{"id":1173,"date":"2011-07-15T10:34:02","date_gmt":"2011-07-15T10:34:02","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1173"},"modified":"2025-10-13T12:15:12","modified_gmt":"2025-10-13T10:15:12","slug":"sul-grande-schermo-etica-ed-estetica-delle-immagini-quando-film-e-fotografia-si-incontrano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1173","title":{"rendered":"Etica ed estetica delle immagini: quando film e fotografia si incontrano"},"content":{"rendered":"<p>Di Luca Giommi<\/p>\n<p>The time of her life di Benedetto Parisi \u00e8 un oggetto prezioso e particolare. Perch\u00e9 sa provare il piacere di farsi investire e in-formare dall\u2019oggetto che riprende tanto quanto \u00e8 necessario per riuscire a raccontarlo; a dialogare con esso, senza mai sacrificarlo in nome di un malinteso e sovrabbondante intento artistico. E non retrocedendo tanto da lasciare il campo libero a un\u2019espressione immediata di sentimenti.<br \/>\nIn questo senso il film di Benedetto Parisi \u00e8 un perfetto esempio di stile, se per stile intendiamo non un semplice ornamento del pensiero, ma un modo di essere, la scelta tra tante possibilit\u00e0, tra una serie di alternative. Non c\u2019\u00e8 stile dove c\u2019\u00e8 n\u2019\u00e8 uno solo, uno stile emerge solo dal confronto, un confronto non astratto, ma piuttosto in situazione. E in questo caso Parisi accetta di fare i giusti passi indietro e di lasciarsi guidare dall\u2019oggetto che intende rappresentare, senza per questo rinunciare a se stesso e alla sua idea di documentario.<br \/>\nIl film prende spunto dalla pubblicazione dell\u2019omonimo libro fotografico realizzato da Leslie Mc Intyre (The time of her life, Roma, Ed. Contrasto Due, 2004), contenente ritratti di sua figlia, Molly, nata con una grave anomalia muscolare, scatti che documentano i quattordici anni di vita vissuti da Molly.<br \/>\nIl film, per\u00f2, non parla delle fotografie di Leslie, semmai ne fa una parte della struttura narrativa stessa del film. Non le tratta come momenti autonomi, ma come elementi che si inseriscono nella narrazione del documentario, che interagiscono con le immagini filmiche, creando particolari stati emotivi, attimi di pieno o di sospensione. Davvero di questo film colpisce la naturalezza con cui riesce a riprodurre e testimoniare la presenza e la vitalit\u00e0 di parti in dialogo tra loro: in primo luogo quello del regista con Leslie Mc Intyre; poi, quello, passato e presente, di Leslie stessa con la figlia, attraverso le parole, i ricordi e i documenti fotografici; ancora, quello del documentario stesso con le fotografie di Leslie\u2026<br \/>\nPiuttosto il film \u00e8 la storia di Leslie (di cui vengono ripresi anche attimi di vita quotidiana, dal macellaio, in cucina, nel suo studio fotografico\u2026), la quale racconta del suo momento presente e della sua esperienza passata, del suo rapporto con la figlia e a volte semplicemente di sua figlia, appoggiandosi ai tanti oggetti conservati, ai tanti luoghi frequentati insieme e, appunto, alla forza, allo stesso tempo documentaria, narrativa ed evocativa, dei ritratti fotografici. A volte Leslie divaga, e allora parla della sua famiglia, di sua madre\u2026 \u00c8 un racconto in cui le vicende, le storie personali si intrecciano, non ci sono momenti separati uno dall\u2019altro.<br \/>\nIl documentario sceglie come scenografia i luoghi che madre e figlia erano solite frequentare, risultando quasi un viaggio, non sempre indolore, alla riscoperta di questi stessi luoghi (il giardino pubblico, il parco accessibile vicino alla scogliera gallese\u2026). Se in quei posti Leslie non tornava da anni, in un momento del film lei stessa racconta di come, cercando una nuova casa anni dopo la morte di Molly, girasse quartieri su quartieri e finisse per tornare sempre in quello di partenza. La macchina da presa \u201csegue\u201d gli spostamenti di Leslie che tendono, inevitabilmente a tornare al punto di partenza. Dove infatti ha scelto di vivere attualmente, e dove pu\u00f2 capitare di incontrare i vecchi amici di scuola di sua figlia, cresciuti, con i loro progetti e le loro aspirazioni. Con il rischio, e il piacere, di immaginare Molly a quell\u2019et\u00e0. Lo stesso accade con una fotografia in cui Molly \u00e8 ritratta di spalle e sembra \u201cuna giovane donna. Potrebbe voltarsi e avere vent\u2019anni. Ti sembra di vedere la giovane adulta che sarebbe diventata. \u00c8 piuttosto difficile per me guardarla: riguarda il futuro che avrebbe potuto avere\u201d. Una qualit\u00e0, quella di restituirci grumi di tempo, condense di passato, presente e futuro, intrinseca alla fotografia stessa.<br \/>\nSubito dopo, Leslie, a partire dalla forte fisicit\u00e0 dello stesso ritratto, ci parla di come abbia sempre cercato di dare a Molly fiducia nel corpo che aveva, nonostante la sua disabilit\u00e0. Anche creando (e ritraendo) momenti di distanza, di separazione, in cui la figlia \u00e8 lontana dalla madre e si muove in una solitudine piena e autonoma.