{"id":1236,"date":"2011-10-10T12:02:49","date_gmt":"2011-10-10T12:02:49","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1236"},"modified":"2025-07-28T09:49:35","modified_gmt":"2025-07-28T07:49:35","slug":"lettere-al-direttore-risponde-claudio-imprudente-1-1-1-1-1-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1236","title":{"rendered":"Lettere al direttore"},"content":{"rendered":"<p>Caro Claudio,<br \/>\nmi chiamo Beatrice e ho appena finito il liceo classico Minghetti di Bologna dove ti vidi per la prima volta in un incontro a scuola grazie all\u2019invito della mia prof di religione Martina Amaduzzi.<br \/>\nHo letto il tuo ultimo articolo su \u201cIl Messaggero di S. Antonio\u201d e vorrei raccontarti come, grazie a una serie di \u201cvoci\u201d completate poi da un mio gesto, ho avverato il sogno dei miei 15 anni (ora ne ho 19) e cio\u00e8 come ho conosciuto il ragazzo che ha triplicato per la prima volta i battiti del mio cuore.<br \/>\n[\u2026] Dunque\u2026 era la met\u00e0 dell\u2019agosto 2004 quando una domenica mi sono recata a messa nella chiesa di Marina di Ravenna dove vado regolarmente in vacanza. Ero insieme ai miei genitori e nella panca davanti alla nostra sedevano nell\u2019ordine un ragazzino dalla chioma riccia rossa, una signora magra bionda, un bimbo piccolino che dava sempre tanti bacini alla sua mamma e un ragazzo di media altezza e media corporatura dai capelli dorati. Fu quando si volt\u00f2 per il segno della pace che vidi che portava un paio di occhiali Rayban che mi ricordarono subito il fascino indelebile di Tom Cruise in Top Gun (hai presente vero?!). Purtroppo di quella messa non mi rimase granch\u00e9 perch\u00e9 i miei occhi si erano incollati su quell\u2019arcangelo biondo seduto davanti a me e quando al ritorno dalla Comunione vidi i suoi occhi verdi, molto simili a quelli della signora di fianco, il cuore moltiplic\u00f2 i suoi battiti per tutta la settimana successiva per poi triplicarsi la domenica seguente quando lo rividi nella stessa occasione.<br \/>\nInutile dirti che per la prima volta desiderai che la messa durasse all\u2019infinito&#8230; ma purtroppo anche la messa pi\u00f9 bella ha un termine di tempo e, appena iniziato il canto finale, la signora bionda-mamma del piccolo usc\u00ec subito dalla chiesa e con mia grande meraviglia vidi mia madre uscire dalla chiesa velocemente prima di me mentre io&#8230; beh immagini chi stessi guardando io!!<br \/>\nSolo pi\u00f9 tardi mia mamma mi disse che aveva seguito la signora bionda e aveva in mano un foglietto con la targa della macchina in cui era salita con il piccolo. Tutto ci\u00f2 che sapevo di quella meraviglia era questo: una Mercedes station wagon panna.<br \/>\nPass\u00f2 un anno [\u2026], l\u2019estate successiva and\u00f2 cos\u00ec: ovviamente andai alla messa domenicale con molto pi\u00f9 entusiasmo del solito, che per\u00f2 un po\u2019 si affievoliva quando con lo sguardo setacciavo la chiesa in lungo e in largo e non sfolgorava nessun ragazzo biondo, ma non persi di certo la speranza e continuai cos\u00ec per tutto giugno e luglio fino a quando non riconobbi a stento la signora (meno bionda) e il piccolo gi\u00e0 discretamente cresciuto rispetto all\u2019anno precedente&#8230; di lui, per\u00f2, nessuna traccia.<br \/>\nQuando uscimmo dalla chiesa mi colp\u00ec in modo particolare la mini mountain bike del bimbo, era minuscola e tutta colorata, mi rimase molto impressa mentre la mamma la stava slegando dal porta bici che fiancheggia la chiesa dedicata a S. Giuseppe.<br \/>\nLa settimana dopo andai a messa il sabato pomeriggio ma non la domenica mattina, per esaudire la richiesta di mia mamma di andare a raccogliere pinoli freschi per una torta, passeggiando lungo le strade costeggiate dai pini, mi ritrovai dalla chiesa e vidi la biciclettina\u2026 \u201c\u00e8 gi\u00e0 passato un anno\u201d \u2013<br \/>\nmi dissi \u2013 \u201cse non voglio lasciarne passare un altro devo fare qualcosa\u201d. E il qualcosa si chiamava vecchio scontrino e pennarello indelebile.<br \/>\nHo scritto, appoggiata a un vaso di fiori, \u201cA che bagno sei? un\u2019ammiratrice di tuo fratello (quello pi\u00f9 grande) e il mio numero di cellulare\u201d e ho poi incastrato il bigliettino nel portapacchi della bicicletta multicolor.