{"id":1328,"date":"2012-06-18T12:40:45","date_gmt":"2012-06-18T12:40:45","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1328"},"modified":"2025-07-28T10:26:18","modified_gmt":"2025-07-28T08:26:18","slug":"l-informazione-sulla-disabilit-al-tempo-di-internet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1328","title":{"rendered":"5. L\u2019informazione sulla disabilit\u00e0 al tempo di internet"},"content":{"rendered":"<p>Carlo Gubitosa \u00e8 un giornalista e attivista per i diritti umani e la libera informazione, che dagli inizi degli anni \u201990 si occupa di informazione on line; ha pubblicato vari libri tra cui Italian Crackdown \u2013 BBS amatoriali, volontari telematici, censure e sequestri nell\u2019Italia degli anni \u201990 (Milano, Apogeonline, 1999) e Hacker, scienziati e pionieri. Storia sociale del ciberspazio e della comunicazione elettronica (Viterbo, Stampa Alternativa, 2007).<br \/>\nFranco Bomprezzi \u00e8 un giornalista e disabile; attualmente lavora come free lance a Milano ed \u00e8 un esperto di comunicazione sociale. Ha scritto i romanzi La contea dei ruotanti (Padova, Il Prato, 1999), Io sono cos\u00ec (Padova, Il Prato, 2003) e Handicap power (Lucca, Libert\u00e0Edizioni, 2008).<br \/>\nAbbiamo rivolto ai due giornalisti alcune domande su come i disabili usano internet e in particolare su come \u00e8 cambiata l\u2019informazione a proposito di disabilit\u00e0 con l\u2019avvento delle nuove tecnologie del comunicare.<\/p>\n<p><!--break--><\/p>\n<p><strong>In qualit\u00e0 di giornalista e di disabile che usa in modo costante la rete, che cosa ha significato per te l\u2019uso di internet?<\/strong><br \/>\n<strong>Bombrezzi: <\/strong>Moltissimo, direi tutto. Oggi non riesco neppure a immaginare il mio lavoro senza internet. Innanzitutto, banalmente, l\u2019uso sempre pi\u00f9 soddisfacente dei grandi motori di ricerca consente di trovare notizie, fonti, confrontare opinioni, rintracciare documenti utili. Da persona con disabilit\u00e0 la rete aggiunge la comodit\u00e0 del telelavoro, quando possibile.<\/p>\n<p><strong>La rete permettendo la moltiplicazione dei canali rende possibile anche un\u2019informazione individualizzata, di nicchia e per temi specifici: questa evoluzione ha portato a dei reali cambiamenti positivi per quanto riguarda l\u2019informazione sulla disabilit\u00e0?<\/strong><br \/>\n<strong>Gubitosa:<\/strong> Direi di pi\u00f9: ha portato a cambiamenti positivi per quanto riguarda l\u2019informazione DEI disabili, che grazie alle nuove tecnologie hanno l\u2019occasione di produrre e condividere informazioni come mai prima d\u2019ora. Nel 2000 ho effettuato un lavoro di inchiesta e di approfondimento su questi temi che ha dato vita a un progetto multimediale ancora on line all\u2019indirizzo. Sono rimasto sorpreso scoprendo che per usare un computer basta anche solo la lingua, il soffio o la possibilit\u00e0 di premere un singolo pedale o interruttore. Anche in questo ambito vale un discorso generale: la migliore informazione \u00e8 quella prodotta da chi ha esperienza diretta dei temi trattati. E quindi l\u2019informazione migliore sulla disabilit\u00e0 \u00e8 quella che proviene dai disabili. Basti guardare al lavoro immenso di giornalisti come Franco Bomprezzi, o al premio \u201cIlaria Alpi\u201d vinto dal disabile Franco Civelli nella sezione \u201ctelestreet\u201d, con un video di inchiesta\/denuncia in cui descriveva le barriere architettoniche della sua citt\u00e0.