{"id":1206,"date":"2011-09-27T11:03:15","date_gmt":"2011-09-27T11:03:15","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1206"},"modified":"2025-07-29T19:25:23","modified_gmt":"2025-07-29T17:25:23","slug":"spazio-calamaio-uno-strano-caso-la-tua-impressione-solo-un-punto-di-vista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1206","title":{"rendered":"Uno strano caso. La tua impressione \u00e8 solo un punto di vista"},"content":{"rendered":"<p>Siamo nella villa di Annibale, vecchietto simpatico, un po\u2019 sordo.<br \/>\nDa circa una settimana sono l\u00ec raccolti i suoi parenti pi\u00f9 cari.<br \/>\nC\u2019\u00e8 Sergio, il figlio cieco a causa di un incidente e sua moglie Costanza, eccentrica artista sempre in giro per mostre e vernissage.<br \/>\nViola, secondogenita di Annibale, \u00e8 una bella ragazza che si crede brutta. La sostiene in questa convinzione il fatto che fino ad ora non \u00e8 riuscita ancora a trovare marito.<br \/>\nLucrezia, sorella e socia in affari di Annibale, vive in citt\u00e0 ma \u00e8 l\u00ec per festeggiare, come ormai da vent\u2019anni, il suo compleanno.<br \/>\nSono inoltre presenti il maggiordomo Manfredo, affetto da tic da nervosismo e la governante Silvana, resa zoppa da una strana caduta parecchi anni prima.<br \/>\nUn altro ospite \u00e8 presente, Walter, un viaggiatore al quale si \u00e8 guastata la moto (un poco di buono, ha trascorso alcuni mesi in carcere per una presunta rapina).<br \/>\nLa sera la festa di compleanno.<br \/>\nMentre il maggiordomo e la governante servono da mangiare e da bere, gli altri ospiti parlano, chiacchierano, bisbigliano\u2026<br \/>\nVengono consegnati i regali: Viola dona una collana di perle, Sergio e Costanza un prezioso grappolo d\u2019uva di smeraldi e Annibale un bracciale di corallo, rosso fuoco.<br \/>\nL\u2019entusiasmo un po\u2019 per volta cala e i famigliari si ritirano nelle loro stanze.<br \/>\nRimangono Lucrezia e Annibale, parlano fitto mentre Silvana riordina.<br \/>\nAnnibale chiude la discussione ed esce velocemente, seguito dalla governante.<br \/>\nLucrezia si siede sul divano, come stremata dalla discussione e si addormenta sbadigliando smisuratamente. La mattina dopo la zia viene trovata morta.<br \/>\nAlla luce degli indizi che raccoglierete, dovrete scoprire il colpevole!<br \/>\nQuesta \u00e8 la missione dei 160 bambini che parteciperanno quest\u2019anno a un centro estivo nella provincia di Bologna. E tale missione verr\u00e0 presentata dagli animatori sotto forma di spettacolo teatrale. Ognuno di loro diventer\u00e0 un investigatore, un commissario, un esperto dei R.I.S. e dovr\u00e0 raccogliere indizi per riuscire a scoprire il colpevole, l\u2019assassino che ha fatto fuori la zia Lucrezia.<br \/>\nAvranno la possibilit\u00e0 di guardare il caso da pi\u00f9 punti di vista e dovranno cercare il modo pi\u00f9 creativo per superare le difficolt\u00e0 che uno strano delitto come questo gli porr\u00e0 davanti.<br \/>\nInfatti i vari protagonisti della storia saranno portatori sia del loro personale punto di vista, attraverso il quale offriranno indizi utili alla risoluzione del caso, sia di diverse difficolt\u00e0 che, nei giochi come nei laboratori, saranno occasione di divertimento e scoperta.<br \/>\nGli investigatori impareranno, almeno se lo augurano gli animatori del centro, che il punto di vista di ognuno \u00e8 importante per\u00f2 non \u00e8 l\u2019unico, dovranno costruirsi il proprio, non contrapponendolo a quello degli altri bens\u00ec integrandolo. In questo modo potranno scoprire che la verit\u00e0 \u00e8 una sola ma ha molte facce e tutte quante sono giuste.<br \/>\nTutto questo viene organizzato per dare concretezza all\u2019idea pedagogica che guida il centro estivo, un\u2019idea che si basa su alcuni punti forza: la pluralit\u00e0 di esperienze formative degli animatori, la teoria del dis-equilibrio educativo e il concetto di co-divertimento.