{"id":1187,"date":"2011-09-05T15:11:43","date_gmt":"2011-09-05T15:11:43","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1187"},"modified":"2011-09-05T15:11:43","modified_gmt":"2011-09-05T15:11:43","slug":"tutta-questione-di-pietre---il-messaggero-di-sant-antonio-settembre-2011","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1187","title":{"rendered":"Tutta questione di pietre &#8211; Il Messaggero di sant&#8217;Antonio, Settembre 2011"},"content":{"rendered":"<p>Molti termini, con l&rsquo;andare del tempo, subiscono destini diversi e da loro indipendenti. Alcuni non vivono pi&ugrave; nella quotidianit&agrave; scritta o orale, oppure agonizzano, sopravvivendo al massimo come voci del dizionario. Altri, invece, continuano a essere utilizzati, ma con accezioni del tutto diverse, andando a riferirsi a &laquo;oggetti&raquo; del mondo reale per i quali non erano stati inizialmente pensati. Spesso, poi, l&rsquo;uso distorto dei termini ne svuota la potenza originaria.<br \/>\nPrendiamo la parola scandalo: l&rsquo;utilizzo corrente le ha progressivamente tolto forza e pregnanza, relegandone la sfera significativa a fatti mondani, magari associati alla sfera sessuale. Peraltro sono fatti che scandalizzerebbero ben pochi, se non fossero costruiti ed enfatizzati ad arte. D&rsquo;altra parte scandalo non &egrave; solo un termine, ma anche una pratica, perch&eacute; non pu&ograve; esistere scandalo senza che qualcuno o qualcosa lo produca (o, come abbiamo visto, lo costruisca e imponga &laquo;narrativamente&raquo;).<\/p>\n<p>Per me, d&rsquo;altronde, si &egrave; trattato spesso di darne (si d&agrave; scandalo, nel linguaggio comune) involontariamente, per il semplice fatto di occupare uno spazio in un dato tempo, senza altro fare, solo con la mia presenza.<br \/>\nMa non &egrave; questo il punto. La parola scandalo deriva dal greco <em>sk&agrave;ndalon<\/em>, che significa trappola, inciampo, molestia. Indica anche un qualsiasi impedimento messo sulla via e che causi a qualcuno una caduta: una pietra d&rsquo;inciampo.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nCome ricorderete, la parola pietra, con un&rsquo;altra accezione, &egrave; presente nel Vangelo, ripresa dal Salmo 117. &Egrave; Matteo 21,33-43 a parlarcene, al termine della parabola dei vignaioli assassini, quando Ges&ugrave; dice: &laquo;Non avete mai letto nelle Scritture: &ldquo;La pietra che i costruttori hanno scartato &egrave; diventata la pietra d&rsquo;angolo; questo &egrave; stato fatto dal Signore ed &egrave; una meraviglia ai nostri occhi&rdquo;? Perci&ograve; io vi dico: a voi sar&agrave; tolto il regno di Dio e sar&agrave; dato a un popolo che ne produca i frutti&raquo;. La pietra d&rsquo;inciampo e la testata d&rsquo;angolo a prima vista hanno poco da condividere, e tuttavia ci danno la possibilit&agrave; di costruire un&rsquo;associazione imprevista. La pietra scartata mi ha sempre fatto pensare a un manufatto mal riuscito e all&rsquo;apparenza inservibile, inutilizzabile. Potrebbe essere la definizione perfetta per indicare una persona con deficit, la cui disabilit&agrave; trasforma in una copia imperfetta e debole. Il lungo e travagliato percorso teso a realizzare un&rsquo;integrazione effettiva ha cercato di &laquo;promuovere&raquo; la persona disabile, facendola diventare, da pietra scartata, persona sociale, un punto di forza del tessuto comunitario, tanto quanto lo sono o dovrebbero esserlo tutti gli abitanti di questo mondo.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nQuesta distanza tra scarto e pietra angolare ha tanto pi&ugrave; possibilit&agrave; di essere colmato quanto pi&ugrave; la persona disabile sa essere ragione e produttrice di scandalo. Sia chiaro, non si tratta di essere scandalistici, ma &ndash; come scrivevo sopra &ndash; di incarnare la forza originaria del termine: essere quindi soggetti generatori di molestia, fastidio, essere pietre d&rsquo;inciampo e, quindi, ispiratori di riflessioni e cambiamento. Ho pensato a questo nei giorni precedenti al conferimento della laurea <em>honoris causa<\/em> che l&rsquo;Universit&agrave; di Bologna mi ha assegnato a maggio. Quel conferimento avrebbe dovuto funzionare da elemento generatore di fastidio nei confronti di educatori, politici e genitori che non credono che &laquo;un vegetale&raquo; sia in grado di far progredire i contesti nei quali si trova a vivere e operare, e che non prestano la dovuta attenzione alla realt&agrave; e all&rsquo;attualit&agrave; delle abilit&agrave; diverse.<br \/>\nGes&ugrave; &egrave; stato allo stesso tempo pietra scartata, pietra d&rsquo;angolo e pietra dello <em>sk&agrave;ndalon<\/em>. E voi che pietre siete? Scrivete a <a href=\"mailto:claudio@accaparlante.it\"><strong>claudio@accaparlante.it<\/strong> <\/a>o sul mio profilo di <em>Facebook<\/em>.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molti termini, con l&rsquo;andare del tempo, subiscono destini diversi e da loro indipendenti. Alcuni non vivono pi&ugrave; nella quotidianit&agrave; scritta o orale, oppure agonizzano, sopravvivendo al massimo come voci del dizionario. Altri, invece, continuano a essere utilizzati, ma con accezioni del tutto diverse, andando a riferirsi a &laquo;oggetti&raquo; del mondo reale per i quali non erano stati inizialmente pensati. 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