{"id":1377,"date":"2012-07-30T17:07:59","date_gmt":"2012-07-30T17:07:59","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1377"},"modified":"2025-07-28T09:40:05","modified_gmt":"2025-07-28T07:40:05","slug":"sport-agevoli-il-baskin-uno-sport-integrante-e-umanizzante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1377","title":{"rendered":"Il Baskin: uno sport integrante e umanizzante"},"content":{"rendered":"<p>Il Baskin \u00e8 un nuovo sport nato a Cremona nel 2002. Sta vivendo uno sviluppo importante nel Nord Italia, suscitando l\u2019interesse crescente di vari mondi: l\u2019universo scolastico, la realt\u00e0 sportiva, il settore specializzato (nella disabilit\u00e0) e il campo universitario. Dopo una breve descrizione oggettiva dell\u2019attivit\u00e0 (\u201cvista da fuori\u201d) per capire di cosa si tratta, ci soffermeremo pi\u00f9 a lungo nel presentare un approccio al Baskin pi\u00f9 esperienziale (\u201cvissuto da dentro\u201d) per affrontare il tema dello sviluppo educativo che produce il Baskin nei ragazzi che lo praticano.<\/p>\n<p><strong>Cos\u2019\u00e8 il Baskin visto da fuori? \u00a0(Prospettiva da chi lo sta scoprendo)<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Iniziamo ricordando che il Baskin \u00e8 sia una disciplina sportiva che una disciplina scolastica<em>.<\/em><br \/>\nIl Baskin (abbreviazione di basket integrato) si ispira al basket ma ha caratteristiche particolari e innovative. Un regolamento, composto da 10 regole, ne governa il gioco conferendogli caratteristiche incredibilmente ricche di dinamicit\u00e0 e imprevedibilit\u00e0. Questo nuovo sport \u00e8 stato pensato per permettere a giovani normodotati e giovani disabili di giocare nella stessa squadra (composta sia da ragazzi che da ragazze!). In effetti, il Baskin permette la partecipazione attiva di giocatori con qualsiasi tipo di disabilit\u00e0 (fisica e\/o mentale) che consenta il tiro in un canestro. Si mette cos\u00ec in discussione la rigida struttura degli sport ufficiali e questa proposta, effettuata nella scuola, diventa un laboratorio di societ\u00e0.<br \/>\nLe 10 regole valorizzano il contributo di ogni ragazzo\/a all\u2019interno della squadra: infatti il successo comune dipende realmente da tutti. Quest\u2019adattamento, che personalizza la responsabilit\u00e0 di ogni giocatore durante la partita, permette di superare positivamente la tendenza spontanea a un atteggiamento \u201cassistenziale\u201d a volte presente nelle proposte di attivit\u00e0 fisiche per persone disabili.<\/p>\n<p><strong>Il regolamento del Baskin adatta:\u00a0<\/strong><br \/>\n&#8211; il materiale (uso di pi\u00f9 canestri: due normali; due laterali pi\u00f9 bassi; possibilit\u00e0 di sostituzione della palla normale con una di dimensione e peso diversi);<br \/>\n&#8211; lo spazio (zone protette previste per garantire il tiro nei canestri laterali);<br \/>\n&#8211; le regole (ogni giocatore ha un ruolo definito dalle sue competenze motorie e ha di conseguenza un avversario diretto dello stesso livello. Questi ruoli sono numerati da 1 a 5 e hanno regole proprie);<br \/>\n&#8211; le consegne (possibile assegnazione di un tutor, giocatore della squadra che pu\u00f2 accompagnare pi\u00f9 o meno direttamente le azioni di un compagno disabile).<\/p>\n<p><strong>Cos\u2019\u00e8 il Baskin vissuto da dentro? (Prospettiva da chi l\u2019ha gi\u00e0 scoperto)<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Il Baskin \u00e8 un \u201cmondo di possibilit\u00e0\u201d che permette la formazione e l\u2019estrinsecazione delle potenzialit\u00e0 del soggetto.