<br \/>\nSono punti forza che non trovano fondamento in una particolare teoria pedagogica, sono idee nate e cresciute nel grembo dell\u2019esperienza di tanti animatori che hanno lavorato estati intere, svolgendo attivit\u00e0, ascoltando e riprendendo bambini, relazionandosi con genitori ansiosi e affrontando le difficolt\u00e0 del fare educativo.<br \/>\nA proposito di animatori, da sempre quelli che hanno svolto servizio al centro estivo vengono da esperienze formative ed esperienziali piuttosto varie: studenti di ingegneria, filosofia, lettere, farmacia, scienze naturali e del territorio,\u2026 Una pluralit\u00e0 formativa che, se in un primo tempo potrebbe apparire come un limite o una difficolt\u00e0, durante gli anni si \u00e8 rivelata una delle peculiarit\u00e0 principali del lavoro di gruppo valorizzando sia questo che il singolo.<br \/>\nObiettivo degli organizzatori \u00e8 quello di permettere a ogni animatore di offrire il massimo a partire dalla loro professionalit\u00e0, portando quindi un valore aggiunto al lavoro educativo. Dall\u2019altro lato vuole offrire a ognuno la possibilit\u00e0 di sperimentarsi in un\u2019attivit\u00e0 educativa che, nella maggior parte dei casi, non diventer\u00e0 il loro principale lavoro, ma che potr\u00e0 offrirgli un\u2019altra impressione sul mondo, un secondo punto di vista che non pu\u00f2 far altro che arricchirli personalmente e professionalmente.<br \/>\nMarco che studia ingegneria gestionale ha creato un sistema per la gestione delle prenotazioni e poi delle iscrizioni, Chiara che diventer\u00e0 un\u2019educatrice di nido ha mostrato quanto la cura di ogni singola emozione sia importante dall\u2019accoglienza al saluto, Paola invece \u00e8 una designer e il suo contributo \u00e8 sia di contenuto che rispetto all\u2019estetica e quindi ha sottolineato agli altri animatori quanto la cura dei particolari e della precisione siano segno di attenzione all\u2019altro mentre Alfonsina, ragioniera da sempre prestata all\u2019educazione, ci tiene ad avere tutto sotto controllo ma spesso sottolinea che la responsabilit\u00e0 di questo lavoro nasce da una scelta di libert\u00e0: quella dell\u2019educatore che decide di mettere in gioco le proprie abilit\u00e0 e il proprio tempo ma anche quella del bambino che riporta continuamente al ruolo educativo. Roberto invece, che educatore lo \u00e8 di mestiere, \u00e8 un buon punto di collegamento tra le varie esperienze<br \/>\nIl secondo punto forza \u00e8 il dis-equilibrio educativo cio\u00e8 la necessit\u00e0 di vivere il servizio educativo come la continua ricerca di un punto di equilibrio, non dando mai nulla per scontato. In fondo il processo dell\u2019educazione \u00e8 una ricerca e, sentirsi in disequilibrio, ci spinge a ricercare, a cambiare punto di vista, a individuare soluzioni o possibilit\u00e0 diverse.<br \/>\nSuccede quindi che, se proviamo a osservare le situazioni attraverso questo particolare punto di vista, ci rendiamo conto che le scelte \u2013 organizzative, gestionali, laboratoriali o di contenuto \u2013 realizzate in un anno, devono essere messe in crisi per poter essere riscelte o cambiate l\u2019anno successivo; non risulter\u00e0 strano che le regole, fondamentali sia per la gestione pratica che per l\u2019azione educativa, a volte possano o debbano essere trasgredite per poter raggiungere gli obiettivi stessi o, semplicemente, perch\u00e9 la situazione specifica lo permette; succeder\u00e0 anche che in corso d\u2019opera si cambi direzione o si sposti l\u2019obiettivo, individuandone uno o pi\u00f9 di nuovi.