{"id":1148,"date":"2011-07-11T15:24:33","date_gmt":"2011-07-11T15:24:33","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1148"},"modified":"2025-10-13T11:46:36","modified_gmt":"2025-10-13T09:46:36","slug":"viaggi-e-miraggi-arriba-arriba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1148","title":{"rendered":"Arriba Arriba!"},"content":{"rendered":"<p>Di Luca Baldassarre<\/p>\n<p>Due anni fa, all\u2019incirca in questo periodo, ero in Canada; pi\u00f9 precisamente ad Aurora, nell\u2019Ontario. Ero a casa di mio zio, uno dei fratelli di mia madre. Ospite per qualche giorno. Ricordo un pomeriggio che si chiacchierava allegramente del pi\u00f9 e del meno: la famiglia, l\u2019Italia, i fagiolini che a lui crescono bene solo se li mette esposti a nord ovest&#8230; Insomma, cose cos\u00ec. Mi mostrava orgoglioso il suo prato all\u2019inglese e i suoi fiori, che danno a quella casa l\u2019iconografia classica della casetta in canad\u00e0 (con l\u2019accento sulla a, proprio quella della canzoncina per bambini) e mi raccontava, raccontava. \u00c8 un chiacchierone mio zio. Ma \u00e8 proprio simpatico ed \u00e8 davvero una brava persona, un pezzo di pane, dell\u2019Italia meridionale, cio\u00e8 buono. Lui \u00e8 emigrato dall\u2019Italia una cifra di anni fa che non ha pi\u00f9 senso nemmeno contare ma, come capita spesso, ha conservato in toto l\u2019italiano che c\u2019\u00e8 in lui. Con questa affermazione ho in mente una cosa precisa ma non so trascriverne il significato. Ha fatto tanti lavori mio zio e ha visto molti posti. E ha incontrato tanta gente; di tutti i tipi. Per me sentire qualcuno che racconta dei luoghi che ha visitato e delle persone che ha incontrato ha sempre avuto un fascino assolutamente fuori scala. Mi piace verificare le distanze tra le mie percezioni e il mio modo di vedere le cose e il mondo degli altri, soprattutto di coloro che imparo a conoscere attraverso i loro vissuti. Trovo clamoroso di non notare qualcosa che per altri \u201c\u00e8\u201d quel viaggio, giustifica da solo la ragione per cui si \u00e8 deciso di intraprenderlo, ne sintetizza le peculiarit\u00e0; come vale il contrario: spesso mi scopro a pensare \u201cMa come?! L\u2019ho vista solo io \u2018sta cosa qui&#8217;?\u201d. So che \u00e8 normale e che capita a tutti per\u00f2 non ho ancora imparato a capacitarmene. Tutto l\u00ec. Insomma, mio zio \u00e8 l\u00ec intento a farmi una dettagliata descrizione del colloquio per il suo primo possibile impiego importante presso l\u2019azienda telefonica canadese e mi accorgo che io sto pensando a un particolare che mi aveva colpito in un discorso fatto il giorno prima; ci rimugino parecchio ma non mi riaffiora niente fintanto che si richiama al palato il sapore della torta alla mele e cannella di zia Denise. \u201cDiamine, ecco!\u201d, esclamo. Al che mio zio mi guarda un po\u2019 stranito, \u201cNo zio,&#8230; \u00e8 che pensavo a una cosa!\u201d. Il giorno prima, Donald, uno dei tre figli degli zii, mi aveva raccontato di un suo recente viaggio nel Chiapas messicano, in compagnia di uno \u201cscoppiatone\u201d amico suo (nota bene: mio cugino non spiccica una solo parola d\u2019italiano e la traduzione \u00e8 mia, perci\u00f2 non \u00e8 detto che intendesse dire letteralmente cos\u00ec ma sono relativamente sicuro che intendesse passarmi questo contenuto). Avevano girato un po\u2019 il nord del Messico spingendosi a sud della capitale, spingendosi appunto fino al Chiapas. Erano rimasti a lungo a San Juan Chamula, un paesino vicino alla pi\u00f9 nota San Cristobal de Las Casas. Gi\u00e0 mi era scattato l\u2019interesse, visto che l\u00ec c\u2019ero stato qualche anno prima e proprio quel paesino aveva attirato la mia attenzione. Ricordo benissimo che prima del mio viaggio in Messico avevo riletto un saggio di antropologia sulla conquista dell\u2019America, scritto da Tzvetan Todorov.<br \/>\nDalla lettura rimasi un po\u2019 deluso, e non certo per il libro che \u00e8 bellissimo, perch\u00e9 l\u2019approccio dei primi scopritori, tra i quali Cristoforo Colombo, non si pu\u00f2 definire esattamente \u201crelazionale\u201d. Per brevit\u00e0 si pu\u00f2 affermare che l\u2019idea di viaggiare per conoscere posti, persone e culture diverse, ha preso piede un po\u2019 dopo, sfortunamente per gli aztechi. Per\u00f2, guarda caso, Donald e il suo amico Mark, erano viaggiatori moderni. Partiti per vivere un\u2019esperienza piena, totalmente alla merc\u00e9 dei posti, del caff\u00e8 negro, della birra e, diciamo, dei rapporti interpersonali con le autoctone. Tralascio qualche commento per ragioni di spazio sulle velleit\u00e0 di Mark, descritto da Donald come una specie di Che Guevara a scoppio ritardato, nel senso che voleva liberare il Chiapas. Non ho mai capito da chi. Sottolineo quanto fu incredibile ascoltare il suo racconto. Mio cugino \u00e8 un ragazzone alto circa 1 metro e 90 per una larghezza direi&#8230; analoga e un peso sui 120 kg. Ascoltandolo gliene avrei dati al massimo una sessantina. Mi ritrovai nelle sue descrizioni di quella terra e di quel popolo, nel modo di vivere e di accogliere le persone. In pi\u00f9, pensai che pur non parlando n\u00e9 l\u2019italiano n\u00e9 lo spagnolo era riuscito a cogliere una vastissima gamma di sfumature. Mi riport\u00f2 gli strani sincretismi religiosi con lo stesso stupore con cui anch\u2019io li avevo osservati; rimase colpito dalla fierezza e dall\u2019orgoglio del popolo messicano, forse in quella regione ancora pi\u00f9 presente che in altre zone del Paese. Insomma ogni pezzo del racconto faceva da contrappunto a quanto io avevo vissuto l\u00ec qualche tempo prima. Ammetto che non ci potevo credere. E forse non poteva farlo nemmeno il mio amor proprio, che quasi se ne ebbe a male nel constatare di non essere cos\u00ec originale. La riflessione sul viaggiatore moderno \u00e8 meno scontata e ovvia di quanto si possa immaginare. Anche se in fondo, chi ha voglia di mettersi a confrontarsi con altre culture quando \u00e8 in vacanza?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due anni fa, all&rsquo;incirca in questo periodo, ero in Canada; pi&ugrave; precisamente ad Aurora, nell&rsquo;Ontario. Ero a casa di mio zio, uno dei fratelli di mia madre. Ospite per qualche giorno. 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