{"id":1093,"date":"2011-06-29T11:47:32","date_gmt":"2011-06-29T11:47:32","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1093"},"modified":"2025-10-13T12:50:55","modified_gmt":"2025-10-13T10:50:55","slug":"tele-glad-30-minuti-tutti-i-giorni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1093","title":{"rendered":"Tele Glad&#8230;30 minuti, tutti i giorni"},"content":{"rendered":"<p>Di Alessandra Pederzoli<\/p>\n<p>Domenica 29 ottobre 2006 tra i servizi della trasmissione Report, di Rai Tre, la conduttrice e autrice Milena Gabanelli annuncia una Good news: si tratta di Tv Glad &#8220;tele contenta&#8221;, una tv danese fatta da persone disabili mentali (a esclusione dei tecnici). Il servizio di Stefania Rimini, giornalista del programma, l\u2019intervista pubblicata sul sito e alcuni brevi articoli usciti sulla stampa specializzata (soprattutto on line), la definiscono \u201cla prima televisione al mondo costruita e pensata in questo modo\u201d. In questi termini, attira certo l\u2019attenzione, perlomeno per andare a scoprire pi\u00f9 da vicino le logiche che ne hanno determinato la costituzione e le spinte che ne organizzano quotidianamente il lavoro.<br \/>\nTv Glad ha un sito (<a href=\"http:\/\/www.tv-glad.dk\">www.tv-glad.dk<\/a>), strutturato in diverse sezioni nelle quali sono ben descritti il palinsesto, le puntate dei singoli programmi, i testi delle interviste giornalistiche condotte, coronate da alcune pagine contenenti le informazioni generali che la descrivono nel dettaglio. \u00c8 questa l\u2019unica sezione a essere tradotta in inglese, mentre il resto \u00e8 solo in lingua danese. E da qui si ottengono preziose informazioni.<br \/>\nTv Glad dunque \u00e8 la prima televisione al mondo realizzata da persone disabili mentali: sono circa centotrenta le persone che vi lavorano, distribuite in sei filiali; la maggiore \u00e8 quella di Copenhagen che raccoglie pi\u00f9 della met\u00e0 degli addetti ai lavori (circa settanta). I programmi prodotti vengono trasmessi in una striscia quotidiana di trenta minuti (notturna o diurna, dipende dall\u2019emittente) in diverse televisioni locali danesi, fino a raggiungere un terzo della popolazione della Danimarca. Obiettivo imminente \u00e8 quello di espandere il bacino di utenza in patria ma anche all\u2019estero. Sono gi\u00e0 in essere alcuni tentativi riusciti con successo; Tv Glad infatti riesce a trasmettere in diversi paesi dell\u2019America Latina, grazie alla filiale di Madrid, e ha in corso numerose trattative per aprire studi in Lituania, Svezia, Norvegia, Spagna, Turchia, Cuba, Equador e Cina.<\/p>\n<p><strong>Libert\u00e0 di espressione e di opinione<\/strong><br \/>\n\u201cTv Glad vuole assicurare, incrementare e mantenere il diritto democratico della libert\u00e0 di opinione e di espressione delle persone disabili mentali\u201d \u2013 si legge nel sito \u2013 perch\u00e9 essere capaci di esprimere in modo autonomo la propria vita quotidiana e il saper raccontare storie, sono elementi essenziali per l\u2019autonomia personale e per la creazione di un\u2019identit\u00e0. Il mezzo televisivo \u00e8 stato scelto come strumento privilegiato, per fornire a queste persone la possibilit\u00e0 di comunicare il loro mondo e il mondo che tutti abitiamo, pur non sapendo n\u00e9 leggere n\u00e9 scrivere, nella maggioranza dei casi.<br \/>\nIl servizio mandato in onda da Report mostra bene questa caratteristica, pi\u00f9 volte sottolineata all\u2019interno della presentazione che si legge sul sito. Vediamo una giornalista all\u2019opera, mentre conduce un\u2019inchiesta sugli alcolisti. Lo fa andando a parlare con persone alcoliste in un parco di Copenhagen: non sono certo argomenti difficili a spaventare le troupe di Tv Glad! Gli operatori disabili che lavorano all\u2019interno della testata raccontano il loro handicap alla giornalista di Report e spiegano come non sapendo leggere e scrivere, riescano a esprimersi proprio attraverso le interviste grazie alle quali possono \u201cdire qualcosa\u201d.