{"id":1121,"date":"2011-07-06T12:11:49","date_gmt":"2011-07-06T12:11:49","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1121"},"modified":"2025-10-20T11:24:14","modified_gmt":"2025-10-20T09:24:14","slug":"ride-bene-chi-ride-insieme-sottotitoli-per-non-udenti-a-teatro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1121","title":{"rendered":"Ride bene chi ride insieme: sottotitoli per non udenti a teatro"},"content":{"rendered":"<p>Di Massimiliano Rubbi<\/p>\n<p>Probabilmente il fatto che un sordo sia tagliato fuori dall\u2019assistere a uno spettacolo dal vivo, specie se comico e \u201cdi parola\u201d, ci pu\u00f2 sembrare una barriera quasi naturale e dunque invalicabile. A Londra e in Inghilterra, in una delle scene di prosa pi\u00f9 vive del mondo, cos\u00ec era fino a 7 anni fa, quando dall\u2019idea di tre persone con problemi di udito, e soprattutto dalle loro frustrazioni di spettatori teatrali, \u00e8 nata STAGETEXT, un\u2019associazione che ha mostrato come si pu\u00f2 abbattere anche questa barriera. Ne abbiamo parlato con Lynn Jackson, responsabile delle comunicazioni esterne di STAGETEXT.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 nata STAGETEXT?<\/strong><br \/>\nNel marzo 2000, un viaggio a Londra di un gruppo di americani con difficolt\u00e0 di udito che volevano un tour teatrale \u201cuditivamente accessibile\u201d si rivel\u00f2 il catalizzatore per introdurre la sottotitolazione nel Regno Unito. Fu durante quella visita che Peter Pullan, Merfyn Williams e Geoff Brown, i fondatori di STAGETEXT, si conobbero. Tutti e tre hanno gradi diversi di sordit\u00e0, erano appassionati di teatro, ma volevano avere accesso a recite in inglese, poich\u00e9 non potevano seguirle attraverso l\u2019interpretazione della lingua dei segni o sistemi di miglioramento del suono.<br \/>\nIl Theatre Development Fund di New York incaric\u00f2 Geoff, allora Presidente della Federazione Internazionale degli Audiolesi, di vedere se alcuni teatri a Londra avrebbero permesso a un gruppo di persone sorde e con difficolt\u00e0 di udito di partecipare a spettacoli con due stenografi giudiziari che stavano gi\u00e0 fornendo servizi di sottotitolazione negli USA. La Royal Shakespeare Company (RSC) accett\u00f2 una esibizione sottotitolata di Antonio e Cleopatra al Barbican Theatre, e al Lyric Theatre con Comic Potential di Alan Ayckbourn. Oltre 100 persone sorde e con difficolt\u00e0 uditive parteciparono alle esibizioni e per la prima volta poterono seguire le recite e ridere insieme al resto del pubblico.<br \/>\n\u201cL\u2019ultima volta che sono andato a una commedia sono uscito all\u2019intervallo in lacrime, totalmente demoralizzato dalla vista di tutti intorno a me in crisi di riso mentre io non riuscivo a capire una singola parola\u201d ricorda Peter. \u201cDopo Comic Potential, le uniche lacrime nei miei occhi erano lacrime di gioia. \u00c8 stato fantastico!\u201d.<br \/>\nIl successo di questi spettacoli port\u00f2 Peter, Merfyn e Geoff a discutere del futuro. Avrebbero dovuto aspettare che i visitatori americani portassero la loro unit\u00e0 di sottotitolazione di nuovo a Londra o provare a fare qualcosa loro stessi? Decisero di formare STAGETEXT, una associazione registrata che offre servizi e formazione per la sottotitolazione a teatri in tutto il Regno Unito. Parlarono a parecchi teatri per calibrare le loro reazioni all\u2019idea. Peter invest\u00ec il proprio denaro nell\u2019acquisto dell\u2019attrezzatura per sottotitoli dagli USA.