<br \/>\nIl rapporto che ciascun giocatore instaura con il Baskin \u00e8 un mondo incommensurabile che non si pu\u00f2 riassumere con una descrizione esterna dei fatti, ma che necessita un\u2019immersione nel vissuto esperienziale ed emotivo di ciascun giocatore. Perch\u00e9, come spesso accade, l\u2019essenziale rimane invisibile.<br \/>\nAd esempio, cosa vedr\u00e0 da fuori un occhio inesperto che guarda un ragazzo giocare a Baskin sulla sua carrozzina (ruolo 1)? Vedr\u00e0 magari un giocatore disabile che rimane un po\u2019 statico in una parte del campo mentre gli altri si agitano attorno a lui correndo da un canestro all\u2019altro. Osserver\u00e0 a volte avvicinarsi questi compagni per consegnargli la palla. E lo guarder\u00e0 tirare nel canestro basso vicino a lui e segnare (a volte).<br \/>\nMa se invece quest\u2019osservatore inizia a conoscere meglio il Baskin, comincer\u00e0 a vedere le cose anche attraverso gli occhi di questo ragazzo, intravedendo il suo mondo percettivo; e la sua sensibilit\u00e0 si aprir\u00e0 alla comprensione di una realt\u00e0 ben pi\u00f9 complessa, ricca e sorprendente. In effetti scoprir\u00e0 probabilmente un giocatore che sta seguendo con gli occhi lucidi di emozione le azioni dei suoi compagni; azioni che sente anche sue azioni, perch\u00e9 della squadra a cui sente intensamente appartenere, forse come mai l\u2019aveva potuto sperimentare prima di giocare a Baskin. Vediamo come questa impetuosa marea di emozioni che si scatena all\u2019interno di questo corpo apparentemente prigioniero dalla sua staticit\u00e0 contrasta con l\u2019immagine che ha l\u2019osservatore esterno. E tornando sull\u2019intensit\u00e0 dell\u2019esperienza che sta vivendo questo ragazzo, lontanissima da un sentimento di passivit\u00e0, pu\u00f2 provare queste emozioni proprio perch\u00e9 sa di avere all\u2019interno della squadra un ruolo che conta, e conta davvero; un ruolo che finalmente si carica di significato e di valore all\u2019interno di un gruppo; un\u2019identit\u00e0 che rinasce perch\u00e9 finalmente viene percepita, riconosciuta, compresa, insomma comincia a esistere. Arriva allora il momento in cui afferra la palla che un suo compagno gli ha portato. Tutti sanno \u2013 lui stesso, compagni, avversari, allenatori, spettatori \u2013 il valore e il peso nella partita di quello che sta accadendo. Dopo mesi di sforzo e impegno in allenamento, \u00e8 da due settimane forse che, quando tira con i palloni pi\u00f9 piccoli e pi\u00f9 leggeri che gli permettono di realizzare un tiro con una minima traiettoria parabolica, riesce a giungere nel cerchio del canestro, ma non sempre; e adesso, davanti a tutti e con i compagni che sperano intensamente, deve essere una delle volte che la palla entra.<\/p>\n<p>La conoscenza diretta del Baskin ci dota progressivamente di un filtro percettivo che funziona un po\u2019 come una lente d\u2019ingrandimento (sempre pi\u00f9 potente) sulle situazioni ed emozioni che ciascuno vive in relazione ai suoi bisogni e alle sue potenzialit\u00e0. L\u2019esempio del ragazzo con disabilit\u00e0 motoria (ruolo 1) ci ha aiutato a capirlo. Ma questo ragionamento \u00e8 estendibile a tutti i giocatori di Baskin, poich\u00e9 ciascuno ha un ruolo preciso definito in base ai propri bisogni e potenzialit\u00e0. Ciascuno scopre una modalit\u00e0 diversa di relazionarsi allo sport e alla diversit\u00e0 umana. Cos\u00ec che addentrarsi nel vissuto di ciascun giocatore ci fa scoprire un nuovo mondo incommensurabile. Se \u00e8 vero per i ragazzi con una disabilit\u00e0 motoria, pi\u00f9 o meno importante, \u00e8 anche vero per i giocatori che hanno una disabilit\u00e0 mentale, pi\u00f9 o meno importante. E non di meno, \u00e8 vero anche per i giocatori che non possiedono una disabilit\u00e0: per i ragazzi, per le ragazze, per chi non ha un profilo particolarmente sportivo o da atleta, con abilit\u00e0 motorie medie, quindi la maggior parte degli alunni nelle classi di educazione fisica, ma anche per chi invece ha ottime abilit\u00e0 motorie e sportive e pratica forse ad alto livello. Insomma il Baskin non sacrifica nessuno sull\u2019altare dello sport ma neanche sull\u2019altare dell\u2019integrazione!