{"id":1147,"date":"2011-07-11T15:16:31","date_gmt":"2011-07-11T15:16:31","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1147"},"modified":"2025-10-13T11:45:51","modified_gmt":"2025-10-13T09:45:51","slug":"sul-grande-schermo-recitare-se-stessi-senza-recitarsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1147","title":{"rendered":"Recitare se stessi, senza recitarsi"},"content":{"rendered":"<p>Di Luca Giommi<\/p>\n<p>\u201cCastello Servizi\u201d (Societ\u00e0 Cooperativa Sociale ONLUS) produce corti cinematografici da dieci anni ormai e, nel 2006, per la terza volta si \u00e8 aggiudicato il 1\u00b0 premio al \u201cFestival del Cinema Nuovo\u201d di Gorgonzola (MI), concorso internazionale di cortometraggi che prevedano la partecipazione di disabili di comunit\u00e0, centri diurni o residenziali e associazioni.<br \/>\nProprio per la sua decennale pratica cinematografica, ci \u00e8 sembrato interessante approfondire alcune questioni con il regista, Natalino Maggioni, che ha curato la realizzazione dei cinque lavori prodotti fino a ora. Ci sarebbe piaciuto raccogliere anche le risposte di alcune persone disabili della Coop. Castello che in questi anni hanno preso parte alla realizzazione dei film, ma per ragioni di spazio e tempo non \u00e8 stato possibile.<br \/>\nQuello della Coop. Castello \u00e8 un\u2019esperienza tra tante, con caratteristiche proprie che non possono essere generalizzate e applicate ad altre. In generale, per\u00f2, il mezzo-cinema viene sempre pi\u00f9 utilizzato per scopi terapeutici o per creare la possibilit\u00e0, per le persone disabili, di vivere esperienze impegnative, gratificanti e coinvolgenti.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 nata l\u2019idea di impegnare la cooperativa e le persone che vi lavorano (disabili e normodotate) in attivit\u00e0 cinematografiche? \u00c8 un\u2019iniziativa mutuata da altre esperienze italiane ed estere di cui siete venuti a conoscenza? \u00c8 un\u2019idea nata dagli stessi disabili? <\/strong><em><br \/>\n<\/em>L\u2019idea di produrre dei film \u00e8 nata insieme al \u201cFestival del Cinema Nuovo\u201d di Gorgonzola, al quale ci propose di partecipare il fondatore stesso, il dott. Romeo Della Bella. La prima edizione del festival e, quindi, il nostro primo lavoro, \u00e8 del 1997. Il festival, al tempo, era ancora di livello regionale, adesso \u00e8 un festival internazionale. La proposta del dott. Della Bella \u00e8 stata accolta dagli educatori della cooperativa, e successivamente avanzata ai ragazzi disabili. Prima del 1997 avevamo utilizzato la telecamera per documentare alcune uscite residenziali o sul territorio in modo scherzoso e divertito. In realt\u00e0 non erano semplici documentari, perch\u00e9 gi\u00e0 inserivamo elementi di fiction.<\/p>\n<p><strong>Il visivo, le immagini, nel momento in cui vengono fruite, quindi da spettatori, hanno spesso un potere, una forza (evocativa, emotiva, sensoriale\u2026) enormi, un potere anche \u201cterapeutico\u201d innato. Ma partecipare alla realizzazione di un film \u00e8 cosa diversa. L\u2019idea di realizzarne con persone disabili risponde a esigenze e scopi terapeutici? Se s\u00ec, in che senso questa attivit\u00e0 pu\u00f2 essere terapeutica? E a che livello la terapia funziona meglio: al livello dell\u2019attivit\u00e0 recitativa, a quello della partecipazione alla stesura della storia, della sceneggiatura o ad altri livelli ancora? <\/strong><em><br \/>\n<\/em>L\u2019attivit\u00e0 del nostro centro non \u00e8 di terapia diretta. L\u2019approccio alla disabilit\u00e0 \u00e8 di tipo psicologico pi\u00f9 che pedagogico; ovviamente, c\u2019\u00e8 il rispetto dell\u2019et\u00e0 cronologica delle persone con disabilit\u00e0. Quindi, il lavoro cinematografico non \u00e8 stato pensato come attivit\u00e0 terapeutica, ma come attivit\u00e0 volta al benessere generale, che dia la possibilit\u00e0 alle persone disabili di esprimersi con la recitazione e di impegnarsi insieme per un progetto. Un\u2019attivit\u00e0 che sia gratificante: il piacere di (ri)vedersi sul grande schermo, l\u2019opportunit\u00e0 di presentare il film all\u2019esterno e di ricevere degli applausi. Aspetti tutt\u2019altro che secondari, a nostro avviso.