<br \/>\nLavorando a stretto contatto con la RSC, STAGETEXT sottotitol\u00f2 la sua prima produzione, \u201cLa Duchessa di Amalfi\u201d, al Barbican Theatre il 15 novembre 2000. La risposta di sordi nativi e acquisiti e audiolesi fu travolgente e lasci\u00f2 tutti a reclamare di pi\u00f9.<br \/>\nI tre fondatori lavoravano su base puramente volontaria, rinunciando a tutto il loro tempo libero, viaggiando per il paese fornendo supporto tecnico per gli spettacoli e gestendo STAGETEXT. La sottotitolazione era decollata, e nel 2003, grazie a finanziamenti dell\u2019Arts Council England (ACE), del Linbury Trust e della Esmee Fairbairn Charitable Foundation, STAGETEXT pot\u00e9 assumere personale pagato (uno a tempo pieno e due part-time), pi\u00f9 affittare un ufficio a Wembley. Nel 2004, la domanda potenziale per la sottotitolazione e la qualit\u00e0 del servizio fu riconosciuta dalla decisione dell\u2019ACE di rendere STAGETEXT un\u2019organizzazione finanziata su base regolare.<br \/>\nIn seguito alla nomina di un direttore generale nel gennaio 2005, i fondatori si sono ritirati dalla gestione quotidiana dell\u2019associazione per svolgere il proprio ruolo come membri del Consiglio di Amministrazione. Oggi, STAGETEXT rimane un\u2019associazione guidata da sordi, con 5 dei suoi 6 consiglieri che sono sordi o audiolesi. Nessuno di loro \u00e8 stipendiato. L\u2019ufficio oggi impiega sei persone (tre a tempo pieno e tre part-time), di cui due sorde.<\/p>\n<p><strong>Quanti spettacoli, e di quale genere, sottotitolate in media ogni anno?<\/strong><br \/>\nDa nove esibizioni sottotitolate in sette luoghi nel suo primo anno, STAGETEXT oggi ne sottotitola oltre 200 ogni anno in pi\u00f9 di 75 luoghi; queste variano da spettacoli di prosa, musical e pantomime a <em>one-man-show<\/em>. Sempre pi\u00f9 teatri stanno investendo nelle proprie attrezzature di sottotitolazione, e i sottotitolatori locali vengono formati da STAGETEXT. Ci\u00f2 \u00e8 ovviamente molto pi\u00f9 produttivo del mandare sottotitolatori e tecnici da altre parti del paese, e significa che i teatri possono offrire pi\u00f9 esibizioni sottotitolate e sviluppare i loro pubblici locali.<br \/>\nDal gennaio 2006, STAGETEXT gestisce con successo un servizio di sottotitolazione in Scozia, con tre sottotitolatori formati e qualificati. Circa 15 teatri vi stanno programmando esibizioni sottotitolate, con altre in corso di realizzazione. Servizi analoghi sono in programma per il Galles e l\u2019Irlanda del Nord. La prima esibizione sottotitolata da STAGETEXT nella Repubblica di Irlanda \u00e8 stata effettuata nel novembre 2007.<br \/>\nL\u2019anno scorso, un\u2019offerta di fundraising congiunto con l\u2019associazione Vocaleyes, che fornisce descrizioni audio per persone cieche e con difficolt\u00e0 visive, si \u00e8 conclusa con un\u2019assegnazione di oltre 1 milione di sterline dall\u2019iniziativa Invest to Save del Tesoro britannico, per sviluppare la sottotitolazione e la descrizione audio. See a Voice sta lavorando con teatri da una parte all\u2019altra del Regno Unito, che condivideranno attrezzature e sottotitolatori, per promuovere una crescente disponibilit\u00e0 di esibizioni sottotitolate.<\/p>\n<p><strong>Quanto del lavoro di sottotitolazione \u00e8 preparato in anticipo, e quanto \u00e8 eseguito dal vivo dal sottotitolatore?<\/strong><br \/>\nI sottotitoli sono preparati in anticipo da un sottotitolatore appositamente formato. Questo richiede molte ore di lavoro e implica vedere lo spettacolo diverse volte, incontri con il team di produzione, lavorare a casa con un video o DVD della produzione, e gestire i sottotitoli la sera dell\u2019esibizione.