{"id":1170,"date":"2011-07-15T10:21:21","date_gmt":"2011-07-15T10:21:21","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1170"},"modified":"2025-10-13T12:12:32","modified_gmt":"2025-10-13T10:12:32","slug":"donne-con-le-gonne-equilibri-collisioni-parole-e-storie-di-ragazze-migranti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1170","title":{"rendered":"Equilibri, collisioni. Parole e storie di ragazze migranti"},"content":{"rendered":"<p>Di Annalisa Bolognesi<\/p>\n<p>Ero sempre al confine della fantasia<br \/>\nIntorno a me il nulla<br \/>\nEro sull\u2019orlo dell\u2019oscurit\u00e0<br \/>\nIntorno a me il nulla<br \/>\nEro al margine della pazzia<br \/>\nIntorno a me il nulla<br \/>\nEravamo in due<br \/>\nMa ero sempre solo io<br \/>\n(Milana Musaeva \u2013 Atelier di Scrittura ITCS \u201cRosa Luxemburg\u201d Bologna, maggio 2007)<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 chi scrive per raccontare storie, chi scrive per vendere, per informare; c\u2019\u00e8 chi fa dello scrivere una professione, chi ne ha fatto semplicemente un hobby. Ma per molti, forse per la maggior parte delle persone, scrivere \u00e8 uno sfogo. Scriviamo per stare meglio. Attraverso la parola e la scrittura prendiamo coscienza di noi, e quei problemi che sembravano inconcepibili ora hanno un corpo e una forma.<br \/>\nEra la fine del 2005 e stavo cominciando a scrivere la mia tesi di laurea sulle seconde generazioni di migranti, quando mi sono avvicinata per la prima volta al libro <em>Verso quale casa. Storie di ragazze migranti <\/em>di Maria Chiara Patuelli (Bologna, Giraldi Editore, 2005).<br \/>\nCome per altre letture fatte per la mia tesi credevo di trovarvi semplicemente dati e analisi sociologiche riguardanti l\u2019argomento su cui stavo indagando. In realt\u00e0 c\u2019era molto di pi\u00f9. Il libro non era un insieme di dati, questionari e cifre: conteneva delle storie. Storie di giovani donne di origine straniera che avevano deciso di raccontarsi attraverso interviste e narrazioni. Ma anche storie di un altro tipo: racconti, poesie, sfoghi, scritti sempre da queste ragazze nell\u2019ambito di un laboratorio, un Atelier di scrittura creativa rivolto a studentesse migranti organizzato dall\u2019Istituto Tecnico Commerciale Statale \u201cRosa Luxemburg\u201d di Bologna.<br \/>\nEd \u00e8 proprio dalla lettura del libro della Patuelli, fondamentale per la mia formazione universitaria e non, che ho deciso di approfondire il progetto dell\u2019Atelier.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Atelier di scrittura creativa<\/strong><br \/>\nCome spesso accade per i progetti pi\u00f9 interessanti e originali, l\u2019Atelier nasce quasi per caso, in maniera del tutto informale. \u201cL\u2019Atelier \u00e8 partito nel 2000 \u2013 spiega la Professoressa Francesca Milani, una delle fondatrici \u2013. All\u2019inizio dell\u2019anno scolastico alcuni insegnanti si sono accorti che un gruppo di ragazze del biennio, prevalentemente nord-africane, pur non dovendo venire a scuola il sabato, perch\u00e9 le classi prime e seconde hanno lezione solo dal luned\u00ec al venerd\u00ec, ogni sabato vi si recavano ugualmente, passando la mattina al bar o in giardino, probabilmente perch\u00e9, se fossero rimaste a casa, sarebbero state caricate d\u2019incombenze domestiche. Cos\u00ec, per legittimare la loro presenza a scuola, la Preside e alcuni professori hanno iniziato a invitarle, in queste ore, a scrivere di s\u00e9 e delle proprie esperienze. In questo modo, un po\u2019 informalmente e un po\u2019 per gioco, ha preso il via il laboratorio\u201d. Con il tempo poi l\u2019Atelier si \u00e8 formalizzato: \u00e8 stata coinvolta come conduttrice Paola Galvani, una maestra di scuola elementare esperta in scrittura creativa, e il progetto \u00e8 stato inserito tra le attivit\u00e0 pomeridiane extracurricolari della scuola.<br \/>\nOggi prevede una serie di incontri settimanali, che coinvolgono una quindicina di persone, per la grande maggioranza ragazze. Come spiega l\u2019altra organizzatrice del corso, la Professoressa Giorgi: \u201cLe donne manifestano una maggiore tendenza verso l\u2019introspezione e la comunicazione del proprio vissuto, che nella scrittura pu\u00f2 trovare un\u2019efficace forma espressiva\u201d.<br \/>\nOgni incontro \u00e8 articolato in tre parti: un momento di lettura iniziale, in cui la conduttrice legge un brano che possa fornire uno stimolo per la scrittura; una fase di scrittura, in cui le partecipanti, sull\u2019onda dell\u2019emozione provata per la lettura del brano, riportano sulla carta le proprie esperienze; e una fase finale in cui le storie scritte in precedenza vengono narrate, condivise nel gruppo e, successivamente, pubblicate in speciali quaderni che contengono gli scritti di ogni anno.<br \/>\nL\u2019articolazione degli incontri fa dunque s\u00ec che le partecipanti siano portate a riorganizzare le proprie esperienze in forma di storia, per poterle, nella fase successiva, condividere con gli altri.