{"id":120,"date":"2009-11-04T17:04:43","date_gmt":"2009-11-04T17:04:43","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=120"},"modified":"2025-11-14T11:55:55","modified_gmt":"2025-11-14T10:55:55","slug":"cosa-fanno-i-soggetti-disabili-nel-web","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=120","title":{"rendered":"15. Cosa fanno i soggetti disabili nel web"},"content":{"rendered":"<p>Recentemente \u00e8 stata pubblicata una ricerca in Inghilterra che cerca di dare una risposta a queste domande: come usano internet i disabili? Quali sono le difficolt\u00e0 che incontrano? Di quali aiuti<!--break--> hanno bisogno per superarle?<br \/>\nI risultati di questo studio, promosso dalla Joseph Rowntree Foundation \u2013 una delle maggiori associazioni inglesi attive nella ricerca in campo sociale e politico \u2013 possono essere indicativi anche per la situazione italiana, con gli opportuni aggiustamenti. Infatti, la cultura tecnologica media in Inghilterra \u00e8 sicuramente superiore alla nostra e cos\u00ec anche l\u2019uso dei computer e di internet \u00e8 pi\u00f9 diffuso. Logicamente c\u2019\u00e8 da aspettarsi la medesima differenza anche per quanto riguarda la percentuale dei disabili italiani che usano internet e le modalit\u00e0 di utilizzo.<\/p>\n<p><strong>Gli utenti disabili? Pochi ma entusiasti<br \/>\n<\/strong>La ricerca si divide in tre parti; nella prima si fa una rassegna di quanto pubblicato sul tema. Dalle fonti disponibili risulta che i disabili usano percentualmente meno internet rispetto ai normodotati (il 17% contro il 25% in Inghilterra nel 2000). Questo ha a che fare naturalmente con l\u2019et\u00e0; le persone sopra i 65 anni hanno meno dimestichezza con le nuove tecnologie e molte persone disabili appartengono a questa fascia di et\u00e0.<br \/>\nD\u2019altro canto fra i disabili l\u2019entusiasmo per le opportunit\u00e0 offerte da internet \u00e8 notevolmente maggiore; secondo una ricerca americana del 2001 il 45% dei disabili che si connettono dicono che internet migliora notevolmente la qualit\u00e0 della loro vita, contro il 27% dei normodotati.<br \/>\nDa tutte le ricerche emerge anche un altro dato: un forte fattore che limita l\u2019uso delle nuove tecnologie \u00e8 dato dalla difficolt\u00e0 che molti disabili incontrano nell\u2019usare\u00a0 l\u2019hardware e il software necessario per connettersi e dai costi economici che comporta il loro superamento.<\/p>\n<p><strong>Come potrebbero essere utili i siti della pubblica amministrazione<br \/>\n<\/strong>La seconda parte della ricerca\u00a0 consiste in un sondaggio a cui sono stati sottoposti gli utenti (508 in tutto) di una linea telefonica (AbilityNet\u2019s free telephone) di assistenza sui temi delle nuove tecnologie di comunicazione rivolta ai disabili.<br \/>\nLe risposte confermano i risultati delle ricerche precedenti, ma aggiungono anche nuovi elementi. Ad esempio internet viene usato per scopi privati pi\u00f9 che per esigenze lavorative e ci si connette soprattutto da casa propria data l\u2019inaccessibilit\u00e0 di molti internet caff\u00e9.<br \/>\nQuale uso fanno poi della rete le persone disabili? Ecco quello che emerge: l\u201986% usa la posta elettronica, il 71% cerca informazioni su beni e servizi, il 62% naviga semplicemente con il browser senza uno scopo preciso, il 40% compra o ordina biglietti\/beni\/servizi, il 36% utilizza o semplicemente accede ai siti istituzionali (Comune, Regione, Inps&#8230;). Questo uso \u00e8 del tutto simile a quello dell\u2019utenza normodotata, a eccezione per l\u2019attenzione dimostrata verso i siti istituzionali (evidentemente questo denota una certa \u201cfame\u201d di notizie offerte dai servizi pubblici a loro indirizzati).<\/p>\n<p><strong>Le nuove barriere tecnologiche<br \/>\n<\/strong>Un discorso a parte meritano le barriere e le difficolt\u00e0 che si incontrano quando si decide di andare on line. Intanto manca la formazione, e chi vuole imparare a navigare o diventa autodidatta oppure ha la fortuna di avere un amico informatico; per tutti gli altri rimane la strada dei corsi di formazione che non sono dislocati su tutto il territorio inglese e presentano barriere di vario tipo.<br \/>\nChi arriva su internet non ha certo risolto tutti i suoi problemi. I 2\/3 dei disabili hanno bisogno di un ausilio come gli screen reader, la tastiera o il mouse adattato&#8230; ma sono difficili da trovare, occorre una formazione (che spesso manca) per usarli e infine costano molto. Del resto i disabili che non usano internet sono scoraggiati proprio da questo tipo di difficolt\u00e0 e dai costi che dovrebbero sostenere per superarli.<\/p>\n<p><strong>Off oppure online? Meglio tutti e due<br \/>\n<\/strong>Quindi, volendo tirare delle conclusioni, internet quando c\u2019\u00e8, \u00e8 davvero utile per un disabile.<br \/>\nIl governo inglese, da parte sua, vuole rendere fruibili on line tutti i servizi e le transazioni di pubblico interesse entro il 2005 con l\u2019accortezza di mantenere per\u00f2 anche le tradizionali forme di fornitura di servizi.<br \/>\nLa ricerca si conclude con alcune raccomandazioni che potrebbero essere riprese anche per il nostro Paese: l\u2019importanza dell\u2019alfabetizzazione informatica coinvolgendo anche le associazioni e i gruppi sensibili; la riduzione dei costi delle tecnologie assistive (gli ausili); la collaborazione tra i produttori delle tecnologie assistive e i diretti interessati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recentemente \u00e8 stata pubblicata una ricerca in Inghilterra  che cerca di dare una risposta a queste domande: come usano internet i  disabili? 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