{"id":1191,"date":"2011-09-05T15:26:28","date_gmt":"2011-09-05T15:26:28","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1191"},"modified":"2011-09-05T15:26:28","modified_gmt":"2011-09-05T15:26:28","slug":"integrazione-scolastica-un-contributo-dal-vivo-1-parte---superabile-luglio-2011---2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1191","title":{"rendered":"Integrazione scolastica, un contributo dal vivo (1\u00b0 parte) &#8211; Superabile, Luglio 2011 &#8211; 2"},"content":{"rendered":"<p>Spesso si presentano nella nostra biblioteca del Centro Documentazione Handicap di Bologna studenti\/esse e insegnanti di tutti gli ordini di studi con la speranza di trovare, per una volta, non l&#8217;ennesimo libro che teorizzi o affronti ad un livello &quot;distaccato&quot; qualche tema relativo alla disabilit&agrave;, ma materiale &quot;vivo&quot;, sperimentato sul terreno, quindi per lo pi&ugrave; prodotto da altri docenti o figure che a vario titolo operano nel mondo del sociale; materiale dal quale possano trarre spunti per elaborare a loro volta progetti e programmi relativi all&#8217;incontro con la persona disabile, al rapporto con la stessa o tecniche e suggerimenti per un insegnamento pi&ugrave; mirato e attento alle specifiche esigenze di uno studente. Per quanto la nostra sia una biblioteca molto attrezzata, in proporzione questo tipo di materiale &egrave; fortemente minoritario. Sarebbe auspicabile che, in qualche modo, queste esperienze educative venissero condivise quanto pi&ugrave; possibile, anche rivolgendosi ai C.D.H. che esistono in tante parti d&#8217;Italia come luoghi privilegiati per la loro catalogazione e conservazione. Segnalo che, in questa direzione, lavora egregiamente il Laboratorio di documentazione e formazione di Bologna.<\/p>\n<p>Comunque, anche per le ragioni esposte sopra oltre che per quelle intrinseche, pongo all&#8217;attenzione dei lettori il resoconto di un progetto svolto quest&#8217;anno per la prima volta, ma con l&#8217;idea di replicarlo e arricchirlo in futuro, presso una scuola del vicentino. La relazione &egrave; scritta da Federica Pasin, insegnante referente per questo progetto, sviluppato concretamente con altri insegnanti di diverse materie. Chiss&agrave; che non possa fungere da incentivo per la condivisione e la resa pubblica di altri progetti. (Claudio Imprudente)<\/p>\n<p><strong>Intervento Formativo di Educazione all&#8217;Integrazione: l&#8217;Esperienza Concreta della Scuola Secondaria di Primo Grado dell&#8217;Istituto Comprensivo Statale &quot;Don Carlo Frigo&quot; di Cogollo del Cengio (VI)<\/strong><\/p>\n<p>PRIMA PARTE: I Fondamenti Teorici e le Fasi del Progetto.<\/p>\n<p>Il concetto di integrazione implica la relazione tra un S&eacute; e un Altro su un terreno che permetta loro di incontrarsi anzich&egrave; di scontrarsi. In un processo di integrazione, quindi, la visione di un S&eacute; isolato dagli altri che conosce se stesso nel momento in cui pensa viene superata da un&#8217;immagine di un S&eacute; che diventa tale nella relazione con l&#8217;Altro, come suggerito da pensatori quali Buber e Levinas. Prima di arrivare ad un&#8217;integrazione intersoggettiva per&ograve;, &egrave; necessario, per ciascun S&eacute;, raggiungere quello che Jung definisce lo stadio di maturit&agrave;, ovvero la fase in cui le tensioni esistenti tra Ego e Altro a livello intrasoggettivo vengono non solo accettate, ma comprese nella loro complessit&agrave;. Il raggiungimento dello stadio di maturit&agrave; implica la riduzione della tensione antitetico-contrastiva tra i due elementi a favore di un&#8217;armonizzazione-integrazione degli opposti.<\/p>\n<p>E&#8217; a partire da questa riflessione che si &egrave; ipotizzato un intervento mirato di educazione all&#8217;integrazione da sviluppare nelle classi prime della scuola secondaria di primo grado di Cogollo del Cengio (VI). In questo percorso, che ha coinvolto 54 studenti, tra i quali 3 alunni con verbale di accertamento e 4 con diagnosi di DSA, si possono individuare due momenti. Innanzitutto, lo spunto per l&#8217;azione formativa &egrave; stato offerto dall&#8217;adesione della scuola al Progetto Kair&oacute;s del Lions Clubs International (http:\/\/www.lions-kairos.it\/) che si prefigge di migliorare l&#8217;integrazione scolastica