire una logica dei rapporti sociali in cui diritti e doveri dei cittadini sono previsti da regole oggettive, al di l\u00e0 delle sudditanze clientelari e dei favoritismi. Cos\u00ec l\u2019educatore del Calamaio cerca di cogliere ogni occasione per sottolineare l\u2019uguale dignit\u00e0 di ogni persona, a partire dalla persona con deficit, e per avviare un percorso di formazione etico-politica nei giovani.<br \/>\nUn altro aspetto tipico della cultura mafiosa \u00e8 il maschilismo: la donna \u00e8 inferiore all\u2019uomo, essenzialmente legata al ruolo di moglie e madre. Si tratta di sovvertire questo maschilismo attraverso una pedagogia che favorisca l\u2019incontro e il confronto e un\u2019educazione alla differenza, alla relazione femminile-maschile che valorizzi ogni forma di alterit\u00e0, ma anche le uguaglianze.<br \/>\nPer quanto riguarda gli atteggiamenti tipici dell\u2019omert\u00e0, innanzitutto ci si deve chiedere a quali bisogni essa risponde. Sicuramente tra questi vi \u00e8 la protezione, diversamente conseguibile attraverso la solidariet\u00e0 e, quindi, attraverso la concretizzazione in spazi effettivi di una cultura solidale in cui il giovane possa sentirsi riconosciuto e confermato.<br \/>\nAlla svalutazione del lavoro propria della mafia e ai guadagni facili delle attivit\u00e0 illegali, il Calamaio, senza negare le esigenze di gioco e convivialit\u00e0, che anzi sono strumenti indispensabili per il lavoro dell\u2019\u00e9quipe, evidenzia l\u2019insostituibilit\u00e0 dell\u2019attivit\u00e0 pratica ai fini dell\u2019autorealizzazione personale.<br \/>\nInfine, alla violenza il Progetto contrappone, in un\u2019ottica preventiva, modelli alternativi che esprimono chiaramente come l\u2019aggressivit\u00e0 non sia sinonimo di forza; \u00e8 possibile raggiungere i propri obiettivi attraverso il confronto dialogico, che arricchisce, e il ricorso alla legge. Naturalmente le attivit\u00e0 proposte tengono in conto la differenza di et\u00e0 dei ragazzi cui ci si rivolge, per cui ad esempio con i pi\u00f9 piccoli il discorso parte da s\u00e9, dall\u2019importanza del rispetto reciproco, fatto maturare attraverso il gioco cooperativo.<br \/>\nIl Calamaio, quindi, si pone, tra gli altri, l\u2019obiettivo di fornire ai pi\u00f9 giovani gli strumenti per interpretare correttamente la realt\u00e0, per distinguere legalit\u00e0 e illegalit\u00e0, onest\u00e0 e corruzione e gestire la propria esistenza come cittadini liberi e consapevoli. Non si tratta di \u201cinsegnare\u201d qualcosa, ma di \u201ccondividere\u201d stili di vita, valori e sentimenti, aiutando le nuove generazioni a crescere attraverso esempi positivi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cos\u2019\u00e8 l\u2019educazione  alla legalit\u00e0?  Negli ultimi anni, in particolare  in seguito alle stragi mafiose del 1992 e a Tangentopoli, \u00e8 maturata nella  societ\u00e0 italiana la<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3605],"edizioni":[44],"autori":[277],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/103"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=103"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/103\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5366,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/103\/revisions\/5366"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=103"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=103"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=103"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=103"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=103"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=103"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=103"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=103"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=103"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}