{"id":135,"date":"2009-11-04T17:04:47","date_gmt":"2009-11-04T17:04:47","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=135"},"modified":"2025-12-10T11:14:24","modified_gmt":"2025-12-10T10:14:24","slug":"1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=135","title":{"rendered":"Mamma Rossana racconta&#8230;&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>a cura della Redazione<\/p>\n<p>E&#8217; morta Rosanna, la mamma di Claudio Imprudente. Da tempo era gravemente malata e fino all&#8217;ultimo \u00e8 stata amorevolmente assistita presso la Comunit\u00e0 &#8220;Maran\u00e0-tha&#8221;. Vogliamo ricordarla con questa intervista che \u00e8 stata pubblicata nell&#8217;ultimo libro di Claudio, &#8220;Una vita imprudente&#8221; (Trento, Erickson, 2003). Ne approfittiamo anche per ringraziare tutti coloro che sono stati vicini a Claudio, alla sua famiglia e alla Comunit\u00e0.<br \/>\n<!--break-->Ho pensato di farvi raccontare i miei primi anni da qualcuno che direi mi conosce bene, una persona a caso: la mia mamma. Un amico insegnante, Riziero Zucchi, le ha rivolto qualche anno fa delle domande per capire meglio il punto di vista dei genitori di figli \u201cdiversabili\u201d, le modalit\u00e0 attraverso le quali si rapportano all\u2019esperienza scolastica dei figli e, in generale, alla loro crescita.<\/p>\n<p>Riziero: Vorrei chiederLe di raccontarci l\u2019esperienza scolastica di Claudio, a partire dalle sue fasi iniziali.<br \/>\nRosanna: Ha avuto un\u2019esperienza meravigliosa in una scuola speciale riservata esclusivamente a soggetti spastici. Le scuole speciali erano una rovina, \u00e8 vero, perch\u00e9 non davano risposte adeguate a diverse esigenze: c\u2019era il disabile fisico, c\u2019era il disabile mentale, c\u2019era il soggetto iperattivo e il povero ragazzo in carrozzella era il pi\u00f9 abbandonato perch\u00e9 bisognava stare dietro a quello che correva fuori. Invece l\u00ec erano tutti nelle stesse condizioni, pi\u00f9 o meno gravi, ma nelle stesse condizioni. Avevano una maestra unica tutto il giorno, terapisti, logopedisti, insomma avevano tutto. Gli hanno persino insegnato a usare il denaro, attraverso un mercatino che era organizzato nella scuola con periodicit\u00e0 quindicinale. I bambini dovevano andarci con un po\u2019 di\u00a0 soldi e potevano comprarsi qualche cosa. Un giorno andai a prendere Claudio e c\u2019era una bambina spastica che piangeva perch\u00e9, essendosi dimenticata i soldi, non poteva comperare niente. Io volevo darle dei soldi e stavo per farlo quando l\u2019assistente sociale mi trattenne dicendo: \u201cNo signora, perch\u00e9 cos\u00ec non impara a essere responsabile: si \u00e8 dimenticata di chiedere i soldi alla mamma ma vedr\u00e0 che la prossima volta non mancher\u00e0 di ricordarsene\u201d. Quindi una scuola che l\u2019ha preparato davvero molto bene. Quando \u00e8 passato alle medie aveva un corredo culturale molto buono; purtroppo ha avuto la sfortuna, tra virgolette, di incontrare tre ragazzi, proprio delle pesti, che per\u00f2 si erano attaccati a lui e lo portavano fuori, lo tiravano fuori dalla classe.<br \/>\nRiziero: Noi abbiamo notato che i bambini, quelli definiti pi\u00f9 cattivi, alla fine sono quelli pi\u00f9 attaccati e bravi.<br \/>\nRosanna: Io in classe ho avuto un ragazzo spastico e nel banco vicino a lui ci \u00e8 andato un altro ragazzino che stava ripetendo la prima media perch\u00e9 non aveva nessuna voglia di studiare, non stava mai attento. Vicino al ragazzo disabile ne \u00e8 diventato il paladino, e stava molto pi\u00f9 attento. Una volta che ho sgridato Fabrizio perch\u00e9 rideva, lui mi ha apostrofato: \u201cSignora, perch\u00e9 lo sgrida?