{"id":1225,"date":"2011-10-03T11:58:18","date_gmt":"2011-10-03T11:58:18","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1225"},"modified":"2025-07-28T13:04:00","modified_gmt":"2025-07-28T11:04:00","slug":"spazio-calamaio-bianco-con-il-giallo-una-settimana-al-serming-di-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1225","title":{"rendered":"Bianco con il giallo: una settimana al Serming di Torino"},"content":{"rendered":"<p>La disabilit\u00e0 pu\u00f2 diventare uno spunto per parlare di difficolt\u00e0? E di comunicazione?<br \/>\nLa paura del diverso, pu\u00f2 essere affrontata in modo disarmato?<br \/>\nC\u2019\u00e8 un legame tra comunicazione e pace?<br \/>\nQueste domande e le conseguenti riflessioni scaturiscono dall\u2019esperienza che io e Claudio Imprudente abbiamo vissuto, quest\u2019estate, al Sermig di Torino una realt\u00e0 con la quale siamo entrati in contatto e abbiamo stretto amicizia un paio d\u2019anni fa.<br \/>\nGli \u201cabitanti\u201d del Sermig sono vari: chi ci vive per un giorno, una settimana, un mese oppure per tutta la vita. I volontari che prestano servizio per le pi\u00f9 svariate attivit\u00e0 (secondo l\u2019idea che tra pulire un bagno, cucinare o gestire la distribuzione di aiuti internazionali non c\u2019\u00e8 differenza), le donne e gli uomini di strada, ai quali viene offerta accoglienza e la possibilit\u00e0 di riscattarsi, i giovani che a centinaia passano periodi pi\u00f9 o meno lunghi per fare e ascoltare, imparare e insegnare, amare ed essere amati.<br \/>\nIn questo contesto, siamo stati invitati per incontrare circa 500 ragazzi, provenienti da tutta Italia, con i quali affrontare il tema della comunicazione e della disabilit\u00e0.<br \/>\nNonostante la nostra lunga esperienza di incontri dentro e fuori la scuola, \u00e8 stato molto emozionante passare una settimana intera in loro compagnia, sia durante gli incontri, sia passeggiando per i corridoi dell\u2019Arsenale della Pace, a mensa come durante le varie attivit\u00e0 di servizio. Scambiare due chiacchiere, fare una foto, prendere un gelato\u2026 un modo diverso e, come ama dire Claudio, molto interessante di stare insieme e conoscersi.<br \/>\nL\u2019idea di questa serie di incontri \u00e8 nata dopo la pubblicazione di Omino Macchino e la sfida della tavoletta (Ed. Erickson, 2009), ultimo libro di Claudio, al quale abbiamo collaborato anche io e Luca Giommi.<br \/>\nPartendo dalla comunicazione, tema trattato nel testo, e dal confronto diretto con la disabilit\u00e0 e le difficolt\u00e0, siamo arrivati a parlare di pace, tema tanto caro al Sermig.<\/p>\n<p><strong>La disabilit\u00e0 pu\u00f2 diventare uno spunto per parlare di difficolt\u00e0? E di comunicazione?<\/strong><br \/>\nA queste domande rispondo forse.<br \/>\nMi spiego.<br \/>\nPartendo dalla differenza, ormai assodata, tra deficit e handicap, possiamo affermare che le difficolt\u00e0 non sono insite nel deficit ma sono il frutto del rapporto tra la persona disabile e la realt\u00e0.<br \/>\nLa disabilit\u00e0, quindi, non rappresenta la difficolt\u00e0, bens\u00ec si confronta con essa nel momento in cui entra in relazione con il mondo esterno, sia quello fisico che quello delle relazioni umane. Fatta questa premessa, possiamo allora tranquillamente affermare che la disabilit\u00e0 pu\u00f2 diventare uno spunto per parlare di difficolt\u00e0 e, soprattutto, del modo in cui affrontarle. Infatti \u00e8 proprio dal confronto con esse che nasce la necessit\u00e0 di individuare strategie utili per poterle superare: tecniche o intuizioni creative che diminuiscano la distanza tra quello che una persona con disabilit\u00e0 potenzialmente potrebbe fare e quello che invece riesce a realizzare effettivamente.<br \/>\nQuesto discorso, per\u00f2, ha senso solo se non prescindiamo dal contesto, il quale rappresenta il primo partner con il quale confrontarsi e con il quale creare alleanze. Se, infatti, \u00e8 proprio dal rapporto con il contesto che nascono le difficolt\u00e0, \u00e8 sempre nel contesto che possiamo individuare le modalit\u00e0 per superarle.<br \/>\nLo stesso discorso pu\u00f2 essere allargato alla comunicazione, intesa come elemento di relazione e di superamento delle difficolt\u00e0. Anche la comunicazione, in molti campi, spesso rappresenta il problema. \u00c8 indubbio, per\u00f2, che rappresenta anche l\u2019unico strumento per risolverlo, per superare la distanza tra gli interlocutori. La difficolt\u00e0, in questo modo, diventa risorsa.<\/p>\n<p><strong>La paura del diverso, pu\u00f2 essere affrontata in modo disarmato?<\/strong><br \/>\nUna delle frasi celebri del Sermig \u00e8: la bont\u00e0 \u00e8 disarmante.<br \/>\nIdea molto chiara di uno stile di vita e di relazione, che intende porsi in modo disarmato, non solo di fronte ai conflitti pi\u00f9 o meno gravi o pi\u00f9 o meno personali, ma in ogni campo della vita: nella propria professione, nelle relazioni personali, a scuola come nello sport.<br \/>\nDisarmati, quindi, ma di fronte a che cosa?<br \/>\nFondamentalmente di fronte al diverso, a ci\u00f2 che non conosciamo e che, di conseguenza, produce il sentimento della paura.