{"id":1399,"date":"2012-09-03T12:48:23","date_gmt":"2012-09-03T12:48:23","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1399"},"modified":"2025-07-28T10:13:36","modified_gmt":"2025-07-28T08:13:36","slug":"controtempo-incontrare-musicisti-disabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1399","title":{"rendered":"Incontrare musicisti disabili"},"content":{"rendered":"<p><strong>La musica diventata viva<br \/>\n<\/strong>Mi occupo di musica da molti anni, prima come musicista, poi come studioso e insegnante. \u00a0Conosco su di me e la mia vita la forza e gli effetti della musica, ma la comprensione pi\u00f9 grande di cosa sia il potere della musica per una singola persona l\u2019ho colta quando ho conosciuto Vittorio Rossi.<br \/>\nL\u2019incontro era stato misterioso: la madre di una mia cara amica mi aveva telefonato perch\u00e9 voleva che conoscessi una persona a cui dare una mano per questioni musicali. Mi port\u00f2 a Ortona e mi fece conoscere Vittorio e sua sorella Maria. Vittorio era un uomo sulla sessantina, ben portati, dal viso lungo e morbido ma con un grave deficit che lo costringeva da anni bloccato su una sedia a rotelle e non poteva parlare in modo comprensibile.<br \/>\nMi trovai in imbarazzo: la madre della mia amica mi aveva avvisato, ma lo stato di Vittorio era qualcosa del tutto nuovo per me, una condizione che non conoscevo e non avevo mai esperito cos\u00ec da vicino: non comprendevo le sue reazioni e capire cosa tentava di dire era per me impossibile. Per vincere l\u2019imbarazzo e il disagio adottai una strategia classica a cui tutti ci aggrappiamo: fare finta di niente. Maria, la sorella di Vittorio, era in grado di interpretare i suoi suoni, e si aiutava con un foglio, che Vittorio teneva sul grembo, dove vi erano stampate le lettere dell\u2019alfabeto che venivano indicate con la mano tremante.<br \/>\nDopo pochi minuti l\u2019imbarazzo \u2013 lo stesso che si prova davanti a una persona qualsiasi che non si conosce \u2013 si dissolse: Vittorio si dimostr\u00f2 pieno di humor e soprattutto ardeva dal desiderio di parlare finalmente di musica con qualcuno che la musica la conosceva.<br \/>\nS\u00ec, perch\u00e9 Vittorio era un musicista: per la precisione un compositore. La premessa fu essenziale: aveva studiato al Conservatorio e quando la sua condizione era meno grave la madre, ora scomparsa, lo aveva aiutato a scrivere la musica (da perfetta analfabeta musicale, beninteso). Aveva cos\u00ec accumulato una discreta serie di composizioni. Che mi furono subito squadernate davanti: un pezzo per organo, un quartetto d\u2019archi, un trio con pianoforte e altri pezzi da camera. Vittorio voleva che fossero rieseguiti per ascoltarli: mi chiesero se potevo metterli su computer e preparare gli spartiti per un concerto. Non avevo mai fatto una cosa del genere ma dissi immediatamente di s\u00ec.<br \/>\nOra, ognuno ha i suoi handicap. In fondo che cos\u2019\u00e8 un handicap se non una difficolt\u00e0 a fare o comprendere qualcosa? Io avevo da poco un computer \u2013 erano i primi anni Novanta \u2013 e avevo imparato a usarlo ma sui software musicali non avevo mai messo mano. E scoprii che ero negato per quel genere di cose. Certo, non voglio neanche lontanamente paragonare le mie difficolt\u00e0 con quelle di Vittorio: ma stavo sperimentando cosa vuol dire trovare una strada per fare qualcosa anche se in apparenza non si hanno gli strumenti per farlo.<br \/>\nSe con il computer ebbi delle difficolt\u00e0, con Vittorio questi ostacoli scomparvero rapidamente. Nei nostri periodici incontri \u2013 io all\u2019epoca vivevo a Chieti, la mia citt\u00e0 natale, a circa mezz\u2019ora da Ortona \u2013 scoprii che comunicare con Vittorio era facile, imparai a capire cosa lo faceva ridere e cosa lo irritava, su cosa avevamo gusti in comune e quale poteva essere il ritmo della conversazione \u2013 di solito piuttosto spedito. Soprattutto Vittorio voleva parlare di musica \u2013 ed ero ben lieto di parlarne anch\u2019io! \u2013 in termini tecnici: fuga, semicrome, contrappunto, modulazioni, le discussioni tecniche si sprecavano, ma al tempo stesso si facevano considerazioni estetiche.