{"id":1073,"date":"2011-05-02T15:23:39","date_gmt":"2011-05-02T15:23:39","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1073"},"modified":"2011-05-02T15:23:39","modified_gmt":"2011-05-02T15:23:39","slug":"il-valore-di-un-confine---il-messaggero-di-sant-antonio-maggio-2011","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1073","title":{"rendered":"Il valore di un confine &#8211; Il Messaggero di sant&#8217;Antonio, maggio 2011"},"content":{"rendered":"<p>Pi&ugrave; volte ho riflettuto, anche in queste pagine, sulla sofferenza (e la sua percezione), descrivendola come risultato di associazioni improprie tra elementi (Disabilit&agrave; non fa rima con solitudine, &laquo;Messaggero di sant&rsquo;Antonio&raquo; novembre 2008) o come una prospettiva grazie alla quale ci possiamo riappropriare di una capacit&agrave; &laquo;visionaria&raquo; per intendere e modellare la realt&agrave; (La fragilit&agrave; visionaria, &laquo;Messaggero di sant&rsquo;Antonio&raquo; maggio 2010).<br \/>\nMa cosa dire rispetto alla condivisione della sofferenza?<br \/>\nNadia mi ha scritto di M. e della sua volont&agrave; di vivere il dolore da solo: &laquo;Non so nulla di che cosa possa voler dire sperimentare ci&ograve; che lui soffre. Questo potrebbe rappresentare una distanza incolmabile? Ma, considerata la nostra specifica unicit&agrave;, sarebbe mai possibile partecipare del vissuto altrui? Sarebbe tremendo e, direi, andrebbe contro ci&ograve; che mi pare l&rsquo;originalit&agrave; (il segno, l&rsquo;orma interiore) dell&rsquo;essere persona, ossia la possibilit&agrave; &ndash; o quasi necessit&agrave; &ndash; costitutiva del rivolgersi al &ldquo;tu&rdquo;. In una cecit&agrave; subita o scelta, senza lo sguardo altrui, che cosa potrebbe restarci se non il deserto?&raquo;. <\/p>\n<p>Rispondo che non si tratta di stabilire che cosa si perde nei casi in cui non &egrave; possibile essere o rendere partecipi di qualcosa che riguarda altri o noi.<br \/>\nLe cose non sono a senso unico.<br \/>\nLe cose, nostro malgrado, sono mobili, mutevoli. Non c&rsquo;&egrave; un&rsquo;essenza da rispettare o smentire. Non ci sono terreni da conoscere necessariamente. Se M. viveva quel dolore in modo non condiviso, a un certo punto occorreva prendere solo atto di quel che diceva e desiderava. E forse trarre una lezione anche da questo.<br \/>\nNadia, ancora, chiede: &laquo;Tu scrivi in un modo molto intenso. Non ho facile accesso alla tua scrittura, ma ci provo. &Egrave; come una sfida a rompere, a primavera, delle zolle indurite e resistenti. Perch&eacute; mi sono messa in mente di rispondere, tuo tramite, a M.? Forse non so misurarmi con la malattia. Irrazionalmente la temo. Mi chiedo: &egrave; rifiuto della fragilit&agrave; il mio? Il tuo dire mi ha indicato di scavare pi&ugrave; a fondo. La sottintesa intenzione del &ldquo;dare&rdquo; viene messa in discussione quando tu dici che non si tratta di &ldquo;stabilire che cosa si perde&rdquo;. Si tratta forse di oltrepassare sia termini di &ldquo;gestione&rdquo; che di &ldquo;giudizio&rdquo;? Ma allora&#8230; &egrave; il caso di scrivere a M.?&raquo;.<\/p>\n<p>&Egrave; vero: a volte le parole e i pensieri sono come zolle dure in primavera, che vanno &laquo;forzate&raquo; per essere attraversate, piegate, avvicinate. E, nel mio caso, tanto pi&ugrave; la situazione &egrave; cos&igrave;, quanto pi&ugrave; sento un argomento difficile, non solo da scrivere e descrivere, ma anche soltanto da pensare. Non solo difficile per il ragionamento, quindi, ma anche rispetto alla capacit&agrave; di affrontarlo, di &laquo;arrivarci&raquo; con il sentire. L&igrave; si creano dubbi e incertezze che la scrittura deve cercare di mimare e riportare, anche &laquo;indurendosi&raquo;, se necessario. In una realt&agrave; inafferrabile non possiamo muoverci come se essa non fosse tale. Il rischio &egrave; che questo atteggiamento, a sua volta, produca incertezze. Agendo diversamente, per&ograve;, rischiamo proprio di non capirla affatto questa realt&agrave; e di produrre solo incomprensioni o ferite nel confronto con gli altri.<br \/>\nIl punto, allora, &egrave; che non possiamo contare che su &laquo;conquiste&raquo; parziali: ci viene chiesto di abbandonare di continuo posizioni per occuparne altre. Questo non vuol dire smentire noi stessi o quello che sta davanti a noi o, appunto, costringerci all&rsquo;inazione. Vuol dire provare a costruire e ricostruire un rapporto pi&ugrave; intenso con le cose e con le persone, affinch&eacute; comprendiamo che non abbiamo di fronte dei monoliti, non stiamo interpretando e parlando a dei minerali.<br \/>\nMa non era di &laquo;semplice&raquo; sofferenza che dovevamo discutere?<br \/>\nScrivete a claudio@accaparlante.it o sul mio profilo di Facebook.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pi&ugrave; volte ho riflettuto, anche in queste pagine, sulla sofferenza (e la sua percezione), descrivendola come risultato di associazioni improprie tra elementi (Disabilit&agrave; non fa rima con solitudine, &laquo;Messaggero di sant&rsquo;Antonio&raquo; novembre 2008) o come una prospettiva grazie alla quale ci possiamo riappropriare di una capacit&agrave; &laquo;visionaria&raquo; per intendere e modellare la realt&agrave; (La fragilit&agrave; visionaria, &laquo;Messaggero di sant&rsquo;Antonio&raquo; maggio 2010).<br \/>\nMa cosa dire rispetto alla condivisione della sofferenza?<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[3607],"edizioni":[],"autori":[2592],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3712],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1073"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1073"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1073\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1073"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1073"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1073"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=1073"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=1073"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=1073"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=1073"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=1073"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=1073"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}