<br \/>\nTv Glad dunque, oltre a compiere un importante compito di natura strettamente culturale, svolge anche un\u2019azione fortemente formativa per le persone stesse che la realizzano. Innanzitutto un\u2019esplicita volont\u00e0 di immettere questo personale nel mercato del lavoro (perch\u00e9 in fondo di questo stiamo parlando), proponendo loro un impiego in un settore che vi rientra a pieno titolo. Ogni mese, infatti, esiste uno stipendio che, in molti casi, va a integrare la pensione di invalidit\u00e0. Non solo. Oltre a lavorare a pieno titolo nel settore delle comunicazioni televisive, tutte le persone disabili mentali che vi sono impiegate, assumono ruoli significativi e di rilievo: sono giornalisti che decidono come strutturare le interviste, le inchieste o i reportage; cos\u00ec come sono loro stessi a condurre, per esempio, i dibattiti o le tavole rotonde mandati in onda. Ma sono anche loro a decidere gli argomenti, le scalette e l\u2019agenda della striscia quotidiana. Certamente \u00e8 importante l\u2019azione di supporto del personale tecnico e qualificato che si arricchisce della presenza di qualche volontario. Sono stati buoni, dunque, i risultati ottenuti finora: sia dal punto di vista \u201ccommerciale\u201d (la striscia quotidiana infatti \u00e8 vista da un grande bacino di utenza, e sta vivendo una fase di notevole espansione), ma anche e soprattutto dal punto di vista educativo per le persone disabili che vi lavorano (imparano a pieno titolo un lavoro).<br \/>\n\u00c8 interessante concentrarsi su questo secondo aspetto che pi\u00f9 volte gli autori del sito sottolineano: chi lavora a Tv Glad impara a fare un mestiere. Quando si pensa alla persona disabile, e disabile mentale, che sta imparando a fare un lavoro si \u00e8 soliti pensare a un tipo di occupazione che abbia a che fare molto pi\u00f9 con il concreto. Con il fare qualcosa in modo meccanico e ripetitivo, forse. Difficile pensare che la persona disabile mentale venga educata e avviata alla carriera televisiva, perch\u00e9 quello della comunicazione e dell\u2019informazione \u00e8 sempre un terreno delicato che si riserva ai pochi che ne abbiano le competenze.<br \/>\nIn realt\u00e0 la sfida duplice messa in atto da questa televisione danese dimostra proprio come, operando un attento lavoro sulla persona, formandola ed educandola ad aprire il proprio mondo interiore alla manifestazione dei propri interessi e alle manifestazioni del mondo, lo si operi, pi\u00f9 o meno direttamente, sulla collettivit\u00e0 nel suo insieme.<\/p>\n<p><strong>E gli argomenti?<\/strong><br \/>\nIl pensare a programmi come Glad Food o Glad magazine condotti da disabili mentali \u00e8 abbastanza rivoluzionario. Il primo un programma sui gusti alimentari. S\u00ec, perch\u00e9 negli istituti o nei centri diurni, i disabili non hanno alcuna facolt\u00e0 di scegliere il cibo e cos\u00ec non ne hanno mai avuto una coscienza. Non sanno in autonomia cosa preferiscono o cosa \u00e8 meglio preparare; ora che i tempi sono cambiati, che molti cominciano a vivere nei gruppi appartamento, o addirittura in casa soli, diventa necessario che qualcuno sproni a questa fantasia sui gusti alimentari. Ecco il programma. Di una originalit\u00e0 e ironia incredibile, a pensarci bene.<br \/>\nIl secondo invece, un programma di dibattito sui tanti argomenti di attualit\u00e0; non solo e non necessariamente legati alle tematiche o al mondo della disabilit\u00e0, anzi. Essendo un programma di dibattito, sono anche ospiti esterni, esperti convocati appositamente, a parlare di temi quali l\u2019educazione, la scuola, il mondo dell\u2019informazione, la vita della famiglia, la cittadinanza attiva, temi legati all\u2019andamento politico e amministrativo del paese. E, perch\u00e9 no, talvolta si parla anche di diritti delle persone disabili. Oppure Novotny Corner, un programma culturale in cui \u00e8 soprattutto l\u2019arte a essere protagonista, di qualunque tipo: la cinematografia, la pittura, la musica\u2026<br \/>\nQuando sul sito si legge che il presupposto dal quale parte il lavoro \u00e8 il riconoscimento della \u201cnormalit\u00e0\u201d di queste persone e l\u2019affermazione del principio della liber\u00e0 di espressione e di opinione, probabilmente ci si convince della positivit\u00e0 che Tv Glad porta quotidianamente sul piccolo schermo. Tele contenta, sarebbe in italviano. Forse \u00e8 contenta proprio perch\u00e9 cosciente, in qualit\u00e0 di mezzo \u201cmassa\u201d per eccellenza, di diventarlo a pieno titolo. Nessuno escluso, dunque. N\u00e9 dagli argomenti n\u00e9, soprattutto, dagli studi dove, con microfono e telecamera, si arriva nelle case della gente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica 29 ottobre 2006 tra i servizi della trasmissione Report, di Rai Tre, la conduttrice e autrice Milena Gabanelli annuncia una Good news: si tratta di Tv Glad &quot;tele contenta&quot;, una tv danese fatta da persone disabili mentali (a esclusione dei tecnici). 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