{"id":131,"date":"2009-11-04T17:04:46","date_gmt":"2009-11-04T17:04:46","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=131"},"modified":"2025-12-10T11:19:06","modified_gmt":"2025-12-10T10:19:06","slug":"i-vari-aspetti-della-violenza-quotidiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=131","title":{"rendered":"I vari aspetti della violenza quotidiana"},"content":{"rendered":"<p>di Renata Piccolo<\/p>\n<p>Il significato della parola \u201cviolenza\u201d \u00e8 \u201cci\u00f2 che si fonda sull\u2019uso sistematico della forza fisica e delle armi\u201d; ma anche ci\u00f2 che \u201csi manifesta o si svolge con impeto furioso, con<!--break--> indomabile forza, con energia incontrollata e distruttrice\u201d.<br \/>\nC\u2019\u00e8 chi questa irruenza la pu\u00f2 solamente subire, chi non ha i mezzi per difendersi: sto parlando della violenza perpetuata nei confronti delle persone disabili. A causa delle loro limitazioni fisiche, ma anche mentali, non vi si possono opporre n\u00e9 tanto meno difendere. In realt\u00e0, anche tra le persone con deficit alcune sono violente, per lo pi\u00f9 tra coloro che hanno dei deficit mentali \u2013 peraltro giustificabili e in parte educabili \u2013 ma sicuramente ci sono molte pi\u00f9 persone normodotate che, ahim\u00e9, infieriscono le loro ire nei confronti delle persone pi\u00f9 deboli.<br \/>\nQuesta rubrica \u00e8 dedicata alle donne disabili: purtroppo costoro sono le principali protagoniste di azioni violente. Perch\u00e9? Perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 facile? Perch\u00e9 sono donne? Perch\u00e9, forse, sono pi\u00f9 deboli? Perch\u00e9 hanno meno armi di difesa a disposizione? Forse tutte queste domande potrebbero avere una risposta positiva, ma ci\u00f2 comunque non giustificherebbe assolutamente gli atti violenti esercitati nei loro confronti. Del resto \u00e8 pi\u00f9 facile sfogarsi con le persone pi\u00f9 fragili; addirittura, il tutto diventa ancora pi\u00f9 facile quando questa violenza non viene neanche compresa, quando non viene identificata come tale. Pensiamo ad esempio alle donne con deficit mentale: un abuso sessuale nei loro confronti pu\u00f2 essere interpretato da parte loro addirittura come una \u201ccosa bella\u201d o come una \u201ccosa normale\u201d, nel caso in cui questa venga inflitta costantemente. Costoro, quindi, si ritrovano totalmente prive di difesa personale; per questo tali forme violente, compiute dentro le loro stesse case e purtroppo frequentemente anche all\u2019interno di comunit\u00e0 o centri che ospitano queste persone, restano spesso sconosciute, nascoste e quindi anche non denunciate. Lo stesso destino \u00e8 spesso riservato anche alle violenze rivolte alle donne con deficit fisico: coloro che non hanno problemi mentali si rendono perfettamente conto di ci\u00f2 che capita loro, ma possono restare impotenti di fronte a tutto ci\u00f2. Questo perch\u00e9 possono non avere contatti esterni, possono essere impossibilitate a cercare aiuti a causa delle loro limitazioni fisiche, oppure \u201csemplicemente\u201d possono non essere in grado di trovare la forza di denunciare tali fatti mostruosi.<br \/>\nEsistono per\u00f2 diverse e infinite forme di violenza: c\u2019\u00e8 quella pi\u00f9 eclatante \u2013 abusi sessuali, obbligo alla prostituzione o all\u2019aborto, percosse e molestie \u2013 ma esiste anche una violenza pi\u00f9 sottile, meno evidente \u2013 gli insulti verbali, i maltrattamenti in ambito familiare o da parte delle persone con cui queste donne si trovano a contatto, l\u2019assistenza fisica erogata da parte di persone di sesso opposto, ma anche (e forse \u00e8 quella pi\u00f9 dura da sopportare) la mancata accettazione, e quindi la mancata integrazione, da parte della societ\u00e0 (si pensi ad esempio alle difficolt\u00e0 che pu\u00f2 incontrare una donna con deficit nella ricerca di un lavoro). Non \u00e8 facile, se non addirittura impossibile, valutare quale sia la peggiore: forse per\u00f2 la seconda forma \u00e8 quella pi\u00f9 ipocrita, bieca, anche perch\u00e9 \u00e8 quella pi\u00f9 difficile da considerare come tale e, pertanto, quella pi\u00f9 difficile da denunciare. Esistono altres\u00ec ulteriori forme di sopruso: dal diritto alla vita irriconosciuto all\u2019attuale esistenza di istituti speciali, dal mancato accesso all\u2019informazione alla mancanza di un\u2019appropriata terminologia nel rivolgersi e nel parlare a donne con disabilit\u00e0, dall\u2019impossibilit\u00e0 di condurre una vita autodeterminata alla mancata partecipazione alla vita democratica, ai diritti economici e sociali.<br \/>\nFortunatamente, negli ultimi anni, per aiutare queste persone si sta facendo qualcosa anche a livello istituzionale: si pensi alla Piattaforma d\u2019azione di Pechino, alla Convenzione sull\u2019eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne<em>, <\/em>alla Dichiarazione sulla violenza contro le donne, alla Commissione sulla condizione delle donne istituita dall\u2019ONU, alla Raccomandazione generale n. 19 sulla violenza contro le donne, per non pensare ai trattati pi\u00f9 \u201cgenerali\u201d quali la Dichiarazione universale dei diritti umani, la Convenzione internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, la Convenzione internazionale sui diritti civili e politici. Pertanto il Governo e la comunit\u00e0 internazionale si impegnano nell\u2019attuare tutta una serie di azioni per combattere e soprattutto prevenire tali fenomeni. Innanzitutto, per\u00f2, bisogna inquadrare il pi\u00f9 possibile tale realt\u00e0, raccogliendo il maggior numero di dati; inoltre \u00e8 necessario impiegare tutte le risorse a disposizione per portare avanti tale lotta. Ovviamente un passo decisivo e, penso, prioritario consiste nel contribuire al cambiamento della mentalit\u00e0 della nostra societ\u00e0: finch\u00e9 le persone disabili verranno viste come soggetti passivi e non attivi, e finch\u00e9 le donne verranno considerate come inferiori al genere maschile, sar\u00e0 difficile se non impossibile porre termine a tali fenomeni.