{"id":1397,"date":"2012-09-03T12:18:40","date_gmt":"2012-09-03T12:18:40","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1397"},"modified":"2025-07-28T10:11:18","modified_gmt":"2025-07-28T08:11:18","slug":"sul-grande-schermo-altri-occhi-e-altre-orecchie-per-il-cinema-i-sottotitoli-e-l-audiocommento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1397","title":{"rendered":"Sul grande schermo &#8211; Altri occhi e altre orecchie per il cinema: i sottotitoli e l\u2019audiocommento"},"content":{"rendered":"<p>di Silvia De Pasquale, esperta di accessibilit\u00e0 degli audiovisivi<\/p>\n<div>La vita e le cose parlano con noi<\/div>\n<div>quando in una stanza vuota il pavimento scricchiola,<\/div>\n<div>quando un proiettile passa sibilando vicino all\u2019orecchio,<\/div>\n<div>quando i tarli rodono i vecchi mobili,<\/div>\n<div>quando la fonte gorgheggia nel bosco.<\/div>\n<div>I poeti pi\u00f9 sensibili hanno sempre saputo avvertire<\/div>\n<div>e descrivere con parole questi significativi suoni della vita.<\/div>\n<div>Tocca al film sonoro, adesso, farli entrare nel nostro mondo.<\/div>\n<div>(B\u00e9la Bal\u00e1zs, Il film. Evoluzione ed essenza di un\u2019arte nuova, Torino, Einaudi, 1952, p. 230)<\/div>\n<p><!--break--><\/p>\n<div>Mentre scrivevo la mia tesi di laurea sul cinema per non vedenti e non udenti, mi \u00e8 capitato di parlarne con le persone pi\u00f9 diverse e di ricevere spesso in cambio sguardi quantomeno interrogativi. A tutti \u00e8 capitato di vedere dei film che parlino di disabilit\u00e0 o in cui uno dei protagonisti \u00e8 disabile, ma forse pochi si sono mai immaginati una persona disabile seduta davanti allo schermo di un cinema. Parlare di cinema considerando uno spettatore che non vede o che non sente a molti pu\u00f2 certamente ancora sembrare un paradosso.<\/div>\n<div>A ben guardare, le origini stesse del cinema, storiche da una parte e chimiche dall\u2019altra, non prevedono l\u2019uso delle orecchie n\u00e9 degli occhi. L\u2019idea di un cinema delle origini assolutamente \u201cmuto\u201d \u00e8 indubbiamente una chimera, almeno dal punto di vista della sua fruizione: prima dell\u2019avvento del sonoro la proiezione delle pellicole era solitamente accompagnata con musica dal vivo o commenti. Ma fino a quel momento l\u2019unico contributo narrativo alle immagini incluso nella pellicola era rappresentato dagli intertitoli, didascalie che venivano montate a cavallo delle scene del film per renderne pi\u00f9 intellegibile la trama. In questo modo, se in grado di leggere, sia gli spettatori udenti che quelli sordi avevano la stessa possibilit\u00e0 d\u2019accesso al film. Con i film sonori e l\u2019introduzione del \u201cparlato\u201d, e la conseguente rimozione degli intertitoli negli anni \u201930, \u00e8 come se l\u2019industria cinematografica avesse chiuso le porte alla comunit\u00e0 sorda. Dall\u2019altra parte \u2013 e questo ha certamente valore metaforico \u2013 sono i processi chimici implicati nell\u2019impressione e nello sviluppo di una pellicola a non tener conto della vista: l\u2019immagine latente che rimane sull\u2019emulsione ha bisogno del buio per potersi mostrare.<\/div>\n<div>Christian Metz, uno dei pi\u00f9 famosi teorici del cinema, diceva che il testo del cinema \u00e8 proprio il film: il film come procedimento concreto, come svolgimento sensibile e integrale: immagini, ma anche parole (anche discontinue), rumori, musica, diciture scritte.<\/div>\n<div>Tutte le forme di media audiovisivi presentano una combinazione di informazioni sia sonore che visive e oggi, dalla tv a internet, la gran parte delle informazioni circola proprio in questa modalit\u00e0: per accedere a tali informazioni, per\u00f2, bisogna essere recettivi su ambedue i canali.<\/div>\n<div>La specifica dimensione sincretica del testo filmico si scontra con le difficolt\u00e0 degli utenti con disabilit\u00e0 sensoriali, in particolare di quelli che hanno una menomazione totale o parziale della vista o dell\u2019udito. Gli spettatori con questo tipo di deficit sensoriali, per fruire del contenuto di un testo audiovisivo, hanno bisogno che il contenuto audio o video a loro inaccessibile venga tradotto in un formato a loro accessibile.<\/div>\n<div>In mancanza delle immagini, la traccia audio di un film consente di dedurre molti elementi riguardo la trama, i personaggi, le atmosfere di una storia. L\u2019audio per\u00f2 \u00e8 solo una delle componenti di un testo audiovisivo, la cui natura sincretica comporta che la sua piena significazione sia data dall\u2019integrazione di tutti i suoi elementi sonori e visivi. L\u2019audiocommento \u00e8 lo strumento cruciale per rendere accessibile un testo audiovisivo a persone non vedenti nei casi in cui il contesto non pu\u00f2 essere ricavato direttamente dai dialoghi. In modo analogo, le immagini di un film permettono gi\u00e0 da sole di capire e comprendere gran parte della trama di una storia, ma la visione senza audio di un film basato su dialoghi e battute \u00e8 un\u2019esperienza frustrante e inevitabilmente menomata.