{"id":1101,"date":"2011-06-29T12:31:01","date_gmt":"2011-06-29T12:31:01","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1101"},"modified":"2026-01-16T10:33:51","modified_gmt":"2026-01-16T09:33:51","slug":"essere-semplicemente-essere-una-sfida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1101","title":{"rendered":"Essere, semplicemente essere, \u00e8 una sfida"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Roberto Parmeggiani, educatore e scrittore<\/p>\n<p>Entriamo nella stanza.<br \/>\nCi togliamo le scarpe.<br \/>\nCi sediamo in cerchio.<br \/>\nBruno (il regista) ci chiede perch\u00e9 abbiamo scelto di frequentare un laboratorio teatrale.<br \/>\nC\u2019era chi era l\u00ec per la seconda o terza volta, chi per la prima si cimentava col teatro, chi aveva seguito il fidanzato o l\u2019amico\u2026 Insomma una varia umanit\u00e0 disposta a investire una sera a settimana per\u2026<br \/>\nEcco Bruno, per fare cosa?<br \/>\nBla bla bla il corpo bla bla bla il gruppo bla bla bla l\u2019identit\u00e0.<br \/>\nIl laboratorio si svilupper\u00e0 dal diario in cui Ahmed racconta ci\u00f2 che ha cessato di essere, il viaggio di ritorno da se stesso cominciato il giorno della sua nascita, anzi il giorno in cui il padre e la madre suggellarono il patto del segreto: il nascituro sarebbe stato un maschio anche se fosse nata una bambina. E Ahmed, per sua sventura, nacque proprio femmina.<\/p>\n<p>15 aprile. Ho dato abbastanza da parte mia. Adesso cerco di risparmiarmi. Per me \u00e8 stata una scommessa. L\u2019ho quasi persa. Essere donna \u00e8 una menomazione naturale della quale tutti si fanno una ragione. Essere uomo \u00e8 un\u2019illusione e una violenza che giustifica e privilegia qualsiasi cosa. Essere, semplicemente essere, \u00e8 una sfida. Sono stanco e stanca. Se non ci fosse questo corpo da riaccomodare, questa stoffa consunta da rappezzare, questa voce ormai grave e arrugginita, questo petto esausto e questo sguardo ferito, se non ci fossero questi spiriti ristretti [\u2026] se non ci fosse l\u2019asma che affatica il cuore e questo kif che mi allontana da questa stanza, se non ci fosse questa tristezza profonda che mi insegue\u2026 Aprirei queste finestre e darei la scalata ai muri pi\u00f9 alti per raggiungere la cima della solitudine, la mia sola dimora, il mio rifugio, il mio specchio e la strada dei miei sogni.<br \/>\n(Tahar Ben Jelloun, Creatura di sabbia)<\/p>\n<p>Ahmed, nostra guida in questo viaggio-laboratorio, \u00e8 simbolo dell\u2019identit\u00e0 vietata, dell\u2019impossibilit\u00e0 di essere ci\u00f2 che si dovrebbe essere. Ha due facce ma nessun viso, ha due modi di camminare ma nessuna strada da percorrere, ha due stili di amare ma nessuno da abbracciare.<br \/>\nHa una sola fedele compagna: la solitudine.<br \/>\nChiss\u00e0 se Ahmed \u00e8 esistita davvero, tutti coloro che ascoltano la sua storia se lo chiedono.<br \/>\n\u00c8 un romanzo il suo, una storia senza tempo, il contrasto tra ci\u00f2 che la natura propone e ci\u00f2 che l\u2019uomo dispone. \u00c8 una storia di fantasia ma, come spesso accade, la realt\u00e0 supera l\u2019immaginazione, e per questo, guardandosi attorno, sono tante le storie realmente accadute, in cui la vera personalit\u00e0 e identit\u00e0 sessuale di una persona viene repressa, mutilata, condizionata, disturbata, violata, impedita, inventata e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta.<br \/>\nPer noi del laboratorio, il tentativo di sperimentare l\u2019imposizione e l\u2019assunzione di un diverso modo di essere, \u00e8 stato piuttosto impegnativo. Entrare in contatto con la nostra identit\u00e0 di genere, prendere coscienza del proprio corpo, di quali parti di esso e di quali movimenti era necessario modificare per poter assumere, in modo credibile, l\u2019identit\u00e0 opposta stando attenti a non cadere nei classici stereotipi, \u00e8 stato difficile, abituati come siamo a poterci esprimere in libert\u00e0.