<br \/>\n[\u2026] Morale della favola (perch\u00e9 la considero una favola) al pomeriggio ricevetti uno squillo seguito da questo messaggio: \u201cSei tu quella che ha lasciato il biglietto sulla bici di mio fratello?\u201d. Un arcangelo non poteva che andare al bagno Paradiso, che guarda caso era il secondo bagno dopo il mio, ci siamo incontrati la mattina dopo e la prima cosa che mi disse dopo il suo nome (Giovanni) fu che sperava che l\u2019autrice del biglietto fosse quella ragazza riccia che l\u2019anno prima sedeva dietro di lui e che indossava una gonna beige, lui avrebbe tanto voluto conoscerla ma la paura di un rifiuto lo terrorizzava troppo (quanti battiti avesse il mio cuore in quei momenti non saprei dirlo, ricordo per\u00f2 che quella sera lo sterno mi ha creato un poco fastidio!). Siamo stati insieme circa un anno e mezzo e di cambiamenti nelle nostre vite ce ne sono stati tanti da quel nostro primo, sognato, bramato, pregato incontro e ringrazio ancora oggi il Vero Autore di tutto ci\u00f2, per aver realizzato questo mio sogno d\u2019oro.<br \/>\nBeatrice<\/p>\n<p><!--break--><\/p>\n<p>Avrei voluto da sempre tenere una Rubrica del Cuore, come quella di Natalia Aspesi sul Venerd\u00ec de la Repubblica, nella quale la smaliziata giornalista solitamente \u201ctrafigge\u201d i malcapitati scrittori\/confidenti con i suoi giudizi pungenti, ma in ultima istanza comprensivi.<br \/>\nAl liceo gi\u00e0 mi esercitavo: le mie compagne di classe mi confidavano i loro travagli sentimentali, a volte mi chiedevo se avessero tutte le rotelle al posto giusto, ma poi ammettevo sempre che l\u2019amore ha poco a che fare con dei meccanismi ben oliati e perfettamente funzionanti. Altrimenti non sarebbe amore\u2026<br \/>\nCol tempo mi ero anche accorto che le situazioni ritornavano, ed era come se avessi costruito, un po\u2019 alla volta, una gamma di risposte che poi adattavo al singolo caso: su queste potevo fare affidamento per cercare di risolvere anche gli intrecci e gli intrighi pi\u00f9 complicati, o per tentare di ricomporre i pezzi dei cuori pi\u00f9 infranti.<br \/>\nInsomma, ero diventato un esperto: io rappresentavo un punto fermo per le mie compagne e il fatto stesso che a me si rivolgessero mi dava fiducia. In fondo era un dare e ricevere reciproco, proprio come l\u2019integrazione. Ma non \u00e8 di questo che vorrei parlarti, per una volta: piuttosto mi fermerei volentieri sull\u2019\u201cArcangelo Biondo\u201d di cui mi hai raccontato.<br \/>\nIntanto per farti notare, cara Beatrice, la fantastica variazione sul tema: non siamo di fronte a un comune Principe Azzurro, ma a un Arcangelo Biondo\u2026 se non altro quest\u2019ultimo esiste, mentre il primo resta cos\u00ec, sospeso tra finzione letteraria, mito, sogni e aspirazioni irrealizzabili\u2026<br \/>\nIn secondo luogo, ed \u00e8 questa la cosa pi\u00f9 importante, mi hai ricordato un aspetto fondamentale dei movimenti amorosi del cuore, e della vita in generale: che quel che conta non \u00e8 la soddisfazione dei bisogni (per realizzare la quale si possono scegliere percorsi poco accidentati e dal risultato praticamente certo), ma la realizzazione dei propri sogni. E questa pu\u00f2 prevedere sconfitte, sentieri tortuosi, sofferenze. E ancora: tormenti, digiuni, attese impazienti di un trillo del cellulare\u2026<br \/>\nCara Beatrice, tu gi\u00e0 dal nome dantesco ti porti dietro un destino d\u2019amore ai pi\u00f9 alti livelli, e certamente riuscirai ancora a far tuoi Angeli e Arcangeli. Io, intanto, ti ringrazio per le intime e illuminanti memorie che hai voluto raccontarmi. E che dire? All you need is love, papparapap\u00e0<em>\u2026<\/em> ma questo non vale solo per Beatrice\u2026<br \/>\nDr. Claudio \u201cStranamore\u201d Imprudente<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caro Claudio,<br \/>\nmi chiamo Beatrice e ho appena finito il liceo classico Minghetti di Bologna dove ti vidi per la prima volta in un incontro a scuola grazie all&rsquo;invito della mia prof di religione Martina Amaduzzi.<br \/>\nHo letto il tuo ultimo articolo su &ldquo;Il Messaggero di S. 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