{"id":1330,"date":"2012-06-18T13:19:08","date_gmt":"2012-06-18T13:19:08","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1330"},"modified":"2025-07-28T10:31:27","modified_gmt":"2025-07-28T08:31:27","slug":"l-uso-della-rete-da-parte-dei-disabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1330","title":{"rendered":"7. L\u2019uso della rete da parte dei disabili"},"content":{"rendered":"<p>Non \u00e8 certamente facile dare una risposta di tipo generale alla domanda che sta dietro al titolo di questo articolo, ma lo abbiamo fatto ugualmente dando la parola a tre persone disabili che usano la rete in un modo approfondito gi\u00e0 da tempo e che svolgono lavori di tipo intellettuale. Un punto di visto privilegiato quindi, che non pu\u00f2 essere la voce della maggioranza delle persone disabili, ma che indica sicuramente un uso preciso della rete che si proietta nel futuro.<\/p>\n<p><!--break--><\/p>\n<p><strong>\u201cUn circolo virtuoso che mi d\u00e0 lavoro a ciclo continuo\u201d<\/strong><br \/>\nClaudio Imprudente, autore di numerosi libri sul tema della cultura e i diritti dei disabili.<em><br \/>\n<\/em>Ho un ricordo ben preciso di quando ho utilizzato la posta elettronica per la prima volta; perch\u00e9 prima facevo un centinaio di telefonate al giorno, poi tutto \u00e8 cambiato; nel 2001 ho spedito le mie prime e-mail e probabilmente la persona che mi ha fatto vedere come farlo \u00e8 stato Ivan, l\u2019informatico della nostra associazione.<br \/>\nIn effetti la mia vita ha avuto una accelerazione non indifferente, \u00e8 stato un passaggio molto importante e se penso alla mia storia personale \u00e8 stato importante tanto quanto passare dalla tavola orizzontale a questa verticale: mi spiego meglio, prima per comunicare, dato che non parlo, usavo le mani che toccavano delle lettere su una tavola posta su un piano, poi ho visto che indicare le lettere con gli occhi utilizzando una tavola trasparente era un modo molto pi\u00f9 efficace per comunicare. Cos\u00ec \u00e8 stato anche per l\u2019utilizzo del web. Avevo capito che era uno strumento molto valido per raggiungere le altre persone, superava i miei problemi di mobilit\u00e0 in senso fisico e mi permetteva anche di avere pi\u00f9 relazioni. Anche le mie attivit\u00e0 lavorative sono aumentate.<br \/>\nMi ricordo che all\u2019epoca avevo un pallino in testa, quello di andare in televisione ma credo che ho intuito che internet avrebbe sostituito la televisione. Questo mi ha diminuito l\u2019ansia di trovare un programma televisivo che mi accogliesse.<br \/>\nDal principio ho usato Google per fare delle ricerche, soprattutto quando ho incominciato la collaborazione con Superabile (www.superabile.it); per questo sito dell\u2019Inail che tratta di informazione sulla disabilit\u00e0, dovevo curare una rubrica settimanale di rassegna stampa; dovevo trovare tre articoli che mi colpissero e fare un commento con uno stile ironico. Ho incominciato a chiedere alle varie agenzie di stampa di inviarmi gli aggiornamenti, tramite e-mail. Ovviamente altri suggerimenti mi provenivano anche da e-mail provenienti da fonti diverse.<br \/>\nHo iniziato a usare le mailing list praticamente da subito per diffondere quello che scrivevo; davo un certo tipo di informazione, non quella privata, ma di interesse generale. Ho questo stile da sempre, non uso questi strumenti per tenere una sorta di diario personale ma come informazione pubblica e commento. Invece il 90 per cento delle persone che conosco e che utilizzano la rete, mi dicono i loro fatti privati.<br \/>\nL\u2019esperienza del blog \u00e8 sta pi\u00f9 difficile; la mia idea era quella di sostituire la mailing list con il blog ma il gruppo di lavoro, la mia associazione, mi ha chiesto di creare e animare un blog a pi\u00f9 voci e questa esperienza stenta ancora adesso a decollare pienamente.<br \/>\nFacebook invece, che utilizzo da due anni, \u00e8 stato lo strumento ideale per fare una cosa pi\u00f9 personale; anche in questo caso ho voluto usare il mezzo non privatamente, come uno \u201csfogatoio\u201d, ma ho cercato di farlo diventare un mezzo per la diffusione delle mie attivit\u00e0 lavorative; in Facebook infatti metto i miei articoli e aspetto i commenti degli \u201camici\u201d che sono quasi 3 mila. Ho creato un circolo virtuoso che mi d\u00e0 lavoro a ciclo continuo, cio\u00e8 scrivo un articolo e aspetto i commenti, poi dai commenti scrivo un altro articolo oppure un libro.<br \/>\nOramai sto collegato diverse ore al giorno su internet, sia a casa che al lavoro.<br \/>\nCome uso privato internet non ha molto significato per me; a parte alcuni compagni di scuola che ho ritrovato tramite Facebook.<br \/>\nIn futuro vorrei che internet diventasse uno strumento che ti permette una sempre maggiore visibilit\u00e0; faccio un esempio: organizzo un incontro a Brescia e tutte le scuole di quella provincia hanno la possibilit\u00e0 di collegarsi in tempo reale a quell\u2019evento.<\/p>\n<p><strong>\u201cCome staccare la spina dal mondo\u201d<\/strong><br \/>\nFabrizio Galavotti, critico cinematografico per conto del sito di informazione sociale BandieraGialla (www.bandieragialla.it) e giocatore nella squadra Rangers Bologna di hockey su carrozzina elettrica.