{"id":134,"date":"2009-11-04T17:04:47","date_gmt":"2009-11-04T17:04:47","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=134"},"modified":"2025-12-10T11:16:42","modified_gmt":"2025-12-10T10:16:42","slug":"biciclettando-in-tandem","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=134","title":{"rendered":"Biciclettando in tandem"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Serafina Sacchi, educatrice professionale\/psicomotricista, coordinatrice del Centro Social Educativo di Lecco<\/p>\n<p>La mamma di Barbara, ragazza autistica, scrive:<br \/>\nCronaca di un giorno speciale: 26 giugno 2002, ore 9.30 partenza dal CSE (Centro Socio Educativo) di Lecco, destinazione piazza Duomo<!--break--> a Milano.<br \/>\nOggi si conclude \u201cBiciclettando\u201d, il percorso a tappe Lecco-Milano intrapreso da un gruppo di ragazzi, volontari ed educatori del CSE di Lecco.<br \/>\nSono sul pulmino, con altri genitori, per seguire e poi accogliere al traguardo i nostri \u201csuper atleti\u201d.<br \/>\nSi respira un\u2019aria di eccitazione, entusiasmo e condivisione per questo evento.<br \/>\nCome gli altri genitori, ho vissuto questa esperienza, in via indiretta, attraverso i racconti e le immagini proposte dagli educatori, ora sono seduta comodamente sul pulmino per seguire l\u2019ultima tappa.<br \/>\nPer un attimo il mio pensiero va indietro negli anni&#8230; Barbara frequenta il Centro ormai da alcuni anni, quando fu inserita in questo servizio accettava di salire sulla \u201cbicicletta speciale\u201d (tre ruote grandi), faceva alcune pedalate, poi scendeva e si allontanava.<br \/>\nQuesto inizio al CSE \u00e8 stato potenziato; dapprima ha imparato a restare sulla bicicletta e a pedalare accompagnata sul tandem da un educatore, poi si \u00e8 ripresa la bicicletta speciale e in autonomia ha iniziato a girare, sempre pi\u00f9 a lungo, attorno alla struttura, schivando ostacoli, macchine, ecc.<br \/>\nQuando la sua educatrice di riferimento mi informava dei suoi progressi ero sbalordita e incredula. Un giorno mi recai al CSE per verificare quanto mi era stato riferito: ebbene, s\u00ec! Barbara da sola girava attorno al servizio in bicicletta!<br \/>\nOggi sono ancora pi\u00f9 stupita ed emozionata, s\u00ec \u00a0\u00e8 vero lei \u00e8 l\u00ec che pedala per 5-8 Km senza dare segni di impazienza o di intolleranza. Solo quando il percorso diventa pi\u00f9 faticoso, perch\u00e9 in lieve salita, lei toglie i piedi dai pedali (la solita lazzarona!) ma, sollecitata dal suo accompagnatore riprende a faticare!<br \/>\nSiamo in piazza Duomo, che si erge maestoso dietro di noi, siamo pronti ad accoglierli, applaudirli, lodarli, a incitarli per l\u2019ultimo sforzo; siamo tutti muniti di telecamere e macchine fotografiche.<br \/>\nEccoli, arrivano al traguardo, \u201cce l\u2019hanno fatta!\u201d; s\u00ec i ragazzi, gli educatori, tutti.<br \/>\nHo un nodo alla gola, gli occhi mi si velano di lacrime.<br \/>\nL\u2019emozione \u00e8 davvero grande, corro a complimentarmi con tutti. Baci e abbracci, soprattutto a lei, la mia campionessa&#8230; \u00c8 qui che mi avvolge, che si scioglie in un caloroso e grande abbraccio. Per un attimo colgo un sorriso di soddisfazione sul suo volto.<br \/>\nSpero che questa esperienza possa aiutare a diffondere l\u2019attivit\u00e0 sportiva tra i ragazzi con disabilit\u00e0 anche gravi; lo sport pu\u00f2 contribuire ad avvicinare normali e disabili, ad abbattere barriere che non sono solo architettoniche, ma soprattutto mentali.