{"id":1244,"date":"2011-10-20T14:43:23","date_gmt":"2011-10-20T14:43:23","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1244"},"modified":"2025-07-28T09:47:05","modified_gmt":"2025-07-28T07:47:05","slug":"sul-grande-schermo-educare-allo-sguardo-alcune-considerazioni-e-un-pizzico-di-pratica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1244","title":{"rendered":"Educare allo sguardo: alcune considerazioni e un pizzico di pratica"},"content":{"rendered":"<p><!-- [if gte mso 9]><xml>\n<w:WordDocument>\n<w:View>Normal<\/w:View>\n<w:Zoom>0<\/w:Zoom>\n<w:HyphenationZone>14<\/w:HyphenationZone>\n<w:PunctuationKerning \/>\n<w:ValidateAgainstSchemas \/>\n<w:SaveIfXMLInvalid>false<\/w:SaveIfXMLInvalid>\n<w:IgnoreMixedContent>false<\/w:IgnoreMixedContent>\n<w:AlwaysShowPlaceholderText>false<\/w:AlwaysShowPlaceholderText>\n<w:Compatibility>\n<w:BreakWrappedTables \/>\n<w:SnapToGridInCell \/>\n<w:WrapTextWithPunct \/>\n<w:UseAsianBreakRules \/>\n<w:DontGrowAutofit \/>\n<\/w:Compatibility>\n<w:BrowserLevel>MicrosoftInternetExplorer4<\/w:BrowserLevel>\n<\/w:WordDocument>\n<\/xml><![endif]--><!-- [if gte mso 9]><xml>\n<w:LatentStyles DefLockedState=\"false\" LatentStyleCount=\"156\">\n<\/w:LatentStyles>\n<\/xml><![endif]--><!-- [if !mso]><objectclassid=\"clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D\" id=ieooui><\/object>\n\n\n\n<style>\nst1\\:*{behavior:url(#ieooui) }<br \/><\/style>\n\n<![endif]--><!-- [if gte mso 10]>\n\n\n\n<style>\n\/* Style Definitions *\/<br \/>table.MsoNormalTable<br \/>{mso-style-name:\"Tabella normale\";<br \/>mso-tstyle-rowband-size:0;<br \/>mso-tstyle-colband-size:0;<br \/>mso-style-noshow:yes;<br \/>mso-style-parent:\"\";<br \/>mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;<br \/>mso-para-margin:0cm;<br \/>mso-para-margin-bottom:.0001pt;<br \/>mso-pagination:widow-orphan;<br \/>font-size:10.0pt;<br \/>font-family:\"Times New Roman\";<br \/>mso-ansi-language:#0400;<br \/>mso-fareast-language:#0400;<br \/>mso-bidi-language:#0400;}<br \/><\/style>\n\n<![endif]--><!-- [if gte mso 9]><xml>\n<o:shapedefaults v:ext=\"edit\" spidmax=\"1026\" \/>\n<\/xml><![endif]--><!-- [if gte mso 9]><xml>\n<o:shapelayout v:ext=\"edit\">\n<o:idmap v:ext=\"edit\" data=\"1\" \/>\n<\/o:shapelayout><\/xml><![endif]--><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">La relazione fra cinema ed educazione, soprattutto nella scuola italiana, dove alla buona volont\u00e0 di molti singoli insegnanti fa barriera una tradizionalissima arretratezza dei programmi e delle didattiche, \u00e8 spesso una relazione pericolosa.<br \/>\nIn Italia si parla quasi sempre di educazione all\u2019immagine, usando una definizione a mio parere insufficiente, perch\u00e9 mette l\u2019accento su una immagine \u201cdata\u201d (di arte figurativa, di fumetto, di fotografia o cinematografica), alla quale si debba adeguare il giudizio del soggetto che guarda, secondo criteri universali e onnicomprensivi.<br \/>\nPersonalmente trovo molto pi\u00f9 efficace la definizione letta all\u2019Institute Lumi\u00e8re di Lione (l\u00e0 dove \u00e8 nato il cinematografo), posta come titolo dei corsi organizzati per le scuole.<br \/>\nI francesi dicono: Formation du r\u00e8gard.<br \/>\nDire formazione dello sguardo \u00e8, secondo me, molto pi\u00f9 bello e molto pi\u00f9 interessante come proposito, perch\u00e9 l\u2019accento \u00e8 posto sul soggetto che guarda ed \u00e8 a lui che si dedica l\u2019attenzione affinch\u00e9 il suo sguardo sia attento e capace di gustare e apprezzare criticamente ci\u00f2 che guarda.<br \/>\nPossiamo dunque partire, in un percorso di formazione dello sguardo, ricordando i principi generali della visione cinematografica (cio\u00e8 cosa capita, fisicamente e psichicamente, allo spettatore che si dispone a guardare un film).<br \/>\nInnanzitutto c\u2019\u00e8 un aspetto fisiologico, quello della persistenza dell\u2019immagine sulla retina, che sta alla base di qualsiasi visione cinematografica.<br \/>\nMa non basta che le immagini restino fissate sulla retina per qualche frazione di secondo. Gi\u00e0 qui (ecco lo sguardo che si rende immediatamente attivo) il nostro cervello inizia a elaborarle.