<br \/>\nMolto deve essere ancora fatto: facilitare la denuncia degli abusi, avere una maggiore sensibilit\u00e0 e preparazione da parte di coloro che circondano nella loro quotidianit\u00e0 tali persone, dare alle donne stesse una maggiore voce in capitolo, cio\u00e8 permettere loro di avere una parte attiva nelle questioni che le riguardano direttamente, rafforzare la legislazione che disciplina le aggressioni e gli abusi sessuali, prevedendo pene severe per i colpevoli e supporti efficaci da parte del sistema giudiziario per le vittime; inoltre le organizzazioni e associazioni di disabili dovrebbero inserire nei loro programmi il tema della lotta alla violenza; \u00e8 importante anche la promozione e l\u2019accessibilit\u00e0 da parte di tutti a programmi di prevenzione e informazione.<br \/>\nIl \u201cProgetto di parere\u201demanato dal Parlamento Europeo all\u2019inizio di quest\u2019anno \u2013 la cui relatrice \u00e8 Uma Aaltonen \u2013 tra i suggerimenti volti al combattere i soprusi verso le donne in situazione di deficit, ricorda anche il \u201cmancato riconoscimento dei diritti sessuali e riproduttivi delle donne disabili\u201d: questo, secondo la relatrice, rappresenta una violazione grave dei diritti fondamentali delle donne con deficit e ci\u00f2 \u00e8 principalmente causato dalla considerazione delle donne con deficit come esseri asessuati. Inoltre \u00e8 presente \u201cl\u2019invito agli Stati membri ad adottare energiche misure contro tutte le forme di violenza nei confronti delle donne e delle ragazze disabili\u201d. In questo Progetto vengono anche riportati alcuni dati: l\u201980% delle donne in situazione di deficit sono state vittime di violenza; il rischio di violenza sessuale \u00e8 quattro volte superiore rispetto alle altre donne; addirittura viene riportato il fatto che la violenza pu\u00f2 essere anche causa della disabilit\u00e0 stessa. Anche in questa sede viene ribadita la necessit\u00e0 di formare adeguatamente avvocati, procuratori, giudici, coloro cio\u00e8 che dovranno difendere le donne disabili e far loro ottenere giustizia. Per quest\u2019ultimo punto penso debba essere sostanziale l\u2019apporto dato dalle associazioni di persone disabili, ma anche dalle Case delle donne. A tal proposito ricordo l\u2019importanza di costruire Case d\u2019accoglienza per donne con disabilit\u00e0: queste sinora non sono presenti in Italia, cos\u00ec come in altri Paesi europei, quali la Spagna e la Germania; in casi di violenza alle donne disabili, l\u2019unica soluzione \u00e8 rappresentata dal ricorso ad altre Case che accolgono donne prive di deficit colpite anch\u2019esse da forme violente; questa soluzione per\u00f2 non \u00e8 delle migliori a causa della presenza non solo di barriere architettoniche, ma anche culturali e sociali.<br \/>\nI prossimi 22 e 23 novembre a Cosenza si terr\u00e0 la conferenza europea dal titolo \u201cEssere donne nella disabilit\u00e0\u201d, organizzata dal DPI Italia (Disabled People International). Lo scopo dell\u2019incontro \u00e8 quello di riflettere sui fenomeni della violenza familiare nei confronti di persone con deficit e sulla doppia discriminazione che interessa queste donne. Tale convegno nasce all\u2019interno del Progetto ALBA-Programme Daphne che ha promosso un incontro tra donne in situazione di deficit e madri di figli disabili dei diversi Paesi europei per capire se e come si sviluppa la violenza (fisica, psicologica, morale) intrafamiliare. L\u2019obiettivo di tale incontro \u00e8 quello di avviare percorsi di emancipazione per le persone con deficit.<br \/>\nRitengo che appuntamenti di questo tipo siano fondamentali per comprendere, circoscrivere e combattere tali fatti raccapriccianti.<\/p>\n<p>Alcuni indirizzi Internet di approfondimento:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.edscuola.it\/archivio\/handicap\/index.html\">www.edscuola.it\/archivio\/handicap\/index.html<\/a><br \/>\nPresentazione del Convegno di Cosenza<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il significato della parola \u201cviolenza\u201d \u00e8 \u201cci\u00f2 che si  fonda sull\u2019uso sistematico della forza fisica e delle armi\u201d; ma anche ci\u00f2 che \u201csi  manifesta o si svolge con impeto furioso, con<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3591,3589],"edizioni":[41],"autori":[280],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/131"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=131"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/131\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5568,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/131\/revisions\/5568"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=131"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=131"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=131"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=131"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=131"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=131"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=131"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=131"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=131"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}