<br \/>\nIl mio ultimo pensiero va a questo fantastico gruppo di operatori, pieno di risorse umane, guidati da una coordinatrice carica di entusiasmo che si lascia coinvolgere e non si ferma davanti a inevitabili ostacoli.<br \/>\nEsprimo a loro un affetto profondo e tanta, tanta gratitudine.<\/p>\n<p>Mi sembra che nel suo scritto la mamma di Barbara abbia ben colto alcuni \u201cingredienti\u201d che hanno permesso l\u2019avvio e l\u2019evoluzione di questa avventura. Avventura che si \u00e8 snodata, non solo sulle piste ciclabili del territorio lecchese, ma anche dentro a percorsi di pensiero, processi di lavoro dell\u2019\u00e9quipe del Centro Socio Educativo, arrivando a risultati del tutto inaspettati o, meglio, non tanto pre-pensati quanto via via conseguiti all\u2019interno di un progetto sempre pi\u00f9 articolato, complesso.<br \/>\nNella vita del CSE di Lecco questa non \u00e8 l\u2019unica \u201cavventura educativa\u201d che ha avuto tale evoluzione; forse \u00e8 l\u2019esito ineludibile di un modo di pensare, progettare e realizzare il proprio compito lavorativo. Essa comporta:<br \/>\n&#8211; l\u2019idea che gli educatori non abbiano solo il compito di realizzare percorsi pensati da altri, ma che siano, in quanto membri dell\u2019\u00e9quipe, autori\/attori di ogni progetto;<br \/>\n&#8211; l\u2019attitudine di ognuno di tollerare l\u2019ansia del non noto, del non definibile a priori, lasciando spazio a ci\u00f2 che accade, nella consapevolezza che ci\u00f2 che accade, in positivo e in negativo, in termini di soddisfazione o di frustrazione, \u00e8 legato alla presenza degli altri (disabili, famiglie, Enti\u2026) che hanno tempi, ritmi, desideri, progetti che appartengono a loro. \u00c8 la dimensione concreta dell\u2019ascolto che aiuta anche a pensare al disabile e alla sua famiglia come soggetti e non oggetti dell\u2019intervento;<br \/>\n&#8211; la capacit\u00e0 del Servizio di non pensarsi da solo, ma di saper\/poter strutturare forme di collaborazione e di dipendenza reciproca fra organizzazioni diverse per realizzare il proprio mandato. In particolare l\u2019Ente gestore, il Centro Servizi Formativi del Comune di Lecco e la Cooperativa La Vecchia Quercia a cui il servizio \u00e8 affidato in appalto.<br \/>\nIl disabile, soprattutto se grave, difficilmente esprime a parole ci\u00f2 che prova, desidera, spesso non esiste nemmeno la possibilit\u00e0 di linguaggio verbale, ma agisce dei comportamenti, esprime i suoi sentimenti, desideri, scelte, con atteggiamenti, posture, sguardi&#8230; vicinanze o lontananze&#8230; diventa compito di chi si affianca a loro all\u2019interno di relazioni di cura, aiuto, educazione, il coglierli, dare significato, rispondere.<br \/>\nAnche alcuni educatori avevano notato l\u2019avvicinarsi di Barbara alla bicicletta, il suo toccarla per alcuni attimi, lei che non ama toccare il mondo con le mani, cos\u00ec come molti avevano colto, e utilizzato per entrare in relazione, la possibilit\u00e0 di creare e vivere delle sintonie di movimento entrando in quel suo modo particolare di \u201cdanzare\u201d i corridoi, gli ambienti del servizio, ma soprattutto gli spazi aperti.<br \/>\nQuesti dati grezzi sono diventati \u201cprogetto bicicletta\u201d nel momento in cui gli si \u00e8 dato un senso in \u00e9quipe, si \u00e8 collegata questa immagine agli obiettivi pensati per la ragazza e alla ipotesi che la bicicletta potesse essere un mezzo per migliorare gli aspetti motori, l\u2019equilibrio, l\u2019attenzione, uno strumento possibile di relazione.