<br \/>\nAffrontarla in modo disarmato significa imparare a considerare la diversit\u00e0, non tanto come ostacolo o limite, ma come luogo di incontro e ricchezza da condividere. Assumere una nuova logica che, oltre a costruire ponti per superare fiumi ed eliminare distanze, faccia scendere tutti con i piedi nell\u2019acqua perch\u00e9 \u00e8 il fiume stesso (cio\u00e8, ci\u00f2 che separa) il luogo dell\u2019incontro, dell\u2019inclusione.<br \/>\nFare tutto ci\u00f2 in modo disarmato, significa farlo liberi da pregiudizi e preconcetti, aperti alla conoscenza vera e all\u2019incontro con l\u2019altro che, proprio perch\u00e9 diverso da noi, pu\u00f2 aiutarci nel percorso di crescita e di evoluzione.<br \/>\nNegli incontri con i ragazzi, la paura e il pregiudizio nei confronti delle persone con disabilit\u00e0 vengono presi come esempio di tutte le paure derivanti dal confronto con la diversit\u00e0 e, a partire da questa provocazione, si arriva a scoprire che la paura \u00e8 un atteggiamento innato, che si mette in atto come difesa da ci\u00f2 che percepiamo come pericoloso, e che scompare nel momento in cui conosciamo chi abbiamo di fronte.<br \/>\nConoscenza, per\u00f2, che non si pu\u00f2 fermare all\u2019immagine esterna ma la deve rivalutare, proponendola in maniera vincente, sottolineando quelle che sono le abilit\u00e0, le capacit\u00e0, i desideri e i sogni e non solo ci\u00f2 che non va. In questo modo si offre all\u2019altro un\u2019idea positiva con la quale confrontarsi alla pari, senza perbenismo o superiorit\u00e0, permettendo che avvenga uno scambio e si sperimenti la ricchezza di ci\u00f2 che \u00e8 diverso.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 un legame tra comunicazione e pace?<\/strong><br \/>\nSe, come abbiamo detto, la comunicazione \u00e8 il primo strumento della relazione, ecco che viene facile rispondere s\u00ec a questa domanda.<br \/>\nPer raggiungere la pace \u00e8 necessario comunicare.<br \/>\nEd \u00e8 necessario farlo in modo disarmato, limpido, schietto e valorizzando il contesto nel quale si vive. Non esiste pace senza comunicazione, perch\u00e9 non esiste pace senza relazione.<\/p>\n<p>Ecco allora che, partendo dal tema della disabilit\u00e0, siamo arrivati a parlare di pace.<br \/>\nFacile, perch\u00e9 in fondo la pace pu\u00f2 essere definita anche come l\u2019inclusione di tutte le diversit\u00e0 in un mondo fatto di diversit\u00e0. Un controsenso, vero? Beh, il mondo, purtroppo, ne \u00e8 pieno\u2026 Sta a noi cercare di eliminarne qualcuno.<\/p>\n<p>Postilla (pi\u00f9 o meno) infantile<br \/>\nC\u2019\u00e8 una canzone dello Zecchino d\u2019Oro che mi \u00e8 sempre piaciuta.<br \/>\nMelodia carina e un testo semplice ma creativo.<br \/>\nScritta per bambini ma con un messaggio valido anche per gli adulti.<br \/>\nLa canzone \u00e8 Bianco con il giallo e dice:<br \/>\n<em>Prendi una matita, gioca coi colori, non aver paura di metterli vicini,<br \/>\ndi mischiarli tutti sotto un solo cielo come dei bambini all\u2019uscita dall\u2019asilo.<br \/>\nPrendi un foglio bianco e disegna il mondo con dei grandi prati e il mare sullo sfondo.<br \/>\nNon importa molto se non \u00e8 rotondo, quello che \u00e8 importante \u00e8 la gente che ci sta.<br \/>\nGente che sappia dare amore alla gente che amore non ne ha,<br \/>\nsenza guardare mai il colore che la sua pelle ha.<br \/>\n<\/em>Bianco con il giallo trova suo fratello, giallo con il nero ed \u00e8 un amico vero,<br \/>\nverde con il viola vanno insieme a scuola, l&#8217;arancione e il blu che si danno gi\u00e0 del tu.<br \/>\nBianco contro il nero, il mondo resta a zero, azzurro contro il rosso cadono nel fosso,<br \/>\nblu senza marrone, il cuore \u00e8 gi\u00e0 in prigione e non c&#8217;\u00e8 ragione che debba stare l\u00e0.<br \/>\nI colori e la pace sono un binomio ormai consolidato, a partire dai cerchi olimpici, segno di unione dei cinque continenti, per finire con le bandiere della pace, apparse su tanti balconi qualche anno fa.<br \/>\nTra le varie interpretazioni, a me piace sottolineare l\u2019idea delle sfumature, come quel terreno di incontro tra i diversi colori, quel luogo dove il giallo e il blu, rimanendo loro stessi, producono il verde, nuovo colore nato dalla mescolanza tra i due.<br \/>\nSfumature quindi come luogo indefinito, affascinante, stimolante che permette a ognuno di cambiare, pur rimanendo se stesso.<br \/>\nIn questo luogo sono di casa tutte quelle realt\u00e0 che pongono in modo esplicito la diversit\u00e0 come elemento di crescita culturale e sociale, come stimolo alla ricerca di senso e di vera inclusione. Anche le persone con disabilit\u00e0, quindi, che attraverso l\u2019esercizio dei propri diritti e il compimento dei doveri, si pongono come parte attiva della societ\u00e0, una sfumatura necessaria sulla tavolozza della vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La disabilit&agrave; pu&ograve; diventare uno spunto per parlare di difficolt&agrave;? 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