<\/p>\n<p><strong>Collisione ed Equilibrio <\/strong><br \/>\nMi meraviglia come ogni oggetto<br \/>\nAbbia la sua forma e il suo colore<br \/>\nE che le persone siano tutte diverse.<br \/>\n(Simona Avasilichioae \u2013 Atelier di Scrittura ITCS \u201cRosa Luxemburg\u201d Bologna, dicembre 2007)<\/p>\n<p>La narrazione di s\u00e9 attraverso la scrittura apre in questo modo le porte alla riflessione sul proprio passato, su una condizione di adolescenti chiamate a vivere al confine tra due culture, sulla propria identit\u00e0, ma, anche, sulla propria diversit\u00e0.<br \/>\nCon questo non intendo certo dire che scrivere di se stessi sia una sorta di terapia universale, che possa nell\u2019immediato risolvere i problemi di tutti coloro che, per qualsiasi motivo &#8211; che siano le origini etniche, una disabilit\u00e0, l\u2019orientamento sessuale, o altro &#8211; percepiscano se stessi come \u201cdiversi\u201d, o facciano fatica a prendere coscienza della propria identit\u00e0 e del proprio essere. Magari fosse tutto cos\u00ec semplice! Per\u00f2 certamente scrivere, e soprattutto condividere questi scritti con persone che vivono situazioni analoghe alla propria, pu\u00f2 essere molto importante.<br \/>\nE cos\u00ec viene fuori che non si \u00e8 i soli ad aver difficolt\u00e0 di ambientamento in questo paese, che quei problemi che pensavi fossero dovuti esclusivamente al tuo carattere, invece riguardano anche altre persone, e che insieme, a volte, si pu\u00f2 persino cercare di risolverli. Magari anche attraverso soluzioni originali, come i cortometraggi recentemente realizzati partendo proprio dagli scritti elaborati nell\u2019Atelier, che mostrano ai compagni di scuola, agli amici e alla cittadinanza intera, cosa significhi essere etichettati dalla gente e dai media, o cosa voglia dire lasciare il paese d\u2019origine e trovarsi a vivere in una realt\u00e0 completamente differente.<br \/>\nMa non c\u2019\u00e8 solo questo: scrivere porta anche a una rielaborazione di s\u00e9 come identit\u00e0 in movimento, a una consapevolezza della propria evoluzione. Come spiega infatti Francesca Milani: \u201cLe biografie inizialmente apparivano contrassegnate da disagi; tuttavia, con il tempo, le protagoniste hanno cominciato a elaborare delle considerazioni pi\u00f9 articolate della cultura del paese d\u2019arrivo, a relativizzare quella del paese d\u2019origine e a creare un pensiero originale e nuovo, perch\u00e9 generato dall\u2019incontro tra due culture\u201d. Un processo che chiaramente non avviene senza fatica, senza entrare in collisone con le contraddizioni del proprio essere; perch\u00e9 \u00e8 proprio da queste collisioni che pu\u00f2 nascere un nuovo equilibrio.<br \/>\n\u201cJinchuan He, una delle primissime ragazze che hanno frequentato il laboratorio \u2013 prosegue Francesca Milani \u2013 nel suo noto articolo \u2018Collisione ed Equilibrio\u2019, racconta proprio del suo percorso. Prima il rifiuto della cultura d\u2019origine, una sorta di senso di vergogna di essere cinese; poi il tentativo di ricercare le proprie radici, fino a chiudervisi e ingabbiarvisi; infine il ritrovamento di un proprio equilibrio. Jinchuan non immaginer\u00e0 pi\u00f9 se stessa come un miscuglio, un insieme indistinto di culture diverse, ma come una macedonia, fatta di tanti frutti differenti, che insieme trovano, per\u00f2, una loro armonia\u201d.<br \/>\nIo sono come una macedonia, dice Jinchuan nel suo articolo, sono Cinese, ma ho studiato Pascoli, conosco perfettamente la cultura cinese, ma ho letto anche Dante. Io sono questo, questo e questo\u2026\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ero sempre al confine della fantasia<br \/>\nIntorno a me il nulla<br \/>\nEro sull&rsquo;orlo dell&rsquo;oscurit&agrave;<br \/>\nIntorno a me il nulla<br \/>\nEro al margine della pazzia<br \/>\nIntorno a me il nulla<br \/>\nEravamo in due<br \/>\nMa ero sempre solo io<br \/>\n(Milana Musaeva &ndash; Atelier di Scrittura ITCS &ldquo;Rosa Luxemburg&rdquo; Bologna, maggio 2007)<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3962,3586,3595,3607],"edizioni":[111],"autori":[2993],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1170"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1170"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1170\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4882,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1170\/revisions\/4882"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1170"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1170"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1170"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=1170"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=1170"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=1170"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=1170"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=1170"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=1170"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}