<br \/>\nAltri disabili usavano gi\u00e0 le biciclette speciali attorno al Centro, tutti quelli che avevano manifestato capacit\u00e0 minimamente adeguate, interesse, soddisfazione nel pedalare se pur con esiti e livelli diversi, alcuni con vero piacere, alcuni con la necessit\u00e0 continua di essere spronati.<br \/>\nSi \u00e8 deciso di investire su questo iniziale \u201candare verso\u201d con l\u2019idea di provare, c\u2019\u00e8 voluto del tempo, i suoi tempi, e della fatica reciproca resa tollerabile dalla soddisfazione.<br \/>\nGli educatori si sono assunti il compito di rendere possibile l\u2019esperienza, di creare le condizioni pi\u00f9 adeguate, sostenendo e accompagnando, mettendosi in gioco con le proprie abilit\u00e0 e piacere, cercando di essere realistici, senza richiedere prestazioni fallimentari fin dall\u2019inizio, pensando all\u2019autonomia non come \u201cdevi farcela da solo\u201d, ma come una sorta di dipendenza funzionale \u201ctu puoi farcela se io ti aiuto per quel tanto che ti serve\u201d.<br \/>\nBarbara, Giancarlo, Cristina, Alessandra, Ileana e altri diventavano sempre pi\u00f9 abili con le biciclette, pi\u00f9 instancabili.<br \/>\nPaolo, l\u2019educatore che pi\u00f9 di tutti ha messo in gioco la sua passione per la bicicletta in questa sfida, dice: \u201cUsare le biciclette attorno al Centro \u00e8 stato importante, poi ci siamo accorti che continuando a girare nello stesso posto non riuscivamo pi\u00f9, noi educatori, a trasmettere entusiasmo, contentezza; anche i ragazzi erano pronti per qualche cosa di pi\u00f9. Poi che senso aveva aver dato abilit\u00e0 se poi non li si metteva in condizioni di usarla come possibilit\u00e0 di muoversi per il territorio, allargare lo sguardo, lo spazio, interagire con opportunit\u00e0 e relazioni diverse?\u201d.<br \/>\nGi\u00e0 molte attivit\u00e0 e percorsi configuravano il CSE come spazio relazionale circoscritto, privilegiato e stabile in cui poter tessere relazioni di una certa profondit\u00e0, acquistare abilit\u00e0 da cui poi partire per poter fare altre esperienze, viaggi, vivere altre avventure e a cui tornare per parlare dell\u2019esperienza fatta. Per concretizzare il desiderio di uscire con le biciclette, restituendo vitalit\u00e0, normalit\u00e0 e piacere alla vita dei disabili, occorreva per\u00f2 coniugare possibilit\u00e0 e sicurezza tenendo conto di tutti gli ostacoli, i pericoli che affrontare strade e luoghi pubblici avrebbe comportato.<br \/>\nPer Gloria, una educatrice, \u201cNon bisogna fermarsi di fronte alle prime difficolt\u00e0, ma cercare risorse che sono infinite; a volte le cose che sembrano difficili, insormontabili, vanno solo riguardate dall\u2019angolatura giusta\u201d.<br \/>\nAltri ricordano che \u201cSpesso occorre assumersi un rischio calcolato per uscire dalla ripetitivit\u00e0, dall\u2019immobilit\u00e0\u201d.<br \/>\nNelle discussioni di \u00e9quipe le risposte a queste preoccupazioni sono sembrate:<br \/>\n&#8211; il tandem lo strumento pi\u00f9 adeguato per tutelare e sostenere il ragazzo disabile: \u201cInsieme si pedala meglio\u201d, si uniscono le forze, ma soprattutto l\u2019educatore (o il volontario) si assume la responsabilit\u00e0, garantendo la sicurezza e il controllo indispensabili;<br \/>\n&#8211; le piste ciclabili, raggiungibili con il pulmino, l\u2019ambito pi\u00f9 protetto e sicuro.<br \/>\nCos\u00ec si \u00e8 partiti. L\u2019iniziativa, via via che veniva documentata, raccontata e conosciuta, ha suscitato curiosit\u00e0, interesse e ha concretamente veicolato un\u2019immagine del disabile pi\u00f9 positiva, vitale, pi\u00f9 vicina alla normalit\u00e0.