<\/p>\n<p><strong>Il film, il cinema, pi\u00f9 di altre forme artistiche, \u00e8 un prodotto culturale collettivo. La produzione di un film richiede tanti passaggi, la collaborazione di tante competenze e abilit\u00e0, anche se l\u2019avvento della tecnologia digitale pu\u00f2 attenuare questa caratteristica del fare cinema. Le persone disabili prendono parte a tutti i livelli della creazione del film, o recitano solamente? E in che senso e in che proporzioni le loro diverse abilit\u00e0 aggiungono qualit\u00e0 e peculiarit\u00e0 al lavoro? O, meglio, cercate di evidenziare e far emergere in tutte le fasi della produzione la diversit\u00e0, la molteplicit\u00e0 di queste abilit\u00e0?<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Le persone con disabilit\u00e0 che frequentano il nostro centro hanno deficit intellettivo grave o medio-grave, e non sarebbe semplice coinvolgerle in molti momenti della lavorazione del film. \u00c8 comunque una scelta precisa quella di farli solamente recitare. Loro si esprimono nel ruolo e nell\u2019attivit\u00e0 di attori.<br \/>\nLa sceneggiatura la penso io stesso.<br \/>\nDal punto di vista tecnico, a volte per la post-produzione, i suoni, la colonna sonora e gli effetti speciali (utilizzati soprattutto in Ahia l\u2019amore) ci rivolgiamo a collaboratori esterni. Nella cooperativa non c\u2019\u00e8 un laboratorio cinematografico, perch\u00e9 l\u2019attivit\u00e0 di produzione dei cortometraggi non rientra tra le attivit\u00e0 ordinarie del centro. Noi lavoriamo sul film, e con l\u2019attivit\u00e0 cinematografica in generale, solo nel periodo necessario alla sua realizzazione.<\/p>\n<p><strong>Come si distribuiscono i ruoli, le parti nel film? Se non sbaglio, qualche attore torna pi\u00f9 spesso in ruoli da \u201cprotagonista\u201d. Che peso date alle capacit\u00e0 strettamente recitative nella distribuzione delle parti? Vi chiedo questo pur avendo notato che i vostri lavori sono molto corali.<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Come dicevo, i soggetti dei cortometraggi sono pensati e studiati da me, e quando immagino i personaggi e le loro caratteristiche penso sempre alle caratteristiche e alle capacit\u00e0 dei ragazzi disabili che dovranno interpretarli. I soggetti, quindi, sono disegnati su di loro. Mi chiedo sempre come si avvicini un determinato ruolo nel film al loro \u201cessere\u201d nella vita di tutti i giorni. Molti li conosco ormai da tanti anni.<br \/>\nOvviamente tengo presenti anche le loro capacit\u00e0 strettamente recitative, attoriali.<br \/>\nDopo la stesura del soggetto, della sceneggiatura, c\u2019\u00e8 una riunione plenaria, alla quale partecipano educatori e ragazzi disabili. \u00c8 l\u2019occasione in cui io racconto il progetto e distribuisco i ruoli. \u00c8 una situazione \u201canimativa\u201d, perch\u00e9 racconto il film quasi recitandolo.<br \/>\nNon facciamo delle vere e proprie prove prima della registrazione. Preferiamo lavorare direttamente sulla location, il giorno stesso in cui avvengono le riprese. La versatilit\u00e0 della macchina da presa mi consente di \u201cnon chiedere troppo\u201d agli attori. La macchina da presa si pu\u00f2 muovere, si pu\u00f2 ripetere la scena, riprenderla da diverse angolazioni e con diversi accorgimenti tecnici, selezionare le scene migliori, lavorare molto in fase di montaggio.<br \/>\nCon il teatro, che abbiamo praticato precedentemente in cooperativa, tutto questo non si pu\u00f2 fare. Aggiungo che il cinema, in un certo senso, esalta le capacit\u00e0 recitative di un attore.<\/p>\n<p><strong>Ho notato, ma potrei sbagliarmi, che la disabilit\u00e0 nei vostri lavori non \u00e8 trattata come tema, cio\u00e8 le storie tendono a non tematizzare questo argomento So che esistono tanti modi per parlare di diversit\u00e0 (la fantascienza spesso dice cose molto profonde e interessanti su questo, apparentemente parlando d\u2019altro\u2026), ma non mi sembra di riscontrarlo nei vostri film. \u00c8 una mancanza che sentite come tale? \u00c8 una mancanza che cercherete di soddisfare in futuro? \u00c8 una precisa scelta stilistica e concettuale?<\/strong><em><br \/>\n<\/em>I nostri cortometraggi sono tutti comici, e l\u2019obiettivo \u00e8 che sia ogni singola scena e, quindi, il film nel suo complesso a divertire e muovere alla risata, e non le persone che recitano. Noi non vogliamo che siano le caratteristiche \u201cintrinseche\u201d alle persone disabili a far ridere, quasi a \u201ccostringere\u201d a ridere. Piuttosto \u00e8 creare film che risulterebbero umoristici anche se recitati da normodotati.