{"id":109,"date":"2009-11-04T17:04:38","date_gmt":"2009-11-04T17:04:38","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=109"},"modified":"2025-11-21T10:08:06","modified_gmt":"2025-11-21T09:08:06","slug":"l-integrazione-come-opportunit-per-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=109","title":{"rendered":"7. L&#8217;integrazione come opportunit\u00e0 per tutti"},"content":{"rendered":"<p>Di Meris Pedrizzi\u00a0<strong><\/p>\n<p>Integrazione per me vuol dire\u2026<br \/>\n<\/strong>Crescere in un contesto che ti riconosce e ti accetta come persona e con cui puoi interagire in modo attivo e positivo, stabilendo relazioni e lasciando tracce<!--break--> della tua presenza.<\/p>\n<p><strong>A chi si deve il successo dell&#8217;integrazione?<\/strong><br \/>\nL\u2019integrazione \u00e8 il successo di diverse persone e professionalit\u00e0 che sono di fatto coinvolte nel processo di integrazione. Il bambino\/a con deficit per \u00e8, da subito, al suo ingresso nella scuola dell\u2019infanzia, inserito in una trama di rapporti e relazioni umane chiamate a svolgere il proprio ruolo in modo positivo ed efficace, nella consapevolezza della reciproca interdipendenza:<br \/>\n&#8211; il bambino\/a con deficit;<br \/>\n&#8211; gli altri bambini;<br \/>\n&#8211; la famiglia;<br \/>\n&#8211; il gruppo dei genitori;<br \/>\n&#8211; le istituzioni;<br \/>\n&#8211; il coordinamento;<br \/>\n&#8211; le insegnanti della sezione;<br \/>\n&#8211; gli altri operatori del plesso scolastico frequentato dal bambino, nei loro diversi ruoli professionali;<br \/>\n&#8211; la scuola che viene prima \u00e8 quella che viene dopo.<br \/>\nL\u2019integrazione c\u2019\u00e8 quando queste componenti si ascoltano e si confrontano in una situazione delicata e complessa quale \u00e8 quella del bambino\/a disabile; l\u2019integrazione non \u00e8 superare tutti i problemi, ma cercare di farsene carico, ognuno con il proprio ruolo.<\/p>\n<p><strong>Pensando a un bambino disabile o che ha delle difficolt\u00e0, sono contento quando\u2026<br \/>\n<\/strong>Sorride e manifesta di venire volentieri a scuola; quando mostra piacere nel fare delle cose; quando scopro un canale per comunicare con lui o lei; quando tutto ci\u00f2 diventa un patrimonio condiviso dagli altri bambini e in questo caso intendo in modo particolare il gruppo sezione e li arricchisce nelle loro competenze relazionali; sono consapevole che ci\u00f2 non pu\u00f2 avvenire se non con un coinvolgimento della famiglia.<\/p>\n<p><strong>Pensando a un bambino disabile o che ha delle difficolt\u00e0, mi riesce difficile\u2026<br \/>\n<\/strong>Confrontarmi con le famiglie e con gli operatori della AUSL, mantenendo chiaro il ruolo della scuola e quello mio di insegnante. Dobbiamo da un lato salvaguardare l\u2019unicit\u00e0 del bambino in difficolt\u00e0 e dall\u2019altro non perdere mai di vista ci\u00f2 che ci compete. Il che vuol dire accettare di guardare il bambino anche attraverso altri punti d\u2019osservazione, cercando di scorgere gli elementi utili per elaborare un progetto fortemente tarato sulla propria realt\u00e0 scolastica. Questo \u00e8 difficile; \u00e8 una sfida che continuamente rimanda al ruolo specifico della scuola nel processo pi\u00f9 ampio dell\u2019integrazione. Un altro aspetto difficile \u00e8 quello dell\u2019ansia: pensare di non star facendo abbastanza per quel bambino\/a, di non dedicare a lui o lei energie e tempo particolari e\/o individuali.<\/p>\n<p><strong>Quale direzione principale pu\u00f2 prendere il ruolo educativo per sostenere e favorire l\u2019integrazione reale di un bambino o una bambina disabile nella comunit\u00e0 educativa?<\/strong><br \/>\nIl ruolo educativo dovrebbe, secondo me, prendere due direzioni fondamentali: quello dell\u2019osservatore attento e quello del \u201cregista\u201d che organizza il contesto in cui opera ed \u00e8 inserito il bambino disabile.