{"id":1373,"date":"2012-07-30T16:25:53","date_gmt":"2012-07-30T16:25:53","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1373"},"modified":"2025-07-28T09:41:42","modified_gmt":"2025-07-28T07:41:42","slug":"informazione-sociale-disabili-in-viaggio-sui-mass-media","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1373","title":{"rendered":"Disabili in viaggio\u2026 sui mass media"},"content":{"rendered":"<p>Mentre questo numero di \u201cHP-Accaparlante\u201d veniva chiuso in redazione, \u00e8 capitato un episodio curioso sulla stampa on line. Repubblica.it ha pubblicato in molta evidenza la lettera di un lettore\/scrittore che denunciava un caso di discriminazione avvenuto su un treno italiano contro un ragazzo disabile straniero. I toni della lettera e i successivi commenti e le riprese dell\u2019articolo sono un\u2019ottima fonte di riflessione per una rubrica come Informazione sociale. Riportiamo un bell\u2019articolo di Franco Bomprezzi, comparso pochi giorni dopo l\u2019accaduto sul Blog \u201cFrancaMente\u201d che lo stesso Bomprezzi cura per la sezione on line di \u201cVita\u201d (<a href=\"http:\/\/www.vita.it\/francamente\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.vita.it\/francamente<\/a>).<br \/>\nHo atteso qualche giorno. Avevo letto subito su Repubblica.it la denuncia di Shulim Vogelmann, giovane scrittore nato a Firenze, di cultura ebraica e cittadinanza anche israeliana, testimone di un trattamento discriminatorio nei confronti di un viaggiatore disabile in treno. Un racconto a tinte forti, pieno di particolari, ma anche, per certi versi, ai limiti dell\u2019incredibile, pur essendo io, abbastanza logicamente, pronto a prendere le parti di una persona con disabilit\u00e0 che venga maltrattata.<br \/>\nLa storia \u00e8 nota ormai quasi a tutti, perch\u00e9 \u00e8 diventata una delle notizie pi\u00f9 commentate e riprese da giornali, tv e radio a fine d\u2019anno. Una storia di ordinaria maleducazione, peggio, di maltrattamento verbale da parte del personale delle Ferrovie e della Polfer, nella totale indifferenza degli altri passeggeri, tranne lo scrittore, che racconta tutto per filo e per segno. In estrema sintesi un ragazzo disabile probabilmente romeno, privo di braccia, sale in treno senza biglietto ma con i soldi giusti pronti per pagarlo. Siamo sull\u2019Eurostar Bari-Roma del 27 dicembre. Atteggiamento ostile del controllore donna, parole pesanti nei confronti dei disabili da parte degli agenti della Polfer, unico paladino del malcapitato disabile \u00e8 lo scrittore che peraltro non provvede direttamente a pagare il biglietto mancante, ma si limita a intavolare una discussione con il capotreno. Alla fine, secondo Vogelmann, il giovane disabile viene fatto scendere dal treno.<br \/>\nPrima ancora che sia possibile avere una versione da parte delle Ferrovie, che in verit\u00e0 subito si scusano in attesa di verificare la vicenda, si apre sul sito di Repubblica.it una valanga incontenibile di commenti, quasi tutti di indignata solidariet\u00e0, senza alcun dubbio, nella convinzione che la storia non solo sia credibile cos\u00ec com\u2019\u00e8 stata raccontata, ma la sua veridicit\u00e0 dipende dal fatto che si inserisce in un quadro disastroso di episodi, citati dai lettori, a conferma della maleducazione dei ferrovieri, dei passeggeri, del popolo italiano, e cos\u00ec via lamentando.