<br \/>\nRacconta Elena, educatrice: \u201cQuando giriamo con i tandem il gruppo \u00e8 allegro, si scambiano battute, si canta, ci si sfida&#8230; La gente ci guarda, sorride, le mamme ci indicano ai bambini e dicono \u2018guarda che bello i tandem\u2019. Della disabilit\u00e0 si accorgono dopo e questo li spinge a dire \u2018forza, bravi\u2019&#8230; \u00c8 diverso da quando siamo in giro a piedi in gruppo\u201d.<br \/>\nAnche l\u2019immagine del servizio e del lavoro con i soggetti disabili \u00e8 cambiata, ne sono conseguite apertura al territorio e risorse diverse.<br \/>\nDopo aver conosciuto l\u2019iniziativa, infatti, molti ciclisti delle societ\u00e0 sportive lecchesi si sono offerti volontari per accompagnare i ragazzi nell\u2019attivit\u00e0 guidando il tandem: fanno i turni una mattina la settimana perch\u00e9 sono tanti, alcuni di loro hanno detto: \u201cNon avrei mai pensato di fare del volontariato con le persone disabili, non avrei saputo cosa fare, mi sarei sentito in imbarazzo&#8230; Cos\u00ec mi diverto!\u201d.<br \/>\nAggiunge Gloria: \u201cSi sono create delle coppie incredibili! Si creano delle simpatie, delle alleanze inattese tra ragazzo e volontario e i ragazzi mostrano dei volti inaspettati, pi\u00f9 adeguati, pi\u00f9 freschi e spontanei, basta guardare Alessandra ed Egidio\u201d.<br \/>\nTatiana, l\u2019educatrice che ha pedalato per tutto il percorso da Lecco a Milano, dice: \u201cPedalando con i ragazzi non \u00e8 stato difficile cogliere che, come tutti, essi traggono soddisfazione e benessere dallo sport, godono nell\u2019ammirare paesaggi diversi, nel raggiungere mete che richiedono impegno e fatica\u201d.<br \/>\nPercorrere luoghi diversi, conoscerli e riconoscerli, vivere relazioni diversificate e stimolanti ha sicuramente aumentato le capacit\u00e0 di scambio e di relazione di questi ragazzi disabili.<br \/>\nLe competenze sociali evolvono e diventano patrimonio della persona tanto pi\u00f9 questa entra in relazione con gli altri, viene a contatto con situazioni diversificate, vive occasioni di incontro e di scambio.<br \/>\nLa mamma di Giancarlo scrive: \u201cQuesta attivit\u00e0 giova molto a Giancarlo, si muove di pi\u00f9, gli piace e lo rende felice. A casa racconta dove \u00e8 andato\u201d; ed effettivamente anche gli educatori che in altre proposte lo vedono pi\u00f9 passivo, assente, notano la sua capacit\u00e0 di cogliere le caratteristiche del percorso, di ricordare i nomi delle localit\u00e0 che attraversa in bicicletta.<br \/>\nPaolo ha scelto di partecipare all\u2019attivit\u00e0 di cicloturismo vedendo i suoi compagni che uscivano con le biciclette e ascoltando i racconti delle loro imprese; dicono i genitori: \u201cQuesta attivit\u00e0 lo aiuta a mettere alla prova la sua capacit\u00e0 fisica e mentale, vivendo emozioni ed esperienze nuove, nel conoscere e scoprire cose a lui sconosciute girando nei vari percorsi, felice al ritorno di raccontare le sue emozioni\u201d.<br \/>\nCristina, con i suoi commenti e le sue battute ha rivelato, grazie alla bicicletta, una energia inaspettata,\u00a0 un lato molto piacevole, umoristico del suo carattere, una vera star di tutte le riprese video.<br \/>\nAnche dentro al Servizio lo scambio fra operatori \u00e8 stato pi\u00f9 ricco e vivace. Molte sono state le iniziative che a cascata hanno coinvolto tutti.