{"id":119,"date":"2009-11-04T17:04:43","date_gmt":"2009-11-04T17:04:43","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=119"},"modified":"2025-11-14T11:58:23","modified_gmt":"2025-11-14T10:58:23","slug":"la-pubblica-amministrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=119","title":{"rendered":"16. Pubblica Amministrazione"},"content":{"rendered":"<p>Fino a pochi anni fa si parlava di reti civiche, oggi si parla di citt\u00e0 digitali; che cosa sono? In modo molto sintetico e pragmatico potremmo dire che le citt\u00e0 digitali sono le infrastrutture (hardware<!--break--> e software) che permettono tutta una serie di azioni, per via telematica, all\u2019interno di una comunit\u00e0 (cittadina). Una buona citt\u00e0 digitale dovrebbe essere cablata in modo completo, offrire postazioni pubbliche di accesso a internet gratis (hardware) e dotarsi di software che permettano delle transazioni sicure e semplici da eseguire.<br \/>\nUna definizione cos\u00ec non soddisfa per\u00f2 nemmeno chi l\u2019ha scritta, perch\u00e9 tralascia l\u2019idea forte che sta dietro alle citt\u00e0 digitali, ovvero la partecipazione diretta del cittadino. Con le nuove tecnologie dell\u2019informazione, noi cittadini possiamo prendere parte alla gestione della cosa pubblica (comunale); la vecchia idea della democrazia diretta (non in alternativa ma parallelamente alla democrazia rappresentativa) riprende consistenza.<\/p>\n<p><strong>L\u20198\u00b0 rapporto delle citt\u00e0 digitali in Italia<br \/>\n<\/strong>E\u2019 stato presentato recentemente l\u2019\u201c8\u00b0 rapporto delle citt\u00e0 digitali\u201d (a cura del RUR, Rete Urbana delle Rappresentanze) che, analizzando i siti istituzionali dell\u2019amministrazione pubblica, in base a determinati aspetti, stila una classifica dei Comuni, Province e Regioni italiane.<br \/>\nDalle ricerca risulta che 19 regioni su 20 aggiornano settimanalmente il proprio sito, mentre pi\u00f9 dell\u201980% delle province e dei comuni lo aggiornano mensilmente. Per quanto riguarda l\u2019e-democracy, cio\u00e8 la democrazia elettronica che dovrebbe permettere una partecipazione diretta del cittadino, mentre nel 70% dei siti provinciali e comunali \u00e8 possibile scrivere tramite e-mail agli amministratori (il minimo della decenza direi), nella maggior parte dei casi l\u2019interazione con gli amministratori \u201csu questioni specifiche all\u2019interno di processi decisionali\u201d \u00e8 praticamente nulla (1 regione su 20, in nessuna provincia, nel 2,9% dei comuni capoluogo). Ma anche nel caso dei forum con amministratori riguardanti questioni di interesse generale, le percentuali sono irrisorie.<br \/>\nRecentemente ha fatto notizia invece il forum delle rete civica di Bolzano che, mettendo on line il suo piano di sviluppo della societ\u00e0 dell\u2019informazione (denominato eSuedtirol 2004-08), ha dato anche la possibilit\u00e0 ai cittadini di commentare tutti i capitoli del piano.<br \/>\nMa a livello nazionale i dati confermano i commenti di Arturo Di Corinto, psicologo ed esperto di new media, che afferma: \u201c[Le reti civiche] perdono il carattere di collettore delle spinte comunicative delle comunit\u00e0 cui avevano dato impulso e si trasformano in strutture di servizio per giunte e gabinetti comunali e diventano uno strumento per presentare alla cittadinanza brochure telematiche delle iniziative turistico-culturali delle amministrazioni locali. O per offrire al cittadino servizi di telesportello onde alleggerire incombenze burocratiche e altre pratiche d\u2019ufficio\u201d.<\/p>\n<p><strong>Servizio one way o two way? Meglio transazionale<br \/>\n<\/strong>Magari i servizi di telesportello fossero completi, la realt\u00e0 \u00e8 ben diversa. Se prendiamo il sistema di classificazione dei servizi per livello di interattivit\u00e0, ne abbiamo di tre tipi: one way, ovvero si possono scaricare i moduli da compilare per avviare la procedura; two way, \u00e8 possibile avviare on line la procedura che porta all\u2019erogazione del servizio; transazionale, il servizio viene erogato completamente on line (compreso quindi l\u2019eventuale pagamento e la notifica\/consegna). Bene, se delle percentuali consistenti di regioni, province e comuni capoluogo offrono servizi in modalit\u00e0 one way, basse sono invece le percentuali che riguardano i servizi two way, ancora pi\u00f9 bassi percentualmente i servizi transazionali.