{"id":1327,"date":"2012-06-18T12:33:56","date_gmt":"2012-06-18T12:33:56","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1327"},"modified":"2025-07-28T10:23:25","modified_gmt":"2025-07-28T08:23:25","slug":"se-gli-utenti-disabili-reclamano-il-diritto-all-accessibilit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1327","title":{"rendered":"4. Se gli utenti disabili reclamano il diritto all\u2019accessibilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Intervista a Carlo Filippo Follis, che dal luglio del 2006 al 2009 ha tenuto un interessante blog sul tema dell\u2019accessibilit\u00e0 delle nuove tecnologie e disabili, con un occhio particolare al web e ai cellulari. Il blog \u00e8 ancora visibile ma non pi\u00f9 aggiornato a causa delle difficolt\u00e0 che ha avuto l\u2019autore nel coinvolgere le stesse persone disabili sul tema.<\/p>\n<p><!--break--><\/p>\n<p><strong>Che cos\u2019\u00e8 Norisberghen.it e quali sono le idee fondamentali che ti hanno mosso?<\/strong><br \/>\nNorisberghen.it \u00e8 nata come area di sperimentazione per portali realizzati tramite il celebre software WordPress. Doveva essere un\u2019area prototipale dalla quale generare cloni tematici destinati a blog dove si sarebbe veramente discusso di temi specifici. Sebbene ci\u00f2 sia accaduto per DisabileDoc.it \u2013 Libera Community di Disabili Protagonisti \u2013 Norisberghen.it ha iniziato da subito a esaminare la tecnologia nelle sue differenti espressioni tanto da dar vita a un progetto specifico: l\u2019Apple D-User. D-User \u00e8 un termine che ho voluto coniare per estrarre dal mazzo il Disabile ed evidenziare cos\u00ec un mondo che ha bisogno di attenzioni anche per poter essere di utilit\u00e0 a chi disabile lo pu\u00f2 diventare per quello che io chiamo \u201cevento storico\u201d: un incidente, la manifestazione di una patologia di carattere genetico o, semplicemente, un invecchiamento che mina le capacit\u00e0 residue abbassandone il livello.<\/p>\n<p><strong>Che cosa significa per te accessibilit\u00e0 a un dispositivo tecnologico?<\/strong><br \/>\nUna forma di utopia da commutare in realt\u00e0. Mi spiego meglio. A nessuno sostanzialmente interessa realmente impegnarsi nella realizzazione di dispositivi accessibili. Di fondo ci sono essenzialmente alcune spiegazioni: oggi vengono prodotti molti hardware che si vendono perch\u00e9 stupiscono la massa dell\u2019utenza, una sorta di prodotto non sempre utile, ma che piace a tal punto da rimpiazzare ci\u00f2 che gi\u00e0 abbiamo. I killer product servono per continuare a vendere generando un\u2019evoluzione che, quasi sempre, non \u00e8 innovativa bens\u00ec un esercizio di stile che fa marketing. I prodotti poi sono progettati da ingegneri che non essendo disabili non possono conoscere le nostre necessit\u00e0. In quei pochi casi in cui il genio prevede, il marketing sovente obbliga a rivedere in funzione a canoni estetici globali. Non dimentichiamoci poi del paradosso accettato dai disabili, almeno dai pi\u00f9, che negando i propri limiti ed esigenze in espressioni false e abominevoli come \u201cdiversamente abili\u201d soffocano quella consapevolezza che invece li dovrebbe portare a urlare le innumerevoli necessit\u00e0.<br \/>\nL\u2019utopia dell\u2019accessibilit\u00e0 deve essere resa reale proprio da coloro che amano meno esporsi sottolineando un essere palese, ma che non va detto per non sentirsi disabili. E come se i neri d\u2019America o i gay avessero condotto le loro battaglie dichiarandosi chi \u201cdiversamente bianco\u201d e chi \u201cdiversamente etero\u201d.<br \/>\nSe accessibilit\u00e0 \u00e8 sinonimo di raggiungimento, beh, allora ci vuole il giusto coraggio per percorrere una strada che sar\u00e0 di vantaggio a tutti: disabili e normaloidi.<\/p>\n<p><strong>Internet, attraverso i dispositivi hardware e software, \u00e8 accessibile ai disabili? Dove si riscontrano le maggiori mancanze?