{"id":1108,"date":"2011-06-29T14:43:33","date_gmt":"2011-06-29T14:43:33","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1108"},"modified":"2025-10-13T13:00:47","modified_gmt":"2025-10-13T11:00:47","slug":"creare-e-inventare-ausili-per-scoprire-imparare-e-divertirsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1108","title":{"rendered":"Creare e inventare ausili: per scoprire, imparare e&#8230;divertirsi"},"content":{"rendered":"<p>Di Valeria Alpi<\/p>\n<p>A fine 2006 si \u00e8 svolta a Bologna la VI edizione di Handimatica, la mostra-convegno nazionale e biennale sulle tecnologie informatiche e telematiche che aiutano l\u2019integrazione scolastica, lavorativa, relazionale delle persone con disabilit\u00e0. Ogni due anni, per tre giorni consecutivi, il Palazzo dei Congressi si trasforma nel pi\u00f9 assortito salone di ritrovati tecnologici, mentre nelle aule si svolgono numerosi seminari di approfondimento. All\u2019interno di una fiera sulle moderne tecnologie e sui pi\u00f9 recenti software informatici, ci ha incuriosito il seminario dal titolo \u201cAusili creativi\u201d, che si proponeva di parlare di ausili costruiti con materiale riciclato. E abbiamo cos\u00ec scoperto come gli ausili possano anche diventare materia di gioco, e possano educare alla conoscenza e all\u2019integrazione attraverso il divertimento, senza necessariamente ricorrere alla tecnologia.<br \/>\nNon sempre i prodotti in commercio nel settore ausili, infatti, sono sufficienti o appropriati: l\u2019adattamento, l\u2019uso creativo o l\u2019invenzione di oggetti, anche attraverso l\u2019utilizzo di materiale povero o riciclato, pu\u00f2 offrire un\u2019inaspettata opportunit\u00e0 per promuovere la partecipazione attiva e scoprire potenzialit\u00e0 inattese. L\u2019adattamento forzato della persona disabile a un oggetto prodotto in serie, infatti, pu\u00f2 essere limitante. Al contrario, un \u201cribaltamento\u201d creativo pu\u00f2 rappresentare un\u2019opportunit\u00e0 di condivisione tra la persona disabile, la famiglia, gli amici.<br \/>\nSecondo Stefan von Prondzinski, docente di Pedagogia e didattica dell\u2019handicap visivo all\u2019Universit\u00e0 di Bolzano, bisognerebbe anche ribaltare il concetto di ausilio comunemente pensato: \u201cDi solito si associa la parola ausilio alla parola disabilit\u00e0, e se non si \u00e8 disabili si ritiene di non avere bisogno di ausili. Invece, nella nostra vita quotidiana tutti noi ci serviamo di ausili, proprio perch\u00e9 l\u2019ausilio \u00e8 una qualunque facilitazione per svolgere meglio le attivit\u00e0 quotidiane di qualunque persona. Secondo una scala di definizione, quando un oggetto \u00e8 molto funzionale, di uso frequente, di facile utilizzo, facilmente reperibile, facile da costruire\/attivare, utile a pi\u00f9 persone, allora \u00e8 un ausilio\u201d. Facciamo qualche esempio. Avete presente le bancarelle di dolci nelle sagre e feste di paese? Avete presente quei bastoni di plastica colorati, che terminano con un animale anch\u2019esso di plastica dotato di ruotine al di sotto, e il bastone \u00e8 un tubo pieno di caramelle? Ebbene, giocare con un bastone di questo tipo pu\u00f2 diventare estremamente importante per un bambino piccolo non vedente o ipovedente. Il bastone gli permette di avere uno \u201cspazio di sicurezza\u201d davanti a s\u00e9, mentre cammina per esempio in un cortile. Nel cortile o in un parco giochi, il bambino pu\u00f2 cos\u00ec provare a muoversi e a scoprire il mondo esterno. Facendo muovere davanti a s\u00e9 il bastone-gioco, esso andr\u00e0 a sbattere l\u00e0 dove ci sono degli ostacoli, permettendo al bambino di avere la dimensione dello spazio, degli ostacoli, delle forme intorno a lui. Giocare in questo modo lo aiuter\u00e0 nell\u2019utilizzo del bastone per non vedenti una volta adulto. Nello stesso tempo, un bastone di questo tipo \u00e8 e resta un gioco. E come gioco pu\u00f2 essere tranquillamente percepito anche dagli altri bambini normodotati, favorendo una pi\u00f9 naturale integrazione tra bambini.