{"id":1062,"date":"2011-04-04T11:01:51","date_gmt":"2011-04-04T11:01:51","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1062"},"modified":"2011-04-04T11:01:51","modified_gmt":"2011-04-04T11:01:51","slug":"meno-sostegno-dibattito-aperto---il-messaggero-di-sant-antonio-aprile-2011","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1062","title":{"rendered":"Meno sostegno, dibattito aperto &#8211; Il Messaggero di Sant&#8217;Antonio, Aprile 2011"},"content":{"rendered":"<p>L&rsquo;articolo di gennaio dal titolo &quot;Meno sostegno pi&ugrave; inclusione?&quot; (del quale potete leggere il seguito scritto direttamente da Claudia Trombetta, la mamma dalla cui vicenda l&rsquo;articolo partiva, sul sito <a href=\"http:\/\/www.educationduepuntozero.it\">http:\/\/www.educationduepuntozero.it<\/a>) ha dato avvio a uno scambio di idee molto interessante &ndash; animato, come prevedibile, da molti insegnanti di sostegno, ma non solo &ndash; che ci permette di individuare ambiti tematici e criticit&agrave; solo sfiorati dal mio scritto. Subito un aspetto importante: gli insegnanti che mi hanno risposto sottolineano spesso l&rsquo;importanza, il &laquo;bisogno&raquo; della presenza dell&rsquo;alunno disabile in classe, come risorsa per tutti (e non come generatore di problemi e difficolt&agrave; aggiuntive).<\/p>\n<p>Un elemento critico che emerge da pi&ugrave; lettere riguarda, invece, la qualit&agrave; delle condizioni lavorative dell&rsquo;insegnante, riconoscendo la validit&agrave; della questione centrale che avevo messo in evidenza. Grazia scrive: &laquo;Per l&rsquo;esperienza maturata negli ultimi dieci anni di carriera mi sono trovata a domandarmi: ai fini dell&rsquo;inclusione, &ldquo;serve&rdquo; la mia presenza? E ancor di pi&ugrave; per gli alunni gravi, serve l&rsquo;insegnante di sostegno in una scuola impreparata ad accoglierli? Nei casi pi&ugrave; lievi, invece, serve per &ldquo;fare la differenza&rdquo;? Forse e involontariamente ho aperto un capitolo triste e doloroso: nella scuola siamo tutti numeri, l&rsquo;alunno e il docente, e l&rsquo;umanit&agrave; &egrave; affidata al cuore di ciascuno. Nobile &egrave; la legge 104, ma da rivedere&raquo;.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nAltri auspicano uno scambio costante di idee ed esperienze per poter definire meglio parametri quanto pi&ugrave; condivisi, in modo da capire chi e per quanto tempo (o in che ordine di studi) possa fare a meno dell&rsquo;insegnante di sostegno, pur avvertendo che in ultima istanza la decisione deve spettare alla famiglia e che in ogni caso non &egrave; possibile una generalizzazione. Altri ancora ritengono non problematico il discorso se riferito alla scuola dell&rsquo;infanzia, suggerendo per&ograve;, come fa Ausilia, che &laquo;l&rsquo;insegnante specializzato, essendo competente e operando &ldquo;in punta di piedi&rdquo; nel contesto classe, &egrave; in grado di rilevare precocemente nel bambino la mancanza di prerequisiti fondamentali all&rsquo;apprendimento. &Egrave; poi determinante che l&rsquo;insegnante di sostegno non sia percepito dagli alunni come &ldquo;l&rsquo;insegnante del bambino con problemi&rdquo;, bens&igrave; &ldquo;l&rsquo;insegnante di tutti gli alunni&rdquo;, come gli altri docenti. Ci&ograve; dipende dalla professionalit&agrave; &ndash; oltre che dal buonsenso &ndash; di tutti i colleghi, che devono sempre ricoprire all&rsquo;interno della classe ruoli intercambiabili&raquo;.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nDa accogliere e meditare anche gli interventi in pi&ugrave; deciso disaccordo. Rita, ad esempio, si mostra perplessa: &laquo;Se con il termine inclusione intendiamo la partecipazione attiva alla vita scolastica dell&rsquo;alunno con bisogni speciali, come si pu&ograve; affermare che sia molto meglio senza l&rsquo;insegnante di sostegno? L&rsquo;approccio inclusivo presuppone un docente competente che aiuti l&rsquo;alunno ad acquisire quelle abilit&agrave; fondamentali per un&rsquo;interazione corretta con ambienti e compagni. L&rsquo;et&agrave; della scuola dell&rsquo;infanzia &egrave; quella in cui si interviene con maggior efficacia nei risultati. Sono una docente di sostegno, non vivo in simbiosi con l&rsquo;alunno, ma credo nel mio lavoro. Apprezzo l&rsquo;articolo, ma non generalizziamo&raquo;.<br \/>\nMolteplici voci, molteplici aspetti, numerosi (e doverosi) piani di lettura. Invito a proseguire questo confronto, data la qualit&agrave; delle risposte e degli spunti arrivati sino ad ora, a testimonianza che l&rsquo;azione della signora Trombetta non &egrave; una pretesa slegata dalla realt&agrave;; piuttosto &egrave; un tentativo mosso dall&rsquo;osservazione, dalla conoscenza di sua figlia, un tentativo che ci invita ad approfondire le questioni e a non considerarle date una volta per tutte. Scrivete a <a href=\"mailto:claudio@accaparlante.it\">claudio@accaparlante.it<\/a> o sul mio profilo di Facebook.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Claudio Imprudente&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&rsquo;articolo di gennaio dal titolo &quot;Meno sostegno pi&ugrave; inclusione?&quot; (del quale potete leggere il seguito scritto direttamente da Claudia Trombetta, la mamma dalla cui vicenda l&rsquo;articolo partiva, sul sito http:\/\/www.educationduepuntozero.it) ha dato avvio a uno scambio di idee molto interessante &ndash; animato, come prevedibile, da molti insegnanti di sostegno, ma non solo &ndash; che ci permette di individuare ambiti tematici e criticit&agrave; solo sfiorati dal mio scritto.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[3605,3607],"edizioni":[],"autori":[2592],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3712],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1062"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1062"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1062\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1062"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1062"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1062"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=1062"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=1062"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=1062"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=1062"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=1062"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=1062"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}