<br \/>\nQuando Bach volle studiare la musica di Vivaldi la trascrisse nota per nota. Io feci lo stesso con la musica di Vittorio (si parva licet, ovviamente\u2026). E cos\u00ec ne colsi il gusto per la cantabilit\u00e0, la tendenza al contrappunto, la sapienza tecnica. Stilisticamente era vicino al primo Romanticismo. Come \u00e8 naturale colsi anche le ingenuit\u00e0 di un giovane compositore che sta producendo i suoi primi lavori importanti: su tutti le linee melodiche troppo lunghe e senza pause. Per\u00f2 gli invidiavo \u2013 io che avevo fatto solo studi di composizione da principiante \u2013 il controllo della grande forma, dalla fuga alla forma sonata. E su questo scherzavamo, cos\u00ec come parlavano criticamente anche dei difetti della sua musica, di cui era perfettamente consapevole. La musica lo teneva vivo.<br \/>\nTerminato il mio lavoro, Giacinta, la madre della mia amica, organizz\u00f2 un concerto in una chiesa di Ortona. Non \u00e8 possibile descrivere qui l\u2019emozione: sarebbe osceno, uno svelare ci\u00f2 che deve rimanere privato. Per\u00f2 il significato va reso esplicito: attraverso la musica diventata viva, Vittorio \u2013 che quella sera si era concesso anche un abbigliamento molto elegante per il quale lo presi un po\u2019 in giro &#8211; stava riconquistando la sua natura pi\u00f9 autentica, la ragione pi\u00f9 profonda della sua tormentata vita. Quel mio piccolissimo contributo gli consent\u00ec di replicare il concerto in altre occasioni e cos\u00ec colsi il senso autentico di quell\u2019esperienza. Per Vittorio ascoltare quella musica era sublime e frustrante: sublime perch\u00e9 un sogno diventava realt\u00e0, frustrante perch\u00e9 quella realt\u00e0 era monca, incompiuta e intrisa di dolore. La musica non era solo la panacea dei suoi mali, ma anche la crudele testimonianza del fatto che dopo quei brani Vittorio non aveva potuto scrivere pi\u00f9 niente. Dopo i concerti o parlandone pi\u00f9 tardi con lui vedevo nei suoi occhi questa alternanza torturante: la felicit\u00e0 che \u00e8 anche causa del dolore, l\u2019esaltazione e lo scoramento, la speranza vissuta in passato e il rimpianto attuale. Emozioni trasmesse con una dignit\u00e0 screziata da una rabbia sottopelle, che io sentivo vicinissima.<br \/>\nEcco, Vittorio amava la musica in tutte le sue forme. E gli piaceva parlarne con cognizione di causa, ironia, passione. Conscio che quella \u00e8 stata l\u2019unica, straordinaria occasione di una vita difficile. Un\u2019occasione che, grazie anche alle persone che gli sono state vicino, lui ha saputo cogliere e che \u00e8 diventata la forma di comunicazione privilegiata: scrivendola, ascoltandola, parlandone. Forse lui non se ne rendeva conto, ma anche per le persone che sono state toccate dal privilegio di conoscerlo la musica ha significato l\u2019accesso a un\u2019esperienza pi\u00f9 profonda. Almeno per me \u00e8 stato cos\u00ec.<br \/>\nVittorio \u00e8 improvvisamente scomparso l\u2019estate scorsa. A me rimane l\u2019immagine del suo viso quando rideva di gusto. A noi tutti l\u2019esperienza della sua \u2013 della nostra \u2013 musica.<br \/>\n(di Stefano Zenni, musicologo,\u00a0<a href=\"http:\/\/web.me.com\/stzenni\/\">http:\/\/web.me.com\/stzenni\/<\/a>)<\/p>\n<p><!--break--><\/p>\n<p><strong>La vita nella musica<br \/>\n<\/strong>Fino al 2007 (settembre) tutto andava per il meglio, ero alla fine di un tour in Italia che contava circa 40 concerti tra luglio e agosto, contemporaneamente ero alla fine del disco La Nassa, ma proprio a settembre, quando tutto sembrava al massimo dell\u2019idillio artistico, quello che durante il tour andava annunciandosi cio\u00e8 la difficolt\u00e0 di scendere dai palchi, esplose in fase finale di incisione del CD in una emiparesi nella parte destra, gamba e braccio destro quasi bloccati completamente! Arrancai e mi disperai all\u2019epoca per non riuscire a dare il massimo nel CD, lo terminai con enorme incoscienza e sconforto.<br \/>\nA marzo 2008, dopo un mese di ricovero ospedaliero presso l\u2019ospedale universitario di Padova, il primario con le lacrime agli occhi, alla dimissione, non mi disse cosa avevo, preso dal dispiacere, mi dette la carta dicendomi: \u201cFaliva, poi legger\u00e0 cosa abbiamo riscontrato, con calma\u201d.