{"id":1165,"date":"2011-07-14T12:09:27","date_gmt":"2011-07-14T12:09:27","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1165"},"modified":"2025-10-15T12:35:48","modified_gmt":"2025-10-15T10:35:48","slug":"spazio-calamaio-un-gioco-che-si-pu-trasformare-in-qualcosa-di-pi-capire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1165","title":{"rendered":"Un gioco che si pu\u00f2 trasformare in qualcosa di pi\u00f9: capire"},"content":{"rendered":"<p>A cura di Roberto Parmeggiani<br \/>\n<strong><br \/>\n3 marzo 2008 &#8211; luned\u00ec<br \/>\n<\/strong>\u201cCosa c\u2019\u00e8 in quello scatolone?\u201d<br \/>\n\u201cMah non lo so, \u00e8 arrivato venerd\u00ec\u2026\u201d<br \/>\n\u201cBeh adesso lo apro\u201d<br \/>\n\u2026<br \/>\n\u201cAhhhh\u2026 ma \u00e8 il libro!\u201d<\/p>\n<p>Sapete quando aspettate tanto una cosa, la desiderate, non vedete l\u2019ora di averla tra le mani?<br \/>\nE poi quando arriva non ve ne rendete conto subito?<br \/>\nEcco, a noi \u00e8 successa la stessa cosa.<br \/>\nIl tanto atteso libro del Calamaio Storie di Calamai e altre creature straordinarie (Ed. Erickson, 2008) \u00e8 arrivato ma prima di realizzare che era l\u00ec, chiuso dentro quello scatolone, \u00e8 passato un intero week end.<br \/>\nOserei dire, non a caso.<br \/>\nNel senso che c\u2019\u00e8 sempre bisogno di un po\u2019 di tempo prima di rendersi conto che un sogno \u00e8 finalmente diventato realt\u00e0, che \u00e8 quindi tangibile (nel caso specifico direi leggibile), che \u00e8 uscito dal mondo delle idee ed \u00e8 diventato fenomeno, espressione di un\u2019esperienza il cui senso trova significato nella condivisione.<br \/>\nCondivisione: ecco una parola fondamentale nel nostro percorso. Se siamo qui, a festeggiare vent\u2019anni di vita, di cultura, di conoscenza, di competenza, \u00e8 proprio grazie a tutti coloro che abbiamo incontrato: bambini, ragazzi, insegnanti, educatori\u2026 Ognuno ci ha permesso di scoprire un nuovo motivo per continuare questa splendida avventura.<br \/>\nFino a spingerci a scrivere questo libro che, come si legge nella presentazione, \u201cnasce per molti motivi ma tutti, in fondo, possono essere riassunti dal desiderio di dare una forma stabile che fermi sulla pagina scritta l\u2019esperienza del Progetto Calamaio, nato all\u2019interno dell\u2019Associazione Centro Documentazione Handicap di Bologna e frutto di pi\u00f9 di vent\u2019anni di attivit\u00e0 di animazione, formazione e sostegno ai processi di integrazione delle persone con disabilit\u00e0 [\u2026] il libro si muove su pi\u00f9 livelli che tentano di riproporre ai lettori, accanto agli obiettivi e ai contenuti del Progetto Calamaio, la ricchezza e la densit\u00e0 di un impegno che si fatica a tenere nei territori del professionale per l\u2019investimento e il coinvolgimento che riempie e tocca chi lavora e vive al Centro di Documentazione.<br \/>\nQuest\u2019azione di rilettura dell\u2019esperienza non si rivolge per\u00f2 solo verso l\u2019esterno; se si utilizza intenzionalmente, la scrittura diventa un\u2019occasione utile ad aumentare la capacit\u00e0 di sguardo su ci\u00f2 che costituisce un pezzo importante della nostra quotidianit\u00e0.<br \/>\nLa scrittura, infatti, \u00e8 anche pausa riflessiva, rottura del ritmo invasivo e ripetitivo del quotidiano. Spesso \u00e8 una pausa strappata coi denti, soprattutto per chi come noi, non \u00e8 scrittore di mestiere. Recentemente, Franca Olivetti Manoukian ha ricordato che, per chi lavora nell\u2019ambito sociale, scrivere \u00e8 \u2018trasgressivo\u2019 rispetto ai binari del lavoro operativo che non permettono soste e sguardi pensosi. Per poter ritornare a dare al nostro fare significati e valore \u00e8 necessario autorizzarsi a trovare il tempo e il modo per ripensare a ci\u00f2 che occupa lo spazio, il tempo dei giorni: la scrittura pu\u00f2 essere un mezzo per compiere l\u2019operazione complessa di riflessione su quanto si fa e si \u2018produce\u2019.