{"id":1389,"date":"2012-08-03T17:45:13","date_gmt":"2012-08-03T17:45:13","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1389"},"modified":"2025-07-28T10:54:54","modified_gmt":"2025-07-28T08:54:54","slug":"un-sacco-bello-la-bellezza-non-visiva-l-estetica-delle-persone-che-non-vedono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1389","title":{"rendered":"La bellezza non visiva: l\u2019estetica delle persone che non vedono"},"content":{"rendered":"<div>\u00a0In questo numero ospitiamo una cara amica, Simona Guida, psicologa della riabilitazione visiva con la quale abbiamo collaborato per due percorsi di formazione presso l\u2019associazione APRI di Torino.<br \/>\nA lei abbiamo chiesto di scrivere un articolo che prende spunto da questa domanda: i non vedenti che percezione hanno della bellezza?<\/div>\n<p><!--break--><\/p>\n<div style=\"text-align: left;\" align=\"left\">A voi la lettura e, se volete, un commento a<i>\u00a0<a href=\"mailto:claudio@accaparlante.it\">claudio@accaparlante.it<\/a>.<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\" align=\"left\">L\u2019esperienza estetica possiede grande potere nello stimolare e nell\u2019influenzare i meccanismi di piacere\/dispiacere nell\u2019uomo, i quali sono alla base della sua motivazione personale.<\/div>\n<div align=\"left\">Proviamo a pensare all\u2019importanza dell\u2019esperienza del bello e del sublime nella natura e nell\u2019arte, ossia all\u2019importanza dell\u2019esperienza estetica cos\u00ec come la definisce Baumgarten nel 1735, il primo filosofo che, come poi Kant, utilizz\u00f2 questo termine. Esaminiamo la natura profonda delle parole, partendo dall\u2019etimologia del termine \u201cestetica\u201d, ossia il greco aisthanomai, cio\u00e8 percepisco con i sensi, e aisthesis, cio\u00e8 sensazione. La filosofia di Baumgarten riserva all\u2019estetica il campo delle conoscenze che, provenendoci dalle percezioni sensoriali, non hanno per oggetto idee sempre chiare e distinte ma stimolano notevolmente l\u2019ideazione. Nella storia dell\u2019estetica filosofica si sono susseguite numerose teorie del bello (simmetria delle parti, armonia delle forme, apollineo\/dionisiaco, ecc.), le quali vi hanno o meno accostato come imprescindibili anche il buono e il giusto, ossia alle categorie sensibili del bello hanno aggiunto le categorie etiche, morali, del buono e del giusto. Alcune hanno contemplato regole di categorizzazione standard di bello\/buono\/giusto, altre hanno introdotto la validit\u00e0 unica e irripetibile del giudizio soggettivo di bello\/buono\/giusto. Dall\u2019estetica si arriva all\u2019etica, termine introdotto nel linguaggio filosofico da Aristotele (dal greco ethos, comportamento, costume) a indicare quella parte della filosofia che studia la condotta dell\u2019uomo. Dunque, la stretta connessione tra potere del bello e comportamento dell\u2019uomo \u00e8 evidente non solo dall\u2019analisi della nostra vicenda quotidiana, ma \u00e8 messa in evidenza dalla stessa antica disciplina filosofica e dalla lunga sapienza insita nell\u2019etimologia delle parole, che vede nel termine est-etica l\u2019inclusione del termine etica. Dall\u2019etica all\u2019estetica o dall\u2019estetica all\u2019etica? Siamo sull\u2019uovo e la gallina.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\" align=\"left\">Il bello e il brutto entrano dentro di noi attraverso i nostri sensi e le emozioni che essi suscitano. Il nostro attuale modo di vivere \u00e8, pi\u00f9 che in ogni altra antecedente epoca storica, assolutamente visuocentrico, visuoabusante, visual-oriented in maniera pervasiva. Ci\u00f2 avviene perch\u00e9 la vista \u00e8 la modalit\u00e0 sensoriale pi\u00f9 rapida e comoda che possiamo utilizzare per conoscere il mondo, in quanto essa lo processa in simultanea (e non in successione), con bassissimi costi in energia attentiva e in tempo impiegato a carico dell\u2019osservatore. Infatti, se noi dovessimo conoscere il contenuto di una stanza con il tatto, anzich\u00e9 con un solo e rapido sguardo, dovremmo innanzitutto unirvi il movimento (utilizzeremmo cio\u00e8 l\u2019aptica, poich\u00e9 il tatto statico, quello senza il movimento, ci consente di conoscere solo due attributi della materia, la temperatura e il peso). Inoltre, dovremmo impiegare perlomeno qualche minuto per esplorare tattilmente l\u2019intero perimetro, nonch\u00e8 le persone e gli oggetti dalla stanza contenuti. Sicch\u00e9 noi utilizziamo la vista per tutto, essendo essa cos\u00ec veloce, completa e sintetica. La impieghiamo anche per ci\u00f2 cui essa non \u00e8 espressamente vocata: mangiamo con gli occhi, ascoltiamo la musica guardandone i video prima ancora della fruizione acustica, scegliamo un abito o un tessuto spesso valutandolo solo per come viene esposto in vetrina (accorgendoci dopo averlo indossato, dalle sensazioni tattili della nostra pelle, di aver acquistato un tessuto ruvido, pruriginoso e assolutamente inindossabile!). Possiamo, dunque, affermare di vivere in una cultura prevalentemente visiva, caratterizzata da una semeiotica prevalentemente visiva. Le nostre citt\u00e0, i nostri servizi, la diffusione delle informazioni di ogni genere avviene prevalentemente attraverso canali visivi (segnali, cartelloni, manifesti, segni grafici e scritte di vario genere, murales, graffiti, ecc.). Detto ci\u00f2, \u00e8 pur vero che noi siamo esseri pi\u00f9 autenticamente polisensoriali, e non soltanto vedenti; usciamo dalla \u201cfabbrica\u201d perfettamente programmati per conoscere e provare piacere (le due principali funzioni del nostro sistema multisensoriale) sia grazie al senso della vista, che a quello del tatto, dell\u2019udito, dell\u2019olfatto (il gusto ci vede tutti sempre ampiamente allenati!).