<br \/>\nAltri esempi di creativit\u00e0 provengono da alcuni genitori: un pap\u00e0 ha costruito una barra braille per il suo bambino non vedente semplicemente utilizzando una barra di alluminio, dei chiodi e degli stuzzicadenti. Mentre altre famiglie hanno costruito delle vere e proprie little rooms attraverso le scatole di cartone reperibili nei supermercati e vari oggetti trovati in casa o nei mercatini cinesi. Una little room diventa cos\u00ec uno spazio sensoriale, una specie di stanza a pavimento delimitata da il cartone, con degli oggetti appesi o incollati, dove il bambino, di solito con deficit sensoriali, pu\u00f2 essere lasciato a esplorare le forme, gli odori, la consistenza, la luminosit\u00e0 (alcuni oggetti dei mercatini cinesi, infatti, sono molto luminosi e fosforescenti e un bambino ipovedente pu\u00f2 sperimentare le luci e le ombre).<br \/>\nSugli ausili inventati o modificati in maniera creativa, si sta sperimentando a Ferrara una vera e propria \u201cBanca dati delle idee\u201d, dove le famiglie o le stesse persone disabili mettono in condivisione le idee che hanno escogitato per superare una qualche difficolt\u00e0. Come nel caso del bastone-gioco o dei genitori sopra citati, molto spesso la via pi\u00f9 utile passa dalle invenzioni semplici. Per spingere un pulsante piccolo, per esempio di un interruttore o anche di un giocattolo, serve un movimento cosiddetto \u201cfine\u201d che non tutti riescono a compiere. In alcune abitazioni, magari anche dotate di impianti di domotica, i pulsanti troppo piccoli sono stati poi \u201cingranditi\u201d attaccandoci sopra un tappo di sughero. Oppure, basta un po\u2019 di velcro attaccato ai pupazzi per i bambini che hanno difficolt\u00e0 ad afferrare gli oggetti e, come si suol dire, il gioco \u00e8 fatto!<br \/>\nSempre a Ferrara, esiste anche un altro progetto, un \u201cMercatino sensoriale\u201d, dove le scuole materne della zona mettono in condivisione gli oggetti che sono stati prodotti in modo creativo per i bambini con deficit con il coinvolgimento di tutti i bambini della classe. In una classe, per esempio, \u00e8 stato costruito un percorso tattile attraverso dei sacchettini di plastica tutti uguali e trasparenti. Ogni sacchettino \u00e8 stato riempito con un materiale diverso: sassi, erba, polistirolo, carta, spugna, metallo, ecc. I sacchettini sono stati collocati uno di seguito all\u2019altro lungo un tavolo e i bambini sono stati invitati a toccare e a sperimentare. Ci\u00f2 era utile sia ai bambini non vedenti presenti in aula, sia agli altri bambini, che cos\u00ec sperimentavano insieme ai loro compagni con deficit altre forme di sensorialit\u00e0, prendendo tutto come un gioco e un divertimento.<br \/>\nQuando questo accade, quando l\u2019ausilio \u00e8 frutto di creativit\u00e0, i risultati raggiunti sono molto pi\u00f9 significativi rispetto a quando un ausilio, una protesi, una modifica architettonica o una strategia riabilitativa vengono pensati e prescritti unilateralmente dagli esperti in materia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A fine 2006 si &egrave; svolta a Bologna la VI edizione di Handimatica, la mostra-convegno nazionale e biennale sulle tecnologie informatiche e telematiche che aiutano l&rsquo;integrazione scolastica, lavorativa, relazionale delle persone con disabilit&agrave;. 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