<br \/>\n<strong>Bombrezzi: <\/strong>Certamente. Ha portato una maggiore consapevolezza degli strumenti a disposizione, dagli ausili tecnologici alle opportunit\u00e0 di viaggio, dalla rete delle associazioni alla documentazione legislativa; non c\u2019\u00e8 campo nel quale i canali del web non abbiano offerto strumenti nuovi e in larga misura validi.<\/p>\n<p><strong>E i disabili stanno usando questo strumento per informare l\u2019opinione pubblica e per veder riconosciuti i propri diritti?<\/strong><br \/>\n<strong>Gubitosa: <\/strong>Prima ancora che come strumenti di attivismo, credo che la produzione di contenuti da parte dei disabili sia un indispensabile strumento di espressione, una forma per esercitare quel diritto alla comunicazione spesso rivendicato nella sua sola forma passiva (ricevere informazioni corrette) ma sempre pi\u00f9 praticato nella sua forma attiva e riflessiva (informaRE e informarSI). A partire da questo, \u00e8 indubbio che oggi in rete \u00e8 molto pi\u00f9 facile denunciare le situazioni in cui la disabilit\u00e0 si trasforma in handicap per negligenza altrui, come insegna il caso di Fabio Pavone, il giovane abruzzese affetto da distrofia che ha denunciato in rete la mancata copertura mutualistica di un costoso mouse pilotato con le labbra che gli permette di comunicare [abbiamo trattato di questo caso anche in una rubrica di Bandieragialla.it, che trovate pubblicata a questo indirizzo, <a href=\"http:\/\/www.bandieragialla.it\/node\/6370\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>www.bandieragialla.it\/node\/6370<\/strong><\/a> n.d.r.]. In altri tempi il caso di Fabio sarebbe passato inosservato, ma il suo utilizzo intelligente della rete come cassa di risonanza gli ha permesso di ottenere visibilit\u00e0 su un dato cruciale per molte persone nelle sue stesse condizioni, e il tutto agendo come singolo cittadino, senza dover passare per l\u2019intermediazione di gruppi o associazioni.<br \/>\n<strong>Bombrezzi:<\/strong> In parte s\u00ec, in parte no. Sicuramente alcune realt\u00e0 organizzate sono state in grado di utilizzare la rete per informare e formare l\u2019opinione pubblica. Ma il limite \u00e8 rappresentato dalla nicchia, ossia dalla difficolt\u00e0 di arrivare, anche sul web, ai media generalisti di larga diffusione, dove sarebbe indispensabile incidere efficacemente e tempestivamente.<\/p>\n<p><strong>I disabili in Italia hanno una buona formazione sul tema dell\u2019uso delle nuove tecnologie?<\/strong><br \/>\n<strong>Gubitosa:<\/strong> Sarebbe corretto dire che hanno una buona AUTOformazione, visto che n\u00e9 i percorsi scolastici ufficiali, n\u00e9 le strutture di assistenza, n\u00e9 tantomeno le istituzioni o il ministero del welfare hanno dimostrato in questi anni una particolare attenzione per l\u2019accessibilit\u00e0 delle tecnologie. In Italia siamo riusciti a produrre la legge Stanca che ha portato solo confusione nel settore, mentre sarebbe bastata una legge di una riga che richiedesse il rispetto degli standard internazionali di accessibilit\u00e0 gi\u00e0 ottimamente definiti e codificati.<br \/>\n<strong>Bombrezzi:<\/strong> Credo che ci sia una formazione a macchia di leopardo sul territorio nazionale. Bene al Nord, e in parte al Centro, i problemi nascono al Sud anche per le difficolt\u00e0 nell\u2019estendere le linee a banda larga in territori non sorretti adeguatamente dal punto di vista economico e infrastrutturale.<\/p>\n<p><strong>Quali sono in rete alcuni esempi validi per te di buona comunicazione on line?<br \/>\nGubitosa:<\/strong> Tra i pi\u00f9 recenti potrei citare \u201cCrisi TV\u201d <a href=\"http:\/\/crisitv.wordpress.