{"id":1179,"date":"2011-07-15T11:02:54","date_gmt":"2011-07-15T11:02:54","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1179"},"modified":"2025-10-13T12:40:37","modified_gmt":"2025-10-13T10:40:37","slug":"beati-noi-mostruosamente-meravigliosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1179","title":{"rendered":"Mostruosamente&#8230; meravigliosi"},"content":{"rendered":"<p>Di Stefano Toschi<\/p>\n<p>Recentemente \u00e8 apparsa sui giornali la notizia di due bambine indiane nate con caratteristiche fisiche a dir poco particolari. La prima \u00e8 dotata di quattro braccia e quattro gambe, la seconda di due facce. Trattasi, con ogni probabilit\u00e0, di due casi di gemelli siamesi, che non si sono correttamente separati durante la gestazione. Le bambine sono nate in India, la cui religione dominante, quella induista, \u00e8 ricca di rappresentazioni di divinit\u00e0 a pi\u00f9 braccia, o a pi\u00f9 teste, come appunto sono raffigurate le divinit\u00e0 della triade Trimurti (Brahma, Shiva, Vishnu). Pertanto, queste creature sono state considerate dei veri e propri prodigi della natura, di origine divina, da mostrare alla venerazione del popolo. Alcuni giornali le hanno paragonate ai tanti \u201cmostri\u201d della letteratura, soprattutto antica, scherzi di natura che, in epoche e Paesi lontani, venivano fatti esibire nei circhi o studiati scientificamente o divinizzati.<br \/>\nIl concetto di \u201cmostro\u201d, dal latino monstrum, prodigio, da mostrare, appunto, nasce nell\u2019et\u00e0 classica. I Greci consideravano \u201cdiverso\u201d tutto ci\u00f2 che, semplicemente era straniero, pertanto favoleggiavano di esseri mostruosi che abitavano ai confini della terra. Aristotele considerava mostri tutte le donne, in quanto devianti dalla normalit\u00e0 e dalla perfezione che \u00e8 di genere maschile. Varrone spiegava che il termine \u201cmostro\u201d deriva da \u201cmostrare\u201d, poich\u00e9 i mostri sarebbero appunto dei segnali di qualcosa che sta per avvenire, dei messaggi particolari della Natura.<br \/>\nNell\u2019Ottocento, lo studio dei mostri diviene una vera e propria disciplina, detta teratologia, da teratos, mostro. Infatti, dopo la fase Settecentesca in cui si fa largo il mito del \u201cbuon selvaggio\u201d, nell\u2019Ottocento, con la riscoperta del gusto classico nell\u2019arte e nella letteratura, l\u2019esotico torna a essere concepito non pi\u00f9 come buono perch\u00e9 innocente e allo stato di natura, ma come diverso, come altro da noi. Tornano in auge quegli esseri fantastici come i cinocefali, i lemmi, i centauri, prodotto della fantasia dei Greci, che vedevano come \u201cbarbaro\u201d tutto ci\u00f2 che era straniero. Nell\u2019Ottocento si former\u00e0 anche un gusto particolare per l\u2019esibizione dei mostri, non solo nei circhi, ma anche in vere e proprie collezioni naturalistiche (a Bologna abbiamo l\u2019esempio di quella di Ulisse Aldrovandi), ricche di \u201cscherzi della natura\u201d, spesso bufale costruite ad arte, talvolta, invece semplici fossili, che non venivano considerati reperti di ere passate, bens\u00ec strane opere d\u2019arte che la natura produceva cos\u00ec com\u2019erano, in un modo a noi sconosciuto. Questa curiosit\u00e0 quasi morbosa per il diverso dar\u00e0 vita a fantasiose esibizioni e a teorie fisiognomiche come quelle lombrosiane, che nelle deformit\u00e0 (o, pi\u00f9 semplicemente, nei tratti somatici), pretendevano di leggere l\u2019animo di un individuo.<br \/>\nIn epoca pi\u00f9 recente sono stati scienziati e teologi a porsi delle domande al riguardo. La natura sbaglia? Fa scherzi? O \u00e8 Dio stesso che permette la nascita di siffatte deformit\u00e0? Oppure, siamo noi a vederle come tali, perch\u00e8 l\u2019homo sapiens deve avere sempre tutto sotto controllo? La tradizione cristiana, nella sua iconografia, rappresenta il mostruoso come manifestazione del male ma anche, al contrario, ne offre una visione quale simbolo del mistero della Natura, dell\u2019imperscrutabilit\u00e0 di Dio. Per quanto riguarda gli scienziati, invece, se nel Rinascimento il mostruoso era la prova empirica dell\u2019esistenza di un ordine straordinario, non riducibile all\u2019ordine naturale, per gli scienziati moderni \u00e8 fondamentale trovare una spiegazione per le difformit\u00e0: ogni eccezione viene ricondotta a una regola conosciuta, affinch\u00e9 nulla possa sfuggire a un ordine stabilito. Lo straordinario \u00e8 quindi rifiutato, quasi a voler negare l\u2019intervento creatore di Dio: la scienza positivista non ammette miracoli da nessuno n\u00e9 da Dio n\u00e9, tantomeno, dalla Natura.