{"id":1202,"date":"2011-09-27T10:37:08","date_gmt":"2011-09-27T10:37:08","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1202"},"modified":"2025-07-28T11:07:18","modified_gmt":"2025-07-28T09:07:18","slug":"spazio-calamaio-la-forza-di-gravit-del-cielo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1202","title":{"rendered":"La forza di gravit\u00e0 del cielo"},"content":{"rendered":"<p>Lo Spazio Calamaio, negli ultimi numeri, ha ospitato diverse esperienze che, in modi diversi, presentassero elementi comuni con la filosofia che sta alla base del Progetto Calamaio.<br \/>\nCome spesso accade, sono le esperienze stesse che ci vengono a cercare, per contaminarci e farsi contaminare, in linea con lo stile calamaio: macchiare e farsi macchiare o, meglio, dare il proprio inchiostro e farne entrare altro, mescolarsi e arricchirsi.<br \/>\nProprio secondo questa filosofia, mi sono iscritto e ho partecipato ad alcuni laboratori organizzati a Bologna.<br \/>\nOgni anno infatti, il Teatro Testoni Ragazzi, propone, all\u2019interno di \u201cVisioni di Futuro, Visioni di Teatro \u2013 Festival internazionale di teatro e cultura per la prima infanzia\u201d, una serie di laboratori per insegnanti ed educatori, momenti di formazione su tecniche e contenuti legati a esperienze teatrali: non per diventare attori, bens\u00ec pensati per arricchire il bagaglio culturale e la professionalit\u00e0 dei partecipanti. In altri termini, proposti per riempire il proprio personale calamaio con altri tipi di inchiostro, che mischiandosi a quello esistente, provocher\u00e0 una trasformazione, un\u2019evoluzione, una crescita e, quindi, un nuovo modo di macchiare.<br \/>\n\u201cLa voce e la sua espressione\u201d, condotto da Germana Giannini (insegnante e performer, si occupa di ricerche antropologiche sull&#8217;uso della voce con la finalit\u00e0 di generare un contatto autentico con la dimensione del canto) \u00e8 stato uno dei laboratori a cui ho partecipato.<br \/>\nPremetto che io e il canto siamo stati per anni acerrimi nemici. Fin da bambino, infatti, il mio desiderio di cantare si \u00e8 scontrato con una voce a dir poco sgradevole, fatto che per\u00f2 non mi ha impedito di continuare a gracchiare, allenando nel tempo le mie corde vocali fino ad arrivare a emettere un suono accettabile.<br \/>\nNonostante questo, non posso evitare un certo imbarazzo nel cantare davanti ad altri\u2026 Se a questo si aggiunge il fatto che in un gruppo di 20 persone, eravamo solo due uomini, potete facilmente immaginare quanto fossi a mio agio nel partecipare al laboratorio.<br \/>\nNon mi lascio comunque prendere dal panico, anzi vivo il tutto come una bella sfida da affrontare.<br \/>\nGermana inizia spendendo due parole sul significato del laboratorio, del canto e della voce. Il canto non \u00e8 frutto dello sforzo dei muscoli della gola, bens\u00ec \u00e8 la vibrazione del respiro in tutto il corpo, respiro che, appoggiandosi alla struttura ossea e infilandosi nei vari anfratti definisce i confini del luogo interiore, dello spazio nel quale la voce assume forma prima di uscire. Attraverso la chiarezza della poesia, dice Germana: \u201c\u00c8 l\u2019oscurit\u00e0 interna al corpo che permette alla luce della voce di risplendere, suggerendo la configurazione del proprio intimo spazio che si lascia intuire senza che chi ascolta debba sforzarsi di capire. L\u2019anima pone nell\u2019oscurit\u00e0 il suo nascondiglio. La voce lo illumina\u201d.<br \/>\nRadicarsi a terra, sentirsi ancorati al suolo e riconoscere il nostro legame con il basso, con la terra che, parallelamente, ci permette anche di sentire l\u2019attrazione verso l\u2019alto, quella forza di gravit\u00e0 del cielo che permette di sviluppare la voce, lungo il nostro strumento-corpo, dal basso all\u2019alto e viceversa. Ecco allora che il laboratorio ci porta a far viaggiare la voce dal bacino agli zigomi, dalla A alla E, dall\u2019espressione di un suono grave a uno acuto. Un percorso che coinvolge tutto il corpo, diverse sfumature della voce, vari movimenti e differenti posture. Un percorso spiegato e guidato, che dalla terra ci ha portato al cielo, dall\u2019imbarazzo ci ha portato alla condivisione, alla libert\u00e0 che solo un gruppo accogliente pu\u00f2 darti.<br \/>\nIl gruppo!<br \/>\nSoggetto importantissimo in questo laboratorio, significante e significato del lavoro svolto.<br \/>\nSignificante in quanto spazio, confine-canale, dentro il quale il gesto vocale collettivo si esprime e si trasforma diventando liberante.<br \/>\nSignificato in quanto grazie a esso il gesto vocale si realizza pienamente. \u00c8 il noi che diventa il vero canale espressivo. Ed \u00e8 il centro del cerchio il vero noi, non il cerchio stesso.<br \/>\nParole importanti per sottolineare il valore aggiunto del gruppo, come luogo di confronto, di crescita e di comunione. Come spazio nel quale essere e diventare, dare e ricevere, riempire e riempirsi. Luogo nel quale la specificit\u00e0 di ognuno viene valorizzata e resa funzionale al risultato finale, alla creazione del gruppo stesso.<br \/>\nCome nel canto, cos\u00ec in ogni relazione educativa.<br \/>\nMi viene allora spontaneo un paragone tra ci\u00f2 che succede tra voce e gruppo, come spiegato sopra, e il concetto di inclusione.