{"id":1410,"date":"2012-09-10T11:08:01","date_gmt":"2012-09-10T11:08:01","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1410"},"modified":"2025-07-28T09:51:08","modified_gmt":"2025-07-28T07:51:08","slug":"lo-sguardo-del-sud-inclusione-e-lotta-alla-mafia-se-un-pizzico-di-follia-la-chiave-del-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1410","title":{"rendered":"Inclusione e lotta alla mafia: se un pizzico di follia \u00e8 la chiave del futuro"},"content":{"rendered":"<div><\/div>\n<div>Il Sud e il Nord non sono un semplice fatto di latitudine o di mappe Onu. Il Sud e il Nord sono prospettive, culture, logiche d\u2019azione che convivono l\u2019una nell\u2019altra e si scontrano nella medesima battaglia. Lotta alla mafia e sfide dell\u2019inclusione sociale sono tematiche cruciali a ogni latitudine, soprattutto se consideriamo la mafia qualcosa di ben pi\u00f9 complesso di un insieme di simboli mutuati da una obsoleta pellicola hollywoodiana e parlando di inclusione facciamo riferimento a un percorso complesso che ha a che fare con l\u2019individuo e con la comunit\u00e0.<br \/>\nCasa Caponnetto, via Crispi 56, 90034 Corleone. Qui, dove abitavano i Grizzafi, nipoti di Salvatore Riina \u2013 grazie alla legge sull\u2019uso sociale dei beni confiscati \u2013 oggi batte il cuore pulsante della Cooperativa Lavoro e Non Solo, meglio conosciuta dai corleonesi come la \u201cCooperativa dei Pazzi\u201d. \u201cI Corleonesi ci chiamano cos\u00ec \u2013 spiega il presidente Calogero Parisi ai giovani volontari dei campi di lavoro \u2013 perch\u00e9 da oltre dieci anni siamo impegnati in progetti di inserimento lavorativo di persone con disagio psichico, ma anche \u2013 precisa con sorriso sornione \u2013 perch\u00e9 \u00e8 difficile distinguere tra noi chi \u00e8 matto da chi \u00e8 normale\u201d. Gli fa eco Salvatore, socio da sempre in prima linea accanto agli utenti inviati qui dal Dipartimento di Salute Mentale di Corleone: \u201cSe non sei un po\u2019 matto, non ci puoi lavorare qui!\u201d. Perch\u00e9 Corleone, nonostante il grande fermento di associazioni e gruppi giovanili, a dispetto dell\u2019impegno congiunto di amministrazione, sindacati e parte della societ\u00e0 civile per cambiare le cose, resta terra di mafia, ogni corleonese ha una precisa idea del potere di Cosa Nostra e prendere posizione \u00e8 molto pi\u00f9 difficile qui che altrove. Lavorare i terreni confiscati ai mafiosi equivale a sfidare il potere a viso aperto, subire minacce, furti e atti vandalici affrontando difficolt\u00e0 e ostacoli che forse senza un pizzico di follia potrebbero apparire insuperabili, tanto pi\u00f9 che all\u2019inizio in molti erano sicuri che questo fosse l\u2019ennesimo inutile progetto strampalato di un gruppo di matti destinato a fallire. E invece la Cooperativa \u00e8 cresciuta costantemente, la rete di collaborazioni \u00e8 sempre pi\u00f9 ampia, e con l\u2019andare del tempo anche l\u2019atteggiamento della comunit\u00e0 corleonese \u00e8 cambiato, poich\u00e9 la Lavoro e Non Solo, coi suoi 150 ettari di terreno, si conferma come una realt\u00e0 capace di crescere e di dare lavoro dove la disoccupazione dilaga.<\/div>\n<p><!--break--><\/p>\n<div>I percorsi di inserimento lavorativo iniziano nel 2000, anno in cui vengono assegnate le prime terre. Da allora sono stati diversi gli utenti del Dipartimento di Salute Mentale di Corleone coinvolti nelle attivit\u00e0, alcuni dei quali sono oggi \u2013 dopo un percorso riabilitativo \u2013 soci a tutti gli effetti. Carmelo Gagliano, dirigente medico del DSM responsabile delle attivit\u00e0 riabilitative fino al 2009, ricorda come fino al 2006 la cooperativa si facesse carico di ogni utente senza poter contare su alcun finanziamento. \u201cQuesto denota con chiarezza come piccole realt\u00e0 dalla grande capacit\u00e0 inclusiva come la Lavoro e Non Solo si dimostrino all\u2019avanguardia\u201d.<\/div>\n<div>A Casa Caponnetto la sfida dell\u2019inclusione sociale della diversit\u00e0 si mescola all\u2019azione di contrasto del sistema di potere dominante, quello mafioso. Viene da chiedersi se le due cose possano andare avanti di pari passo, o se invece l\u2019una tenda a escludere l\u2019altra, minandone la buona riuscita. Non sarebbe pi\u00f9 facile, per chi soffre di un disagio psichico e deve inserirsi in un contesto sociale tanto complesso, appiattirsi semplicemente sullo status quo come fanno tutti gli altri? Non sarebbe pi\u00f9 semplice per chiunque, e a maggior ragione per chi sembra avere meno diritto degli altri a essere parte della comunit\u00e0, raccontare che si coltivano ceci, lenticchie, grano e melanzane senza dover aggiungere che lo si fa lavorando quelli che erano i terreni dell\u2019uno o dell\u2019altro boss?