{"id":141,"date":"2009-11-04T17:04:48","date_gmt":"2009-11-04T17:04:48","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=141"},"modified":"2025-12-10T11:04:14","modified_gmt":"2025-12-10T10:04:14","slug":"la-scommessa-dell-aiuto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=141","title":{"rendered":"9. La scommessa dell&#8217;aiuto"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\">Il gioco dell\u2019associazione di idee e la riflessione compiuta attraverso l\u2019analisi delle idee espresse dai bambini ha fatto emergere un altro tema molto importante, quello del bisogno<!--break--> e dell\u2019aiuto, sul quale si \u00e8 sviluppato il seguito dell\u2019incontro.<br \/>\nSeduti in cerchio, Stefania ha introdotto la seconda attivit\u00e0 programmata catturando l\u2019attenzione dei bambini, che avrebbero continuato a farle domande ancora a lungo, con la richiesta di un volontario. Per nulla intimoriti ormai dalle sue richieste e anzi molto incuriositi, i bambini si sono guardati un po\u2019 tra loro e alla fine si \u00e8 offerto Filippo. Stefania gli ha chiesto di fare alcune volte il giro dello spazio delimitato dalle sedie disposte in circolo invitando gli altri bambini a osservarlo con grande attenzione. Ha fatto ripetere pi\u00f9 volte l\u2019azione, sollecitando Filippo a procedere a zigzag, a invertire la direzione, a cambiare il percorso, mentre ricordava agli altri di guardarlo bene, di osservare e appuntarsi mentalmente ogni dettaglio. I bambini erano abbastanza divertiti, si chiedevano che cosa significasse questa proposta ma seguivano le indicazioni di Stefania con grande seriet\u00e0.<br \/>\nQuando Filippo aveva gi\u00e0 percorso diverse volte lo spazio delimitato dalle sedie, Stefania lo ha ringraziato e ha rivolto a tutta la classe una semplice domanda:<br \/>\n\u201cSecondo voi, il vostro compagno ha avuto bisogno di qualcuno per camminare nell\u2019aula?\u201d<br \/>\nI bambini, piuttosto perplessi, hanno per un attimo tentennato poi, quando si sono levati i primi \u201cNo!\u201d, tutti in coro li hanno seguiti affermando risolutamente che Filippo non aveva avuto bisogno di nessuno. Stefania li ha sollecitati a pensarci bene e cos\u00ec qualcuno ha detto che aveva avuto bisogno dei suoi piedi, delle sue gambe, anche del suo cervello; altri hanno aggiunto che senza i nonni e i genitori Filippo non sarebbe qui e quindi anche loro lo hanno, indirettamente, aiutato. Stefania ha cos\u00ec chiarito che lei si riferiva proprio all\u2019aiuto dato da altre persone, non alle singole parti del corpo (che i bambini avevano citato) o agli antenati. Ha quindi riformulato la domanda in modo pi\u00f9 chiaro e, in questo caso, i bambini hanno concluso che Filippo non aveva avuto bisogno dell\u2019aiuto di nessuno.<br \/>\nStefania, a questo punto, ha detto: \u201cSecondo me Filippo ha avuto bisogno di pi\u00f9 di mille persone per camminare.\u201d I bambini negavano decisamente questa possibilit\u00e0 poich\u00e9, se si escludevano nonni, genitori e tutti i suoi antenati, Filippo era sembrato a loro del tutto autonomo. Dopo aver lasciato ai bambini un po\u2019 di tempo per consultarsi, Stefania, con tono provocatorio, ha detto:<br \/>\n\u201cIo scommetto con voi che il vostro compagno Filippo ha avuto bisogno di pi\u00f9 di mille persone per camminare\u201d.<br \/>\nLa proposta di Stefania \u00e8 stata accolta con grande entusiasmo dai bambini, che avevano giocato e si erano molto divertiti nell\u2019incontro precedente pur avendo perso la scommessa; anzi, la preparazione del pacco dono li aveva impegnati e gratificati molto e la sconfitta non li aveva minimamente turbati. In questo caso hanno accettato senza esitazione, certi forse di vincere senza difficolt\u00e0; \u00e8 stato molto interessante sentire i loro commenti, dall\u2019angolo che mi ero ritagliata e dal quale osservavo lo svolgersi degli eventi: alcuni affermavano di accettare la sfida lanciata da Stefania sicuri di vincere, mentre altri ipotizzavano che forse Stefania aveva proposto questa scommessa proprio per farli vincere, visto che la sua affermazione non pareva affatto convincente.