<br \/>\nCome si va cercando una risposta al problema della coesistenza del male e di Dio (la cosiddetta teodicea: si Deus est, unde malum?), cos\u00ec la scienza e la teologia oggi si interrogano anche sulle possibilit\u00e0 di convivenza dell\u2019handicap, delle mancanze fisiche e intellettuali, delle deformit\u00e0, con l\u2019idea della creazione divina. Tant\u2019\u00e8 che proprio delle religiose furono chiamate ad accudire i malati mentali ospiti del Cottolengo a Torino. La particolare riservatezza delle Piccole Sorelle nei confronti dei drammi umani dei loro ospiti port\u00f2 alla leggenda secondo cui al Cottolengo erano rinchiusi dei mostri talmente deformi da dover essere protetti dagli sguardi morbosi del mondo esterno. Si diceva che le donne incinte non dovessero incontrare uno di questi \u201cscherzi della natura\u201d, se no avrebbero partorito un bambino a loro simile. Sicuramente, in questo ospedale erano ricoverate persone con particolari patologie e gravi handicap che a volte preferivano sottrarsi spontaneamente agli occhi del mondo e agli sguardi stupiti delle persone. Soprattutto dopo la guerra alcuni soldati si nascondevano l\u00ec per non recare altro dolore ai familiari, preferendo farsi credere morti, piuttosto che mostrarsi ridotti a tronchi umani. Tuttavia, questa sorta di \u201cleggenda metropolitana\u201d ha da sempre suscitato una forte curiosit\u00e0.<br \/>\nOggi \u00e8 l&#8217;India a riprendere il suo ruolo di terra misteriosa e piena di fascino. Questo Paese rappresenta da sempre, per noi occidentali, l\u2019ignoto, l\u2019esotico, proprio per la sua distanza, non solo geografica, ma anche per tradizioni e cultura. Una bimba nata con una grave malformazione diventa per la madre un segno divino e viene immortalata da tv e giornali. I genitori non l\u2019hanno fatta conoscere al mondo n\u00e9 per esibizionismo n\u00e9 per analisi scientifica, ma perch\u00e9 l\u2019hanno creduta un dono per l\u2019umanit\u00e0 intera. Questo \u00e8 un esempio di integrazione del diverso, al punto che la bambina \u00e8 stata vista come una divinit\u00e0. Per contro si pensi al caso, abbastanza recente, di quei genitori inglesi che hanno sottoposto a vari interventi di chirurgia estetica la figlia affetta da sindrome di <em>Down<\/em>, correggendone cos\u00ec i tratti pi\u00f9 tipici, come gli occhi allungati o la lingua un po\u2019 sporgente, perch\u00e9 si potesse meglio integrare nella societ\u00e0. Insomma, un tentativo di nascondere la sua diversit\u00e0 agli occhi del mondo. Eppure c\u2019\u00e8 chi esibisce in tv, ancora oggi, come ai tempi dei fenomeni da circo, la propria o l\u2019altrui diversit\u00e0 (recente \u00e8 la messa in onda dello Show dei Record in televisione, con uomini altissimi, bassissimi, con varie stranezze fisiche) e, addirittura, esiste chi si crea delle diversit\u00e0 per distinguersi e affermare la propria personalit\u00e0 e unicit\u00e0. Si pensi a quelli che si fanno tatuare tutto il corpo o si fanno plastiche al viso per assomigliare ad animali, davvero riducendosi come quei \u201cmostri\u201d, quegli \u201cscherzi di natura\u201d studiati con curiosit\u00e0 in tutte le epoche.<br \/>\nI mostri possono essere tali \u201cdi natura\u201d o \u201cdi cultura\u201d ma ci\u00f2 che li crea \u00e8 solo quest\u2019ultima. Per dirla con il celebre pittore Francisco Goya, \u201cil sonno della ragione genera mostri\u201d. Ecco perch\u00e9 i mostri non possono pi\u00f9 essere considerati tali: le deformit\u00e0 non dipendono dal destino cieco. L\u2019uomo \u00e8 chiamato a elevarsi, per poter guardare tutto da un altro punto di vista. Infatti ci\u00f2 che da vicino sembra mostruoso, dall\u2019alto, nell\u2019insieme della bellezza e della variet\u00e0 del creato, fa parte semplicemente dell\u2019armonia del tutto. Per esempio, un quadro dipinto con la tecnica del puntinismo, da vicino appare come un insieme di tanti puntini colorati, separati fra loro e senza apparente motivo per quella particolare dislocazione nella tela. Ma se uno si allontana e osserva il quadro da una certa distanza, la prospettiva cambia totalmente: tutti quei puntini di colori differenti si uniscono per formare la bellezza dell\u2019opera d\u2019arte. Cos\u00ec \u00e8 nel mondo: ci\u00f2 che ci sembra male, o mostruoso, \u00e8 tale solo per noi, che lo guardiamo troppo da vicino, da una prospettiva limitata. Questa osservazione delle \u201cstranezze\u201d del mondo, per\u00f2, porta a meravigliarsene. Come dice Aristotele, non c\u2019\u00e8 bene maggiore della meraviglia: essa \u00e8 alla base della filosofia, dell\u2019interrogarsi dell\u2019uomo e, quindi, della scoperta di cose nuove, del progresso dell\u2019umanit\u00e0. Se l\u2019uomo non si ponesse domande, sarebbe alla stregua degli altri animali. E se non cercasse risposte a queste domande, non ci sarebbe il progresso. Ecco perch\u00e9 l\u2019uomo \u00e8 un essere mostruosamente\u2026 meraviglioso!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recentemente &egrave; apparsa sui giornali la notizia di due bambine indiane nate con caratteristiche fisiche a dir poco particolari. La prima &egrave; dotata di quattro braccia e quattro gambe, la seconda di due facce. 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