<\/strong><br \/>\nNon basterebbe un trattato di quattrocento pagine per rispondere, quindi giungiamo al verdetto: no. No, non \u00e8 accessibile, o meglio, non lo \u00e8 per tutti in egual misura. I disabili sono talmente variegati nelle loro caratterizzazioni che non vi \u00e8 una copertura tecnologica per realizzare un\u2019accessibilit\u00e0 per tutti. Mancano ancora le tecnologie e quelle che ci sono non vengono spesso applicate. Siamo costantemente in una fase di concertazione globale dove un soggetto promuove la filosofia e traccia le linee di base, ma poi arriva l\u2019interlocutore forte e impone canoni fuori regole. Il futuro HTM 5, ad esempio, \u00e8 gi\u00e0 oggi in fase di reinterpretazioni che lo indeboliranno proprio sui fronti usabilit\u00e0 e accessibilit\u00e0.<br \/>\nLa maggiore mancanza \u00e8 sempre espressa in una lacuna culturale e sar\u00e0 cos\u00ec sino a quando non si comprender\u00e0 che l\u2019impegno su questa materia \u00e8 una polizza sul futuro di tutti. E ancora che l\u2019espressione di forza non viene manifestata attraversa la discussione di regole che devono essere di tutti, bens\u00ec sulla bont\u00e0 di prodotti e servizi di maggiore eccellenza.<\/p>\n<p><strong>Internet sempre pi\u00f9 sar\u00e0 consultabile tramite reti mobili, attraverso cio\u00e8 cellulari, palmari&#8230; Quali sono i principali problemi di accessibilit\u00e0 in questo caso?<\/strong><br \/>\nIl disabile che non ha problemi motori agli arti superiori o problemi di grave ipovedenza potr\u00e0 beneficiare di dispositivi convergenti sempre pi\u00f9 evoluti e meno costosi. Per tutti gli altri sar\u00e0 una strada in salita o impraticabile. I dispositivi mobili esasperano una miniaturizzazione che rende l\u2019apparecchio sempre pi\u00f9 ingestibile anche da chi non ha problemi.<br \/>\nPoniamoci poi anche una domanda mettendo da parte le attuali tendenze o mode tecnologiche: il cellulare, che sia smartphone oppure no, \u00e8 proprio il mezzo a cui guardare per navigare in Internet?<\/p>\n<p><strong>Oltre alle disabilit\u00e0 sensoriali e motorie (di solito quelle prese pi\u00f9 in considerazione quando si parla di barriere) anche i disabili psichici possono avere difficolt\u00e0 nell\u2019uso dei dispositivi tecnologici per accedere alla rete, ad esempio se sono troppo complessi. Cosa si fa per loro?<\/strong><br \/>\nNon vorrei apparire banale o peggio, ma da dire c\u2019\u00e8 ben poco. Mi spiego. Se sono un disabile con deficit psichici avr\u00f2 le stesse possibilit\u00e0 di rapportarmi alla rete, o alla tecnologia, che ho nello sfogliare una rivista, un mensile. Il prodotto se ben fatto offrir\u00e0 a tutti il beneficio della chiarezza che andr\u00e0 incontro anche, ma non solo, al disabile psichico.<br \/>\nIl punto \u00e8 proprio sempre quello: non abbiamo ancora imparato a realizzare format evoluti che esaltino accessibilit\u00e0 e usabilit\u00e0 per tutti. \u00c8 ancora una volta una carenza culturale oltre che professionale.<\/p>\n<p><strong>I disabili possono rappresentare una fetta di mercato appetibile per i produttori di dispositivi software e hardware; il mercato \u00e8 consapevole di questo? E questa fetta di mercato si sta organizzando, sta facendo pressione sui costruttori per richiedere dispositivi gi\u00e0 accessibili?<\/strong><br \/>\nI disabili che andrebbero sempre scritti con la D maiuscola sono certamente un mercato vastissimo come anche ignorato, quindi non noto nei fatti. I disabili non solo non sono organizzati, ma non partecipano neppure laddove esistono dei progetti mirati. In poco pi\u00f9 di un anno di vita del progetto Apple D-User non ho ricevuto un solo input, idea o richiesta da parte di un disabile. Di contro sono stato accusato di mercificare l\u2019immagine di una categoria a tutto vantaggio di un\u2019industria. Sinceramente non ho ancora compreso di chi \u00e8 la follia&#8230; Poi vi \u00e8 il paradosso delle imprese che non ascoltano i consigli specifici per non palesare carenze per altro ovvie che delegittimerebbero i propri uffici tecnici, non considerando invece il suggerimento come complementare a uno staff di ingegneri che, se non disabili, non possono prevedere necessit\u00e0 che non vivono.<\/p>\n<p><strong>Cosa intendi con il concetto di D-mercato e di D-users?<\/strong><br \/>\nIl D-Mercato \u00e8 un bacino di potenziali clienti che conta nel mondo 650 milioni di unit\u00e0. I D-Users sono le unit\u00e0 del D-Mercato.