<br \/>\nI sottotitoli forniscono il testo integrale, e anche informazioni aggiuntive per i pubblici sordi o con difficolt\u00e0 uditive, come nomi dei personaggi, effetti sonori, rumori fuori scena e descrizioni della musica. In questo differiscono dai sottotitoli per TV o opera: ad esempio, i sottotitoli in inglese per l\u2019opera straniera sono principalmente per le persone udenti, sono rieditati rispetto al testo originale, e i nomi dei personaggi non sono mostrati, bench\u00e9 sia normalmente chiaro chi sta parlando.<br \/>\nA differenza dei sottotitoli per TV e opera, inoltre, la temporizzazione dei sottotitoli \u00e8 cruciale per non anticipare battute importanti. Le parole appaiono nello stesso momento in cui sono pronunciate o cantate su un\u2019unit\u00e0 (o pi\u00f9 unit\u00e0) a display LED, consentendo al pubblico sordo di reagire nello stesso momento del pubblico udente.<br \/>\nAlle volte, il sottotitolatore pu\u00f2 mettere in scena un\u2019improvvisazione dal vivo, per esempio in una pantomima, ma questo non \u00e8 l\u2019ideale in quanto c\u2019\u00e8 un ritardo nel sottotitolo che appare sull\u2019unit\u00e0, il che significa che il pubblico sordo reagisce dopo tutti gli altri.<br \/>\nGli attori possono a volte cambiare le proprie battute, quindi il sottotitolatore pu\u00f2 includere varie opzioni e passare a quella giusta durante lo spettacolo sottotitolato.<br \/>\nInsomma, la sottotitolazione non \u00e8 dal vivo. Comunque, a volte utilizziamo uno stenografo qualificato per tradurre da parlato a testo se c\u2019\u00e8 una discussione post-spettacolo in teatro dopo un\u2019esibizione sottotitolata. Ci\u00f2 \u00e8 estremamente prezioso, perch\u00e9 consente al pubblico sordo di parlare della produzione che ha visto, fare domande e sentirsi pienamente incluso. La trascrizione da parlato a testo \u00e8 un\u2019abilit\u00e0 completamente diversa dalla sottotitolazione e anche l\u2019attrezzatura usata \u00e8 diversa; comunque, la nostra unit\u00e0 di sottotitolazione pu\u00f2 essere utilizzata per entrambi i servizi, dato che il software STT (Speech-To-Text) \u00e8 compatibile. Gli stenografi STT si sono sottoposti a una formazione di parecchi anni e usano una tastiera fonetica che consente loro di trascrivere il parlato ad alta velocit\u00e0. Loro lavorano con sordi nativi e acquisiti e audiolesi, in ogni genere di contesto.<\/p>\n<p><strong>Come si rapportano i pubblici udenti alla sottotitolazione aperta [visibile a tutti] durante gli spettacoli? E come si rapportano i registi e gli artisti al vostro intervento nello spettacolo?<\/strong><br \/>\nOgni tanto, un teatro pu\u00f2 esprimere la preoccupazione che i sottotitoli distraggano il pubblico udente. Il nostro feedback indica che, complessivamente, le persone udenti trovano i sottotitoli utili (per esempio, se ci sono accenti difficili nella recita o se il linguaggio \u00e8 arcaico o inusuale) oppure accettano il fatto che i sottotitoli siano utili alle persone sorde. A una piccola minoranza di persone udenti non piacciono del tutto.<br \/>\n\u00c8 vitale che i teatri rendano chiaro nella loro produzione editoriale e alla biglietteria che una particolare esibizione verr\u00e0 sottotitolata e spieghino cosa ci\u00f2 significa. Comunque, in ragione del fatto che solo una o due esibizioni vengono sottotitolate, non \u00e8 irragionevole attendersi un certo grado di tolleranza. STAGETEXT ha avuto ben poche lamentele sulla sottotitolazione da persone udenti, in effetti molte di esse la gradiscono e commenti da persone udenti come \u201cIl teatro \u00e8 per una minoranza, non per la maggioranza\u201d sono estremamente rari.