{"id":110,"date":"2009-11-04T17:04:39","date_gmt":"2009-11-04T17:04:39","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=110"},"modified":"2025-11-21T10:03:25","modified_gmt":"2025-11-21T09:03:25","slug":"l-esperienza-di-gioco-idee-e-pratiche-di-integrazione-nel-comune-di-forl","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=110","title":{"rendered":"6. L&#8217;esperienza di gioco: idee e pratiche di integrazione nel Comune di Forl\u00ec"},"content":{"rendered":"<p><strong>Quali sono i dati caratterizzanti, le problematiche emergenti, gli aspetti che giudicate particolarmente rilevanti per descrivere i tratti principali della vostra realt\u00e0?<\/strong><em><br \/>\n<\/em>La collaborazione<!--break--> tra Comune di Forl\u00ec e la cooperativa CAD \u00e8 iniziata circa due anni fa come una scelta quasi obbligata (nel senso che non ci entusiasma l\u2019idea di esternalizzazione come enti pubblici i servizi).<br \/>\nCome operatore mi trovo fortemente d\u2019accordo con la scelta fatta, la\u00a0 mia esperienza \u00e8 positiva perch\u00e9 gli anni precedenti non avendo un rapporto stabile con un\u2019associazione o cooperativa in grado di supportare con continuit\u00e0 il processo per l\u2019integrazione scolastica, avevamo ingressi di persone (supplenti) nella sezione discontinui, con la conseguenza di interventi poco efficaci nei confronti dei bambini disabili inseriti.<br \/>\nIn questo senso il percorso attivato con la CAD ha significato la possibilit\u00e0 di lavorare con continuit\u00e0.<br \/>\nIn questo momento come Comune abbiamo dieci bambini che sono presenti e iscritti nella scuola dell\u2019infanzia con le insegnanti di sostegno CAD e un insegnante part-time comunale;\u00a0 nel nido sono due i bambini inseriti e abbiamo due insegnanti di sostegno comunali sempre part-time.<br \/>\nPoi c\u2019\u00e8 una \u201cgalassia\u201d, definiamola in questo modo, di bambini con disagio sociale sempre pi\u00f9 accentuata.<br \/>\nC\u2019\u00e8 una crescita esponenziale di questa situazione, di bambini in difficolt\u00e0 con cui gli insegnanti devono fare i conti.<br \/>\nMi pare di poter dire che il rapporto tra Comune e cooperativa CAD sta crescendo, ci misuriamo tutti i giorni sui problemi, stiamo attivando anche percorsi di formazione comune.<br \/>\n(Bruno Lombardi)<\/p>\n<p>Nonostante la nostra cooperativa abbia un\u2019esperienza molto ampia, quasi trent\u2019anni di attivit\u00e0 nel settore del lavoro di cura e dell\u2019handicap, questo servizio \u00e8 stato attivato in tempi recenti e su questo abbiamo bisogno di irrobustirci.<br \/>\nForse per questo un dato che salta agli occhi \u00e8 che le nostre educatrici, rispetto alle educatrici comunali, sono pi\u00f9 giovani, sia per et\u00e0 anagrafica che per esperienza\u00a0 professionale. C\u2019\u00e8 un percorso che bisogna costruire perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un gap sia a livello di esperienza che culturale.<br \/>\nSia noi che il Comune siamo intenzionati a costruire un percorso insieme e a integrarci. Per noi le insegnanti comunali sono una grossa risorsa proprio nel quotidiano e le nostre educatrici hanno molto da imparare. Dal canto loro possono mettere molta voglia di imparare e motivazione al lavoro, si buttano nelle attivit\u00e0 e anche questa \u00e8 una caratteristica importante.<br \/>\n(Monia Castagnoli)<\/p>\n<p><strong>Quali sono le linee principali, le \u201cparole chiave\u201d attorno a cui avete strutturato le politiche educative che sostengono il lavoro di integrazione nelle strutture educative e scolastiche?<\/strong><em><br \/>\n<\/em>L\u2019esperienza comunale sull\u2019integrazione risale a pi\u00f9 di trent\u2019anni fa. Allora furono fatte scelte anche forzando la legge, forzando addirittura i rapporti con il personale per cui i bambini furono inseriti nelle strutture educative nell\u2019ottica di un intervento (ed \u00e8 questo il passaggio chiave) che fosse il pi\u00f9 possibile precoce. Un ambientamento precoce in una struttura come il nido \u00e8 una scelta che in prospettiva paga, paga con diversi tipi di deficit perch\u00e9 le attenzioni che vengono messe in gioco prima al nido poi alla scuola di infanzia (richiesta di relazione, percorsi, attivit\u00e0) danno al bambino con deficit la possibilit\u00e0 di essere aiutato a costruirsi un modo di rapportarsi con se stesso e con il mondo. In questo senso per noi \u00e8 importante che l\u2019incontro fra l\u2019istituzione nido e scuola dell\u2019infanzia e il bambino avvenga il pi\u00f9 possibile.