{"id":1212,"date":"2011-09-27T11:38:19","date_gmt":"2011-09-27T11:38:19","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1212"},"modified":"2025-07-29T19:29:10","modified_gmt":"2025-07-29T17:29:10","slug":"donne-con-le-gonne-l-essenziale-invisibile-agli-occhi-storia-di-una-badante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1212","title":{"rendered":"&#8220;L&#8217;essenziale \u00e8 invisibile agli occhi&#8221; : storia di una badante"},"content":{"rendered":"<p>Quasi tutte donne, quasi tutte straniere. Capita di poterle scorgere nei parchi delle nostre periferie mentre accompagnano un anziano a contemplare il verde, oppure d\u2019intravederle mentre sostengono la solitudine e il disagio fisico di chi da solo non va pi\u00f9 da nessuna parte. Ma pi\u00f9 spesso stanno nelle nostre case, a prendersi cura di persone che in molti casi non possono uscire.<br \/>\nCos\u00ec, un po\u2019 nell\u2019ombra, un po\u2019 nell\u2019indifferenza trascorre la vita di molte badanti, tra la necessit\u00e0 di mettere da parte i soldi guadagnati e il desiderio di tornare al proprio paese.<br \/>\nDietro ognuna di loro c\u2019\u00e8 per\u00f2 un racconto, una storia mai conosciuta. \u201cVite\u201d che divengono immagini di immigrazione, di lavoro e cura, talvolta di sofferenza e, quasi sempre, di sacrificio.<br \/>\nSono storie di donne che chiedono di essere ascoltate, conosciute, raccontate: senza retorica per\u00f2, senza pietismo, senza troppi consigli su come poter fare una vita diversa. Ed \u00e8 per questo che ho deciso di incontrare Mariana.<br \/>\nConosco Mariana attraverso \u201cCasa Base\u201d, l\u2019agenzia che le ha trovato lavoro e che si occupa proprio di fare da tramite tra le lavoratrici straniere e le famiglie in cerca di una badante. \u201c<em>Amor<\/em>, io se posso fare qualcosa lo faccio molto volentieri\u2026 Mi piacerebbe fare l\u2019intervista!\u201d \u2013 mi dice la prima volta che la sento al telefono. Immediatamente intuisco la sua voglia di raccontarmi di s\u00e9 e con quel \u201cAmor\u201d inevitabilmente mi avvicina gi\u00e0 alla sua vita.<br \/>\nHa cinquant\u2019anni ed \u00e8 originaria dell\u2019Equador. Subito mi dice anche che la signora per cui lavora e da cui lei vive abita a poco meno di un chilometro da casa mia. \u201cStrano\u201d \u2013 penso per\u00f2 appena la incontro \u2013 non l\u2019ho mai notata in giro per il quartiere\u201d.<br \/>\nCi sediamo al tavolino di un bar e prendiamo un caff\u00e9.<br \/>\n\u201c\u00c8 un anno e due mesi che sono qui in Italia\u201d \u2013 mi inizia a raccontare ancor prima che io le faccia una prima domanda \u2013. \u201cHo scelto questo paese perch\u00e9 qui abita da anni una parte della mia famiglia: mia figlia, il mio genero, mio fratello e mia sorella\u201d. Mariana ha il tono di voce un po\u2019 indolente come se sapesse di dover fare questo preambolo. \u201cIn realt\u00e0 sono venuta con mio figlio pi\u00f9 piccolo, quello di diciotto anni, ma lui in Italia non si \u00e8 trovato bene ed \u00e8 voluto tornare da solo in Equador\u201d.<br \/>\nCerco attraverso i miei di occhi di farle capire che non sono per nulla in imbarazzo, che sono l\u00ec proprio perch\u00e9 non sono in difficolt\u00e0 davanti alle sue emozioni.<br \/>\nOra il figlio di Mariana sta studiando all\u2019Universit\u00e0 per entrare in marina e lei lavora anche per aiutarlo, perch\u00e9 il percorso di studi che ha scelto \u00e8 molto oneroso per loro.<br \/>\nMa i soldi servono anche per poter riaprire un giorno la sua attivit\u00e0, il suo ristorante nel suo paese che ora ha dovuto chiudere perch\u00e9 necessitava di lavori di ristrutturazione piuttosto costosi.<br \/>\nMi accorgo, mentre Mariana mi parla di quando avevano il loro locale, di come osserva gli altri tavoli, la disposizione, le altre persone e, pi\u00f9 di tutto, cosa gli altri mangiano. \u201cLa cucina equadoregna \u00e8 molto buona, molto <em>sabrosa<\/em>\u201d \u2013 mi dice. E cos\u00ec inizio a scoprire piatti fantastici: Mariana \u00e8 una cuoca dalle mille ricette e mi colpiscono le sue attente analisi su come si cucina il pesce e su come nella sua regione vengono preparati certi alimenti.<br \/>\nCos\u00ec, parlando di cucina e del lavoro in Equador, inizia a sciogliersi ogni imbarazzo e Mariana si apre con me, sulla sua vita, sui suoi ricordi, sul suo lavoro.<br \/>\nIl lavoro di badante non \u00e8 certo ci\u00f2 che sperava, ma \u00e8 l\u2019unico che sia riuscita a trovare e sa che questa \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 una piccola fortuna. \u201cAl mio paese ho una laurea in contabilit\u00e0 e prima di aprire il ristorante ho lavorato al Ministero delle Finanze. Ma qui in Italia non c\u2019\u00e8 uguaglianza. Noi donne straniere, anche se abbiamo studiato, riusciamo a trovare lavoro solo come badanti. Ho persino amiche medico che fanno le badanti\u201d \u2013 mi dice con rassegnazione.