e, quindi, sociale delle persone con disabilit&agrave;; i Lions hanno fornito gratuitamente un manuale operativo con risorse da applicare nella didattica finalizzata alla sensibilizzazione nei confronti della disabilit&agrave;. A partire dal manuale operativo &egrave; stata progettata un&#8217;attivit&agrave; ludico-riflessiva, dal nome &quot;Non sento, ma ascolto&quot;, che permettesse ai ragazzi di fare esperienza concreta della disabilit&agrave;-diversit&agrave; e di operare delle riflessioni sulle proprie emozioni a riguardo, grazie ad un questionario. Il gioco favorisce l&#8217;interiorizzazione e permette ai ragazzi di far incontrare il proprio S&eacute; con l&#8217;Altro a livello intrapersonale o, come direbbero i teorici post-coloniali, di sintetizzare (in senso hegeliano) mondi diversi in un unico corpo. Solo se avviene prima a livello intrapersonale, l&#8217;integrazione pu&ograve; realmente avvenire a livello interpersonale. L&#8217;intervento formativo ha riguardato una forma di disabilit&agrave; sensoriale (il deficit uditivo) non presente nelle tre classi. Dall&#8217;analisi dei dati contenuti nei questionari finali emerge la propensione a distinguere tra se stessi &#8211; fortunati e &quot;loro&quot;- disabili, diversi e quindi sfortunati. Inoltre, si nota la tendenza a sottolineare l&#8217;importanza della presenza di &quot;altri&quot; che aiutino la persona disabile-diversa. In entrambi i casi spesso manca la consapevolezza del fatto che la diversit&agrave; &egrave; la normalit&agrave; della vita e che quegli &quot;altri&quot; chiamati ad aiutare chi &egrave; in difficolt&agrave; siamo tutti noi. E&#8217; per favorire l&#8217;acquisizione di questa consapevolezza che nasce il secondo momento del progetto che ha previsto la compilazione di un questionario chiamato Abilit&agrave; &#8211; Disabilit&agrave; finalizzato alla riflessione sulla propria percezione di competenza e sul ruolo non solo di successi ed insuccessi ma anche dei commenti di chi ci circonda nell&#8217;influenzarla. I questionari, raccolti in due fascicoli, sono stati appesi in aula come promemoria per l&#8217;intero gruppo classe. In un secondo momento si &egrave; riflettuto sul potenziale positivo che ogni persona pu&ograve; offrire alle persone che incontra e, a questo proposito, sono stati allestiti dei cartelloni. Ciascun alunno si &egrave; autorappresentato con un&#8217;immagine che i compagni hanno arricchito con le qualit&agrave; che gli riconoscono. Nonostante le linee guida comuni, ogni docente ha sviluppato un intervento formativo originale, sulla base non solo della propria personalit&agrave;, ma anche degli stimoli offerti dalla disciplina curricolare insegnata. (Federica Pasin)<\/p>\n<p>(25 luglio 2011)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Spesso si presentano nella nostra biblioteca del Centro Documentazione Handicap di Bologna studenti\/esse e insegnanti di tutti gli ordini di studi con la speranza di trovare, per una volta, non l&#8217;ennesimo libro che teorizzi o affronti ad un livello &quot;distaccato&quot; qualche tema relativo alla disabilit&agrave;, ma materiale &quot;vivo&quot;, sperimentato sul terreno, quindi per lo pi&ugrave; prodotto da altri docenti o figure che a vario titolo operano nel mondo del sociale; materiale dal quale possano trarre spunti per elaborare a loro volta progetti e programmi relativi all&#8217;incontro <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[3605,3607],"edizioni":[],"autori":[2885],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3712],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1191"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1191"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1191\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1191"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1191"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1191"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=1191"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=1191"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=1191"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=1191"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=1191"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=1191"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}