{"id":1034,"date":"2011-01-31T16:11:26","date_gmt":"2011-01-31T16:11:26","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1034"},"modified":"2011-01-31T16:11:26","modified_gmt":"2011-01-31T16:11:26","slug":"organismi-esistenti-e-organismi-viventi---superabile-gennaio-2011---2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1034","title":{"rendered":"Organismi esistenti e organismi viventi &#8211; Superabile, Gennaio 2011 &#8211; 2"},"content":{"rendered":"<p class=\"rteleft\">Il 13 dicembre scorso &egrave; caduto l&#8217;anniversario dell&#8217;approvazione, nel 2006 da parte delle Nazioni Unite, della Convenzione sui diritti delle persone con disabilit&agrave;, ratificata definitivamente dall&#8217;Italia nel febbraio 2009. Pochi giorni prima, il 3, si &egrave; festeggiata, invece, la Giornata Internazionale dei Diritti delle persone con disabilit&agrave;, una scadenza in vista della quale si preparano e presentano numerose iniziative, momenti di riflessione e di informazione. Insomma, una ricorrenza che consente di fare cultura con una visibilit&agrave; tendenzialmente maggiore rispetto alla media annuale&#8230; Comunque, ogni &quot;Giornata&quot; si risolve appunto in &quot;una giornata&quot; e, come tale, ha vita breve: pur riconoscendone il valore non solo simbolico, non credo che meriti grande attenzione, al di l&agrave; di quella che le dedicano anche i mass media pi&ugrave; distratti&#8230;senza sottovalutare o ignorare ci&ograve; che di interessante i vari soggetti pi&ugrave; o meno istituzionali organizzano in quella data.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Di ben altra portata &egrave;, invece, il peso politico e sociale della Convenzione delle Nazioni Unite. So benissimo che anche il ruolo dell&#8217;O.N.U. &egrave; da anni oggetto di discussione (necessaria) sui suoi meccanismi decisionali, sul peso attualmente non riconosciuto a nazioni e ad intere aree geografiche del mondo; di un mondo sempre pi&ugrave; multipolare e la cui assenza di un centro definito necessita di un forma di governo super partes ad esso adeguata. Senza contare che spesso i documenti e le risoluzioni approvati dalle Nazioni Unite stesse non riescono ad essere vincolanti per chi dovrebbe sottoporsi ed adeguarsi ad essi. So altrettanto bene che riconoscersi attorno a diritti universali &egrave; un&#8217;operazione semplice solo a livello ideale, perch&eacute; le basi culturali e di diritto non sono comuni a tutti: ed &egrave; un &quot;salto&quot; quantomeno illegittimo ritenere che le nostre siano a priori le pi&ugrave; adeguate.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Ma, al di l&agrave; di questo, l&#8217;importanza di un documento come quello approvato quattro anni fa e attorno al quale si era creato un consenso molto ampio &egrave; innegabile. Scrivere &quot;nero su bianco&quot; diritti e doveri delle persone disabili, recependo le legislazioni pi&ugrave; avanzate in materia e non limitandosi ad una soluzione di basso profilo, &egrave; sempre un atto forte che pu&ograve; far crescere la cultura sul tema. Per alcuni, davvero, una base di partenza per sviluppare politiche ancora sconosciute.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">A livello mondiale esiste una disomogeneit&agrave; enorme nelle politiche &quot;per&quot; la disabilit&agrave;; gi&agrave; a livello europeo &egrave; riscontrabile una variet&agrave; di approcci significativa. La Convenzione pu&ograve; essere, quindi, di grande aiuto in questo senso: rappresenta un cambio di paradigma, di cultura e di impostazione verso la condizione delle persone con disabilit&agrave; che forse noi, dal nostro punto d&#8217;osservazione privilegiato, non possiamo apprezzare appieno, ma che altrove pu&ograve; assumere un rilievo sostanziale.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Come riportato proprio da www.superabile.it, peraltro, iIl Protocollo aggiuntivo prevede che a presentare segnalazioni e denunce al Comitato dei diritti possano essere anche persone singole o gruppi non nominati dagli Stati firmatari. Una forma di controllo &quot;dal basso&quot;, da parte della societ&agrave; civile, assai apprezzata dalle associazioni dei disabili, che sottolineano la possibilit&agrave; di sottrarre i ricorsi agli eventuali calcoli di tipo politico&raquo;.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Inoltre (ed &egrave; la ragione per cui proponiamo oggi questo contributo e non in occasione dell&#8217;anniversario vero e proprio della Convenzione), pur con un anno e mezzo di ritardo dalla data prevista, a met&agrave; dicembre 2010 si &egrave; riunito per la prima volta l&#8217;Osservatorio nazionale sulle condizioni delle persone con disabilit&agrave;. Si &egrave; trattato di un incontro prevedibilmente interlocutorio e preparatorio, ma, ricordiamolo, all&#8217;Osservatorio sono attribuiti compiti importanti, quali la promozione dell&#8217;attuazione della Convenzione O.NU.; la predisposizione di un programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l&#8217;integrazione delle persone disabili; la raccolta di dati statistici; la stesura di una relazione sullo stato di attuazione delle politiche sulla disabilit&agrave;. Quindi? Il documento c&#8217;&egrave;, gli strumenti ci sono, le leggi ci sono&#8230;ma poi, e qui stiamo parlando anche della nostra nazione, le risorse per promuovere politiche degne di questo nome sono sempre le prime ad essere messe in discussione (restando ai casi recenti pi&ugrave; eclatanti, al di l&agrave; degli esiti finali, l&#8217;aumento della percentuale di invalidit&agrave; per la pensione e il taglio indiscriminato di insegnanti di sostegno a fronte di un aumento pesante degli alunni disabili); l&#8217;inserimento nel mondo del lavoro &egrave; ancora occasionale e non assume mai i connotati di un meccanismo funzionante; l&#8217;accessibilit&agrave; alla cultura e all&#8217;arte viene considerata quantomeno un aspetto marginale.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Come ha scritto un utente del sito www.disabili.com commentando l&#8217;ultimo Rapporto Istat sulla disabilit&agrave; in Italia, &laquo;fa poco ben sperare nel Rapporto proprio lo scarto tra la consapevolezza teorica della dimensione sociale della disabilit&agrave; e l&#8217;incapacit&agrave; pratica di lettura del bisogno di soluzioni strutturali e non assistenziali e di strumenti e ausili per l&#8217;autonomia, la produttivit&agrave;, il benessere fisico e relazionale di cittadini che non vogliono essere n&eacute; sentirsi &quot;di peso&quot;&raquo;. Questo per dire che il dato legale, formale, va sempre misurato con le sue traduzioni concrete; anzi, direi che trova il suo senso solo nel momento in cui viene tradotto e trova la sua effettivit&agrave;, quando cio&egrave; porta ad un cambiamento tangibile. E&#8217; alla luce di ci&ograve; che &egrave; davvero reale che si possono valutare la qualit&agrave; e l&#8217;attualit&agrave; della Convenzione. Quantomeno, da circa un mese, l&#8217;Osservatorio non &egrave; pi&ugrave; una previsione di legge, ma un organismo esistente. E speriamo &quot;vivente&quot;. Scrivete a claudio@accaparlante.it. (Claudio Imprudente)<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 13 dicembre scorso &egrave; caduto l&#8217;anniversario dell&#8217;approvazione, nel 2006 da parte delle Nazioni Unite, della Convenzione sui diritti delle persone con disabilit&agrave;, ratificata definitivamente dall&#8217;Italia nel febbraio 2009. 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