<br \/>\nE fu da allora che incominci\u00f2 la mia seconda vita, tutto quello che avevo costruito, era crollato; musica che mi accompagna dall\u2019et\u00e0 di 5 anni, amicizie, matrimonio, che all\u2019epoca apparivano come solide e importanti\u2026 tutto finito. Non rimaneva che ricominciare tutto da capo con dei parametri diversi; e cos\u00ec feci, mi tirai su le maniche e continuai con la sola cosa che non mi aveva abbandonato veramente, lei, la Musica.<br \/>\nDecisi che non sarebbe bastata la sclerosi multipla per fermarmi, e cos\u00ec modificai \u201csemplicemente\u201d la strada, feci un passo indietro, ritornai a studiare musica elettronica al conservatorio. Era l\u2019unica strada possibile, il computer mi avrebbe aiutato, d\u2019altro canto non riuscivo pi\u00f9 a suonare oltre che viaggiare liberamente, \u00e8 cos\u00ec che nacque l\u2019idea de \u201cil quinto chicco del Melograno\u201d, ho fatto un\u2019importante dichiarazione di fiducia per la vita nella copertina del CD, ho scritto \u201ccontinua\u2026\u201d perch\u00e9 non voglio fermarmi ancora, sempre che non lo decida Rosy, (scle-rosy multipla) e allora ricomincer\u00f2 ancora tutto da capo.<br \/>\nLa composizione e la direzione mi hanno permesso di ritornare nei palchi. Ho fondato il coro AISM, \u201cAnche Io Sono Musica\u201d entrando, per le terapie riabilitative, all\u2019AISM di Padova, dove ho trovato un contesto disponibile e florido; a loro sono riuscito a unire l\u2019atto volontaristico di 4 meravigliose persone nonch\u00e9 maestri di musica (Battistello, Landi, Praticelli, Massarotto), per integrare e supportare i malati, volontari e fisioterapisti che, ad oggi, in 18 formano il primo coro Nazionale dell\u2019AISM.<br \/>\n\u00c8 stato uno stupore scoprire come affianco al mondo che conosciamo e pensiamo \u201cnormale\u201d ce ne sia un altro, dinamico, speranzoso, anche gioioso alla sua maniera: il mondo della disabilit\u00e0.<br \/>\nAd oggi mi ritrovo invalido al 75% e cerco con costanza l\u2019ironicit\u00e0 della vita, anche se mia moglie mi ha lasciato, non suono pi\u00f9 come un tempo, non posso pi\u00f9 respirare l\u2019energia e la libert\u00e0 di movimento di un tempo, ma di certo ad oggi non so se tornerei volentieri indietro nel tempo, perch\u00e9 ci\u00f2 che sono riuscito a comprendere in questi ultimi 2 anni, non vale la met\u00e0 dei 30 anni prima, mi manca solo una cosa, la montagna d\u2019alta quota, ma sono convinto che ce la far\u00f2 con un po\u2019 di fortuna e tanta volont\u00e0.<br \/>\n(di Simone Faliva, musicista,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.simonefaliva.com\">www.simonefaliva.com<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La musica diventata viva<br \/>\nMi occupo di musica da molti anni, prima come musicista, poi come studioso e insegnante. &nbsp;Conosco su di me e la mia vita la forza e gli effetti della musica, ma la comprensione pi&ugrave; grande di cosa sia il potere della musica per una singola persona l&rsquo;ho colta quando ho conosciuto Vittorio Rossi.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3608,3590,3607],"edizioni":[112],"autori":[2927],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1399"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1399"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1399\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3961,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1399\/revisions\/3961"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1399"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1399"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1399"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=1399"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=1399"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=1399"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=1399"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=1399"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=1399"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}