<br \/>\nSenza poter raccontare qui il vissuto esperienziale di tutti i giocatori di Baskin, ci sembra interessante prendere il tempo di immergerci un attimo nel mondo di due altri attori del Baskin: un giocatore normodotato e un allenatore o insegnante. E proveremo a farlo questa volta veramente \u201cda dentro\u201d!<br \/>\nSe, per esempio, sono un giocatore normodotato (ruolo 5 o 4) da quando frequento la squadra di Baskin ho scoperto tante cose su di me. Per esempio adesso so che la mia capacit\u00e0 di muovermi non serve solo a me stesso ma \u00e8 essenziale per permettere anche ad altri di entrare a far parte del gioco. So anche che devo utilizzarla con discernimento, questa capacit\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 una risorsa importante per la squadra e devo scegliere a disposizione di chi metterla a seconda delle situazioni che la partita richiede. Ho imparato anche che un compagno, con disabilit\u00e0 o no, non \u00e8 uno che compete con me, ma \u00e8 uno che ha bisogno di me e io di lui, della sua bravura, dei suoi canestri. Adesso ho scoperto che quando un mio compagno tenta di fare canestro, magari facendo uno sforzo fisico e psicologico immane, io partecipo intensamente della sua fatica, la sento su di me e vorrei con tutto me stesso vedere la palla entrare regalando la gioia dell\u2019obiettivo perseguito. E poi io, giocatore di ruolo 4 o 5, che credevo che tutti avessero bisogno di me, adesso ho scoperto di avere io bisogno degli altri, dei loro punti, ma anche dei loro sorrisi quando ci si trova per l\u2019allenamento, e della forza morale che vedo nei miei compagni che sanno insistere con pazienza e fatica tanto pi\u00f9 grandi della mia.<br \/>\nE se sono un allenatore o un insegnante? Per prima cosa imparo che allo sport appartiene una caratteristica che nel Baskin \u00e8 fondamentale: la delicatezza. La vedo in tutti i ruoli, gli uni attenti e partecipi di ci\u00f2 che fanno gli altri e mi accorgo che lo sport (il Baskin) mi sta educando, mi sta facendo cambiare. Voglio anche io essere delicato e voglio che tutti diano il massimo, sento che tutti sono fondamentali e che pi\u00f9 il gioco procede pi\u00f9 siamo gli uni indispensabili agli altri: questo sport \u00e8 veramente integrante. Da insegnante mi rendo conto di essere realmente al servizio dei miei allievi e non pi\u00f9 il contrario. Sto osservando i \u201cmiei\u201d giocatori o allievi e li vedo \u201cfiorire\u201d. Il senso sociale dello sport li ha fatti crescere, non giocano pi\u00f9 solo per la fama o per la propria esclusiva affermazione, adesso sentono di appartenere a ci\u00f2 che li circonda. Sono tanti anni che insegno e penso che anche questo \u00e8 un diritto che finalmente pu\u00f2 essere rispettato: il diritto dei miei allievi di imparare a \u201csentire\u201d l\u2019importanza del contesto in cui vivono per la loro crescita come persona (la loro educazione ). Ma non solo: quando \u00e8 arrivato un ragazzo non vedente in carrozzina, siamo stati capaci di farlo giocare insieme agli altri \u201cinventando\u201d l\u2019emissione di un suono (lo schioccare delle dita) che partendo dalla prossimit\u00e0 del canestro permettesse al compagno di rappresentare nella sua mente la posizione