<br \/>\nL\u2019altro problema \u00e8 capire se, come e quanto siamo pronti, preparati e formati ad affrontare l\u2019incontro e la quotidianit\u00e0 con i bambini disabili (il \u201cdeficit\u201d che abbiamo fra le mani).<br \/>\nPer questo l\u2019altra parola chiave \u00e8 la formazione continua. Per molti aspetti la nostra esperienza trentennale ha costituito una cultura che non avevamo e questo rapporto quotidiano ha costretto moltissimi insegnanti ad imparare. Il Comune ha dato il sostegno della formazione; su questo versante il percorso formativo non si \u00e8 mai interrotto, sempre avendo cura di analizzare il quotidiano, i casi emblematici che le insegnanti avevano per le mani.<br \/>\nQuesto ha creato una cultura forte anche se ci sono delle luci e delle ombre: il rischio nelle relazioni interne (che c\u2019era prima e c\u2019\u00e8 anche oggi con la CAD) \u00e8 il rischio potenziale di una sorta di delega\u00a0 reciproca per cui l\u2019insegnante di sostegno viene caricata di responsabilit\u00e0 che certamente ha ma che vanno gestite in una logica di condivisione, pena la gestione in proprio del bambino da parte dell\u2019insegnante di sostegno. \u00c8 chiaro, \u00e8 giusto che un bambino che ha bisogni relazionali deve avere una figura di riferimento forte ma \u00e8 importante che abbia la possibilit\u00e0 di conoscere ed entrare in relazione con tutte le figure che sono presenti nella sezione. (Bruno Lombardi)<\/p>\n<p><strong>Ripercorrere a ritroso l\u2019esperienza della formazione significa ragionare sull\u2019analisi dei bisogni formativi: quali\u00a0 sono state delle priorit\u00e0 e le attenzioni ai temi specifici in questi anni?<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Ci si \u00e8 incentrati su aspetti salienti della pedagogia, come l\u2019osservazione, che \u00e8 uno strumento importante per tutti i bambini, \u00e8 lo strumento di fondo, \u201cobbligato\u201d per l\u2019insegnante di sostegno. Su questi aspetti abbiamo molte volte ragionato. L\u2019osservazione non deve essere fatta una tantum e poi lasciata da parte: l\u2019osservazione deve, se possibile, essere formalizzata e discussa, ripresa per poter vedere i fili conduttori che possono suggerire piste di azione; l\u2019osservazione deve essere utilizzata. In questo senso le insegnanti vanno aiutate e sostenute. La formazione con persone che hanno culture diverse, diverse et\u00e0 ed esperienza pu\u00f2 significare trasmissione di saperi e un modo sinergico di lavorare sui problemi.<br \/>\n(Bruno Lombardi)<\/p>\n<p>Un\u2019altra parola chiave che mi viene in mente \u00e8 la documentazione, fortemente legata all\u2019osservazione. Proprio l\u2019anno scorso che era il primo anno di presa in carico del servizio, abbiamo concordato con il Coordinamento Pedagogico la costruzione e supervisione di una scheda individuale che accompagna il bambino, dove vengono raccolte e formalizzate e condivise le osservazioni e gli obiettivi del PEI. Adesso la stiamo sperimentando per verificarla, aperti a ogni ulteriore adattamento per poterla migliorare.<br \/>\n(Monia Castagnoli)<\/p>\n<p><strong>Nel quadro cos\u00ec caratterizzato per come lo state descrivendo, come definireste oggi lo \u201cstato di salute\u201d della qualit\u00e0 dell\u2019integrazione dei piccoli nelle strutture educative e nelle scuole d\u2019infanzia\u00a0 della vostra \u00a0citt\u00e0?<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Lo stato lo definirei buono perch\u00e9 questi bambini sono comunque una ricchezza per l\u2019esperienza che fanno i bambini e anche le insegnanti. Dopo di che l\u2019insegnante ha l\u2019onere di dover affrontare anche i problemi, per cui bisogna creare dei meccanismi tali che l\u2019impegno per le insegnanti non sia troppo gravoso e gestibile. Un limite che abbiamo \u00e8 che non sempre, come pubblica amministrazione,\u00a0 siamo in grado di ascoltare quello che le insegnanti pongono in termini di interrogativi, di disagi portati e potenziali. Non sempre siamo pronti ad accogliere e riconoscere le difficolt\u00e0 che le insegnanti portano.