<br \/>\nPer me la rete internet \u00e8 diventata fondamentale, ci passo molto tempo, ho incominciato a usarla alla fine degli anni \u201990 a scuola, dato che ho fatto un indirizzo per perito informatico.<br \/>\nAgli inizi la connessione era lenta e non ho avvertito subito i vantaggi; da quando ho avuto l\u2019adsl a casa e in seguito altre connessioni veloci, \u00e8 diventata pi\u00f9 importante.<br \/>\nDati i miei interessi, guardavo i siti sportivi e cercavo informazioni su Google.<br \/>\nCome programmi, ricordo, usavo le chat, come Msn Messenger e Skype, per riprendere contatto con persone che gi\u00e0 conoscevo o anche per conoscerne di nuove.<br \/>\nIn chat non ho mai conosciuto persone che poi sono diventate mie amiche. Ho consolidato vecchie amicizie ma gli incontri sulla rete non si sono mai tradotti in incontri reali.<br \/>\nUso normalmente anche la community di Libero dove chatto e carico fotografie. Per i miei hobby seguo i siti che trattano di sport, l\u2019hockey e basket.<br \/>\nAdesso lo uso soprattutto per lavoro e quindi ho tutta una serie di link di siti che trattano di cinema e li uso per documentarmi e approfondire i film o anche ascoltare interviste; prima usavo i giornali di carta ma naturalmente mi assicuravano fonti di informazione minori e poi si dovevano comprare.<br \/>\nAttraverso Facebook, che uso dal 2008, ho conosciuto uno sceneggiatore che si occupa di temi sociali con cui ho allacciato anche rapporti di lavoro. Non uso Facebook a fini ludici ma soprattutto per chattare.<br \/>\nTramite internet faccio anche altre cose pi\u00f9 pratiche come ricaricare il telefono, scaricare la musica comprandola, a volte faccio degli acquisti mediante la carta di credito postale ricaricabile. Scarico anche parecchi film.<br \/>\nCerto \u00e8 che adesso senza internet la mia vita sarebbe diversa, internet mi permette molte cose, mi sentirei perso se non ci fosse, sarebbe come staccare la spina dal mondo.<br \/>\nMi serve per passare il tempo; al giorno passo diverse ore di fronte al computer collegato a internet. Penso che in futuro sar\u00e0 sempre pi\u00f9 semplice usare la rete.<\/p>\n<p><strong>I quattro tipi di network sociali<\/strong><br \/>\nFrancesco Levantini, lavora in Ibm dal 1985 e si occupa principalmente di divulgare le nuove tecnologie nel mondo delle aziende.<br \/>\nHo incontrato internet nel 1985 quando era limitata alle grandi aziende e alle Universit\u00e0; il primo incontro \u00e8 stato con l\u2019e-mail che \u00e8 uno strumento altamente produttivo e che mi ha permesso come non vedente di avere gi\u00e0 a disposizione documenti leggibili dalla sintesi vocale.<br \/>\nPoi sono apparsi i libri digitalizzati che i non vedenti si scambiavano e i giornali pubblicati sul web.<br \/>\nPoi ho cominciato a utilizzare le chat, i forum\u2026<br \/>\nNel mondo relazionale preferisco il mondo degli atomi, quello fisico insomma; dal punto di vista relazionale non \u00e8 cambiato molto, dato che io preferisco incontrare le persone realmente e non in rete. Io uso i social network come strumento per portare la mia scrivania di lavoro all\u2019esterno ma poi le relazioni si fanno nei pub, nei locali in una cena assieme.<br \/>\nInternet \u00e8 uno strumento importante per un disabile perch\u00e9 regala parecchio tempo operativo.<br \/>\nPer il futuro io penso a un internet \u201cfor thing\u201d, l\u2019internet delle cose ovvero la domotica; vedo anche sparire il computer che si diffonder\u00e0 nei vari oggetti, mi immagino che anche il televisore e gli altri elettrodomestici si uniranno alla rete.<br \/>\nOggi quando il computer non si connette a internet ho quasi la sensazione che si sia rotto visto che quello che faccio \u00e8 quasi tutto on line.<br \/>\nSe a un tratto non avessi pi\u00f9 internet sarebbe una seccatura non avere le informazioni digitalizzate, mentre per le conoscenze in senso lato come relazioni, rapporti di lavoro, opportunit\u00e0, date dalla rete, dai social network, difficilmente potrei fare a meno.<br \/>\nIo suddivido i social network in 4 tipi a secondo dell\u2019uso che ne faccio: 1) Facebook \u00e8 simile al cortile di casa, uso questo strumento come una sorta di e-mail permanente, ho a che fare con amici che mi conoscono che sanno che sono non vedente, \u00e8 un rapporto che porta nel mondo digitale gli stessi meccanismi del mondo reale; 2) in Linkedin invece non ti proponi come persona fisica ma per la capacit\u00e0 che hai di proporti per le tue conoscenze; qui le persone con cui lavoro non sanno della mia disabilit\u00e0. Linkedin in questo modo amplia la partecipazione; 3) Second Life \u00e8 interessante come laboratorio per provare a costruire nuove personalit\u00e0 (e nuove persone) e per vedere l\u2019impatto che ha sulla gente. Qui una persona disabile pu\u00f2 provare diverse cose; 4) Twitter, infine \u00e8 il social network che permette di creare i gruppi di osservazione su determinati temi e per la disabilit\u00e0 non \u00e8 uno strumento interessante, \u00e8 solo uno strumento di informazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non &egrave; certamente facile dare una risposta di tipo generale alla domanda che sta dietro al titolo di questo articolo, ma lo abbiamo fatto ugualmente dando la parola a tre persone disabili che usano la rete in un modo approfondito gi&agrave; da tempo e che svolgono lavori di tipo intellettuale. 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