{"id":1226,"date":"2011-10-03T12:04:58","date_gmt":"2011-10-03T12:04:58","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1226"},"modified":"2025-07-28T13:04:27","modified_gmt":"2025-07-28T11:04:27","slug":"informazione-sociale-youtube-video-per-la-diversit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1226","title":{"rendered":"YouTube: video per la diversit\u00e0?"},"content":{"rendered":"<p>YouTube \u00e8 uno dei pi\u00f9 popolari siti della rete per un semplice motivo: permette di vedere e pubblicare dei video in modo semplice e gratuito. Fra i siti appartenenti al web 2.0, ovvero quei siti che permettono un\u2019ampia partecipazione degli utenti, riscuote un particolare successo perch\u00e9 gestisce lo strumento per comunicare pi\u00f9 amato dalla popolazione mondiale, il filmato. Soprattutto per noi italiani, che abbiamo un rapporto cos\u00ec stretto con la televisione, il poter vedere e trattare immagini sul web non pu\u00f2 che essere un motivo di grande attrazione.<br \/>\nA queste considerazioni ne segue anche un\u2019altra, ovvero la grande pubblicit\u00e0 che molti media hanno fatto a YouTube soprattutto parlandone in termini negativi, come il luogo dove bande di giovani \u201cbulli\u201d pubblicavano le loro bravate o venivano documentati fatti di tematica sessuale.<br \/>\nSulla rete non esiste solamente questa esperienza, ne esistono molte con caratteristiche diverse, ma noi oggi ci occuperemo solo di YouTube raccontando, oltre a come funziona, come pu\u00f2 essere usato per parlare di disabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Come funziona<br \/>\n<\/strong>Per poter utilizzare YouTube in modo completo occorre iscriversi al sito (procedura semplice e gratuita), una volta compiuta questa operazione possiamo non solo vedere le centinaia di migliaia di video pubblicati ma anche caricarne di nostri, di segnalare quelli che preferiamo, di realizzare addirittura un nostro canale televisivo privato. Ma andiamo con ordine.<br \/>\nGuardando il sito da registrati notiamo in alto a destra uno spazio per la ricerca: inserendo qui una o pi\u00f9 parole chiave possiamo cercare i video che a noi interessano; una volta fatta la prima ricerca, si pu\u00f2 raffinare la stessa cliccando sul pulsante a destra (Opzioni avanzate) dove possiamo scegliere la lingua, la durata, la definizione&#8230;<br \/>\nIl sito automaticamente propone dei video che \u201cpotrebbero\u201d piacere all\u2019utente registrato basandosi sui suoi gusti (che sono dedotti dalle sue ricerche precedenti). Cos\u00ec come consiglia utenti dai gusti simili ai nostri con cui venire in contatto.<br \/>\nSempre in alto a destra appare il nome con cui siamo registrati, cliccando sul quale possiamo gestire il nostro profilo, vedere i nostri video preferiti e tanto altro ancora.<br \/>\nMa il pulsante pi\u00f9 importante \u00e8 quello giallo a destra un po\u2019 pi\u00f9 in basso (Carica video). Da qui possiamo caricare i video gi\u00e0 realizzati in precedenza o in tempo reale ripresi con la webcam del proprio computer; non si possono caricare video di dimensioni maggiori di 1 giga e non pi\u00f9 di 10 alla volta, ma per tutte queste informazioni tecniche, sul sito \u00e8 presente anche un piccolo manuale.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Broadcast yourself&#8221;<br \/>\n<\/strong>Questa rapida descrizione serve a far capire tutte le potenzialit\u00e0 che offre YouTube; possiamo in questo modo creare un vero e proprio canale televisivo personale dove segnaliamo i video che ci piacciono, carichiamo i nostri e mettiamo in relazione con altri utenti la nostra televisione personale. \u00c8 come se fossimo dei dj (anzi dei vj) che producono le proprie compilation. Potendo ogni persona creare un canale televisivo diverso (inoltre a quelli che preferiamo possiamo anche \u201cabbonarci\u201d gratuitamente) \u00e8 possibile la loro moltiplicazione all\u2019infinito, portando a un\u2019offerta di video veramente sterminata.<br \/>\nSui mezzi televisivi normali la disabilit\u00e0 ha sempre avuto uno spazio ristretto e, quando lo ha avuto, molto spesso \u00e8 stato relegato in rubriche o in luoghi dove i toni spettacolari o, pi\u00f9 raramente, i toni patetici prendono il sopravvento. In spazi come YouTube invece \u00e8 possibile informarsi e fare informazione sulla disabilit\u00e0 in un modo diverso, saltando certe imposizioni esterne e basandosi solo sulle proprie capacit\u00e0 personali e sui propri desideri di conoscenza.