<strong><br \/>\n<\/strong>Per quanto riguarda l\u2019accessibilit\u00e0, la maggioranza dei siti istituzionali non si pongono questo problema come se non avessero utenti disabili o in condizione di difficolt\u00e0. Per dovere di cronaca riportiamo la classifica finale che vede in testa la regione Emilia-Romagna, seguita da Lombardia, Piemonte e Toscana (anche se in quest\u2019ultimo caso, Ferry Byte, un noto esperto di accessibilit\u00e0, ha denunciato come \u201cfalso storico\u201d il riconoscimento dato al sito del comune di Firenze, che accessibile proprio non \u00e8).<\/p>\n<p><strong>Un\u2019indagine sulle PA online<br \/>\n<\/strong>Che servizi offrono realmente al cittadino (disabile e non) i siti delle amministrazioni pubbliche (comuni, province, regioni\u2026) e cosa il cittadino vorrebbe e che invece, per ora, non ha?<br \/>\nUna recente indagine (maggio 2004) condotta dalla Nielsen\/NetRatings, che ha contattato 2.000 famiglie e 4.700 individui, ha fornito un quadro abbastanza preciso sull\u2019utilizzo, sul grado di soddisfazione e sulle mancanze che i cittadini italiani esprimono a riguardo. I siti delle PA vengono utilizzati soprattutto per la ricerca di informazioni, per scaricare dei moduli, e sono meno utilizzati (non certo per minor necessit\u00e0 ma sicuramente per mancanza di offerta) per i servizi pi\u00f9 evoluti quali il rinvio di moduli compilati, il pagamento di tasse o bollettini, la richiesta e il rilascio di documenti personali. D\u2019altra parte alla domanda su quali servizi si vorrebbero trovare on line e che attualmente non esistono, i pi\u00f9 richiesti sono, nell\u2019ordine, il rilascio di documenti personali, la ricerca di lavoro, i servizi sanitari on line.<br \/>\nPer quanto riguarda i motivi di insoddisfazione, gli utenti si lamentano soprattutto per la difficolt\u00e0 di collegamento al sito, la difficolt\u00e0 nel trovare le informazioni, la genericit\u00e0 delle informazioni che si trovano, la mancanza di numeri verdi per l\u2019assistenza. Questi motivi di insoddisfazione vanno per lo pi\u00f9 nella medesima direzione: una maggiore interattivit\u00e0 e la possibilit\u00e0 di ottenere dei servizi reali tramite il web.<\/p>\n<p><strong>PA aperta 2004<br \/>\n<\/strong>Il Premio &#8220;PA aperta&#8221; vuole sensibilizzare le pubbliche amministrazioni sui temi della disabilit\u00e0 e nei confronti delle fasce \u201cdeboli\u201d della popolazione.<br \/>\nAll\u2019edizione di quest\u2019anno, come recita il comunicato presente sul sito dell\u2019evento, \u201cHanno risposto molte amministrazioni\u201d. A chiusura del bando sono pervenuti 121 progetti. In testa i comuni, seguiti da universit\u00e0, province, regioni e camere di commercio, equamente distribuiti tra nord, centro e sud, segno di una attenzione crescente e diffusa in tutte le pubbliche amministrazioni. Il 35% dei progetti pervenuti riguarda l\u2019accessibilit\u00e0 delle strutture e dei servizi della PA, il 32% l\u2019accessibilit\u00e0 dei siti, il 20% azioni di alfabetizzazione e un incoraggiante 13% azioni per l\u2019accessibilit\u00e0 al mondo del lavoro\u201d.<br \/>\nIl premio si divide in 4 sezioni e a noi interessa quella relativa a \u201cAzioni per l\u2019accessibilit\u00e0 dei siti e dei servizi on line della PA\u201d. Questa sezione ha visto come vincitori il comune di Venezia con il progetto \u201cPONTI sui CANALI del Digital Divide\u201d (<a href=\"http:\/\/www.egov.comune.venezia.it\"><u>www.egov.comune.venezia.it<\/u><\/a>), il comune di Pisa con il CiTel, uno sportello telematico per l\u2019erogazione di servizi ai cittadini e alle imprese su pi\u00f9 canali d\u2019accesso, sia fisici che virtuali, snellendo code e procedure e il comune di Torino con il Cid, il Centro Informazione Disabilit\u00e0 nato con l\u2019obiettivo di superare le barriere di accesso all\u2019informazione, raccogliendo, elaborando e distribuendo informazioni sulla disabilit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fino a pochi anni fa si parlava di reti civiche, oggi si  parla di citt\u00e0 digitali; che cosa sono? 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