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>http:\/\/crisitv.wordpress.com\/<\/strong><\/a> dove una community di precari mette insieme testi, approfondimenti e materiali multimediali per affrontare la crisi in modo informato e consapevole, e sostenere le battaglie per il diritto al lavoro. C\u2019\u00e8 poi la rivista antimafia catanese Ucuntu, lo storico portale pacifista www.peacelink.it e l\u2019esperimento di giornalismo satirico che stiamo realizzando su dove una satira che non fa solo ridere incontra un\u2019informazione che fa anche sorridere.<br \/>\nBombrezzi: Vi sono parecchie esperienze in rete di buona comunicazione come il portale disabili.com (<a href=\"http:\/\/www.disabili.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>www.disabili.com<\/strong><\/a>), il portale interattivo di Vita (<a href=\"http:\/\/www.vita.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.vita.it<\/a>) ma adesso anche molti blog, e la trasformazione in atto con il social network sta ulteriormente fornendo strumenti validi, interessanti, creativi.<\/p>\n<p><strong>Che cosa manca invece ancora in rete, cosa vorresti realizzare sul tema della comunicazione e la disabilit\u00e0 sul web se ne avessi la possibilit\u00e0?<br \/>\nGubitosa:<\/strong> Mancano dei servizi che permettano di vivere meglio il proprio territorio, un motore di ricerca finalizzato al vivere quotidiano dove si possa cercare la struttura senza barriere architettoniche ma anche il gruppo d\u2019acquisto solidale per organizzare la propria spesa con intelligenza e sobriet\u00e0 (anche i disabili devono mangiare, e anche loro storcono spesso il naso davanti a OGM e pesticidi), l\u2019officina onesta per riparare carrozzine elettriche, la libreria di quartiere che vende testi braille e tutti quei piccoli servizi che messi insieme determinano la qualit\u00e0 della vita.<br \/>\n<strong>Bombrezzi: <\/strong>Vorrei aumentare l\u2019interattivit\u00e0. Perci\u00f2 mi piacerebbe una web tv efficiente gestita direttamente dal mondo delle persone con disabilit\u00e0, con una specie di YouTube specifico, per testimoniare in tempo reale barriere, difficolt\u00e0, ma anche buoni esempi, attivit\u00e0 artistiche, sport, letture, insomma tutto ci\u00f2 che fa normalit\u00e0 di vita.<\/p>\n<p><strong>E se questo desiderio fosse libero e non legato alla disabilit\u00e0 cosa vorresti vedere o fare in rete?<\/strong><br \/>\n<strong>Gubitosa:<\/strong> Vorrei vedere che cosa accadrebbe se venisse legalizzata la copia privata senza scopo di lucro, che ha come unico obiettivo la condivisione della conoscenza e la trasformazione di internet nella pi\u00f9 grande biblioteca della storia umana.<br \/>\n<strong>Bombrezzi:<\/strong> Fare libera informazione, competente e attendibile. A volte il web \u00e8 autoreferenziale ed esagerato, come una volta erano le prime televisioni locali. Mi piacerebbe lavorare a un progetto serio di informazione di qualit\u00e0, non ideologico, non legato a vecchie testate.<\/p>\n<p><strong>Per contattare gli autori:<br \/>\nCarlo Gubitosa: <a href=\"mailto:c.gubitosa@peacelink.it\">c.gubitosa@peacelink.it<\/a><br \/>\nFranco Bomprezzi: <a href=\"mailto:franco.bomprezzi@gmail.com\">franco.bomprezzi@gmail.com<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Gubitosa &egrave; un giornalista e attivista per i diritti umani e la libera informazione, che dagli inizi degli anni &rsquo;90 si occupa di informazione on line; ha pubblicato vari libri tra cui Italian Crackdown &ndash; BBS amatoriali, volontari telematici, censure e sequestri nell&rsquo;Italia degli anni &rsquo;90 (Milano, Apogeonline, 1999) e Hacker, scienziati e pionieri. 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