<br \/>\nIl ruolo di osservatore \u00e8 fondamentale per leggere e interpretare i messaggi che il bambino\/a disabile invia. \u00c8 attraverso un\u2019osservazione attenta e mirata che si esplica grande parte del ruolo dell\u2019educatore con tutti i bambini e le bambine a noi affidati; la lettura dei bisogni, l\u2019attenzione alle strategie comunicative messe in atto, le dinamiche relazionali che si attivano nel contesto, le preferenze e i gusti che ogni bambino manifesta, la relazione specifica con ogni adulto (i genitori, le insegnanti di sostegno e non, il personale ausiliario), la prevalenza di alcuni canali percettivi rispetto ad altri, l\u2019interesse e la curiosit\u00e0 manifestati costituiscono le tracce da osservare per accompagnare ogni bambino nel suo processo di crescita.<br \/>\nNel caso del bambino con deficit l\u2019osservazione \u00e8 lo strumento privilegiato, attraverso il quale si cerca di definire e interpretare la sua realt\u00e0 aiutandolo a collocare se stesso nel contesto e a modificare il contesto per favorirne lo sviluppo.<br \/>\nL\u2019altra direzione, conseguente a quella che ho appena detto, \u00e8 quella della regia educativa. Il ruolo di regista si esplica attraverso la costante valutazione della funzionalit\u00e0 del contesto in riferimento agli obiettivi condivisi, con la famiglia e con gli operatori della scuola.<br \/>\nA tale fine, fondamentale \u00e8 lo strumento della programmazione che, a seguito di un\u2019attenta verifica, ripensa al contesto per cogliere gli elementi da rafforzare e quelli eventualmente da modificare, elaborando in questo modo un progetto flessibile e il pi\u00f9 possibile adeguato ai bisogni di crescita del bambino\/a in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Quali sono gli elementi costanti che caratterizzano in modo positivo ed efficace le buone pratiche educative per l\u2019integrazione di bambini e bambine disabili?<\/strong><br \/>\n&#8211; Tenere sempre presente il bisogno di autostima e di riconoscimento che caratterizzano i bambini e le bambine disabili o comunque in situazioni di disagio;<br \/>\n&#8211; creare quindi un contesto favorevole alla comunicazione dentro la sezione e pi\u00f9 in generale del plesso scolastico, attivando strategie mirate a evitare l\u2019isolamento o l\u2019esclusione;<br \/>\n&#8211; l\u2019organizzazione di spazi, tempi e materiali assumono quindi grande rilievo nell\u2019accoglienza dei bambini\/e con deficit e per la successiva graduale acquisizione delle autonomie; lo spazio dovr\u00e0 essere attrezzato per accogliere le caratteristiche psicomotorie del bimbo con deficit e tenere conto di eventuali ausili e supporti;<br \/>\n&#8211; conoscenza approfondita della realt\u00e0 familiare e sociale in cui il\/la bambino\/a \u00e8 inserito\/a tramite colloqui individuali, prima della frequenza e durante l\u2019anno o gli anni scolastici; la pratica del colloquio, unitamente alla disponibilit\u00e0 all\u2019ascolto giornaliera sono fondamentali anche per instaurare una relazione di fiducia con la famiglia, che non deve mai sentirsi esclusa e\/o prevaricata nella gestione del rapporto col figlio;<br \/>\n&#8211; conoscenza di tutti gli operatori che hanno avuto o hanno esperienza del bambino con deficit e della sua famiglia per attivare rapporti di collaborazione mirati all\u2019uso sinergico delle proprie competenze e informazioni; ognuno deve avere il proprio ruolo, ma tutti devono interagire con gli altri proprio per salvaguardare l\u2019unicit\u00e0 del bambino ed evitare inutili e dannose confusioni della famiglia;<br \/>\n&#8211; coinvolgimento degli insegnanti di sostegno (quando ci sono) nella programmazione e nella responsabilit\u00e0 globale della sezione, al fine di non rendere esclusivo il suo rapporto col bambino con deficit (anche se in alcune realt\u00e0 non si pu\u00f2, secondo me escludere un rapporto privilegiato);<br \/>\n&#8211; il ruolo dell\u2019insegnante di sostegno deve essere reso chiaro alla famiglia del bambino con deficit e alle altre famiglie fin da subito.<\/p>\n<p><strong>Il bambino disabile e il gruppo dei compagni: quali scambi reciproci sono possibili? Cosa si d\u00e0, cosa si riceve?