<br \/>\nSecondo principio generale, infatti, \u00e8 quello che Max Wertheimer, uno dei fondatori della psicologia della Gestalt, chiam\u00f2 effetto Phi (o della percezione illusoria). Ogni singolo stimolo luminoso che colpisce il nostro occhio viene messo insieme agli altri dal cervello, che tende a renderlo una forma unica. Ad esempio: se in una stanza buia agitiamo una torcia elettrica accesa, non vedremo singoli punti di luce ma una linea luminosa unica.<br \/>\nSuccessive a questi due principi fisiopsicologici sono le altre due condizioni necessarie e indispensabili, di tipo psicologico, che sovrintendono a qualsiasi visione cinematografica (e naturalmente televisiva e di qualsiasi altro mezzo tecnico che rende il movimento dell\u2019immagine).<br \/>\nTerzo principio generale \u00e8 quello della sospensione della incredulit\u00e0. Ciascuno di noi deve essere disposto a credere, contro ogni verosimiglianza e in violazione di qualsiasi legge della fisica, non solo che immagini fisse (come i disegni) si possono muovere, ma che, ad esempio, un ragazzino occhialuto possa giocare a palla volando a cavallo di una scopa.<br \/>\nInfine, quarto principio generale \u00e8 quello della identificazione. Lo spettatore cinematografico, tanto pi\u00f9 se il film viene visto nella sua destinazione naturale, cio\u00e8 nella sala buia e su grande schermo, condivide situazioni ed emozioni con i protagonisti della storia che vede proiettata. Si arrabbia, si spaventa, si innamora, ride o piange.<br \/>\nQuesti quattro principi fanno del cinema, fin dalle pi\u00f9 lontane origini, una forma di espressione universale, capace di scavalcare divisioni anagrafiche, geografiche o sociali. Un bambino analfabeta della pi\u00f9 lontana foresta amazzonica e una colta professoressa che vive in una metropoli sono ugualmente in grado di vedere e apprezzare una comica di Chaplin o Steamboat Willie (1928), primo cortometraggio con Topolino protagonista.<br \/>\n\u00c8 in base a queste considerazioni che andrebbe valorizzata l\u2019arte cinematografica non come accessorio educativo o, peggio ancora, come riempitivo per momenti di inazione, ma come straordinaria risorsa estetica ed etica.<br \/>\nIl percorso logico dello spettatore, infatti, \u00e8 quello che alla percezione dell\u2019immagine, del suono (quando c\u2019\u00e8, ma non necessariamente) e dello sviluppo narrativo del film che sta vedendo, fa seguire prima l\u2019emozione provocata dalla sequenza e successivamente la riflessione su quanto si \u00e8 appena visto (quella che i filosofi chiamerebbero appercezione).<br \/>\nUn film, dunque, corto o lungo che sia, fotorealistico o di animazione, non \u00e8 un pre-testo per parlare d\u2019altro, ma un vero e proprio testo compiuto, complesso nel suo utilizzare in sintesi altre forme di espressione storicamente precedenti (la letteratura, il teatro, la pittura, la scultura, la musica).<br \/>\nEcco perch\u00e9 quando gli educatori pensano di utilizzare un film per discutere di qualche tematica sociale o storica o politica non ci azzeccano quasi mai.<br \/>\nMeglio sarebbe cercare \u2013 ne esistono migliaia \u2013 film belli che emozionano gli spettatori e li fanno anche pensare.<br \/>\nNe propongo qui quattro, corti e di animazione, come esempio e indicazione di un possibile utilizzo educativo dell\u2019arte cinematografica.<br \/>\nLa premessa che motiva la scelta \u00e8 quella secondo la quale un educatore dovrebbe proporre possibilit\u00e0 di innovazione sia nei concetti che si possono scoprire nell\u2019azione educativa che nelle pratiche e nelle attivit\u00e0.<br \/>\nSarebbe quindi il caso, per esempio, che usando l\u2019arte cinematografica gli educatori non utilizzassero l\u2019onnicomprensiva (e sbagliata) definizione di cartone animato per indicare tutto ci\u00f2 che non si muove autonomamente davanti alla macchina da presa, ma conoscessero e trasmettessero l\u2019esistenza delle diverse tecniche cinematografiche per rendere il movimento a oggetti inanimati.<br \/>\nLotte Reiniger, per cominciare, iniziando la sua attivit\u00e0 nella Germania degli anni Venti ritagliava silhouette di carta e le animava, creando delle piccole meravigliose storie con una specie di teatro d\u2019ombre moltiplicato grazie alla potenza espressiva e tecnica del cinematografo.<br \/>\nPapageno (1935) \u00e8 un delizioso estratto dal Flauto magico mozartiano, che rende pienamente la comicit\u00e0 e la tenerezza dell\u2019allegro personaggio del cacciatore di uccelli e del suo incontro con la corrispondente e corrisposta Papagena.