<br \/>\nForte delle proprie convinzioni, con la certezza della vittoria, il gruppo ha cos\u00ec accettato la scommessa, attendendo lo sviluppo del gioco; anche in questo caso sono stati scelti, quali premi per chi avrebbe vinto, dei generi alimentari ma con una significativa modifica: ci si doveva impegnare a procurare patatine, salatini, pizzette e bibite.<br \/>\nCos\u00ec Stefania ha incominciato a incalzare i bambini con domande molto efficaci, ma al tempo stesso buffe e divertenti, chiedendo ad esempio se Filippo era loro sembrato nudo e scalzo. Mentre i bambini ridendo dicevano di no, Stefania ha chiesto a Filippo se lui possedesse una fabbrica di scarpe e di vestiti e, tra l\u2019ilarit\u00e0 generale, ha considerato quindi che i suoi genitori acquistano nei negozi e nei supermercati gli indumenti e gli accessori che lui indossa, che vengono a loro volta prodotti nelle fabbriche. Ha poi chiesto ai bambini quante persone lavorano in una fabbrica: le risposte sono state molto varie ma, grazie anche all\u2019intervento di Roberto e Sandra, si \u00e8 potuto concludere che in una fabbrica possono lavorare poche decine di persone, se \u00e8 molto piccola, ma anche diverse centinaia se \u00e8 grande. Il discorso si \u00e8 quindi spostato sulla distribuzione, dai piccoli negozi agli ipermercati, nei quali lavorano molte persone e la cui attivit\u00e0 risulta indispensabile, perch\u00e9 ci consente di reperire la merce, di operare le nostre scelte, di trovare a portata di mano, nella nostra citt\u00e0 e perfino nel nostro quartiere, prodotti che provengono da tutta l\u2019Italia ma anche da altre nazioni.<br \/>\nMentre il discorso si spostava sui trasporti, considerando le centinaia di persone che alla guida di camion e furgoni, treni e aerei ci permettono di avere a disposizione prodotti di tutto il mondo, alcuni bambini hanno introdotto un nuovo argomento: Filippo pu\u00f2 camminare da solo ma deve mangiare, perch\u00e9 senza cibo non si hanno le energie necessarie per fare anche le cose pi\u00f9 semplici. Lo stesso ragionamento elaborato per le scarpe e gli indumenti \u00e8 stato quindi applicato al cibo: dai campi ai supermercati, sono migliaia le persone che lavorano perch\u00e9 Filippo, a casa e a scuola, possa mangiare ogni giorno. A questo punto i bambini hanno considerato che risultano necessari anche i medici, le farmacie e gli ospedali che, attraverso visite, medicine e assistenza, permettono di superare le malattie; anche in questo caso le persone coinvolte sono moltissime, con incarichi diversi ma ugualmente indispensabili: \u00e8 pi\u00f9 importante il medico che prescrive la cura, ma senza il farmacista che lavora per procurarci i farmaci, l\u2019attivit\u00e0 del medico risulterebbe inutile.<br \/>\nNon \u00e8 stato necessario andare molto oltre: i bambini hanno capito da soli quale fosse l\u2019intento di Stefania e chi, tra loro, avesse vinto la scommessa. Qualcuno \u00e8 intervenuto all\u2019improvviso, interrompendo il dialogo, per affermare che anche questa volta avevano perso, perch\u00e9 Filippo ha davvero bisogno di mille persone, ma forse anche di pi\u00f9, per camminare. La rivelazione \u00e8 stata una nuova scoperta, che ha molto colpito i bambini che non mi sono apparsi particolarmente turbati dalla seconda sconfitta consecutiva.<br \/>\nStefania, guidando la conversazione, ha aiutato i bambini a riflettere sul tema dell\u2019aiuto, sul fatto che nessuno possa considerarsi pienamente autonomo poich\u00e9 tutti, anche i normodotati, coloro che non presentano deficit oggettivi e sembrano autosufficienti, hanno invece bisogno della presenza e dell\u2019aiuto di molte persone. In questa occasione, Stefania ha commentato insieme ai bambini l\u2019ultima frase che avevano riportato nel cartellone \u201cStefania \u00e8 uguale o diversa?