<br \/>\nO forse no?<br \/>\nForse solo a credere di poter esprimere in libert\u00e0 ci\u00f2 che siamo.<br \/>\nQuello dell\u2019identit\u00e0, in effetti, \u00e8 una delle grandi sfide dei nostri tempi.<br \/>\nUna sfida che travolge non solo la dimensione pi\u00f9 intima di ogni persona ma anche la sfera dei diritti e dei doveri.<br \/>\nLe necessarie lotte delle femministe hanno messo in atto un processo che progressivamente ha sdoganato la donna da una serie di ruoli-prigione (dai quali per\u00f2 sembra non vogliano distaccarsi mai del tutto); parallelamente l\u2019uomo si \u00e8 trovato disorientato, in bilico tra ruoli professionali, affettivi e familiari, in ricerca di un proprio modo di essere uomo, di una propria identit\u00e0 maschile, di nuove modalit\u00e0 di comportamento condivise. A questo aggiungiamo la messa in discussione della dualit\u00e0 eterosessuale, dovuta alle continue incursioni culturali della parte omosessuale.<br \/>\nMadre di tutte le differenze \u00e8, in effetti, questa tra maschile e femminile.<br \/>\nE padre di tutte le sfide quella di non omologare, cadendo in un individualismo che invece di accettare e valorizzare le differenze le elimina, le nega, le considera un limite.<br \/>\nAssicurare la libert\u00e0 dell\u2019espressione e della manifestazione della propria diversit\u00e0 \u00e8 diritto essenziale sia perch\u00e9 la persona possa avere uno sviluppo affettivo e intellettivo sano sia per garantire i diritti basilari sanciti da tutte le costituzioni democratiche.<br \/>\nNon solo sfide, quindi, ma anche rischi.<br \/>\nDa una parte, come ancora troppo spesso accade, quello di negare la vera identit\u00e0 della persona definendo i ruoli a priori, senza tener conto delle specificit\u00e0 di quell\u2019essere umano, senza lasciare spazio alle sfumature interne a ogni genere. Finiamo cosi per crescere tanti Ahmed, esseri umani insoddisfatti della propria esistenza perch\u00e9 costretti a vivere un\u2019identit\u00e0 che percepiscono come un corpo estraneo.<br \/>\nDall\u2019altra parte, cosa di cui invece non siamo molto coscienti, il rischio di considerarci liberi quando liberi non siamo. Condizionati da una cultura (di mercato) che definisce, oltre ai nostri bisogni, anche le modalit\u00e0 della nostra libert\u00e0 di espressione: se mi vesto\/penso\/compro cos\u00ec vuol dire che appartengo a questa categoria, se invece mi vesto\/penso\/compro cos\u00e0 appartengo a quell\u2019altra\u2026 Finiamo per accettare di vivere in gabbie dorate. Anche Ahmed \u201cliberamente\u201d (pensava lei) decise che avrebbe vissuto una vita da maschio, con tutti gli onori che la sua cultura riservava ai primogeniti, ma si accorse ben presto che era una libert\u00e0 illusoria perch\u00e9 non legata alla sua verit\u00e0 bens\u00ec a quella imposta dal padre.<br \/>\nTra questi due rischi si deve collocare il cammino di un\u2019educazione che desidera condurre alla vera libert\u00e0, quella che ti permette di valorizzare le specifiche differenze di ognuno.<br \/>\nUna pratica educativa che, parafrasando Claudio Imprudente, possa far suo il concetto di diversit\u00e0 svincolandolo dal territorio dell\u2019handicap e affini, per traghettarlo nel mondo dell\u2019educazione, rendendolo cardine di un nuovo modo di valorizzare la persona nella sua complessit\u00e0, agevolando la possibilit\u00e0 di fare le cose, vivere le esperienze e stare nelle relazioni con un \u201cmodo proprio\u201d: infine poter diventare ci\u00f2 che si \u00e8.