{"id":1239,"date":"2011-10-20T11:15:47","date_gmt":"2011-10-20T11:15:47","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1239"},"modified":"2025-07-28T09:49:16","modified_gmt":"2025-07-28T07:49:16","slug":"spazio-calamaio-una-chiacchierata-con-gli-animatori-del-progetto-calamaio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1239","title":{"rendered":"Una chiacchierata con gli animatori del Progetto Calamaio"},"content":{"rendered":"<p>Il Progetto Calamaio \u00e8 rivolto ai bambini e ai ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado e parte dalla nostra esperienza personale, dall\u2019accettazione della nostra diversit\u00e0, dalla consapevolezza di come noi ci mettiamo in relazione con gli altri, dal nostro percorso individuale di crescita personale come individui, persone con disabilit\u00e0, professionisti dell\u2019educazione e formazione.<br \/>\nTutto ci\u00f2 \u00e8 assolutamente necessario per poter parlare di diversit\u00e0 e di accettazione di s\u00e9 come si pu\u00f2 evincere dalle parole di Tiziana e Lorella, due animatrici del progetto.<\/p>\n<p>I primi giorni che frequentavo il Calamaio, gi\u00e0 avevo accettato la mia situazione di non poter camminare da sola. Per\u00f2 ogni tanto mi veniva in mente e allora mi rattristavo. Poi uno dei primi giorni Sandra mi ha detto che per poter andare nelle scuole bisognava fare un percorso di accettazione di s\u00e9.<br \/>\nLa prima volta che entrai in classe ero molto timorosa perch\u00e9 non accettavo in nessun modo che i bambini mi facessero delle domande riguardo il mio aspetto fisico, lo trovavo imbarazzante. Per la persona disabile all\u2019inizio andare nelle classi \u00e8 difficile, \u00e8 stato traumatico per me, perch\u00e9 i bambini mi facevano e mi fanno notare come cammino, fanno delle osservazioni legate al mio aspetto fisico e al mio parlare lentamente e all\u2019inizio stavo male perch\u00e9 non lo volevo accettare, ma con il passar del tempo e con l\u2019aiuto degli educatori ho superato il mio imbarazzo e la mia difficolt\u00e0. \u00c8 necessario fare questo passaggio per andare a lavorare nelle classi perch\u00e9 vogliamo fare capire che le persone disabili sono e vogliono essere parte attiva nella societ\u00e0, ma per fare questo dobbiamo prima essere consapevoli noi disabili del nostro deficit e accettarlo. Solo questo permette di andare in classe e parlare liberamente di handicap e integrazione e non solo nelle scuole, ma nella vita in generale.<br \/>\nLavorare al Progetto Calamaio significa far parte di un mondo sempre aperto ai cambiamenti e alle novit\u00e0<em>,<\/em> dice Tatiana sottolineando una peculiarit\u00e0 del progetto stesso, quella di potersi riadattare, rimodellare e di essere versatili a seconda delle situazioni, dei gruppi con cui veniamo a contatto e delle loro richieste formative.<br \/>\nNon solo questo per\u00f2: il nostro obiettivo, infatti, \u00e8 anche quello di far emergere le capacit\u00e0 personali (sulle incapacit\u00e0 c\u2019\u00e8 fin troppa attenzione), dare spazio alle proprie passioni e metterle a disposizione in campo lavorativo e non solo.<br \/>\nLe prime volte che sono andata nelle scuole come animatrice, racconta Stefania M., avevo un po\u2019 paura soprattutto a causa del mio deficit e della mia difficolt\u00e0 a farmi capire. Nonostante questo riesco lo stesso a fare il mio lavoro, perch\u00e9 con il Progetto Calamaio anche chi ha delle difficolt\u00e0 pu\u00f2 lavorare. Questo lavoro mi ha aiutato ad aprirmi di pi\u00f9 e a esprimere le mie idee senza paura. Inoltre le cose che ho imparato qui e che mi hanno permesso di crescere \u2013 come la fiducia in me stessa, la soddisfazione del poter realizzare qualcosa in autonomia \u2013 posso portarle anche in altri ambiti, aiutando cos\u00ec altre persone a superare le loro paure con l\u2019arricchimento della mia esperienza. Tiziana aggiunge che andare nelle scuole mi rende talmente contenta che provo una gioia talmente tanto forte e talmente tanto grande da provare un senso di commozione e tutte le mattine quando ci sono gli incontri mi dico: che bello, vado dai miei bambini. Che non \u00e8 vero che sono i miei bambini, per\u00f2 provo un senso di gioia e di tenerezza che mi porta alla commozione.<\/p>\n<p>Di seguito un elenco degli strumenti che sono nati dall\u2019esperienza e poi diventati anche il nostro specifico metodo di lavoro.<br \/>\n&#8211; <strong>la nostra esperienza <\/strong>messa a disposizione dei bambini e del loro desiderio di sapere e di conoscere, infatti, sottolinea Stefania M., con il Progetto Calamaio si possono scoprire le proprie capacit\u00e0 e la voglia di raccontarsi (cosa che non \u00e8 da tutti!). E qui al Calamaio posso mettere in campo tutte le mie capacit\u00e0, cosa che prima non accadeva perch\u00e9 ero sempre seguita da qualcuno;<br \/>\n&#8211; <strong>le emozioni <\/strong>che nascono dall\u2019incontro fra noi e i ragazzi, le nostre e le loro (paura, gioia, difficolt\u00e0, imbarazzo, felicit\u00e0 per il superamento della difficolt\u00e0, ecc): Penso che l\u2019effetto sorpresa durante il primo incontro sia una geniale trovata, aggiunge Mattias, perch\u00e9 vedo con i miei occhi che si ottiene un rapporto di pieno coinvolgimento tra noi disabili e i bambini; ritengo infatti che sia giusto non informare i bambini dell\u2019arrivo in classe di persone disabili perch\u00e9 cos\u00ec facendo possiamo constatare la sincerit\u00e0 delle loro emozioni e di conseguenza lavorarci sopra. Riguardo a me penso che questo sia un discorso molto importante perch\u00e9 noi andiamo a intervenire prima che i bimbi mettano in atto i loro schemi mentali