<br \/>\nDal progetto per l\u2019acquisto di un pulmino e dei tandem, all\u2019organizzazione di laboratori per la documentazione, per la produzione di magliette.<br \/>\nAlcuni progetti hanno richiesto la stretta collaborazione della Cooperativa che gestisce il Centro e delle famiglie.<br \/>\nI genitori hanno potuto essere coinvolti in modo attivo e propositivo nella vita del servizio.<br \/>\nL\u2019organizzazione e la realizzazione del progetto \u201cBiciclettando da Lecco a Milano in tandem\u201d hanno creato un clima di partecipazione e aspettativa che ha coinvolto e stimolato educatori, ragazzi e famiglie. Le abilit\u00e0 di tutti sono state messe in gioco e tutti, alla fine, si sono sentiti pi\u00f9 ricchi.<br \/>\nLe famiglie ci hanno raccontato spesso la loro soddisfazione per i risultati raggiunti con questa attivit\u00e0 e per i riconoscimenti pubblici che i ragazzi hanno ricevuto; non si sono certo risolti i loro problemi ma vi \u00e8 stata una possibilit\u00e0 per ogni ragazzo e per la famiglia di bilanciare rinunce, sofferenze e gioia, soddisfazione.<br \/>\nQuesto aspetto ha interrogato l\u2019\u00e9quipe sulla necessit\u00e0 di restituire ai genitori, attraverso immagini confezionate con cura, i percorsi e i risultati dei figli, aumentando la visibilit\u00e0 delle potenzialit\u00e0 in gioco e del benessere.<br \/>\nAnche la pubblicazione della guida \u00e8 stato un altro traguardo importante. Per trasformare il diario di una avventura in uno strumento utile a quanti \u2013 persone, famiglie, servizi \u2013 volessero ripercorrere le tappe, sono stati\u00a0 necessari sia un lavoro di riflessione e di sintesi su quanto realizzato, sia la fiducia e l\u2019impegno dei responsabili del Centro Servizi Formativi del Comune di Lecco di cui il Centro Socio Educativo fa parte.<br \/>\nIl riconoscersi parte di una rete rende possibile l\u2019amplificarsi delle risorse e quindi anche delle proposte.<br \/>\nL\u2019ipotesi di stampare la guida si \u00e8 cos\u00ec concretizzata attraverso un progetto che ha coinvolto altri ragazzi disabili che lavorano presso il Centro Artimedia.<br \/>\nPer l\u2019Assessore e il Responsabile del Centro Servizi Formativi l\u2019iniziativa assume anche il significato culturale di un\u2019esperienza di un gruppo di disabili che si fa servizio per la collettivit\u00e0, uno strumento a disposizione di tutti che origina dal protagonismo e dall\u2019inventiva dei servizi per disabili. \u00c8 un segnale che indica l\u2019attenzione del territorio nella costruzione di un sistema di offerta che mette al centro la persona chiedendo alle strutture e alle organizzazioni un costante riadattamento. \u201cUna cura a tessere costantemente la rete dei rapporti, a far interagire le risorse, le competenze, le esperienze, per rispondere nel modo migliore alle esigenze dei soggetti, per offrire opportunit\u00e0 compiute, per segnare una presenza diffusa di attenzione e sensibilit\u00e0 che aiuta a fare della disabilit\u00e0 non un problema da affrontare ma un\u2019esperienza del quotidiano\u201d. \u00a0La rete dei servizi dunque come risorsa, cos\u00ec come la rete dei rapporti con l\u2019esterno. L\u2019investimento si orienta verso collaborazioni pensate e progettate tra servizi in primo luogo, che consentono di \u201cvedere\u201d e quindi concretizzare nuovi percorsi e possibilit\u00e0, di ampliare l\u2019orizzonte relazionale e di incontro tra operatori ma soprattutto tra gli stessi soggetti disabili, permettendo di uscire dal microcosmo del Centro di riferimento e incontrare nuovi amici, nuove persone con cui condividere esperienze e occasioni. Cos\u00ec l\u2019esperienza del cicloturismo, come altre in precedenza (escursioni, sci, giochi sportivi, teatro\u2026) va allargandosi e coinvolgendo altri CSE, il Laboratorio Artimedia, altri servizi, permettendo di organizzare aggregazioni per interesse e non pi\u00f9 solo per appartenenze.