<\/p>\n<p>La violenza del mio paese \u00e8 anche in questi occhi chiusi, in questi sguardi distolti, in questi silenzi fatti pi\u00f9 di rassegnazione che di indifferenza. Oggi sono una donna sola. Una donna sola e gi\u00e0 anziana. Con i miei venticinque anni compiuti. Due vite con due modi di sentire e due volti, ma gli stessi sogni, la stessa profonda solitudine [\u2026] Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nulla che mi trattiene, ho soltanto un po\u2019 paura di quello che sto per intraprendere; ho paura perch\u00e9 non so esattamente ci\u00f2 che far\u00f2, ma sono decisa a farlo. Effettivamente avrei potuto restare rinchiusa in questa gabbia dove do ordini e da dove dirigo gli affari di famiglia. Avrei potuto accontentarmi del mio stato di uomo potente e quasi invisibile [\u2026] Ma la mia vita, le mie notti, il mio respiro, i miei desideri, le mie voglie sarebbero stati condannati. Ho, da allora, orrore del deserto, dell\u2019isola deserta, della casetta isolata nel bosco. Voglio uscire, vedere la gente, respirare i cattivi odori di questo paese e allo stesso modo i profumi dei suoi frutti e delle sue piante. Uscire, essere spinta dalla gente, stare tra la folla e sentire che una mano d\u2019uomo mi accarezza maldestramente il culo. Per molte donne \u00e8 estremamente sgradevole, ma le cattive maniere, i gesti volgari, possono talvolta avere un po\u2019 di poesia, giusto quel che ci vuole per non prendersela.<br \/>\n(Ibidem)<\/p>\n<p>Uscire da se stessi.<br \/>\nPartire senza mettere ordine e tuffarsi in qualcosa di poco chiaro ma che \u00e8 necessario affrontare. Liberare la farfalla che vive dentro l\u2019elefante e riappropriarsi della propria identit\u00e0 diventando cos\u00ec protagonisti di un processo culturale che, spostando l\u2019attenzione dall\u2019ambito individuale a quello collettivo, si impegni per assicurare diritti ancora non garantiti, non solo attraverso leggi specifiche quanto attraverso un reale e concreto cambiamento nei pensieri, nelle parole e nelle opere.<br \/>\nCon un solo avvertimento: cosa succederebbe se dopo aver liberato la farfalla, imprigionassimo l\u2019elefante al suo interno?<br \/>\nIl cambiamento sarebbe solo apparente e il valore della diversit\u00e0, ancora una volta, finirebbe relegato in vecchi schemi.<br \/>\nE Ahmed? Nessuno lo sa, la sua storia si perde nella sabbia, come il suo diario\u2026<br \/>\nIo deposito qui davanti a voi il libro, il calamaio e il portapenne perch\u00e9 \u00e8 arrivato il momento che una storia nuova, diversa venga scritta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Entriamo nella stanza.<br \/>\nCi togliamo le scarpe.<br \/>\nCi sediamo in cerchio.<br \/>\nBruno (il regista) ci chiede perch&eacute; abbiamo scelto di frequentare un laboratorio teatrale.<br \/>\nC&rsquo;era chi era l&igrave; per la seconda o terza volta, chi per la prima si cimentava col teatro, chi aveva seguito il fidanzato o l&rsquo;amico&hellip; Insomma una varia umanit&agrave; disposta a investire una sera a settimana per&hellip;<br \/>\nEcco Bruno, per fare cosa?<br \/>\nBla bla bla il corpo bla bla bla il gruppo bla bla bla l&rsquo;identit&agrave;.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3608,3595],"edizioni":[106],"autori":[2590,1962],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[4067],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1101"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1101"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1101\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6273,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1101\/revisions\/6273"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1101"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1101"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1101"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=1101"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=1101"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=1101"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=1101"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=1101"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=1101"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}