<\/div>\n<div>Che caratteristiche assume il senso estetico di chi non utilizza percezioni visive per fare entrare dentro ai suoi pensieri e alle sue emozioni il mondo sensibile? In realt\u00e0, cos\u00ec come le persone non vedenti e ipovedenti, anche i vedenti sanno riconoscere una bella voce e subirne il fascino, essere deliziati o disgustati da un buon profumo o da un odore sgradevole, conoscere la soddisfazione e pacificazione del gusto, riconoscere la conturbanza di un tocco e il garbo di una carezza o il piacere di stretta di mano. Il mondo portato ai sensi non visivi, il mondo tattile, uditivo, olfattivo, gustativo stimola e risveglia la costituzionale natura polisensoriale dell\u2019uomo, ne affina le capacit\u00e0 di riconoscimento e localizzazione tattile, uditiva, olfattiva, nonch\u00e9 educa all\u2019estetica non visiva, di cui tengono conto anche le persone che vedono, bench\u00e9 in maniera molto ridotta e generalmente grossolana, essendo massicciamente concentrate sull\u2019estetica visiva. Ma noi siamo tutti, vedenti, non vedenti e ipovedenti, predisposti a percepire di percepire, predisposti cio\u00e8 esteticamente. Ciascuno di noi \u00e8 aesthetikos, cio\u00e8 capace di sentire, con quella serenit\u00e0 che la natura ci insegna, che prescinde dall\u2019ordine dei valori, confronti, giudizi, pregiudizi, ansie, frustrazioni culturali, che innescano invece lo stato patologico.<\/div>\n<div>In una recente ricerca ho somministrato a 20 persone non vedenti adulte (congenite e divenute) un breve questionario esplorativo sull\u2019estetica, il quale conteneva 12 domande, le cui risposte sono state successivamente catalogate in vari raggruppamenti. Alla domanda \u201cQuando per te una cosa \u00e8 bella\u201d sono state date 6 risposte alle categorie fisiche, 8 a quelle morali, 6 a entrambe; alla domanda \u201cQuando per te una cosa \u00e8 brutta\u201d sono state date 4 risposte alle categorie fisiche, 10 a quelle morali e 6 d entrambe; alla domanda \u201cQuando per te una persona \u00e8 bella\u201d si contano 0 risposte alle categorie fisiche, 16 a quelle morali e 4 ad entrambe; alla domanda \u201cQuando per te una persona \u00e8 brutta\u201d 2 risposte alle categorie fisiche, 16 a quelle morali e 2 a entrambe. Alle domande inerenti l\u2019individuazione di caratteristiche sensoriali specifiche di cose e persone belle e brutte, sono state attribuite grandi valenze alle caratteristiche uditive (soprattutto \u201cuna bella voce\u201d) e tattili per le persone, mentre per le cose grande rilievo ha assunto prima la tattilit\u00e0 e poi l\u2019aspetto olfattivo (buono o cattivo odore, dalla grande capacit\u00e0 di attirare o respingere). Ancora, <a name=\"OLE_LINK1\"><\/a>alla richiesta di individuare qualcosa di emblematico per le cose e per le persone belle, prevalgono nella bruttezza le caratteristiche fisiche per le cose, mentre per le persone quelle morali, e successivamente tanto quelle fisiche quanto quelle morali nella bellezza di cose e persone.<br \/>\nIn generale, il campione esaminato sembra prediligere nettamente le categorie morali su quelle fisiche nella definizione di un personale vissuto di bellezza e bruttezza, in particolare se riferito alle persone rispetto alle cose. Ancora, sembra che una \u201cbella o brutta voce\u201d rappresenti una sorta di giunzione tra etica ed estetica. \u00c8 infine sorprendente constatare come, nelle persone che hanno acquisito la disabilit\u00e0 visiva in epoche successive alla nascita, avvenga una graduale conversione alle caratteristiche sensoriali non visive quali parametri estetici, a ennesima dimostrazione della straordinaria plasticit\u00e0 dell\u2019essere umano e della ricchezza della sua innata polisensorialit\u00e0 quale presupposto per la conoscenza e il piacere.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;<br \/>\n&nbsp;In questo numero ospitiamo una cara amica, Simona Guida, psicologa della riabilitazione visiva con la quale abbiamo collaborato per due percorsi di formazione presso l&rsquo;associazione APRI di Torino.<br \/>\nA lei abbiamo chiesto di scrivere un articolo che prende spunto da questa domanda: i non vedenti che percezione hanno della bellezza?<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3608,3607],"edizioni":[120],"autori":[2924,2923],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1389"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1389"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1389\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3996,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1389\/revisions\/3996"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1389"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1389"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1389"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=1389"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=1389"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=1389"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=1389"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=1389"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=1389"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}