<br \/>\nPer dis-equilibrio educativo si intende anche la necessit\u00e0 di essere se stessi e il pi\u00f9 spontanei possibile perch\u00e9 l\u2019educatore non \u00e8 una persona avulsa dalla realt\u00e0 e sprovvista di sentimenti o emozioni. Al contrario \u00e8 chiamato a mettere tutto se stesso nel lavoro, senza mentire o negare quello che sente e che vive; se un bambino fa una battuta divertente, magari anche al momento sbagliato (ci sono poi momenti pi\u00f9 o meno giusti per fare battute?), perch\u00e9 non si deve ridere insieme a lui, invece di liquidarlo con un banale \u201cNon fare il pagliaccio?\u201d; se \u00e8 un giorno storto, invece di scaricare inconsciamente aggressivit\u00e0, malessere e insofferenza sui bambini, perch\u00e9 non provare a dire semplicemente \u201cGuardate bambini, oggi \u00e8 una brutta giornata, per favore state tranquilli perch\u00e9 non sto bene!\u201d. Probabilmente si scoprirebbe che anche i pi\u00f9 piccoli sono capaci di identificarsi con un altro essere umano e che quindi adatterebbero il loro comportamento al vostro stato.<br \/>\nSi tratta quindi di una continua ricerca dell\u2019equilibrio che risulter\u00e0, per certi versi, pi\u00f9 faticosa, ma indubbiamente render\u00e0 il lavoro molto pi\u00f9 efficace e soddisfacente.<br \/>\nCon la soddisfazione ha a che fare anche l\u2019ultimo punto forza cio\u00e8 il co-divertimento, il quale ha un significato molto semplice, riassumibile nella frase che gli educatori si dicono ogni volta che rimettono in moto la macchina organizzativa: se scegliamo, organizziamo, proponiamo attivit\u00e0, gite, esperienze che ci fanno divertire, che ci mettono in gioco, che ci soddisfano e ci convincono sicuramente riusciremo a far divertire, mettere in gioco, soddisfare e convincere anche i bambini.<br \/>\nL\u2019esperienza di tanti anni ha insegnato che questo \u00e8 vero, e che se segui questa regola il lavoro risulter\u00e0 pi\u00f9 semplice e molto pi\u00f9 divertente. Attenzione: non si tratta di obbligare i bambini ad avere gli stessi gusti degli animatori, bens\u00ec di riuscire a svolgere in pieno il ruolo educativo, che per certi versi assomiglia a quello di un buon ma\u00eetre. Infatti un buon educatore \u00e8 colui che prepara la tavola con i contenuti e le attivit\u00e0 che vuole proporre in modo impeccabile e il pi\u00f9 accogliente e interessante possibile, lasciando poi ognuno libero di mangiare ci\u00f2 che pi\u00f9 gli fa gola. Maggiore sar\u00e0 la passione e il piacere nel preparare questa tavola, maggiore sar\u00e0 l\u2019abbuffata!<br \/>\nEcco allora che i tre punti forza diventano elementi caratterizzanti del centro estivo sia per gli animatori che per i bambini.<br \/>\nIn fondo anche loro sono portatori di una pluralit\u00e0 di esperienze \u2013 familiari, amicali, personali \u2013 che, se integrate, non possono far altro che arricchire la crescita e l\u2019esperienza di tutti; anche loro viaggiano alla ricerca di un continuo equilibrio tra ci\u00f2 che desiderano e ci\u00f2 che gli viene proposto, tra il rispettare una regola e il trasgredirla, tra il conformarsi a uno stile e l\u2019arricchirlo della loro spontaneit\u00e0; infine loro sono oggetto e soggetto del co-divertimento, attori principali della riuscita del progetto, desiderosi di potersi abbuffare allegramente al tavolo dell\u2019educazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo nella villa di Annibale, vecchietto simpatico, un po&rsquo; sordo.<br \/>\nDa circa una settimana sono l&igrave; raccolti i suoi parenti pi&ugrave; cari.<br \/>\nC&rsquo;&egrave; Sergio, il figlio cieco a causa di un incidente e sua moglie Costanza, eccentrica artista sempre in giro per mostre e vernissage.<br \/>\nViola, secondogenita di Annibale, &egrave; una bella ragazza che si crede brutta. 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