del canestro. Ho parlato al plurale perch\u00e9 a questa soluzione finale \u201cefficace\u201d siamo arrivati grazie al contributo di vari soggetti compreso il ragazzo non vedente che ama sentire schioccare le dita. Ancora l\u2019integrazione \u00e8 figlia di integrazione e quando il giocatore che non vede sta per tirare, il pubblico si autozittisce per permettere che il suono dello schioccare delle dita pervenga alle orecchie del giocatore. Questo silenzio intriso di rispetto e aspettativa \u00e8 parte di quella \u201cdelicatezza\u201d a cui mi sto educando.<\/p>\n<p><strong>I valori educativi del Baskin e \u201ci quattro pilastri formativi\u201d\u00a0<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Ci si chiede spesso se lo sport possiede valori educativi intrinsechi, cio\u00e8 se la pratica dello sport educa di per s\u00e9, o se invece la trasmissione di questi valori educativi dipende dal modo in cui si fa praticare lo sport e quindi dalle persone. Il Baskin, pi\u00f9 forse di qualsiasi altra attivit\u00e0 sportiva finora, cambia un po\u2019 il modo in cui solitamente si risponde a questa domanda ricorrente che attraversa le preoccupazioni di genitori, insegnanti, educatori, ma anche studiosi dello sport. Sembra in effetti che la struttura interna del Baskin generi un circolo virtuoso grazie al quale le dinamiche relazionali che si creano partecipano a produrre l\u2019identit\u00e0 educativa di questo sport. Nel Baskin, \u00e8 il prodotto originale che emerge dalla relazione tra le persone coinvolte e la natura dello sport che crea condizioni migliori per un processo educativo. \u00c8 ciascuna delle persone coinvolte che, attirata e\/o trasformata dalla logica interna di questo sport, conferisce all\u2019attivit\u00e0 un pezzetto della sua identit\u00e0 profondamente umanizzante, all\u2019interno di questa dialettica circolare \u201csoggetti-oggetto\u201d in cui causa e effetto si confondono.<br \/>\nNella seconda met\u00e0 degli anni \u201990, il Rapporto Delors (1997), tradotto in italiano con il significativo titolo Nell&#8217;educazione un tesoro, elaborato nell\u2019ambito dell\u2019UNESCO dalla \u201cCommissione internazionale dell\u2019educazione per il XXI secolo\u201d e quindi con una prospettiva planetaria, ha proposto come pilastri fondamentali della formazione: il Sapere, il Saper fare, il Saper essere, il Saper convivere.<br \/>\nNel Baskin, dall\u2019interazione tra la struttura di questo sport e i diversi attori coinvolti (giocatori, compagni e avversari, allenatori o insegnanti, spettatori, ciascuno accompagnato dal proprio mondo incommensurabile) emerge un processo formativo profondamente umanizzante che si appoggia precisamente su questi 4 pilastri.<\/p>\n<p><strong>Saper fare (sviluppo motorio ma non solo)<\/strong><br \/>\nPer rispettare la dignit\u00e0 di ogni giocatore nel Baskin, i \u201ccanestri\u201d occorre saper farli e saper operare in modo che tutti li possano fare. Ci\u00f2 comporta, oltre allo sviluppo delle abilit\u00e0 motorie di base, l\u2019acquisizione di una serie di gesti tecnici e atletici che possiamo cos\u00ec riassumere: padroneggiare tecniche e tattiche specifiche del Baskin; sapere prendere decisioni; sapere accompagnare una persona in carrozzina; saper indirizzare un compagno verso la realizzazione del proprio compito.