<br \/>\nA contrario di tanti film che parlano di disabilit\u00e0 e diversit\u00e0, alcuni dei quali molto noti e nei quali spesso \u00e8 un normodotato che interpreta la parte di un disabile, il \u201cFestival del Cinema Nuovo\u201d richiede che le persone disabili facciano gli attori, facciano fiction, in prima persona, non raccontando temi e \u201cproblemi\u201d legati alla disabilit\u00e0, ma esprimendo tutte le loro capacit\u00e0, comprese quelle recitative.<\/p>\n<p><strong>Volendo correggere la domanda precedente, forse emerge una costante nella visione che i vostri lavori offrono della persona con disabilit\u00e0: cio\u00e8 che sono persone che, come tutte le altre, desiderano, sono soggetti desideranti. Desiderano filmare (fare arte) e stupirsi (L\u2019oggetto misterioso), desiderano scoprire (L\u2019ultimo caso del Commissario Marsel), desiderano amare (Ahia l\u2019amore), ecc. Questi temi, della scoperta, dell\u2019arte, del sentimento\u2026 sono da voi pensati come correlati e riferiti all\u2019\u201cuniverso\u201d della disabilit\u00e0 o, quando pensate a una storia, la pensate in termini pi\u00f9 svincolati e generali?<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Essendo una nostra volont\u00e0 precisa quella di non voler tematizzare la disabilit\u00e0, l\u2019approccio alla creazione di film \u00e8 ludico e vuole privilegiare il piacere di creare una storia di finzione, di fare questa cosa insieme, di realizzare qualcosa seriamente ma divertendosi. Per questo motivo non cerchiamo particolari risvolti o sottintesi allegorici a livello di contenuto e senso del film.<\/p>\n<p><strong>Partecipate anche ad altri festival cinematografici, ad esempio il festival \u201cCinemabili\u201d di Genova o il \u201cLes Pom\u2019s d\u2019Or\u201d in Belgio? Se s\u00ec, ci sono differenze tra questi festival per quanto riguarda i contenuti e la qualit\u00e0 dei lavori richiesti?<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Il festival \u201cCinemabili\u201d ci ha sempre \u201csnobbato\u201d, forse perch\u00e9 non usiamo la pellicola. Abbiamo anche provato a spedire i nostri lavori a \u201cFilmmaker\u201d [festival di cinema non-fiction di Milano, N. d. R.].<br \/>\nAbbiamo partecipato, oltre che al \u201cFestival del Cinema Nuovo\u201d, a rassegne nate a cascata dal festival di Gorgonzola, come \u201cHollywood\u201d di Brescia e \u201cRose e gorgonzola\u201d di Rovigo. Ma sono rassegne, non concorsi cinematografici.<\/p>\n<p>Per saperne di pi\u00f9<br \/>\nI titoli: L\u2019oggetto misterioso (1997); Un matrimoGNo da soGNo (2000); L\u2019ultimo caso del Commissario Marsel (2002); Rosso di rosa (2004); Ahia l\u2019amore (2006).<br \/>\nCastello Servizi \u2013 Societ\u00e0 Cooperativa Sociale Onlus<br \/>\nVia Carcassola 4<br \/>\n20056 Trezzo sull\u2019Adda (MI)<br \/>\nTel: 02\/909.06.64 \u2013 02\/92.09.12.71<br \/>\nE-mail: coopcastello@libero.it<br \/>\nSito: <a href=\"http:\/\/www.coopsocialecastello.it\">www.coopsocialecastello.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&ldquo;Castello Servizi&rdquo; (Societ&agrave; Cooperativa Sociale ONLUS) produce corti cinematografici da dieci anni ormai e, nel 2006, per la terza volta si &egrave; aggiudicato il 1&deg; premio al &ldquo;Festival del Cinema Nuovo&rdquo; di Gorgonzola (MI), concorso internazionale di cortometraggi che prevedano la partecipazione di disabili di comunit&agrave;, centri diurni o residenziali e associazioni. <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3962,3591,3596,3607],"edizioni":[109],"autori":[2933],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1147"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1147"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1147\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4864,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1147\/revisions\/4864"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1147"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1147"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1147"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=1147"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=1147"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=1147"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=1147"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=1147"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=1147"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}