{"id":1096,"date":"2011-06-29T11:55:15","date_gmt":"2011-06-29T11:55:15","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1096"},"modified":"2025-10-13T12:51:43","modified_gmt":"2025-10-13T10:51:43","slug":"emozioni-di-seconda-mano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1096","title":{"rendered":"Emozioni di &#8220;seconda mano&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Di Luca Baldassare<\/p>\n<p>La \u201cqualit\u00e0 emozionale\u201d nei servizi turistici \u00e8 un tema di cui si parla da qualche tempo e probabilmente non senza reali motivi d\u2019interesse. Intanto bisogna specificare che il concetto di \u201cqualit\u00e0 emozionale\u201d non \u00e8 analogo a quello di \u201cqualit\u00e0 percepita\u201d. Infatti, mentre la seconda \u00e8 pi\u00f9 orientata alla misurazione del livello di soddisfazione del cliente, in sostanza liquidabile come mera questione di marketing, la prima investe un piano assolutamente pi\u00f9 emotivo, emozionale per l\u2019appunto. Attiene cio\u00e8 a quella sfera del privato invasa dalla voglia di conoscenza, di libert\u00e0 e, forse, anche al desiderio di fuggire dalla propria realt\u00e0. Praticare questo tipo di turismo significa rivisitare il proprio rapporto con l\u2019ambiente e con gli individui che lo abitano e perci\u00f2 anche delle relazioni che con loro si intrattengono.<br \/>\nL\u2019argomento \u00e8 interessante sia per chi offre i servizi turistici sia per chi ne usufruisce. Se valutata dal punto di vista di un operatore del mercato del turismo che vuole stimolare la \u201cdomanda\u201d, la questione potrebbe porsi nei seguenti termini: \u201cCome si fa a misurare l\u2019intensit\u00e0 di un\u2019emozione che si prova di fronte a uno spettacolo della natura?\u201d. La probabile risposta \u00e8 che non sia possibile in nessun modo, non fosse altro perch\u00e9 il \u201csentire\u201d, almeno questo sentire, \u00e8 troppo soggettivo per essere oggettivizzato. \u00c8 altres\u00ec vero che non ci sono dubbi circa l\u2019importanza della qualit\u00e0 emozionale, senza la quale verrebbe meno la motivazione e forse l\u2019essenza stessa del fare turismo. Onde evitare di incartarsi, \u00e8 bene porre la questione diversamente.<br \/>\nRagionando ad esempio di cultura dell\u2019accoglienza e dell\u2019ospitalit\u00e0, miscelata opportunamente ai concetti di accessibilit\u00e0 e fruibilit\u00e0 dei servizi, pi\u00f9 semplici da misurare, avremmo qualche primo concreto indicatore della qualit\u00e0 emozionale.<br \/>\nA quelli cui quest\u2019idea della qualit\u00e0 emozionale potr\u00e0 sembrare strampalata, \u00e8 bene chiarire due elementi. Intanto, che in tutti i territori dell\u2019economia, e quindi anche in quello del turismo, recepire un cambiamento, se non anticiparlo, si traduce in un vantaggio strategico e di competitivit\u00e0 che interessa qualsiasi impresa. In quest\u2019ottica sono i numeri del turismo di massa, che negli anni hanno incrementato sensibilmente la domanda e allargato e differenziato l\u2019utenza, che quasi costringono alla ricerca di nuove strategie per intercettare la crescente domanda di servizi. L\u2019altro elemento, non meno importante, \u00e8 che la letteratura sull\u2019argomento propone da tempo molti livelli di riflessione, alcuni addirittura gi\u00e0 tradotti in bandi di enti pubblici per la promozione di servizi turistici.<br \/>\nNon solo: esistono addirittura veri e propri vademecum per operatori turistici che snocciolano principi di buona accoglienza quali rispetto, disponibilit\u00e0 all\u2019ascolto, cortesia, gentilezza; e sottolineano con forza l\u2019importanza di porre le basi per una buona relazione, ovvio, per \u201cvendersi\u201d meglio, ma evidentemente con beneficio dell\u2019utente\/fruitore.<br \/>\n\u00c8 altrettanto ovvio che la cortesia e la disponibilit\u00e0 non si possono imporre per legge, pertanto solo chi ne coglie la potenzialit\u00e0 ci scommetter\u00e0 sopra.<br \/>\nCome gruppo di lavoro del Centro Documentazione Handicap e della Cooperativa Accaparlante, che si cimenta ormai da oltre dieci anni nella realizzazione di prodotti turistici con un occhio di riguardo per chi ha problemi di mobilit\u00e0, la promozione di un turismo di qualit\u00e0 emozionale \u00e8 vista come un\u2019interessante opportunit\u00e0.<br \/>\nEsiste una correlazione stretta tra una scelta improntata al turismo emozionale, a una logica dell\u2019accoglienza, e la fruibilit\u00e0 e l\u2019accessibilit\u00e0 delle strutture ricettive. In questi anni di lavoro ci \u00e8 spesso capitato di editare guide all\u2019accessibilit\u00e0 di luoghi e contesti, a priori ritenuti inaccessibili. Lavorare in una logica emozionale vuol dire impegnarsi a fornire emozioni , se non proprio di \u201cprima\u201d almeno di \u201cseconda mano\u201d. Magari apparir\u00e0 una forzatura, invece \u00e8 frutto di un impegno preciso e voluto. Costruire degli itinerari di accessibilit\u00e0 tenendo conto di questo, vuol dire ad esempio, segnalare uno scorcio cittadino, una porzione urbana insignificante ai pi\u00f9, ma capace di fermare l\u2019emozione del rilevatore di quel momento. Trasporre quell\u2019emozione in quella segnalazione vuol dire farla rivivere, in quel turista, che verr\u00e0 dopo di te.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La &ldquo;qualit&agrave; emozionale&rdquo; nei servizi turistici &egrave; un tema di cui si parla da qualche tempo e probabilmente non senza reali motivi d&rsquo;interesse. 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