<br \/>\nQuello di Mariana \u00e8 anche un lavoro molto faticoso, perch\u00e9 si deve prendere cura di una persona di ottantasette anni con ridotte capacit\u00e0 cognitive e immobilizzata in un letto. \u201cLavoro dal luned\u00ec al sabato tutto il giorno e anche tutta la notte, perch\u00e9 dormo in casa della signora\u201d \u2013 mi racconta. \u201cLa difficolt\u00e0 del mio lavoro \u00e8 proprio che non ci si ferma mai: se la signora ha bisogno e mi chiama alle due di notte io devo svegliarmi per andare da lei e calmarla o darle una mano. Molto raramente riesco a muovermi di casa, perch\u00e9 lei non pu\u00f2 uscire e io devo rimanere l\u00ec, visto che non pu\u00f2 essere lasciata sola. Ci vuole tanta pazienza e tanta buona volont\u00e0\u201d. Le sorrido compiacente. Vorrei solo dirle, senza timore di apparire superficiale, che la comprendo pienamente.<br \/>\nMa oltre la pazienza e la volont\u00e0 il lavoro di Mariana richiede anche una certa esperienza e capacit\u00e0 nell\u2019ambito dell\u2019assistenza di base; oltre a pulire la casa e fare da mangiare alla signora, Mariana si deve prendere cura di lei fisicamente: lavarla, pulirla, alzarla da letto, assisterla insomma in tutte le esigenze quotidiane che pu\u00f2 avere una persona anziana con una grave disabilit\u00e0 fisica e mentale.<br \/>\nMariana, pur avendo avuto tutt\u2019altre esperienze lavorative, aveva gi\u00e0 assistito sua nonna, malata grave, quand\u2019era nel suo paese. Ma prendersi cura di un estraneo \u00e8 un\u2019altra cosa. \u201cQuando ero al mio paese avevo accudito mia nonna e questa esperienza mi \u00e8 servita tanto, perch\u00e9 ho imparato a fare molte cose che oggi mi sono tornate utili\u201d \u2013 mi dice. \u201cMa farlo per lavoro \u00e8 diverso. Prima di lavorare per questa famiglia mi prendevo cura di un anziano, un uomo, e dovere lavarlo e pulirlo era molto imbarazzante, sia per me che per lui\u201d. Mariana abbassa gli occhi e fa una risata nervosa.<br \/>\nPrendersi cura di una persona anziana o con una grave disabilit\u00e0 crea poi vincoli di enorme intensit\u00e0; l\u2019assenza del reale legame affettivo o parentale non consente attimi di stacco, non ci si pu\u00f2 permettere di sfogarsi; talvolta si litiga, non ci si trova bene, si discute, ma non si pu\u00f2 certo uscire di casa sbattendo la porta. \u201cLa signora sgrida molto\u201d \u2013 mi ripete spesso Mariana. \u201cHa dei disturbi mentali, quindi molto spesso si arrabbia e si sfoga con me. Io sopporto. Ho bisogno di lavorare e non posso fare altro\u201d.<br \/>\nSembrer\u00e0 un luogo comune, ma, anche in questi casi poi ci si lega. Mariana e la signora che assiste, in fondo, passano molto pi\u00f9 tempo insieme che non con le proprie famiglie e, alla fine, nonostante il rapporto e le frequenti discussioni, si finisce per volersi bene o, forse, vedersi insieme in un comune percorso.<br \/>\n\u201cMia figlia mi dice sempre che, se la signora mi sgrida molto, \u00e8 perch\u00e9 l\u2019ho fatta affezionare troppo, l\u2019ho un po\u2019 viziata\u201d \u2013 mi dice scherzosamente. \u201cSo che mi vuole molto bene e anch\u2019io sono molto legata a lei, perch\u00e9 penso che un giorno potrei trovarmi in una situazione simile e spero che quello che sto facendo ora per questa persona qualcuno lo faccia un domani per me. \u00c8 la legge della compensazione: hoy por ti magnana por mi, diciamo in Equador\u201d. (trad: Oggi per te, domani per me, NdR).<br \/>\nRipenso alla sua frase mentre la guardo. Poi penso a sua figlia che la rincuora e le d\u00e0 forza e coraggio, penso a cosa sia per lei ascoltare le difficolt\u00e0 della sua mamma, sapere che fa la badante qua in Italia, lontano dalla loro terra, dal loro ristorante, dall\u2019altro figlio. Penso alla stima e al grande amore che sostiene il loro legame.<br \/>\nCi alziamo e ci avviamo verso la casa della signora. \u201cCiao Mariana, grazie di cuore\u201d. \u201cDe nada amor, grazie a te per il caff\u00e9\u201d.<br \/>\nMi d\u00e0 un bacio veloce, ma sentito.<br \/>\n\u201cAbitiamo vicine\u201d \u2013 penso ancora una volta tra me e me.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quasi tutte donne, quasi tutte straniere. Capita di poterle scorgere nei parchi delle nostre periferie mentre accompagnano un anziano a contemplare il verde, oppure d&rsquo;intravederle mentre sostengono la solitudine e il disagio fisico di chi da solo non va pi&ugrave; da nessuna parte. 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