{"id":1168,"date":"2011-07-14T15:32:54","date_gmt":"2011-07-14T15:32:54","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1168"},"modified":"2025-10-13T12:34:53","modified_gmt":"2025-10-13T10:34:53","slug":"progetto-di-vita-di-nuovo-al-lavoro-una-nuova-esperienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1168","title":{"rendered":"Di nuovo al lavoro. Una nuova esperienza"},"content":{"rendered":"<p>Di Alesandra Pederzoli<\/p>\n<p>Nasce anche un film dal progetto torinese \u201cLa Ghianda \u2013 Oltre il trauma\u201d, progetto pluriennale finanziato dalla Comunit\u00e0 Europea che ha l\u2019obiettivo di ragionare e intervenire sull\u2019inserimento lavorativo delle persone con disabilit\u00e0 acquisita. Se mi fermo poi riparto \u00e8 un film che traccia un bilancio di un\u2019esperienza, con lo scopo di condividere con altri il vissuto di questi tre anni di impegno; obiettivo a cui si accosta anche l\u2019intenzione di trovare nuove strade, sperimentare percorsi alternativi e innovativi che siano capaci di porre le basi per continuare questo impegno intrapreso.<br \/>\nIn questi tre anni di lavoro, il progetto ha visto il coinvolgimento congiunto di diversi soggetti operanti sul territorio, strutture sanitarie e non, quali l\u2019Ente Acli Istruzione Professionale (Enaip), l\u2019Azienda Ospedaliera Maggiore della Carit\u00e0 di Novara, il Centro Studi Don Calabria, la societ\u00e0 di formazione, ricerca e comunicazione Eclectica e le associazioni Bip Bip Onlus e C.A.S.T. Soggetti che in diversa misura, e con competenze anche differenti, operano tutti a partire da un punto di vista comune e collettivo: trasformare coloro che sono pensati dalla societ\u00e0 come portatori di disabilit\u00e0 in portatori di competenze, seguendo processi nei quali i soggetti interessati non sono oggetto di un intervento mirato ma sono piuttosto veri e propri \u201cattori protagonisti\u201d. Di fatto gli enti coinvolti sono soggetti che hanno una natura professionale profondamente differente in grado di mettere in campo delle competenze anche molto diverse. Probabilmente un punto di forza questo. Da un lato c\u2019\u00e8 chi conosce l\u2019esperienza della disabilit\u00e0, o perch\u00e9 la vive in prima persona (coloro a cui il progetto \u00e8 destinato che abbiamo definito \u201cattori protagonisti\u201d) o perch\u00e9 ne ha esperienza in qualunque altra misura; dall\u2019altro c\u2019\u00e8 invece chi si occupa professionalmente di mediazione al lavoro e svolge costantemente un\u2019azione capillare di diffusione di buone pratiche e di nuove metodologie di intervento, al fine di reinserire nel mondo del lavoro chi ha perso alcune competenze a causa di un trauma. Ecco perch\u00e9 si pu\u00f2 dire che alla base del progetto vi sia in realt\u00e0 un\u2019azione intensa e fondamentale di dialogo tra chi vive la situazione del trauma e chi interviene sul mondo del lavoro, un mondo pieno di sfaccettature e risvolti non sempre accoglienti nei confronti della \u201ccompetenza persa o modificata\u201d: l\u2019opportunit\u00e0 e lo scambio come base su cui costruire proprio le pratiche di inserimento e di integrazione lavorativa nuova.<\/p>\n<p><strong>Produttivit\u00e0 e indipendenza<br \/>\n<\/strong>Le imprese, e il mondo del lavoro pi\u00f9 in generale, spesso non si dimostrano particolarmente disponibili al mantenimento del posto di lavoro per persone che perdano improvvisamente competenze e modalit\u00e0 operative. Spesso diventa difficile anche a livello imprenditoriale riuscire ad accettare una ridefinizione delle mansioni e dei ruoli ricoperti dall\u2019individuo all\u2019interno dell\u2019azienda, quasi a sottolinearne la rigidit\u00e0 e la struttura a misura di mercato e non a misura d\u2019uomo. Di fatto la persona che prima non era disabile e che svolgeva determinate funzioni in un ambito lavorativo e che poi diventa \u201cincapace\u201d di mantenere tali mansioni, per l\u2019azienda \u00e8 spesso percepita come un peso o un ostacolo alla produttivit\u00e0. Il disabile risulta essere improduttivo e un costo. Inutile dire come una percezione di questo tipo pesi enormemente sulla persona e sulla sua autostima gi\u00e0 profondamente segnata dall\u2019esperienza del trauma, una ferita che spesso necessita di molto tempo per rimarginarsi. A questo disagio sul lavoro spesso si affianca anche una fatica della persona a ridefinire tutti gli altri ruoli ricoperti prima del trauma. Un percorso irto e complesso. Si mettono in fila una serie di necessit\u00e0 e di nuovi bisogni, che non sono solo quelli strettamente fisici della riabilitazione di funzionalit\u00e0 strutturali della persona, ma anche e soprattutto si tratta di bisogni di natura psicologica e sociale. Accettare una condizione nuova e profondamente diversa; cercare di cucire addosso a questa condizione un nuovo modello di indipendenza che spesso pu\u00f2 