\u201d. E io: \u201cPerch\u00e9 lui \u00e8 un alunno di questa classe e deve stare attento come stai attento tu!\u201d. Il ragazzo poi \u00e8 venuto a dirmi: \u201cSignora, grazie!\u201d.<br \/>\nRiziero: Claudio alle medie ha trovato questi amici, dicevamo\u2026<br \/>\nRosanna: Ha perso un po\u2019 la voglia di studiare, c\u2019era poi anche il fatto che da studiare ce n\u2019era molto alle medie e lui tutti i pomeriggi doveva andare a fare terapia e per fare terapia venti minuti doveva stare via almeno tre ore, perch\u00e9 il pulmino lo veniva a prendere, lo portava e lo riportava a casa.<br \/>\nPoi al liceo non si \u00e8 trovato bene: i professori, timorosi di rapportarsi a lui, non lo interrogavano, e quindi, concluso il terzo anno, quando aveva gi\u00e0 iniziato a studiare filosofia in cui andava molto bene e il professore era entusiasta, io gli ho detto: \u201cClaudio, o cambiamo liceo e andiamo da un\u2019altra parte oppure te ne stai a casa\u201d. Lui ha scelto di stare a casa, ha cominciato a leggere.<br \/>\nRiziero: Da tempo lavoriamo con i genitori perch\u00e9 pensiamo che il futuro sia una valorizzazione della consapevolezza e della scienza dei genitori. Io lavoro nella scuola e vedo che la scuola disprezza i genitori. Noi pensiamo che i genitori dei ragazzi disabili debbano essere necessariamente dei genitori speciali. Mi interessava innanzitutto il Suo parere su questo e sul percorso effettuatocon Claudio; ma soprattutto i fattori importanti per cui Claudio \u00e8 diventato quello che \u00e8.<br \/>\nRosanna: I genitori di figli disabili devono principalmente considerare i loro figli normali, questo\u00a0 significa non porre la differenza: \u201cLui non pu\u00f2 fare questo, non pu\u00f2 fare quest\u2019altro\u2026\u201d. Io, se necessario, in passato ho sgridato Claudio e continuo a sgridarlo tuttora. Per me lui \u00e8 normale, ma lo \u00e8 sempre stato, cos\u00ec \u00e8 per me e lo era anche per mio marito. Quindi \u00e8 stato sgridato quando occorreva. Poi bisogna pensare che gli altri bambini si lasciano andare fuori a giocare: anche loro devono stare fuori insieme agli altri. Capiter\u00e0 che si sporchino, si facciano male, si graffino ma succede anche a tutti gli altri bambini. Quindi bisogna dar loro fiducia e non tenerli chiusi in casa, perch\u00e9 altrimenti non crescono, restano degli eterni bambini.<br \/>\nRiziero: Lei prima mi diceva della crescita di Claudio, e della necessit\u00e0 di una continua sollecitazione\u2026<br \/>\nRosanna: Continua, continua. Leggergli, parlargli continuamente, metterlo di fronte alle sue responsabilit\u00e0. Quando cominciava gi\u00e0 a scrivere i numeri, io e mio marito avevamo preso l\u2019abitudine alla sera di giocare a carte per passare un po\u2019 il tempo. Noi giocavamo e Claudio stava vicino a noi, cos\u00ec\u00a0 scriveva i numeri e teneva i conti sul tavolo di marmo. Faceva il segnapunti; naturalmente ci voleva pi\u00f9 tempo, ma noi aspettavamo, senza brontolare, e lui ha imparato a fare questo. Il tavolo dopo era da pulire, \u00e8 vero, per\u00f2 anche se i bambini giocano per terra dopo occorre pulire, lui giocava sul tavolo\u2026 Bisogna principalmente dare fiducia. Si soffre tantissimo, perch\u00e9 lasciarlo andare fuori con un amico la prima volta \u00e8 molto faticoso, poich\u00e9 non si sa quello che succeder\u00e0\u2026 Ma tenerlo in casa \u00e8 peggio: lo si rovina. Un giorno ricevetti una telefonata: Claudio era uscito con un suo amico e si erano \u201cinzuccati\u201d; quando ritornarono a casa non dissi niente perch\u00e9 temevo che il ragazzo che guidava potesse prendere una sgridata dal padre. Ma internamente lo so io quello che ho provato! Non \u00e8 successo niente di particolarmente grave, perch\u00e9 erano stati tamponati da una macchina; per\u00f2 lui si era rotto il naso. Per\u00f2 non credo che questo\u2026insomma voglio dire che \u00e8 pi\u00f9 facile tenerselo in casa, \u00e8 sicuramente pi\u00f9 facile!