<br \/>\nPer la verit\u00e0 arrivano anche i commenti di altri passeggeri di quel treno, che non confermano affatto la versione dello scrittore fiorentino, ma anzi, raccontano di un finale diverso. Leggiamo su un altro articolo di Repubblica.it, \u201cSecondo quanto scrive un testimone, l\u2019atteggiamento degli altri passeggeri non \u00e8 stato affatto indifferente\u201d. \u2018Sono uno dei passeggeri che si trovava accanto al ragazzo nel famigerato viaggio \u2013 si legge in uno dei commenti \u2013. Mi permetto di rettificare l\u2019articolo [\u2026]. \u00c8 vero, la ragazza e i due agenti della Polfer saliti alla stazione di Foggia si sono rivolti al giovane romeno con toni francamente evitabili, ma parlare dell\u2019indifferenza dell\u2019intero vagone \u00e8 assolutamente scorretto \u2013 conclude \u2013. Su richiesta della ragazza \u00e8 infatti intervenuto un altro controllore e il suo comportamento \u00e8 stato ineccepibile. Ha evitato che il ragazzo disabile pagasse la tratta precedente (a suo rischio) e si \u00e8 impegnato personalmente a comprargli il biglietto con la modalit\u00e0 self service senza ulteriori sovratasse\u2019\u201d. Nel medesimo articolo il quotidiano on line d\u00e0 conto della versione delle FS: \u201cIl viaggiatore non \u00e8 mai stato fatto scendere dal treno, il biglietto gli \u00e8 stato acquistato a Foggia dal personale di bordo. Il Gruppo FS \u00e8 da sempre attento e sensibile ai diritti dei diversamente abili\u201d. La capotreno in servizio sull\u2019Eurostar 9354 Bari-Roma di domenica 27 dicembre, durante le operazioni di controllo dei biglietti ha riscontrato che un viaggiatore privo del braccio sinistro ma in grado di parlare in modo corretto, era senza biglietto. L\u2019ha quindi informato delle regole di ammissione sul convoglio. \u201cConsiderata la particolare condizione del passeggero \u2013 si legge sul comunicato ufficiale delle FS \u2013, risulterebbe che la Capotreno si sia ulteriormente attivata per consentire al cliente di proseguire il viaggio sullo stesso treno e senza alcuna sanzione. Per questo \u00e8 scesa durante la sosta a Foggia provvedendo a recarsi in biglietteria e acquistando il biglietto per conto del passeggero\u201d.<br \/>\nQuesta versione coincide con le precisazioni e le rettifiche gi\u00e0 espresse dai lettori di Repubblica.it, ma non viene inserita nel corpo del primo articolo, quello di denuncia del fatto, e cos\u00ec i commenti continuano a essere raccolti senza posa, contribuendo a creare il convincimento che sia avvenuta una grave e inaccettabile discriminazione.<br \/>\nNe traggo ora alcune riflessioni, che offro al vostro pensiero perch\u00e9 magari tutti insieme possiamo trarre qualche piccolo insegnamento dalla vicenda.<br \/>\nSecondo me la verit\u00e0 \u00e8 \u00e0 meta strada. Ovvero: la persona disabile \u00e8 salita sul treno senza conoscere le procedure che consentono di essere registrati (carta Blu delle Ferrovie per i viaggiatori disabili) e quindi assistiti secondo regole note da tempo. Il personale delle Ferrovie sicuramente non brilla per preparazione nel trattare con viaggiatori in difficolt\u00e0 e l\u2019atteggiamento peggiora quando si ha a che fare con cittadini stranieri. Ma alla fine il buon senso e le regole prevalgono, e infatti il viaggiatore non ha pagato sovrapprezzo, e ha potuto completare il suo percorso, sia pure dopo una disavventura non piacevole.