<br \/>\nL\u2019attivit\u00e0 di cicloturismo continua infatti al CSE come possibilit\u00e0 settimanale offerta a sei utenti del Centro e come opportunit\u00e0 di una vacanza all\u2019anno in localit\u00e0 che offrano percorsi, piste ciclabili.<br \/>\nLa Cooperativa La Vecchia Quercia che gestisce operativamente il CSE di Lecco e altri servizi nell\u2019area della disabilit\u00e0 e del disagio psichico, ritiene che questa attivit\u00e0 sia stata una grossa scoperta e che si inscriva fra quelle attivit\u00e0 trasferibili in altri contesti e con altri soggetti.<br \/>\nL\u2019esperienza fatta, le riflessioni che l\u2019hanno accompagnata e supportata devono essere rimesse in circolo: \u201cStiamo lavorando, come Consorzio di Cooperative, anche alla possibilit\u00e0 di permettere di fruire di questa proposta a famiglie con figli con disabilit\u00e0, ad associazioni di volontariato e ad altri CSE, mettendo a disposizione dei tandem e facilitando la conoscenza dei percorsi ciclabili che il nostro territorio offre\u201d, dice Gabriella Pellizzari, Responsabile Area disabilit\u00e0 Cooperativa La Vecchia Quercia.<\/p>\n<p>Gli educatori del servizio: Bonaiti Ingrid, Mesiano Tatiana, Farina Lucio, Fus\u00e8 Elena, Invernizzi Lorena, Mosca Monica, Perego Roberto, Ponzoni Gloria, Pozzari Sabrina, Redaelli Monica, Tagliaferri Denise, Valsecchi Paolo.<br \/>\nResponsabile Centro servizi formativi del Comune di Lecco: Ruggero Plebani.<br \/>\nPer ulteriori\u00a0 informazioni: Centro Socio Educativo, via Tagliamento 5, Lecco, tel. 0341\/25.18.64.<br \/>\nCopie della guida Biciclettando da Lecco a Milano in tandem. Proposta cicloturistica tra storia, arte e natura lungo l\u2019Adda e \u00a0i Navigli possono essere richieste a:<br \/>\nCentro Servizi Formativi &#8211; Comune di Lecco, via Grandi 28\/a, tel. 0341\/36.20.51, fax. 0341\/28.60.39, e-mail: <a href=\"mailto:centroserviziformativi@comune.lecco.it\">centroserviziformativi@comune.lecco.it.<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mamma di Barbara, ragazza autistica, scrive:Cronaca di un giorno speciale: 26 giugno 2002, ore 9.30  partenza dal CSE (Centro Socio Educativo) di Lecco, destinazione piazza Duomo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3606,3607],"edizioni":[41],"autori":[266],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/134"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=134"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/134\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5566,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/134\/revisions\/5566"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=134"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=134"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=134"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=134"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=134"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=134"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=134"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=134"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=134"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}