<br \/>\n\u00c8 chiaro che questo sistema incontra alcuni limiti: innanzitutto la platea a cui si rivolge un filmato su YouTube \u00e8 solo potenzialmente planetaria ma di fatto viene visualizzato da un numero di persone sicuramente minore rispetto a quelle che lo potrebbero vedere su un canale televisivo come la Rai o Mediaset. Poi sulla qualit\u00e0 di ci\u00f2 che vediamo, sulla sua correttezza, dobbiamo fidarci della persona o del gruppo che lo propone; questa fiducia la si pu\u00f2 costruire in rete solo attraverso delle ricerche e dei confronti con altri utenti (oltre che basarsi sulla propria capacit\u00e0 critica).<\/p>\n<p><strong>Una tiv\u00f9 solo sulla disabilit\u00e0<br \/>\n<\/strong>Proviamo adesso a costruire un canale televisivo solamente con del materiale video riguardante la disabilit\u00e0, ed escludiamo per questa volta una produzione nostra; mettiamoci nei panni di produttore televisivo che vuole creare un canale tematico ad hoc, senza doverci preoccupare delle spese per il copyright, visto che i video sono presenti in rete e noi li segnaliamo semplicemente creando una compilation che un nostro \u201ctelespettatore\u201d pu\u00f2 seguire a piacimento.<br \/>\nCominciamo fin da subito con una ricerca avanzata mettendo come parola chiave \u201cdisabilit\u00e0\u201d e come requisito la lingua italiana.<br \/>\nIl risultato ci d\u00e0 ben 2.590 video pubblicati su YouTube: solo come numero, anche facendone una selezione accurata guardando la congruit\u00e0 dei filmati e la loro qualit\u00e0, ce ne sarebbero a sufficienza per fare una programmazione tutta diversa per alcune settimane di visione continua.<br \/>\nIl primo risultato ci racconta in un modo diretto e non enfatico le difficolt\u00e0 che una donna romana in carrozzina incontra negli spostamenti quotidiani con propri mezzi per la citt\u00e0. I filmati successivi trattano ancora di barriere architettoniche, domotica, diritti dei disabili, sport, fatti di cronaca, politica&#8230; Si deve tenere presente che la ricerca iniziale pu\u00f2 essere modificata e possono essere usate parole chiave come \u201cdisabili\u201d, \u201chandicap\u201d, \u201cdiversabilit\u00e0\u201d&#8230; ; queste ricerche generano risultati simili ma sicuramente troveremo anche dei nuovi filmati.<br \/>\nA questo punto decidiamo di organizzare il materiale per tema; costruiamo un canale tematico solo sulle barriere architettoniche e cominciamo a segnalare tra i preferiti all\u2019interno del nostro profilo i video che ci sembrano migliori. Questi video li possiamo organizzare dandogli un rilievo diverso (in cima a una lista o pi\u00f9 sotto). Per adesso non \u00e8 possibile con YouTube creare delle sottocartelle o organizzare meglio i propri video, ma in futuro le cose possono cambiare.<br \/>\nAdesso ripetiamo la ricerca, per\u00f2 selezionando non i video ma i canali (channels, ovvero utenti con un profilo come il nostro). Facendo cos\u00ec arriviamo a conoscere delle raccolte di video gi\u00e0 organizzati a cui possiamo iscriverci e che appariranno visibili anche sul nostro canale.<br \/>\nCon un po\u2019 di pazienza potremmo offrire un servizio informativo di un certo livello a cui i nostri \u201ctelespettatori\u201d potranno accedere quando vogliono; infatti sul web non vale pi\u00f9 la programmazione oraria ma \u00e8 come se si avesse una videoteca sempre presente (basta essere on line) a cui attingere liberamente e nel momento in cui possiamo farlo.<br \/>\nPer completare il nostro lavoro basta solo una buona promozione del nostro canale, affinch\u00e9 possa essere ritrovato non solo attraverso una ricerca libera; questo risultato pu\u00f2 essere ottenuto in modi diversi, ad esempio con la spedizione di un comunicato ai media e ai siti che si occupano del tema, oppure intervenendo nelle mailing list e nei forum specializzati, o creando delle pagine apposite sulle reti sociali come Facebook o Myspace.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>YouTube &egrave; uno dei pi&ugrave; popolari siti della rete per un semplice motivo: permette di vedere e pubblicare dei video in modo semplice e gratuito. 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