{"id":1039,"date":"2011-02-21T11:19:52","date_gmt":"2011-02-21T11:19:52","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1039"},"modified":"2011-02-21T11:19:52","modified_gmt":"2011-02-21T11:19:52","slug":"insegnante-di-sostegno-diritto-o-dovere---superabile-febbraio-2011---1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1039","title":{"rendered":"Insegnante di sostegno, diritto o dovere? &#8211; Superabile, febbraio 2011 &#8211; 1"},"content":{"rendered":"<p>A gennaio ho pubblicato un articolo su &quot;Il Messaggero di Sant&#8217;Antonio&quot;, prendendo spunto dal contenuto di un&#8217;intensa corrsopondenza con Claudia, mamma di Irene. L&agrave; anticipavo che, se fossi riuscito, avrei pubblicato un contributo scritto direttamente da Claudia, saltando la mia &quot;mediazione&quot; giornalistica. Di seguito potete leggere la prima parte del suo articolo, che sar&agrave; presto seguita dalla seconda<\/p>\n<p>Sono la mamma di una bimba con Sindrome di Down, Irene. <br \/>\nIrene ha quasi due anni e mezzo, &egrave; una bimba gioiosa e furbetta, divertente e riflessiva. Ora cammina in modo deciso alla scoperta del mondo ed inizia a pronunciare le prime parole, spinta da un forte desiderio di farsi capire. A noi piace moltissimo guardarla nelle sue esplorazioni, nei suoi sorrisi, nel suo modo di comunicare, anche nella sua goffaggine nel camminare! <br \/>\nDa settembre 2010 frequenta il nido comunale, in un gruppo di pari et&agrave;, dove si &egrave; inserita con facilit&agrave; e partecipa felice alla vita &quot;sociale&quot;, anche grazie all&#8217;intelligenza ed alla disponibilit&agrave; della sua maestra Patrizia e del resto del personale, capaci di accogliere Irene con attenzione e leggerezza al tempo stesso. In questo contesto aperto ed accogliente, Irene riesce a regalare giorno dopo giorno, sia a noi cha alla maestra, la gioia e la sorpresa di continui apprendimenti. <br \/>\nTutto sta quindi procedendo al meglio, ma&#8230; Una nuova &quot;sfida&quot; si affaccia alla nostra porta: l&#8217;imminente iscrizione alla Scuola d&#8217;Infanzia. La questione &egrave; cos&igrave; semplice e cos&igrave; complessa al tempo stesso: continuo a sorprendermi di quanto una cosa cos&igrave; semplice possa diventare cos&igrave; incredibilmente complicata!<br \/>\nMi spiego. Da quando ho inziato ad attivarmi per l&#8217;iscrizione, mi sono scontrata con l&#8217;idea che il diritto all&#8217;inclusione scolastica coincide con il diritto all&#8217;insegnante di sostegno. Sento fastidioso questo abbinamento automatico: perch&eacute; le due cose si sono cos&igrave; sovrapposte!? Non &egrave; questo che dice la legge sull&#8217;integrazione. Non &egrave; questo che dicono alcune circolari ministeriali. Non &egrave; questo che dicono molti esperti. E non &egrave; questo ci&ograve; che penso serva alla mia Irene! <br \/>\nLa richiesta dell&#8217;insegnante di sostegno sembra ormai essere l&#8217;esito di un processo acritico ed automatico, una prassi ormai consolidata ma poco &quot;pensata&quot;: diritto all&#8217;inclusione uguale diagnosi funzionale uguale insegnante di sostegno. La scuola lo d&agrave; per scontato. I servizi lo danno per scontato. Le famiglie pure. L&#8217;ipotesi di non richiederlo sembra assurda: com&#8217;&egrave; pensabile rinunciare ad un diritto cos&igrave; importante?<br \/>\nIo invece sento il bisogno di fermare la corsa burocratica e pensarci un attimo: davvero l&#8217;insegnante di sostegno sarebbe un&#8217;opportunit&agrave; per mia figlia in questo momento? Penso di no. I motivi sono tanti. Ne cito solo alcuni. <br \/>\nPrimo, stiamo parlando della Scuola dell&#8217;Infanzia.