<\/strong><br \/>\nIl bambino disabile riceve accoglienza e accettazione nelle varie modalit\u00e0 di rapporto; gli altri bambini\/e ricevono delle opportunit\u00e0 derivanti dal misurarsi in un rapporto con qualcuno diverso da loro: la capacit\u00e0 di osservare, di fare attenzione a gesti e linguaggi non verbali, la possibilit\u00e0 di prendersi concretamente cura di qualcuno, la possibilit\u00e0 di superare la diffidenza verso la diversit\u00e0 e di assumere atteggiamenti collaborativi. Non a caso ho parlato di opportunit\u00e0, perch\u00e9 ritengo che nel processo di integrazione non debbano esserci forzature nelle relazioni. Il bambino con deficit pu\u00f2 e deve essere aiutato a interagire con gli altri, ma ogni bambino deve essere e sentirsi libero di scegliere di entrare o no in relazione attiva con lui. Penso inoltre che tutto il gruppo sezione sia avvantaggiato dalla presenza di un bambino con deficit nei ritmi e nei tempi di vita e di attivit\u00e0 della sezione. Non \u00e8 un elemento da sottovalutare se si pensa ai ritmi frenetici generalmente subiti da bambini e bambine del nostro tempo. Voglio dire che una maggior attenzione al benessere individuale non pu\u00f2 che giovare a tutti, adulti compresi.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le preoccupazioni pi\u00f9 forti della famiglia di un bambino con deficit e o in difficolt\u00e0 che entra al nido o alla scuola materna?<\/strong><br \/>\nOccorre, secondo me distinguere: quando la famiglia non ha ancora accettato il problema del bambino, la preoccupazione pi\u00f9 forte \u00e8 quella di ricevere risposte sulla sua \u201cnormalit\u00e0\u201d e sulla propria adeguatezza a fronteggiare la situazione; in questo caso l\u2019atteggiamento \u00e8 quasi sempre iperprotettivo e teso a difendere il bambino dagli interventi esterni; quando invece il deficit \u00e8 conclamato e accettato come tale, la maggiore preoccupazione \u00e8 quella che il proprio figlio\/a non possa venir accettato dai compagni e rischi l\u2019isolamento.<\/p>\n<p><strong>Quali strategie sembrano pi\u00f9 efficaci per coinvolgere la famiglia in un percorso di comunicazione e collaborazione positiva?<\/strong><br \/>\nValorizzare le risorse della famiglia aiutandola ad acquisire fiducia in se stessa e nel proprio bambino o bambina, valorizzando gli aspetti positivi della crescita e le cose che il bambino sa e sa fare. Accogliere le indicazioni della famiglia come risorse su cui impostare progetti, cercando strumenti ponte fra la realt\u00e0 della casa e quella della famiglia. \u00c8 inoltre indispensabile un atteggiamento di disponibilit\u00e0 umana, che non giudica, che non d\u00e0 ricette, che cerca di contenere l\u2019ansia della famiglia sostenendola laddove c\u2019\u00e8 bisogno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Integrazione per me vuol dire\u2026Crescere in un contesto che ti riconosce e ti accetta come  persona e con cui puoi interagire in modo attivo e positivo, stabilendo  relazioni e lasciando tracce<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3592,3593,3605],"edizioni":[44],"autori":[275],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3698],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/109"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=109"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/109\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5353,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/109\/revisions\/5353"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=109"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=109"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=109"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=109"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=109"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=109"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=109"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=109"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=109"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}