voler dire una indipendenza che comunque necessita dell\u2019aiuto e del sostegno di altri; la necessit\u00e0 di ritrovare e ricercare nuovi stimoli e nuovi ambiti in cui impiegare e mettere a frutto le proprie energie. Un percorso complicato in cui ogni ambito e ogni aspetto della persona (chiunque essa sia, disabile e non) viene chiamato in causa. Si tratta di pensare alla famiglia di origine o effettiva, di ricollocare gli affetti e i vari legami che si trovano a dover fare i conti con una condizione modificata che incide anche sulle modalit\u00e0 di relazione con la persona stessa; di ripensare all\u2019ambito lavorativo: un ambito oggi fondamentale nel quale le persone vivono, si realizzano, mettono in campo competenze e abilit\u00e0, maturano esperienze e intrecciano legami.<br \/>\nEcco perch\u00e9 si rende necessario ricostruire i rapporti sociali dell\u2019individuo, riscoprire le sue attitudini, valorizzarne i talenti per ricreare una nuova routine quotidiana che si basi proprio sulla consapevolezza della nuova condizione, capace di acquisire una sempre maggior autonomia.<br \/>\nProgetti come \u201cla Ghianda\u201d (e i molti altri sorti e avviati in Italia in questo periodo storico) hanno proprio l\u2019obiettivo di migliorare le capacit\u00e0 del disabile, per reinserirlo nella societ\u00e0 e nel lavoro: il traumatizzato perde delle competenze ma ne acquisisce altre che possono emergere attraverso un costante supporto e impegno, a partire dall\u2019idea di fondo che ogni persona pu\u00f2 maturare come individuo solo se ha l\u2019occasione di conoscere, confrontarsi, impegnarsi e agire, vivendo esperienze in ambienti sociali come il lavoro, il tempo libero e la famiglia. Questi progetti pongono il focus sui primi due per proporre una serie di attivit\u00e0 culturali e ricreative capaci di sensibilizzare la societ\u00e0 sul recupero dei traumatizzati, in particolare il mondo del lavoro, e per dare sostegno a queste persone, agli operatori e alle famiglie.<br \/>\nLe persone disabili, per cui sono pensati tali progetti, vengono dunque coinvolti nell&#8217;organizzazione di laboratori teatrali, nella creazione di testi e video, nella realizzazione di conferenze e campagne di sensibilizzazione e prevenzione sulla \u201cdisabilit\u00e0 acquisita\u201d. E sono innanzitutto affiancati da un\u2019attivit\u00e0 di orientamento, di ricerca attiva del lavoro, di accompagnamento al lavoro e di <em>tutoring<\/em>, per il quale spesso viene incaricato una figura di educatore esperto che ha il compito di creare un modello di inserimento idoneo per il disabile nel lavoro, oltre a individuare le sue competenze per meglio svilupparle. Questi percorsi educativi e rieducativi includono anche la partecipazione delle aziende per affidare anche a loro un ruolo attivo e propositivo che non sia solo la gestione dei numeri aziendali e che tenga conto anche dell\u2019ascolto proprio delle dinamiche aziendali per trovare modo di discutere i loro problemi nella gestione e riabilitazione di soggetti traumatizzati sul luogo di lavoro.<br \/>\nProbabilmente il mettere insieme tutti questi soggetti e il mettere in campo le competenze e le professionalit\u00e0 di ciascuno, significa innanzitutto porre al centro la persona con le sue molteplicit\u00e0 e le sue complessit\u00e0. Significa pensarla prima di tutto come oggetto-soggetto di un processo collettivo della societ\u00e0 intera che ha il compito di ripensarsi, prima ancora di ripensare alla persona che si trova a ricostruirsi per trovare nuove modalit\u00e0 di stare e di essere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nasce anche un film dal progetto torinese &ldquo;La Ghianda &ndash; Oltre il trauma&rdquo;, progetto pluriennale finanziato dalla Comunit&agrave; Europea che ha l&rsquo;obiettivo di ragionare e intervenire sull&rsquo;inserimento lavorativo delle persone con disabilit&agrave; acquisita.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3590],"edizioni":[110],"autori":[2994],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1168"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1168"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1168\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4905,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1168\/revisions\/4905"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1168"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1168"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1168"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=1168"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=1168"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=1168"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=1168"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=1168"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=1168"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}