<br \/>\nPoi ho un&#8217;idea radicata: le cosidette &quot;professioni d&#8217;aiuto&quot; vanno usate con attenzione e moderazione (e lo dico da psicologa): se da una parte offrono aiuto, dall&#8217;altra possono etichettare, trasmettere messaggi di deficit ed inadeguatezza, molto pericolosi in et&agrave; evolutiva. <br \/>\nUn p&ograve; come l&#8217;utilissimo antibiotico: sappiamo bene che se ne abusiamo, l&#8217;inefficacia non tarder&agrave; a comparire. L&#8217;idea &quot; pi&ugrave; ne usi meglio &egrave;&quot; (spesso diffusa negli interventi riabilitativi, terapeutici, di sostegno), pu&ograve; essere molto pericolosa. <br \/>\nQuindi mi chiedo: serve proprio a Irene l&#8217;insegnante di sostegno alla Scuola d&#8217;Infanzia ove la didattica ha un ruolo ancora limitato? O la sua presenza rischia di etichettarla gi&agrave; come inadeguata, incapace, deficitaria in un momento della sua vita in cui non &egrave; poi cos&igrave; vero n&egrave; necessario? Perch&egrave; devo gi&agrave; sottolineare le sue differenze come se fossero differenze negative, mancanti, problematiche tanto da necessitare una adulto tutto per lei per &quot;normalizzarla&quot; il pi&ugrave; possibile? Ne trarrebbe giovamento la sua autostima? E la sua autonomia? L&#8217;avere un adulto &quot;tutto per s&egrave;&quot; non rischia di &quot;infantilizzarla&quot; pi&ugrave; del dovuto e di ostacolare processi di autonomizzazione che potrebbero invece pi&ugrave; facilmente svilupparsi se lei potesse essere trattata come tutti gli altri bimbi?<br \/>\nSpesso si sente dire che i bambini con disabilit&agrave; sono innanzitutto bambini: posso capire che chi non ha avuto la fortuna di crescere per due anni e mezzo con una bimba come Irene possa fare pi&ugrave; fatica a cogliere la veridicit&agrave; di questa affermazione. Come mamma per&ograve; sento profondamente che &egrave; cos&igrave;: innanzittutto una bambina, con bisogni, desideri e modi simili a qualsiasi bambino. <br \/>\nChe ci siano dei limiti, questo &egrave; innegabile. Non dobbiamo neanche negare, per&ograve;, che spesso ipervalutiamo i limiti, perch&egrave; ci&ograve; che &egrave; diverso ci spaventa e ci mette a disagio. Sopravvalutiamo il limite per avere la sensazione che, definendolo, lo possiamo gestire meglio.<br \/>\nForse allora pu&ograve; essere utile fermarsi un attimo, bloccare le prassi consolidate e gli automatismi interventistici. <br \/>\nSenza attese miracolistiche, con la consapevolezza che l&#8217; inclusione scolastica sar&agrave; un obiettivo mai raggiunto completamente e che dobbiamo fare tutti insieme un passo dietro l&#8217;altro.<br \/>\nL&#8217;inizio, per me, per noi, per quello che pu&ograve; fare la nostra famiglia per contribuire a questo processo, &egrave; questo: dare fiducia alla nostra bimba, dare fiducia alle insegnanti che l&#8217;accoglieranno, alla scuola, a noi come famiglia. Puntare sulle potenzialit&agrave; di tutti e sperimentare un percorso scolastico alla scuola materna ove siano presenti le insegnanti curriculari in prima linea, la mia Irene, la nostra famiglia, le associazioni, i professionisti che sapranno aiutarci e sostenerci. <br \/>\nUn modo per iniziare pu&ograve; essere, dunque, questo: sfidare i nostri pregiudizi e le nostre paure e vedere l&#8217;ingresso di Irene alla scuola materna come un&#8217;opportunit&agrave; per tutti oltre che come un impegno ed una fatica in pi&ugrave;. Iniziare concretamente, con questa scelta di rinunciare ad un diritto, quello all&#8217;insegnante di sostegno, che sembra essere diventato un dovere.<\/p>\n<p>Claudia Trombetta<\/p>\n<p>Il mio articolo su &quot;Il Messaggero di Sant&#8217;Antonio&quot; potete leggerlo cliccando qui <a href=\"http:\/\/www.messaggerosantantonio.it\/messaggero\/pagina_articolo.asp?R=Vivere insieme&amp;ID=2082\">http:\/\/www.messaggerosantantonio.it\/messaggero\/pagina_articolo.asp?R=Vivere insieme&amp;ID=2082<\/a>.<\/p>\n<p>Scrivete come sempre a <a href=\"mailto:claudio@accaparlante.it\">claudio@accaparlante.it<\/a> o sul mio profilo di Facebook oppure scrivete direttamente a Claudia: <a href=\"mailto:ctrombetta@inwind.it\">ctrombetta@inwind.it<\/a><\/p>\n<p>Claudio Imprudente<\/p>\n<p>\n(Pubblicato su <a href=\"http:\/\/www.superabile.it\">www.superabile.it<\/a>, il 18 febbraio 2011)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A gennaio ho pubblicato un articolo su &quot;Il Messaggero di Sant&#8217;Antonio&quot;, prendendo spunto dal contenuto di un&#8217;intensa corrsopondenza con Claudia, mamma di Irene. 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