<\/div>\n<div>I sottotitoli e l\u2019audiocommento devono integrarsi perfettamente con il testo sorgente, tenendo in considerazione gli aspetti tecnici che gli sono propri e non interferendo con le informazioni che di volta in volta si rendono disponibili agli spettatori attraverso gli altri canali. In quanto \u201cequivalenti\u201d, devono svolgere per una persona con disabilit\u00e0 (nella misura in cui ci\u00f2 sia fattibile, dati la natura della disabilit\u00e0 e lo stato della tecnologia) essenzialmente la stessa funzione che svolge il contenuto primario per una persona senza disabilit\u00e0: il loro scopo \u00e8 rendere possibile sia la percezione sia la comprensione dei contenuti da parte degli utenti.<\/div>\n<div>Le riduzioni della vista e quelle dell\u2019udito hanno delle conseguenze molto diverse sulla personalit\u00e0 delle persone portatrici del deficit, per quanto queste possano essere generalizzabili. A dispetto della sordit\u00e0, sulla cui storia e cultura esiste una letteratura pressoch\u00e9 sterminata, l\u2019ambito della cecit\u00e0 e dell\u2019ipovisione \u00e8 stato poco trattato in ambito linguistico e sociologico. La ragione riguarda molto probabilmente le funzioni cognitive dell\u2019organo di senso interessato dal deficit.<\/div>\n<div>Contrariamente a quanto spesso si crede, il mondo dei non vedenti non \u00e8 poi cos\u00ec diverso da quello dei vedenti, specialmente sotto il profilo sensoriale e dell\u2019immaginazione. La cecit\u00e0 porta a una riorganizzazione funzionale, attraverso la quale alcuni processi vicarianti prendono in carico, in maniera diversa rispetto alla modalit\u00e0 visiva, la realt\u00e0 e l\u2019elaborazione dei dati provenienti dal mondo esterno: alle mappe cognitive simultanee e generali basate su immagini visive, si sostituiscono immagini tattili e sensoriali.<\/div>\n<div>L\u2019udito, pi\u00f9 di tutti gli altri, \u00e8 il senso attraverso il quale si stabilisce un contatto col mondo, fin dalla primissima infanzia. Il linguaggio, se non \u00e8 esso stesso il responsabile del pensiero, \u00e8 lo strumento fondamentale per mettere in forma i nostri pensieri.<\/div>\n<div>Tommaso Russo Cardona ha spiegato come la storia della sordit\u00e0 \u00e8 la storia di una patologia che colpisce il senso attraverso il quale normalmente si entra, appena nati, in contatto comunicativo con gli altri. La sordit\u00e0 \u00e8 una patologia che, se presente dalla nascita o nei primi anni di vita, colpisce l\u2019individuo non solo sul piano fisico, ma prevalentemente nella sua dimensione interazionale, nella possibilit\u00e0 di apprendere e integrarsi, costruendosi un percorso sociale con gli strumenti educativi e culturali che ogni comunit\u00e0 mette a disposizione a chi ne fa parte.<\/div>\n<div>Io ho sempre pensato che sarebbe necessario riflettere di pi\u00f9 proprio sull\u2019impatto dell\u2019inaccessibilit\u00e0 degli strumenti comunicativi sullo sviluppo linguistico, ma soprattutto sociale, delle persone con difficolt\u00e0 uditive: dopo la lingua naturale, considerata dal semiologo russo Jurij Lotman il sistema modellizzante primario, \u00e8 infatti la cultura con i suoi prodotti a determinare le possibilit\u00e0 e le forme di sviluppo di un individuo.<\/div>\n<div>La base biologica di ciascun essere umano \u00e8 modellata e messa in forma dalle esperienze e dalle pratiche quotidiane, dai modi di stare al mondo e di interagire con l\u2019ambiente: dalla Cultura. Garantirne l\u2019accesso a tutti diventa allora una questione di fondamentale importanza.<\/div>\n<div>Investire risorse ed energie in quest\u2019ambito significa investire su tutti, non su una minoranza esigua da proteggere: sia perch\u00e9 \u00e8 sempre meno esigua, sia perch\u00e9 \u00e8 sempre meno minoranza, sia perch\u00e9 il confine con le facolt\u00e0 nel senso fisico, corporeo, le funzioni, le facolt\u00e0 di qualsiasi cittadino, sono questioni che si intrecciano.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Silvia De Pasquale*<br \/>\nesperta di accessibilit&agrave; degli audiovisivi&nbsp;<br \/>\nLa vita e le cose parlano con noi&nbsp;<br \/>\nquando in una stanza vuota il pavimento scricchiola,&nbsp;<br \/>\nquando un proiettile passa sibilando vicino all&rsquo;orecchio,&nbsp;<br \/>\nquando i tarli rodono i vecchi mobili,&nbsp;<br \/>\nquando la fonte gorgheggia nel bosco.&nbsp;<br \/>\nI poeti pi&ugrave; sensibili hanno sempre saputo avvertire<br \/>\ne descrivere con parole questi significativi suoni della vita.&nbsp;<br \/>\nTocca al film sonoro, adesso, farli entrare nel nostro mondo.<br \/>\n(B&eacute;la Bal&aacute;zs, Il film. 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