<br \/>\nLe parole con cui ci siamo raccontati hanno alcune caratteristiche forti, che costituiscono il taglio di questo volume e che possono guidarne la lettura.<br \/>\nSono parole concrete, mettono al centro un percorso di lavoro pensato e realizzato poi nella concreta forma dell\u2019incontro con gli altri. \u00c8 il nostro sapere dell\u2019esperienza che vogliamo condividere, con le sue possibilit\u00e0 e i suoi limiti.<br \/>\nSono parole colorate dai toni di un\u2019affettivit\u00e0 vissuta e percorsa in molti dei suoi sviluppi, sono parole che cercano di dare ospitalit\u00e0 agli affetti. Testimonianza delle relazioni importanti non solo fra gli \u2018educatori\u2019, gli \u2018utenti\u2019 ma anche fra il gruppo Calamaio e i gruppi di bambini, ragazzi, insegnanti, genitori incontrati via via nel percorso; relazioni che compongono un tessuto.<br \/>\nSono parole che legano e collegano. Come diciamo spesso, il Progetto Calamaio non \u00e8 fatto solo da noi, vive ed \u00e8 reso fecondo dai legami forti del gruppo ma anche dai collegamenti, dagli incontri, dalla collaborazione con altri\u201d. (pp. 13-14)<br \/>\nIl libro \u00e8 diviso in tre sezioni distinte ma complementari, ognuna delle quali descrive una sfaccettatura della complessiva esperienza del Calamaio. \u201cNella prima parte sono raccolti gli interventi e i contributi di alcuni compagni di viaggio e interlocutori per noi importanti che dal loro ruolo professionale e dal loro osservatorio approfondiscono gli snodi centrali dell\u2019educarsi reciprocamente alla diversit\u00e0 e dell\u2019acquisizione di un ruolo sociale riconosciuto per la persona disabile.<br \/>\nNella seconda parte trovano spazio alcune riflessioni che si collegano direttamente ai quattro laboratori attivati durante il Convegno di novembre 2006 sui punti che determinano maggiormente lo stile e modi del fare.<br \/>\nLa terza parte, infine, racconta il Progetto Calamaio in azione: gli strumenti, i tempi, le persone.\u201d (p. 14)<br \/>\nLa lettura del libro \u00e8 un viaggio, \u00e8 una scoperta, \u00e8 un gioco.<br \/>\nUn gioco che, come ci ha scritto un bambino di V elementare, si pu\u00f2 trasformare in qualcosa di pi\u00f9: capire! Capire che cosa, per\u00f2?<br \/>\nAnche la risposta, come la domanda, la lasciamo a una bambina, sempre di V elementare, che ci scrive:<br \/>\n\u201cCara Stefania, la prima volta che ho visto te, Patrizia e Roberto non mi sentivo a mio agio, ma poi vi ho conosciuto meglio e allora mi sentivo benissimo. Devo dire la verit\u00e0: mi sono divertita molto, ho capito tante cose. \u00c8 stato bello stare con voi. Mi sentivo allegra, molto allegra, anche se tu sei disabile\u2026 Quando Roberto ci ha spiegato che vi chiamate Calamaio perch\u00e9 volete lasciare una macchia sui bambini che incontrate, io mi sono molto emozionata. Un bacione<br \/>\nP.S. sto \u201cmacchiando\u201d anche mia madre\u2026\u201d (p. 137)<\/p>\n<p><strong>Tracce di creature straordinarie<br \/>\n<\/strong>\u201cUn Progetto che voglia essere tale, non pu\u00f2 partire sapendo gi\u00e0 dove e come arriva. Sarebbe un finto progetto. Un Progetto autentico, vive invece di intuizioni, obiettivi e rischi. Senza rischi, un progetto non diventa Progetto\u201d. (p. 29)<br \/>\nQueste parole, regalateci da Andrea Canevaro, descrivono bene questi anni passati, nei quali il progetto \u00e8 diventato Progetto ma sono anche un invito a non fermarsi, a non montarsi la testa e a continuare seguendo intuizioni, identificando nuovi obiettivi e assumendosi altri rischi.