<br \/>\nUn direttore artistico a Londra ci ha detto: \u201cSperavo che avremmo avuto un riscontro dal nostro pubblico designato, perch\u00e9 una percentuale del pubblico \u00e8 udente e non ha bisogno dei sottotitoli; ma \u00e8 molto interessante che il riscontro sia molto pi\u00f9 ampio. Sono sempre incuriosito, sorpreso e eccitato dal fatto che anche quelle persone ne traggano qualcosa. Abbiamo imparato che un modo per farlo bene \u00e8 impegnarsi fin dall\u2019inizio. Il momento in cui il programma \u00e8 stato concordato \u00e8 quello in cui cominciamo. Abbiamo avuto ben pochi problemi con attori e altri membri del pubblico in relazione alla sottotitolazione\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come pensate che la sottotitolazione possa essere integrata con altri effetti visivi per essere parte dell\u2019opera d\u2019arte complessiva \u2013 e vi \u00e8 mai capitato di essere coinvolti in un lavoro simile?<\/strong><br \/>\nBench\u00e9 sia utile che gli scenografi siano consapevoli che una produzione potrebbe essere sottotitolata, la nostra considerazione principale \u00e8 che la posizione dell\u2019unit\u00e0 di sottotitolazione sia il pi\u00f9 confortevole possibile per il pubblico sordo, cos\u00ec che esso possa avere accesso alla produzione. STAGETEXT discute la posizione dell\u2019unit\u00e0 con la compagnia di produzione o il teatro, cos\u00ec da averla il pi\u00f9 vicino possibile all\u2019azione. Alle volte, abbiamo potuto metterla nella scena effettiva; comunque, occorre considerare scene mobili, attrezzature del suono e stato dell\u2019illuminazione, per cui questo non \u00e8 sempre fattibile.<\/p>\n<p><strong>Avete informazioni su associazioni o aziende che forniscano un servizio di sottotitolazione dal vivo simile in altri paesi europei? E quali sono i vostri progetti attuali?<\/strong><br \/>\nPenso sia corretto dire che STAGETEXT \u00e8 stata pioniera nella sottotitolazione teatrale nel Regno Unito, e probabilmente in Europa. Come detto, c\u2019erano due stenografi giudiziari che fornivano il servizio a New York prima del 2000 \u2013 ma penso da un paio d\u2019anni. Nei primi tempi, usavamo i loro stessi unit\u00e0 di sottotitolazione e software, e quindi sviluppammo un altro tipo di software e comprammo unit\u00e0 di sottotitolazione leggermente pi\u00f9 grandi. In quest\u2019ultimo anno stiamo lavorando con un\u2019azienda nel Regno Unito per sviluppare il nostro software personale e unit\u00e0 di sottotitolazione con LED ad alta definizione, che sono molto pi\u00f9 facili da leggere; queste ultime le stiamo introducendo ora nei teatri in Inghilterra.<br \/>\nSono a conoscenza del fatto che altre realt\u00e0 negli Stati Uniti stanno fornendo la sottotitolazione in modo diverso, ad esempio usando schermi al plasma, ma non ho altre informazioni su questo. I progetti sono seguiti dal Theatre Development Fund di New York (www.tdf.org).<br \/>\nSTAGETEXT ha recentemente sviluppato un proprio corso di formazione di 3 giorni per nuovi sottotitolatori, che, tra l\u2019altro, spiega come i sottotitoli dovrebbero essere \u201cformattati\u201d a beneficio di sordi nativi e acquisiti e audiolesi.<\/p>\n<p>Per informazioni:<br \/>\nSTAGETEXT<br \/>\nFirst Floor, 54 Commercial Street<br \/>\nLondon E1 6LT \u2013 United Kingdom<br \/>\nTel.: +44 (0)20 7377 0540<br \/>\nTextphone: +44 (0)20 7247 7801<br \/>\nFax: +44 (0)20 7247 5622<br \/>\nwww.stagetext.org<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Probabilmente il fatto che un sordo sia tagliato fuori dall&rsquo;assistere a uno spettacolo dal vivo, specie se comico e &ldquo;di parola&rdquo;, ci pu&ograve; sembrare una barriera quasi naturale e dunque invalicabile. 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