<br \/>\nSeconda considerazione: la disabilit\u00e0 fa notizia solo quando \u00e8 clamorosa, altrimenti niente. In questo caso ha fatto presa il racconto ricco di particolari emotivi, compresa una discutibile descrizione delle condizioni fisiche del viaggiatore disabile: \u201cS\u00ec, senza braccia, con due moncherini fatti di tre dita che spuntano dalle spalle \u2013 scrive Vogelmann \u2013. \u00c8 salito sul treno con le sue forze. Posa la borsa a tracolla per terra con enorme sforzo del collo e la spinge con i piedi sotto al sedile. Crolla sulla poltrona. Dietro agli spessi occhiali da miope tutta la sua sofferenza fisica e psichica per un gesto cos\u00ec semplice per gli altri: salire sul treno\u201d. \u00a0E pi\u00f9 avanti: \u201cArticolando le parole con grande difficolt\u00e0, riesce a mormorare una frase sconnessa: \u2018No biglietto, no fatto in tempo, handicap, handicap\u2019. Con la bocca (il collo si piega innaturalmente, le vene si gonfiano, il volto gli diventa paonazzo) tira fuori dal taschino un mazzetto di soldi\u201d. E infine: \u201cIl ragazzo farfugliando le dice di non avere altri soldi, di non poter pagare nessun sovrapprezzo, e con la voce incrinata dal pianto per l\u2019umiliazione ripete \u2018Handicap, handicap\u2019. Insomma una descrizione alquanto indelicata ma strappacuore. Giusto quello che serve per guadagnarsi l\u2019home page del quotidiano on line e il link in centinaia di profili di Facebook e note di commento sdegnato, da parte di lettori in buona fede ma del tutto privi, secondo me, di un minimo spirito critico, oserei dire di un minimo spirito giornalistico.<br \/>\nDa quando sono giornalista, gennaio 1984, ho sempre pensato che le notizie vanno verificate con cura. A maggior ragione se si tratta di fatti che suscitano emozioni forti e condivisione, pathos. In questo caso sin dall\u2019inizio ho nutrito qualche dubbio. Prima di tutto perch\u00e9 ho viaggiato molto in treno, e non ho mai incontrato episodi di cos\u00ec evidente incivilt\u00e0. Casomai, e qui sta il punto, ho sempre potuto constatare una certa difficolt\u00e0 a garantire al meglio i servizi promessi. L\u2019assistenza \u00e8 efficiente solo sulle tratte principali, le stazioni non servite sono la maggioranza, chi vuole viaggiare in treno e vive in provincia non pu\u00f2 proprio farlo, ancora adesso, in moltissime regioni italiane. L\u2019incarrozzamento delle sedie a rotelle spesso \u00e8 garantito da mezzi obsoleti o non funzionanti. Ora bisogna prenotare con due giorni di anticipo, il che oggettivamente discrimina rispetto agli altri viaggiatori. Voglio dire: i disservizi esistono ma sono altri, e rientrano in un giudizio complessivo scadente sulla qualit\u00e0 e sulla omogeneit\u00e0 del trattamento da parte delle Ferrovie. Un problema dunque che riguarda tutti, non solo le persone con disabilit\u00e0.<br \/>\nAltra riflessione: si sta consolidando sul web la tendenza allo sfogo collettivo, una \u201cclass action\u201d dei sentimenti repressi. Tutti concordano nel protestare, nel denunciare, nell\u2019indignarsi. Chi esprime dubbi viene isolato e bollato come \u201cbuonista\u201d. Difficile in questa situazione svolgere quotidianamente un corretto servizio di informazione sui diritti delle persone con disabilit\u00e0, diritti che si traducono in norme, in regolamenti, in procedure verificabili, in accordi con le associazioni, in corsi di formazione, in buone prassi, in testi da consultare, insomma in strumenti maturi di democrazia partecipata.<br \/>\nQuel viaggiatore senza mani e senza braccia \u00e8 ora scomparso nel nulla, e nessuno lo ha davvero aiutato a essere consapevole della sua cittadinanza. Ma tutti sono convinti di aver solidarizzato con lui, e si mettono il cuore in pace. Fino alla prossima indignazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre questo numero di &ldquo;HP-Accaparlante&rdquo; veniva chiuso in redazione, &egrave; capitato un episodio curioso sulla stampa on line. 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