e si chiudano con le imposizioni e le restrizioni imposte da una societ\u00e0 che ci vuole tutti sullo stesso standard, belli e perfetti. Inoltre apprezzo moltissimo il fatto che le menti dei bimbi siano un po\u2019 come lenzuola pulite, candide, pronte da macchiare con il nostro ormai famoso inchiostro;<br \/>\n&#8211; <strong>il contatto fisico fra noi e i bambini<\/strong> che si realizza nei giochi e nelle attivit\u00e0, scelte appositamente per accorciare le distanze fra noi e loro \u2013 attraverso il contatto avviene un incontro pi\u00f9 intimo e diretto \u2013 e per abbattere lo stereotipo legato al fatto che il corpo del disabile \u00e8 fragile e \u201cintoccabile\u201d. Attraverso quei giochi noi ci divertiamo moltissimo insieme ai bambini e il divertimento prende velocemente il posto del timore. Non solo nei bambini ma anche, come spiega Susanna, una collega disabile da poco entrata a far parte del nostro gruppo, in noi: Sono contenta di svolgere questa attivit\u00e0 all\u2019interno del Progetto Calamaio perch\u00e9 spero di poter cambiare (anche di poco) la mentalit\u00e0 di certe persone riguardo alla disabilit\u00e0. Mi piacerebbe provare ad abbattere, anche se forse \u00e8 un obiettivo un po\u2019 ambizioso, certe formalit\u00e0, certi pregiudizi, certi stereotipi, certi \u201cnon puoi\u201d di troppo. In particolare mi d\u00e0 fastidio essere considerata da molti come una bambola di cristallo fragilissima, solo perch\u00e9 sono magra e ho qualche articolazione dolente. Non ho ancora fatto esperienza nelle scuole ma mi piacerebbe molto perch\u00e9 questo mi permetterebbe di avere un contatto fisico con i bambini, cosa che difficilmente riesco a ottenere con gli adulti;<br \/>\n&#8211; <strong>la creativit\u00e0<\/strong> come pensiero divergente: se il problema \u00e8 nuovo deve essere nuova la risposta. E la risposta la possiamo inventare noi attraverso la nostra intelligenza creativa.<br \/>\nUn elemento altrettanto importante, e in strettissima relazione con la creativit\u00e0, dice Mario Fulgaro, \u00e8 la fantasia (non certo la mia, ma quella dei bambini). Fare leva sulla loro fantasia agevola ogni mio incontro. Quindi cerco di dare quanto pi\u00f9 \u00e8 possibile adito a tutto ci\u00f2 che mi viene trasmesso, e in base a questo cerco di sviluppare un canale di relazione. \u201cConduco e mi faccio condurre\u201d potrebbe essere lo slogan di ogni mio incontro, cos\u00ec da rendere il pi\u00f9 consono possibile a chi mi sta di fronte, il mio linguaggio e il mio modo di pormi. \u00c8 sempre la fantasia che aiuta a solleticare e ad accrescere la curiosit\u00e0 dei bambini di fronte a tutto ci\u00f2 che appare loro diverso. La curiosit\u00e0, a sua volta, spinge a piccoli passi chiunque ad affrontare ci\u00f2 che lo circonda. \u00c8 una sorta di \u201cmettersi in gioco\u201d con tutto il proprio modo di essere e tutto il bagaglio di conoscenze acquisite e ancora da acquisire. Questo favorisce un interscambio di emozioni e sensazioni arricchenti e condivise. La conoscenza di chi ci sta accanto abbatte ogni barriera pregiudiziale facilitando ogni forma di dialogo, di scherzo e di gioco;<br \/>\n&#8211; <strong>il gioco, la musica, i racconti<\/strong> sono strumenti per noi indispensabili per parlare lo stesso linguaggio dei bambini, per creare un clima piacevole e divertente, per favorire un contesto di relazioni e di creativit\u00e0 e, proprio come scrive Tatiana, in modo tale che attraverso il divertimento possano dimenticarsi per un attimo dei nostri deficit, apprezzandoci come persone capaci di educarli e regalar loro momenti piacevoli.<br \/>\nIl nostro obiettivo, continua Stefania M., \u00e8 quello di raccontare ai bambini la nostra vita e tentare di avvicinarli a un mondo a loro sconosciuto attraverso il gioco. Questo lavoro non \u00e8 da tutti: quando ho iniziato non avrei mai creduto di poter lavorare in questo modo.<br \/>\nChiudiamo con le parole di Mario, riassunto del nostro stile ma anche obiettivo che dobbiamo continuare a perseguire: il gioco \u00e8 lo strumento migliore per insegnare senza annoiare, per imparare senza dimenticare, per apprendere per poi far apprendere ad altri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Progetto Calamaio &egrave; rivolto ai bambini e ai ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado e parte dalla nostra esperienza personale, dall&rsquo;accettazione della nostra diversit&agrave;, dalla consapevolezza di come noi ci mettiamo in relazione con gli altri, dal nostro percorso individuale di crescita personale come individui, persone con disabilit&agrave;, professionisti dell&rsquo;educazione e formazione. <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3610,3591,3607],"edizioni":[114],"autori":[2919],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1239"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1239"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1239\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3927,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1239\/revisions\/3927"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1239"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1239"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1239"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=1239"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=1239"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=1239"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=1239"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=1239"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=1239"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}