\u201d nel quale avevano scritto, nella colonna relativa alle diversit\u00e0 \u201cha bisogno di aiuto per fare alcune cose\u201d, chiedendo loro di valutare questa affermazione dopo la scommessa. Molti hanno considerato che non era esatta, poich\u00e9 Stefania aveva appena dimostrato come il bisogno degli altri sia una caratteristica che accomuna tutti.<br \/>\nStefania \u00e8 quindi intervenuta con una precisazione, utile e significativa, osservando che lei ha bisogno come loro di mille persone, pi\u00f9 una, quella che spinge la sua carrozzella. La diversit\u00e0 non \u00e8 cos\u00ec stata cancellata, con un\u2019operazione intellettualmente scorretta, ma ne \u00e8 stata ridimensionata la valenza; la diversit\u00e0 del disabile \u00e8 evidente e reale ma il bisogno degli altri \u00e8 comune a tutti, uomini e donne, adulti e bambini e non deve essere considerato negativamente perch\u00e9 il rapporto e la relazione con le altre persone non pu\u00f2 mai svilire chi vi prende parte.<br \/>\nI bambini hanno poi spontaneamente considerato come il bisogno degli altri non sia riducibile solo alla produzione e alla distribuzione di beni materiali ma investa anche la sfera emotiva e affettiva: il bisogno degli altri si sostanzia nella necessit\u00e0 di essere amati, accettati, aiutati, compresi, curati, coccolati. Le considerazioni dei bambini, che nascono dai loro vissuti personali, espresse con un linguaggio semplice e concreto, sono state comunque molto significative; mi ha colpito la loro consapevolezza delle diverse dimensioni della persona e della necessit\u00e0 di gratificare anche quegli aspetti che non sono direttamente collegati alla sopravvivenza materiale della persona ma alla qualit\u00e0 della vita.<br \/>\nL\u2019argomento, proposto dalla scommessa, era stato perfettamente colto dai bambini, grazie alla competenza di Stefania e degli animatori del Progetto che hanno saputo dosare l\u2019aspetto ludico e il momento di riflessione, limitandosi a guidare la discussione e il confronto, senza dare suggerimenti e senza limitarne gli interventi, la spontaneit\u00e0, l\u2019entusiasmo. La scommessa era stata persa dai bambini, che avevano dimostrato, durante l\u2019intera attivit\u00e0, un\u2019entusiastica partecipazione e un ottimo intuito, giungendo in modo autonomo alla conclusione, prendendo spunto dagli stimoli e dalle indicazione forniti dagli animatori del Progetto.<br \/>\nStefania ha proposto di chiudere in parit\u00e0: all\u2019inizio i bambini non avevano indovinato la risposta ma era bastato un suo piccolo aiuto perch\u00e9 giungessero da soli alla conclusione esatta. Li ha cos\u00ec dispensati dal preparare, per il suo ritorno, l\u2019ennesimo scatolone di cibarie, motivando il suo rifiuto con la loro bravura; inizialmente un po\u2019 perplessi, i bambini hanno accettato rivelando, con sguardi incrociati e occhiate furtive, la loro soddisfazione per i complimenti che avevano appena ricevuto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il gioco dell\u2019associazione  di idee e la riflessione compiuta attraverso l\u2019analisi delle idee espresse dai  bambini ha fatto emergere un altro tema molto importante, quello del bisogno<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3610,3605,3607],"edizioni":[41],"autori":[264],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3695],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/141"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=141"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/141\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5553,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/141\/revisions\/5553"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=141"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=141"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=141"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=141"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=141"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=141"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=141"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=141"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=141"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}