<br \/>\nIl libro \u00e8 per noi un\u2019occasione speciale e molto emozionante sia per fare festa con tutti coloro che fanno parte della nostra storia sia per riprendere il percorso verso nuove sfide, permettendo ad altre creature straordinarie \u2013 bambini, ragazzi, insegnanti\u2026 \u2013 di lasciare altre tracce, pensieri, riflessioni, disegni, domande che permetteranno alla nostra storia di continuare e alla cultura di crescere, non come piovuta dall\u2019alto ma costruita mattone dopo mattone dal basso, attraverso l\u2019esperienza.<br \/>\nPoi sapete come succede, le tracce alimentano la curiosit\u00e0, il desiderio di avventura: ci sar\u00e0 qualche altro esploratore che le seguir\u00e0, qualche altro progetto che nascer\u00e0, altre avventure da raccontare, creature di cui parlare\u2026 e le storie non finiranno mai.<br \/>\nEsempio ne \u00e8 la nascita del blog del Calamaio.<br \/>\nGi\u00e0 il termine blog \u2013 contrazione di web-log, ovvero \u201ctraccia su rete\u201d \u2013 sembra scelto apposta per noi che di tracce ci siamo sempre occupati.<br \/>\nL\u2019obiettivo del blog storiedicalamai \u00e8 quello di permettere a tutti di lasciare le proprie tracce, le proprie storie, le proprie macchie perch\u00e9, attraverso la condivisione, possano diventare patrimonio comune. Mi raccomando, lasciate anche voi le vostre, senza paura: la diversit\u00e0 \u00e8 una ricchezza che vale la pena di essere spesa.<br \/>\nLasciamo la conclusione all\u2019Omino Macchino, padre dell\u2019inchiostro e di tutte le macchie che quello sa lasciare e grande amico del Progetto Calamaio\u2026 da quando ci siamo conosciuti, non ci siamo pi\u00f9 lasciati.<br \/>\n\u201cQuesti Calamai di inchiostro se ne intendono davvero tanto. E non solo di inchiostro, ma anche di macchie. Se ho capito una cosa [\u2026] \u00e8 che \u00e8 necessario macchiare; e in fondo cosa ha fatto il Progetto Calamaio in questi venti anni, se non spargere le sue macchie, anzi, direi, regalare le sue macchie? Mica semplice avere a disposizione macchie di questo tipo ed essere capaci di regalarne a chichessia. Bisogna trovare il \u201cmiele\u201d giusto perch\u00e9 le persone capiscano la dolcezza di una macchia. Di solito, poi, le macchie sporcano e basta; queste, invece, fanno di pi\u00f9, perch\u00e9, nel macchiare, trasformano\u2026 ma cosa? Trasformano l\u2019immagine che le persone hanno della realt\u00e0, arricchiscono un immaginario diffuso: \u00e8 un compito che richiede maneggiatori d\u2019inchiostro abilissimi, menti ardite, spiriti liberi e divertiti, prima ancora che divertenti.\u201d (p. 228)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>3 marzo 2008 &#8211; luned&igrave;<br \/>\n&ldquo;Cosa c&rsquo;&egrave; in quello scatolone?&rdquo;<br \/>\n&ldquo;Mah non lo so, &egrave; arrivato venerd&igrave;&hellip;&rdquo;<br \/>\n&ldquo;Beh adesso lo apro&rdquo;<br \/>\n&hellip;<br \/>\n&ldquo;Ahhhh&hellip; ma &egrave; il libro!&rdquo;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3608,3605],"edizioni":[111],"autori":[2919],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1165"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1165"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1165\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4951,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1165\/revisions\/4951"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1165"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1165"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1165"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=1165"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=1165"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=1165"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=1165"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=1165"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=1165"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}