{"id":1353,"date":"2012-07-02T14:51:26","date_gmt":"2012-07-02T14:51:26","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1353"},"modified":"2025-07-25T13:18:31","modified_gmt":"2025-07-25T11:18:31","slug":"si-pu-perdere-la-vista-ma-non-lo-sguardo-la-fase-dell-allattamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1353","title":{"rendered":"6. Si pu\u00f2 perdere la vista ma non lo sguardo: la fase dell\u2019allattamento"},"content":{"rendered":"<p>Nell\u2019ambiente della maternit\u00e0, il deficit visivo suscita sempre una reazione emotiva violenta. Come si possono immaginare, apprezzare le esperienze umane e in particolare la maternit\u00e0 senza la visione? Come immaginare che una madre non possa vedere il viso di suo figlio?<br \/>\nDiventare madre quando si ha un deficit visivo vuol dire innanzitutto esporsi a una colpa sociale.<br \/>\nDel resto il significato inconscio della cecit\u00e0 \u00e8 legato al peccato, alla trasgressione del divieto (Edipo diviene cieco dopo aver sposato sua madre e ucciso suo padre).<br \/>\nPer noi che vediamo, le immagini visuali, pi\u00f9 che gli altri sensi, generano la maggior parte delle nostre emozioni e delle nostre repulsioni. L\u2019occhio \u00e8 l\u2019organo della seduzione, \u00e8 la sede di molteplici scambi silenziosi e di numerosi fantasmi.<br \/>\nLa visione permette l\u2019apprendimento a distanza del mondo, l\u2019accesso alla curiosit\u00e0, al sapere. L\u2019assenza della visione \u00e8 l\u2019inimmaginabile che inquieta i vedenti, quelli che pensano a torto di non essere riconosciuti, quelli che non sanno in che modo entrare in contatto o aiutare le persone con deficit visivi.<br \/>\nSe si limita l\u2019attaccamento umano solo a delle esperienze visuali, se si d\u00e0 importanza solo alla visione senza dissociarla dallo sguardo, sicuramente faremo molta fatica a comprendere la natura dei legami madri\/figli.<br \/>\nLa madre non vedente che allatta il suo bambino sviluppa delle strategie che non faranno di lei una partecipante solo passiva all\u2019azione di nutrimento.<br \/>\nIl suo viso traduce la sua emozione interiore, \u00e8 mobile, lei sa sorridere, sa emettere delle vocalizzazioni differenziate.<br \/>\nIl suo sguardo \u00e8 carico di affetto, poich\u00e9 lo sguardo \u00e8 la dimensione affettiva della visione.<br \/>\nSi pu\u00f2 perdere la visione, ma non si perde mai lo sguardo. Esso \u00e8 sempre guidato dal suono, dall\u2019intuizione, dalla massa corporea.<br \/>\nCapita a volte che certe madri non guardano. \u00c8 l\u00ec allora che interviene il nostro ruolo, per insegnare loro a guardare. Poich\u00e9 non \u00e8 facile rifare qualcosa che \u00e8 stato loro proibito fin da quando erano piccole. \u00c8 il caso di Bouchera, per esempio, una mamma magrebina, alla quale sua madre e la sua famiglia hanno sempre raccomandato di chiudere gli occhi o di abbassare la testa perch\u00e9 i suoi occhi non erano belli\u2026<br \/>\nIl modo in cui il bambino \u00e8 portato in braccio, il modo in cui \u00e8 manipolato, il modo in cui la madre gli d\u00e0 il seno o il biberon, determina la qualit\u00e0 del ruolo materno. Questa qualit\u00e0 l\u2019ho spesso trovata nelle madri non vedenti.<br \/>\nSe noi non ci fidassimo del fatto che un riequilibrio sensoriale permette alla mamma non vedente una percezione molto fine dei bisogni di suo figlio, e se non trasmettessimo a queste donne tale fiducia, il pensiero \u201coperativo\u201d e il pensiero \u201csimbolico\u201d della madre sarebbero gravemente compromessi. La madre che non vede si auto-analizza molto, si auto-critica in base a delle proprie referenze, ma questa analisi \u00e8 spesso fonte di sofferenza, manca l\u2019ascolto da parte degli altri e uno sguardo benevolo verso se stessa. Per la mancanza di insegnamenti appresi anche dalla semplice visione di altre madri, i giudizi che la madre non vedente va a elaborare su se stessa sono spesso negativi.<br \/>\nNonostante l\u2019immagine idilliaca dell\u2019allattamento sia presente in un\u2019abbondante iconografia e descritta in letteratura, alcune madri non vedenti si rifiutano di allattare al seno, proprio perch\u00e9 \u00e8 inconcepibile per loro la rappresentazione dell\u2019allattamento materno. Bisogna allora convincerle con frasi un po\u2019 rudi: \u201cCome pensate allora di fare, visto che non ci vedete, a preparare il biberon?\u201d.<br \/>\n\u00c8 violento colpevolizzare le madri che non vogliono o non possono allattare? \u00c8 crudele stigmatizzare il loro deficit ponendo l\u2019accento sulle difficolt\u00e0 materiali? Forse, ma si dovrebbe anche pensare a tutto l\u2019investimento che la madre deve mettere in atto per scegliere il materiale necessario alla \u201cconfezione\u201d di un biberon.<br \/>\nAd ogni modo quello che emerge \u00e8 che il biberon, dallo status di cosa, passa allo status di oggetto caricato di emozioni tattili.<br \/>\nSia che si allatti al seno, che col biberon, la percezione tattile \u00e8 sempre presente: la mano libera accarezza, palpa con tenerezza il viso del neonato alla ricerca della bocca. Inoltre la madre \u00e8 particolarmente attenta ai diversi suoni della poppata: sa distinguere perfettamente la deglutizione, il rigetto, i rumorini d\u2019aria, le fuoriuscite di latte. Anche la valutazione del peso informa sulla necessit\u00e0 di frenare un bambino troppo goloso.<br \/>\nQueste attenzioni vengono accompagnate da un \u201cinvolucro\u201d fatto di vocalizzi teneri e che infondono sicurezza al neonato.<br \/>\nDiderot diceva \u201cLe persone cieche illuminano il nostro sguardo\u201d, io dir\u00f2 modestamente che le madri non vedenti illuminano meglio la mia visione interiore e il mio pensiero.<br \/>\n(traduzione a cura di Valeria Alpi)<\/p>\n<p><!--break--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&rsquo;ambiente della maternit&agrave;, il deficit visivo suscita sempre una reazione emotiva violenta. Come si possono immaginare, apprezzare le esperienze umane e in particolare la maternit&agrave; senza la visione? 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