<br \/>\nRiziero: Secondo Lei che cosa trattiene le mamme dei bimbi disabili dal dare fiducia?<br \/>\nRosanna: Innanzitutto occorre precisare che le madri si sentono peccatrici, cio\u00e8 si sentono addosso la colpa di aver procurato l\u2019handicap al figlio.<br \/>\nRiziero: Ma chi glielo procura questo senso di colpa?<br \/>\nRosanna: La gente, perch\u00e9 dice: \u201cCome sei stata disgraziata, sfortunata\u201d. Quindi la gente ha una grande responsabilit\u00e0 al riguardo. E poi, non saprei\u2026<br \/>\nRiziero: Io ho un sospetto: che a volte ci siano molti medici che hanno questo atteggiamento nei confronti della disabilit\u00e0, cio\u00e8 formulano delle diagnosi che sono delle pietre tombali: \u201cSignora, Suo figlio non ce la far\u00e0 mai!\u201d.<br \/>\nRosanna: A me \u00e8 capitato questo: il bambino era molto sveglio e, quindi, anche la dottoressa che l\u2019aveva assistito la prima notte in cui aveva avuto delle crisi fortissime non mi disse che cosa pensava. Mi ricordo che Claudio nacque in marzo e verso Natale la dottoressa, il cui marito lavorava anch\u2019egli all\u2019ospedale come medico, mi disse: \u201cSignora, venga che facciamo vedere il bambino anche a mio marito\u201d; il marito le disse: \u201cGuarda, quello che ti posso dire \u00e8 che questo ragazzo \u00e8 molto presente\u201d. Ancora per\u00f2 non si era riusciti a capire cosa fosse necessario fare, anche perch\u00e9 non ci avevano spiegato ci\u00f2 che era accaduto esattamente. Non pensavo che potesse essere affetto da tetraparesi spastica perch\u00e9, essendo piccolo, non si reggeva ancora in piedi e quindi era naturale che non stesse diritto. Poi capimmo che c\u2019era qualcosa\u00a0 che non andava e decidemmo di andare da uno da uno specialista. Questo, duramente, mi fece i complimenti dicendomi: \u201cSignora, Lei ha capito subito che Suo figlio non \u00e8 normale\u2026 proprio ieri sera ho visto un documentario della Carlo Erba relativo a un istituto che hanno aperto a Firenze. Ecco, Le consiglio di portarlo in un istituto\u201d. Io andai a vedere questo istituto, parlai con il direttore che mi consigli\u00f2 di trasferirmi a Firenze e mi disse: \u201cSi prenda una cameretta, cos\u00ec io faccio fare terapia a Suo figlio\u201d. Io pensai che sarebbe stato un danno enorme portarlo via dalla sua casa, dal padre\u2026 io fuori di casa e tutto il resto. Nel mio caso sono contenta di non averlo fatto.<br \/>\nRiziero: Le volevo chiedere, signora, in che modo Claudio L\u2019abbia fatta crescere come persona.<br \/>\nRosanna: Dunque, io sono sempre vissuta in mezzo ai ragazzi, per il mio lavoro di insegnante. Quando ho capito cosa aveva Claudio, lui aveva gi\u00e0 pi\u00f9 di un anno e io mi sono sentita molto responsabile nei confronti dei miei alunni. Potr\u00e0 sembrare strano, ma io mettevo prima loro e poi Claudio: quando ero con loro dovevo pensare solo al lavoro, non a mio figlio. Questo pensiero mi ha aiutata, mi ha dato maggior forza per impegnarmi nel mio mestiere con coraggio&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; morta Rosanna, la mamma di Claudio Imprudente. 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