<br \/>\n(Bruno Lombardi)<\/p>\n<p>Direi che lo stato di salute \u00e8 tra il discreto e il buono perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un discorso di continuit\u00e0 che la CAD ha garantito in questi ultimi due anni. Su questa base si possono costruire delle cose.<br \/>\nC\u2019\u00e8 un sodalizio fecondo con queste giovani ragazze della cooperativa. Se forse l\u2019ente locale non ascolta fino in fondo la nostra voce, devo per\u00f2 dare atto che per quanto riguarda le questioni della disabilit\u00e0 il coordinamento \u00e8 presente. Magari non tutte le istanze possono venir raccolte ma c\u2019\u00e8 uno sforzo di presenza, c\u2019\u00e8 un\u2019attenzione a livello di coordinamento.<br \/>\nL\u2019osservazione \u00e8 il punto cruciale; usare l\u2019osservazione significa poter fare un quadro di ogni bambino, un quadro flessibile costantemente in movimento, da aggiornare per ripartire. Questa dovrebbe essere anche la direzione principale di ogni formazione: un supporto a capire che ogni intervento non \u00e8 mai definitivo ma si deve continuamente rivedere, rimettere in discussione e ritarare. Questo \u00e8 il grande valore dell\u2019osservazione; non \u00e8 stato semplice da imparare, piano piano ci si \u00e8 costruito questo saper osservare, saper ascoltare che ha permesso di uscire dall\u2019atteggiamento<br \/>\n\u201cma adesso che cosa faccio?\u201d<br \/>\n(Meris Pedrizzi)<\/p>\n<p>Mi sento di sottolineare la centralit\u00e0 del rapporto tra insegnante di sezione e educatrice: non \u00e8 semplice ma \u00e8 necessaria una stretta collaborazione tra insegnanti di sezione e di sostegno.<br \/>\nAnch\u2019io mi collego all\u2019importanza dell\u2019osservazione e della documentazione. L\u2019osservazione del bambino ma anche del contesto \u00e8 lo strumento principale per capire meglio chi si ha di fronte, una persona con limiti e capacit\u00e0, per non dare nulla per scontato, per vedere le evoluzioni della situazione. L\u2019osservazione \u00e8 la base per costruire il mio intervento.<br \/>\n(Lorena Visotti)<\/p>\n<p><strong>Quali sono, a vostro parere, i principali aspetti positivi attivati nel percorso di integrazione sperimentati fino a oggi?<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Aspetto di positivit\u00e0 \u00e8 che molti bambini con disagio hanno frequentato la scuola di infanzia e l\u2019hanno fatto con interesse e curiosit\u00e0, vivendo una condizione di benessere. Questo mi sembra un dato di realt\u00e0 per molti bambini e quindi anche per molte famiglie che hanno vissuto come molto importante il passaggio dalla fase di inserimento a una vera e propria integrazione. Positivit\u00e0 \u00e8 quando un bambino, che vive una situazione anche molto grave, viene volentieri a scuola, manifesta con il sorriso, con il corpo, il piacere di venire nella scuola.<br \/>\nPositivo \u00e8 quando anche gli altri bambini accettano e cercano il bambino in difficolt\u00e0, chiedono di lui e si relazionano con lui. Sono segnali che qualcosa si \u00e8 mosso, che stiamo lavorando nel verso giusto.<br \/>\n(Meris Pedrizzi)<\/p>\n<p>Il nostro primo obiettivo \u00e8 quello di far star bene il bambino. Che possa venire serenamente a scuola. Questo alla famiglia fa molto piacere, aiuta a superare le preoccupazioni di lasciare in mano a qualcuno il proprio figlio all\u2019interno di un gruppo allargato.<br \/>\nQuando il bambino \u00e8 sereno, anche il genitore \u00e8 pi\u00f9 tranquillo e sicuro.<br \/>\n(Lorena Visotti)<\/p>\n<p>La parola chiave benessere (cos\u00ec come autonomia, identit\u00e0, competenza) \u00e8 pensata per tutti i bambini. C\u2019\u00e8 un\u2019attenzione specifica per il bambino con deficit, ma all\u2019interno di un quadro che tende in termini generali ad aumentare le occasioni di benessere (autonomia, identit\u00e0, competenza) per tutti i bambini. Il fatto che il bambino stia bene, che la famiglia sia serena permette anche all\u2019insegnante di lavorare con pi\u00f9 tranquillit\u00e0 e sicurezza. Di mettere in\u00a0 atto un atteggiamento osservativo che aiuta a \u201cessere\u201d dentro la situazione.