<br \/>\nQuesto termine si pone in continuit\u00e0 con quello di integrazione, portando una differenziazione pi\u00f9 a livello linguistico che di significato. Anche se, approfondendo proprio il significato, l\u2019inclusione porta a fare un passo in avanti sottolineando il fatto che l\u2019inserimento di una persona con caratteristiche specifiche, all\u2019interno di un contesto, pu\u00f2 e deve portare a ricadute favorevoli a tutto il contesto. Ancora, il contesto di inserimento viene connesso ad altri contesti, in un processo ecosistemico, che provoca quindi ricadute positive in modo contaminante.<br \/>\nEcco allora che, secondo questa logica, il canto \u2013 e tutte le attivit\u00e0 che, coinvolgendo la persona come singolo, la portano a entrare in un determinato contesto \u2013 non \u00e8 solo strumento di inclusione, bens\u00ec strumento per imparare l\u2019inclusione.<br \/>\nLa didattica scolastica, l\u2019allenamento sportivo, il laboratorio al centro giovanile e perfino il luogo di lavoro, sono sicuramente spazi nei quali \u00e8 possibile praticare l\u2019inclusione, come intesa sopra, ma sono altres\u00ec strumenti utili per insegnare cos\u2019\u00e8 l\u2019inclusione.<br \/>\nIn questi luoghi, infatti, al di l\u00e0 della presenza o meno di persone con disabilit\u00e0, lo stile relazionale pu\u00f2 essere comunque inclusivo, cio\u00e8 pu\u00f2 tener conto delle caratteristiche speciali di ognuno. Il contesto diventerebbe quindi uno dei soggetti dell\u2019ecosistema, provocando un circolo vizioso di apprendimento di modalit\u00e0 relazionali inclusive. L\u2019esperienza fatta rimarrebbe come una macchia di inchiostro che, non solo fungerebbe da memoria, ma porterebbe a macchiare a sua volta altri contesti, altre persone, altre idee.<br \/>\nUn sistema aperto, pronto a scambiare, a ricevere, mischiare i propri inchiostri.<br \/>\nTornando al canto, un gruppo nel quale la voce di ognuno possa esprimersi, anzi nel quale il gruppo stesso sia fondato sull\u2019idea che l\u2019espressione di ognuno sia necessaria per il raggiungimento degli obiettivi e per il massimo benessere di tutti.<br \/>\nIl laboratorio finisce, tre ore trascorse velocemente, tra esercizi, emozioni e inclusione.<br \/>\nDi cosa ho riempito il mio calamaio?<br \/>\nSicuramente della forza di gravit\u00e0 del cielo.<br \/>\nCio\u00e8 dell\u2019idea che c\u2019\u00e8 un altro punto di vista, altre direzioni. Abituati a pensare e conoscere solo la forza di gravit\u00e0 che ti tiene ancorato al suolo, facciamo fatica a scorgere intorno a noi altre forze, che possono venirci in aiuto. Come quella del cielo, per l\u2019appunto. Direte che mentre una \u00e8 reale e scientificamente provata, l\u2019altra non esiste. Direte che la prima ti stabilizza mentre la seconda ti destabilizzerebbe. Direte che una ti permette la profondit\u00e0, mentre con l\u2019altra corri il rischio di avere sempre la testa tra le nuvole.<br \/>\nBeh, io dico che una \u00e8 reale e scientificamente provata, l\u2019altra invece esiste in quanto desiderio, capacit\u00e0 di scorgere altri orizzonti, di alzare lo sguardo e puntare in alto. Dico che la prima stabilizza mentre la seconda destabilizza: che male c\u2019\u00e8? L\u2019equilibrio \u00e8 ricerca, non \u00e8 una situazione statica, \u00e8 il continuo inseguire il punto di sospensione che ti permette di non cadere\u2026 Allora un po\u2019 di destabilizzazione aiuta a non dare nulla per scontato. Dico anche che una ti permette la profondit\u00e0, mentre con l\u2019altra puoi volare, spaziare all\u2019infinito, sognare, sperare, creare e credere ad altri modi possibili. Non c\u2019\u00e8 contrapposizione quindi, bens\u00ec complementariet\u00e0.<br \/>\nEcco di cosa ho riempito il mio calamaio, di questo nuovo atteggiamento, di queste complementariet\u00e0: realt\u00e0 e desiderio, stabilit\u00e0 e destabilizzazione, profondit\u00e0 e infinito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo Spazio Calamaio, negli ultimi numeri, ha ospitato diverse esperienze che, in modi diversi, presentassero elementi comuni con la filosofia che sta alla base del Progetto Calamaio.<br \/>\nCome spesso accade, sono le esperienze stesse che ci vengono a cercare, per contaminarci e farsi contaminare, in linea con lo stile calamaio: macchiare e farsi macchiare o, meglio, dare il proprio inchiostro e farne entrare altro, mescolarsi e arricchirsi.<br \/>\nProprio secondo questa filosofia, mi sono iscritto e ho partecipato ad alcuni laboratori organizzati a Bologna.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3586,3605],"edizioni":[113],"autori":[2919],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1202"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1202"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1202\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4003,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1202\/revisions\/4003"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1202"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1202"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1202"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=1202"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=1202"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=1202"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=1202"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=1202"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=1202"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}