<br \/>\nIl D-Mercato \u00e8 anche miliardi di euro l\u2019anno, ma molti vengono persi dalle imprese che ignorano una realt\u00e0 che non spende solo per piacere, ma soprattutto per necessit\u00e0 e che per questo ha (raggiunge) anche budget pi\u00f9 alti&#8230;<\/p>\n<p><strong>Si sa che costruire fin da subito case senza barriere architettoniche \u00e8 molto pi\u00f9 economico che adattare quelle che ne hanno: questo principio vale anche per i dispositivi tecnologici?<\/strong><br \/>\nIl principio vale in linea teorica e deve valere come principio ispiratore anche se non esiste l\u2019adattamento di un computer o di un cellulare. Non sarei invece cos\u00ec sicuro della certezza espressa. Se cos\u00ec fosse saremmo di fronte a una marea di deficienti mefistofelici e insensibili per pura cecit\u00e0 e pigrizia.<br \/>\nBeh, a pensarci bene&#8230;<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 la tua sensazione rispetto a questo tema, tu pensi che in futuro si realizzeranno prodotti tecnologici fin da subito attenti alle esigenze di persone \u201cdiverse\u201d?<\/strong><br \/>\nIl futuro \u00e8 un tempo presente nel momento in cui si manifesta e, paradossalmente, propone prodotti realizzati su idee vecchie. Questo \u00e8 un dato di fatto e non un esercizio filosofico. I prodotti dei prossimi anni sono gi\u00e0 stati immaginati e in parte progettati. Oggi stiamo vivendo in un medioevo tecnologico che non credo sappia bene il perch\u00e9 produca questo o quel prodotto o soluzione. \u00c8 un momento di alambicchi che distillano oggetti da comprare, elementi sempre pi\u00f9 complementari a una illusoria vita digitale castrata anche dalle carenze di strutture e reti potenziate rispetto alle origini.<br \/>\nIl futuro, quello dei film, \u00e8 molto lontano. Il prossimo futuro sar\u00e0 peggiore del presente e i disabili avranno sempre pi\u00f9 difficolt\u00e0 a utilizzare quegli strumenti che invece dovrebbero essere di Vita Indipendente.<br \/>\nCome sempre sar\u00e0 un problema figlio di una lacuna culturale&#8230;<\/p>\n<p><strong>Se tu potessi creare un dispositivo per accedere alla rete, senza badare ai limiti tecnologici di oggi e pensando a qualcosa che appartiene al futuro, come te lo immagineresti?<\/strong><br \/>\nSottintendendo la mia natura disabile mi vien solo da pensare a una cosa che, se fantascienza oggi, un domani non certo vicino potrebbe trovare riscontro nella pi\u00f9 spinta ricerca. Se un disabile si deve rapportare a innumerevoli hardware e quindi software, \u00e8 egli stesso il fattore comune di una realt\u00e0 che dovr\u00e0 evolvere con lui e non solo per lui.<br \/>\nEcco che entrano in gioco le potenzialit\u00e0 cerebrali che canalizzate e rese decodificabili potrebbero offrirci un potere mentale che \u00e8 noto come telecinesi. Tasti, manopole, touch screen e qualsiasi altro elemento fisico potrebbero essere \u201ctoccati\u201d con la mente e non con il corpo.<br \/>\nTroveremmo l\u2019autonomia diventando Jedi, ma senza per questo dover recitare in Guerre Stellari&#8230; Consideriamo che questa utopia, oggi, un domani potrebbe essere una soluzione super tecnologica. Io, affetto da tetra paresi spastica, avrei le stesse potenzialit\u00e0 di un distrofico, atassico o altro disabile con pari capacit\u00e0 intellettive. Addirittura un cieco potrebbe vedere, percepire e avere l\u2019ambiente circostante definito. Sarebbe possibile per la bidirezionalit\u00e0 del segnale: input e output.<br \/>\nLa folle soluzione che ho descritto trova gi\u00e0 applicazione in alcuni confortanti \u201ctentativi tematici\u201d come l\u2019occhio bionico che ora punta al riconoscimento del colore oltre che ai gi\u00e0 conquistati toni di grigio.<br \/>\nSino a quel tempo la risposta trova riscontro nei ragionamenti precedenti che alla base hanno prodotti che dovrebbero essere pensati in collaborazione\/consulenza con noi disabili. Purtroppo questa \u00e8 un\u2019utopia pi\u00f9 forte e amara della precedente proprio perch\u00e9 attuabile mentre invece non la si considera neppure&#8230;<\/p>\n<p><strong>Per contattare l\u2019autore: <a href=\"mailto:cffollis@gmail.com\">cffollis@gmail.com<\/a> <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Carlo Filippo Follis, che dal luglio del 2006 al 2009 ha tenuto un interessante blog sul tema dell&rsquo;accessibilit&agrave; delle nuove tecnologie e disabili (www.norisberghen.it), con un occhio particolare al web e ai cellulari. 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