<br \/>\nNorman McLaren, nato in Scozia ma canadese di adozione, grazie allo straordinario National Film Board of Canada ha lavorato con molte tecniche, come ad esempio quella di incidere direttamente la pellicola con punte di metallo o con acidi, realizzando cos\u00ec piccoli e straordinari corti astratti.<br \/>\nCon la tecnica della pixillation, cio\u00e8 dell\u2019animazione di persone, McLaren realizz\u00f2 nel 1952 il bellissimo Neighbours (Vicini). Due suoi collaboratori, Paul Ladoucer e Grant Munro, messi in posa 24 volte al secondo, rendendo cos\u00ec il loro movimento simile a quello di due marionette, raccontano la semplice e universale storia dell\u2019aggressivit\u00e0 umana, partendo da una condizione di buon vicinato fino alla distruzione reciproca quando si scatena fra di loro la lotta per il possesso di un semplice fiore.<br \/>\nAnche Bruno Bozzetto, grande maestro italiano, racconta della pulsione distruttiva degli esseri umani in Cavallette (1990), costruendo in pochi minuti di disegno animato una specie di storia condensata delle guerre dalla preistoria ai giorni nostri, che unisce, come sempre nell\u2019autore milanese, ironia assai pungente e rigore critico.<br \/>\nFr\u00e9d\u00e9ric Back, altro europeo (nato in Francia) accolto in Canada, che ha regalato agli spettatori di tutto il mondo due capolavori assoluti come Crac! (1981), e la versione a disegni animati de L\u2019uomo che piantava gli alberi (1987) di Jean Giono, ha realizzato nel 1978 il bellissimo Tout Rien.<br \/>\nAncora una volta, con la efficacissima sintesi propria del cinema di animazione, lo spettatore assiste in pochi minuti a una commovente allegoria del desiderio umano di dominare la natura e sfruttarne le risorse. La potenza del cortometraggio di Back \u00e8 tale da inserirvi persino la (apparente) morte di Dio e la salvezza che viene dai ragazzini, molto pi\u00f9 saggi e umani degli adulti obnubilati dalla smania di possesso.<br \/>\nTutti e quattro i cortometraggi citati, se pure realizzati in epoche e con tecniche diverse, hanno in comune la caratteristica di essere privi di dialoghi, lasciando l\u2019espressione e la costruzione del senso alle immagini e al commento musicale. A volte le parole non servono. Talvolta, anzi, sono persino controproducenti.<br \/>\nFilm che emozionano facendo pensare. Emozione riflessiva che aiuta la formazione di uno sguardo pi\u00f9 attento e pi\u00f9 fraterno sul mondo.<br \/>\nCosa possono chiedere di pi\u00f9 gli educatori?<br \/>\n<strong>Papageno<\/strong><br \/>\n(Germania, 1935)<br \/>\nRegia: Lotte Reiniger<br \/>\nDurata: 11\u2019 04\u201d<\/p>\n<p><!--break--><\/p>\n<p><strong>Neighbours (Vicini)<\/strong><br \/>\n(Canada, 1952)<br \/>\nRegia: Norman McLaren<br \/>\nDurata: 8\u2019<br \/>\n<strong><br \/>\nCavallette<\/strong><br \/>\n(Italia, 1990)<br \/>\nRegia: Bruno Bozzetto<br \/>\nDurata: 9&#8242;<\/p>\n<p><strong>Tout Rien<\/strong><br \/>\n(Canada, 1978)<br \/>\nRegia: Fr\u00e9d\u00e9ric Back<br \/>\nDurata : 11\u2019<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La relazione fra cinema ed educazione, soprattutto nella scuola italiana, dove alla buona volont&agrave; di molti singoli insegnanti fa barriera una tradizionalissima arretratezza dei programmi e delle didattiche, &egrave; spesso una relazione pericolosa.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3962,3608,3596],"edizioni":[114],"autori":[3012],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1244"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1244"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1244\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3922,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1244\/revisions\/3922"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1244"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1244"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1244"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=1244"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=1244"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=1244"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=1244"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=1244"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=1244"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}