<br \/>\nIl film di Parisi, lentamente, come se passasse al setaccio parole e immagini per trattenere soltanto le pi\u00f9 essenziali, riesce a restituirci il tenore dell\u2019esperienza di Leslie. Si avvicina all\u2019oggetto con la dolcezza di chi sa di poterne dare solo un racconto parziale, senza arroganza e invasioni di senso che cerchino di riempirlo con interpretazioni esterne. In altri termini, non ricorre all\u2019accumulo informativo e visivo, ma arriva al risultato (a un risultato) per sottrazione. Un approccio contrario sarebbe stato eccessivo anche a livello visivo, perch\u00e9 avrebbe restituito una eccessiva ridondanza di immagini. Gi\u00e0, infatti, i documenti fotografici sono cos\u00ec perfetti nel ritrarre e testimoniare la vertigine del tempo e delle vicende passate che qualsiasi aggiunta prepotentemente artistica da parte di Parisi avrebbe creato una sorta di cortocircuito insostenibile. A scapito, peraltro, dello stesso scopo documentario, di narrazione, del suo lavoro.<br \/>\nUn film etico, quindi, perch\u00e9 sa rinunciare a ogni ridondanza, scansa il rumore e ci consegna l\u2019essenziale, il fondo, i momenti, i passaggi, la straordinaria esperienza materna di Leslie.<br \/>\nQuesta necessit\u00e0 di selezionare eticamente le immagini \u00e8 la stessa che ha guidato la signora Mc Intyre nella selezione delle fotografie da inserire nel libro The time of her life. C\u2019\u00e8 un momento, nel documentario, in cui Leslie racconta la difficolt\u00e0 di scegliere se utilizzare o meno una fotografia, non in base alla sua resa estetica e artistica, ma in base alla capacit\u00e0 o meno di rispettare la dignit\u00e0 di Molly.<br \/>\nL\u2019eticit\u00e0 delle immagini \u00e8 essenzialmente una funzione del modo in cui queste vengono concepite e realizzate, ma anche di quello che ritraggono, soprattutto se l\u2019intento \u00e8 quello di documentare la dignit\u00e0 di una persona e della sua esperienza.<br \/>\nMostrando una fotografia in cui Molly, seduta a terra al sole, assomiglia davvero a un piccolo Buddha che medita, Leslie commenta, con molta semplicit\u00e0: \u201cNon ti aspetti che una persona disabile possa essere cos\u00ec bella. Non \u00e8 quello che le persone si aspettano\u201d. Ma attenzione: l\u2019arte, in questo caso, non crea un artefatto, ma svela una realt\u00e0 oscurata, poco conosciuta, ignorata. L\u2019arte intrattiene un rapporto instabile con la realt\u00e0: se ne lascia riempire, la pu\u00f2 alterare, ma pu\u00f2 anche pi\u00f9 cautamente svelarne e metterne in luce aspetti non evidenti. E agire su di essa.<\/p>\n<p><strong>The time of her life<\/strong>:<br \/>\nIdeazione e regia: Benedetto Parisi<br \/>\nAnno di produzione: 2007<br \/>\nDurata: 43\u2019<br \/>\nTipologia: documentario<br \/>\nCon: Lesley Mc Intyre<br \/>\nFotografia: Silvia Falanga \u2013 A.I.T.R.<br \/>\nMontaggio: Benedetto Parisi<br \/>\nEdizione e assistenza montaggio: Sara Baldini<br \/>\nSupervisione al montaggio: Babak Karimi<br \/>\nSceneggiatura: Benedetto Parisi<br \/>\nMusiche: Enrico Baldini, Giorgio Parisi, Benedetto Parisi<br \/>\nTraduzioni: Tiziana Iop<br \/>\nProduzione: Aditi di Udine<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>The time of her life di Benedetto Parisi &egrave; un oggetto prezioso e particolare. Perch&eacute; sa provare il piacere di farsi investire e in-formare dall&rsquo;oggetto che riprende tanto quanto &egrave; necessario per riuscire a raccontarlo; a dialogare con esso, senza mai sacrificarlo in nome di un malinteso e sovrabbondante intento artistico. E non retrocedendo tanto da lasciare il campo libero a un&rsquo;espressione immediata di sentimenti. <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3962,3608,3596],"edizioni":[111],"autori":[2933],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1173"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1173"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1173\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4885,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1173\/revisions\/4885"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1173"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1173"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1173"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=1173"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=1173"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=1173"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=1173"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=1173"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=1173"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}