<\/p>\n<p><strong>Sapere (sviluppo cognitivo: conoscenze e sensibilit\u00e0 culturale)<\/strong><br \/>\nRiprendendo ampiamente le parole di Charles Gardou, possiamo dire che l\u2019esperienza del Baskin ci avvicina all\u2019\u201cinfinit\u00e0 della diversit\u00e0 umana, la sua polifonia, la fluttuazione delle sue apparenze, la sua profonda non staticit\u00e0, la sua vulnerabilit\u00e0 essenziale\u201d. Ci insegna \u201cche s\u2019incrociano in ciascuno di tutti noi la sofferenza e la forza, il silenzio e il sogno, le tragedie e i superamenti esemplari\u201d. Ci ricorda \u201cche la vulnerabilit\u00e0 \u00e8 alla radice, al centro, nella parte pi\u00f9 intima di ogni essere e ogni esistenza\u201d e che le persone con disabilit\u00e0 sono in qualche modo \u201clo specchio della nostra propria incompletudine\u201d, sottolineando la nostra dovuta umilt\u00e0 di fronte alla vita. Nel Baskin, impariamo \u201cche siamo tutti singolarmente plurali e pluralmente singolari\u201d secondo le belle parole di J-L Nancy.<br \/>\nAncora, il Baskin sensibilizza al fatto che ognuno ha delle potenzialit\u00e0 che aspettano solo di essere valorizzate, che \u201cnessuno da vicino \u00e8 normale\u201d, che il linguaggio delle emozioni \u00e8 lo stesso per tutti, che tutti \u201cospitano\u201d delle sorprese, dei tesori, che la diversit\u00e0 \u00e8 e sar\u00e0 sempre, intimamente, una ricchezza.<\/p>\n<p><strong>Saper essere (sviluppo psicologico e emotivo)<\/strong><br \/>\nIl Baskin favorisce lo sviluppo dell\u2019autostima, accettando i propri limiti ma sapendo anche apprezzare il proprio potenziale. Partecipa allo sviluppo dell\u2019intelligenza emotiva, attraverso il potenziamento delle seguenti abilit\u00e0: capacit\u00e0 di leggere dentro se stesso (consapevolezza di s\u00e9: punti forti e deboli), capacit\u00e0 di riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri (gestione delle emozioni), capacit\u00e0 di governare le tensioni (gestione dello stress, della frustrazione&#8230;). L\u2019esperienza del Baskin insegna, sia ai giocatori che agli allenatori o agli spettatori, a saper vivere la competizione in modo equilibrato, grazie alla doppia competenza del saper vincere e saper perdere, assai utile nella vita (anche non sportiva). Ci offre l\u2019opportunit\u00e0 di sviluppare la nostra abilit\u00e0 a comunicare con linguaggi non tradizionali che utilizzano i canali anche dell\u2019affettivit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Saper vivere insieme (sviluppo sociale e relazionale)<\/strong><em><br \/>\n<\/em>Per ultimo ma non in ordine di importanza, in un mondo dominato dai valori della competizione, l\u2019esperienza del Baskin risana il valore educativo della competizione insegnando innanzitutto a cooperare, per migliorare se stesso e per scoprire le fondamenta del vivere insieme. Infatti, ci aiuta a interagire e relazionarci con gli altri in modo positivo (abilit\u00e0 per le relazioni interpersonali), a comprendere gli altri esercitando la nostra empatia, a lasciare spazio agli altri, a collaborare, a condividere, a rispettare le regole per permettere l\u2019espressione di tutti.<\/p>\n<p>In conclusione, vogliamo sottolineare quanto i principi metodologici ed esistenziali del Baskin, nello sforzo strutturale di differenziare diverse competenze (sia sportive che umane) per valorizzare ciascuna come lo merita, siano vicini ai principi della teoria di Howard Gardner quando individua una pluralit\u00e0 di \u201cintelligenze\u201d ovvero di modalit\u00e0 di conoscere e rapportarsi con il mondo. Infine, sempre inspirandosi allo stesso autore che identifica fondamentalmente tre valori educativi universali che qualsiasi processo formativo governato dall\u2019uomo dovrebbe sempre ricercare, il Vero, il Bello e il Buono, pensiamo che il Baskin, precisamente, educhi al vero, al bello e al buono.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Baskin &egrave; un nuovo sport nato a Cremona nel 2002. 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