<br \/>\n(Bruno Lombardi)<\/p>\n<p><strong>Quali i principali aspetti critici e di difficolt\u00e0? E come si potrebbero superare?<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Per la mia esperienza un elemento delicato \u00e8 dato dal rapporto con l\u2019AUSL\u00a0 che \u00e8 sempre un po\u2019 sul filo del rasoio. Il bambino con disagio va visto nella sua unicit\u00e0. Noi abbiamo diversi incontri con gli operatori AUSL dove ci sono scambi e confronti sul loro modo di vedere, sui loro progetti. Il difficile \u00e8 trovare il mio specifico ruolo e lo specifico ruolo della scuola, e mantenerlo, nel rapporto con l\u2019AUSL. La tendenza \u00e8 quella di dare degli obiettivi piuttosto specifici e c\u2019\u00e8 un momento critico che \u00e8 quello della raccolta dei dati e della trasformazione \u00a0in un progetto di integrazione. Noi come insegnanti abbiamo bisogno di essere aiutate a sviluppare il piano nostro, che \u00e8 quello pedagogico, e anche di essere rassicurate su questo.<br \/>\nUn altro aspetto di difficolt\u00e0 \u00e8 legato alla presenza sempre numerosa di bambini che vivono un disagio ma che non sono segnalati per questo: \u00e8 un disagio che loro portano a scuola, nelle sezioni, e con cui fare i conti.<br \/>\n(Meris Pedrizzi)<\/p>\n<p>Aggiungerei che non esiste un protocollo ufficiale di rapporti fra istituzioni; c\u2019\u00e8 uno scambio e una fiducia reciproci, ma forse la formalizzazione degli impegni aiuterebbe nel definire compiti e responsabilit\u00e0.<br \/>\nUn limite che talvolta vedo \u00e8 che le insegnanti possono correre il rischio di fare il mestiere degli altri, di \u201cpsicologizzare\u201d il bambino e la sua famiglia: questo pu\u00f2 derivare anche dal fatto che molte volte le insegnanti non sono consapevoli del grande valore professionale che hanno e vanno un po\u2019 alla ricerca di altri modelli. Non dobbiamo avere l\u2019ansia dell\u2019errore, ma provare e sperimentare situazioni, proposte, giochi che approfondiscano\u00a0 il ruolo e la proposta educativa per l\u2019integrazione.<br \/>\nCome coordinamento siamo i referenti maggiori rispetto all\u2019ambito dell\u2019integrazione educativa e in particolare alle famiglie di bambini con deficit. Noi intendiamo fare leva soprattutto sulla formazione (sia insegnanti comunali che provenienti dalle cooperative). L\u2019insegnante non pu\u00f2 e non deve essere lasciata da sola.<br \/>\n(Bruno Lombardi)<\/p>\n<p>Partecipanti al focus:<br \/>\nBruno Lombardi, coordinatore pedagogico Comune Forl\u00ec<br \/>\nMonia Castagnoli, coordinatrice Cooperativa CAD Forl\u00ec<br \/>\nMeris Pedrizzi, insegnante scuola infanzia \u201cQuerzoli\u201d<br \/>\nLorena Visotti, educatrice CAD<br \/>\nConduttrice: Marina Maselli, pedagogista Context-Bo, consulente Comune di Forl\u00ec<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quali sono i dati caratterizzanti, le problematiche  emergenti, gli aspetti che giudicate particolarmente rilevanti per descrivere i  tratti principali della vostra realt\u00e0?La collaborazione<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3593,3605,3607],"edizioni":[44],"autori":[4012],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3698],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/110"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=110"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/110\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5351,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/110\/revisions\/5351"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=110"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=110"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=110"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=110"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=110"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=110"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=110"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=110"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=110"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}