<\/div>\n<div>\u201cMi chiedo se abbia senso parlare di integrazione \u2013 si interroga Gagliano \u2013 quando ci si limita a prendere quattro o cinque pazienti con disagio psichico, a dar loro un capo e mandarli a lavorare la terra o se invece non si tratti di ulteriore ghettizzazione. Al contrario chi trascorre un periodo in borsa lavoro qui si trova immerso giorno per giorno in un gruppo di persone che portano avanti un\u2019idea, che si riconoscono in quegli ideali di giustizia, di legalit\u00e0, di uguaglianza dei diritti di ciascuno che a Corleone come altrove finiscono per essere meno importanti di un nome, di una minaccia o di un ragionamento\u201d. Ed \u00e8 stato proprio respirando quell\u2019atmosfera e sentendosi parte di un gruppo che qualcuno ha superato il disagio e adesso ha una vita propria, qualcun altro ha preso coraggio, ha puntato sulle proprie competenze e ha trovato un lavoro pi\u00f9 adatto a s\u00e9, dimostrando a se stesso e agli altri di potercela fare. Ripenso al mio arrivo a Corleone, al sorriso con cui Gaetano (nome di fantasia), incontrato lungo la strada, si offr\u00ec senza quasi conoscerci di portare in auto le nostre valigie fino a Casa Caponnetto, a Gaetano che ha trascorso l\u2019estate con centinaia di volontari da tutta Italia, che ha insegnato a chi non sapeva nemmeno cosa fosse una zappa a lavorare la terra, cenava in silenzio e rideva con noi, perch\u00e9 era uno di noi. Questo \u00e8 riscatto.<\/div>\n<div>Sentirsi parte di una rete che va ben al di l\u00e0 del proprio piccolo paese e che coinvolge i giovani di tutta Italia significa imparare da un lato a rapportarsi non solo con gli stessi colleghi di lavoro, ma con centinaia di persone dalle storie pi\u00f9 disparate, viaggiare verso altre citt\u00e0 dove intrecciare nuovi legami, sentendosi protagonisti di un mondo che \u00e8 pronto a riconoscerti come parte di s\u00e9 e non come \u201cdiverso\u201d o \u201cminoranza\u201d.<\/div>\n<div>Ma a prova del fatto che schierarsi non \u00e8 mai una scelta facile, n\u00e9 indolore rimangono i casi di utenti che potrebbero aver rinunciato a lavorare qui proprio per evitare di prendere posizione, per vincoli parentali o per timore di subire ritorsioni. Ma molto pi\u00f9 spesso i risultati sono stati pi\u00f9 che positivi anche sul piano delle relazioni familiari e amicali. \u201cQuando in passato a Casa Caponnetto abbiamo organizzato iniziative pubbliche, insieme agli utenti partecipavano anche le loro famiglie e i loro amici, che avevano cos\u00ec l\u2019opportunit\u00e0 di toccare con mano cosa significasse stare assieme, vivere esperienze di inclusione socio-lavorativa e portare avanti una cultura di legalit\u00e0 e di lotta alla mafia\u201d, ricorda lo psichiatra.<\/div>\n<div>Ecco perch\u00e9 a buon diritto si pu\u00f2 parlare \u2013 come fa lo stesso Gagliano \u2013 di un doppio traguardo: \u201cAttraverso questi percorsi, volti all\u2019inclusione e all\u2019emancipazione delle diversit\u00e0, da un lato si danno al singolo gli strumenti per scegliere da che parte stare e dall\u2019altro si riesce a portare avanti anche un\u2019opera di penetrazione culturale che coinvolge l\u2019intera comunit\u00e0, obiettivo primario di quelle cooperative che lavorano i terreni confiscati\u201d.<\/div>\n<div>Esperienze come queste dimostrano che la cultura e il potere mafioso \u2013 che si reggono su logiche individualiste e di privilegio volte a mantenere lo status quo \u2013 possono subire duri colpi da azioni di contrasto basate sulla logica dell\u2019inclusione della diversit\u00e0 come valore, che guardano al futuro, a un cambiamento possibile. A prova del fatto che siamo davanti alla messa in campo di un potenziale di rinnovamento che pu\u00f2 far paura, ci sono da un lato i campi bruciati, gli atti vandalici e i furti subiti, e dall\u2019altra l\u2019atteggiamento distaccato e sufficiente di parti della comunit\u00e0 che ancora stentano a riconoscere l\u2019importanza di questi progetti. \u201cCredo che tutti qui siano convinti dell\u2019importanza dell\u2019integrazione \u2013 precisa Gagliano \u2013 ma temo che il taglio delle risorse o certe scelte in fatto di riabilitazione tradiscano il timore che l\u2019integrazione della diversit\u00e0 si trasformi in autonomia decisionale, in capacit\u00e0 critica e nel coraggio di contrastare certe situazioni di marginalit\u00e0 sociale. In altre parole credo che ci sia il rischio che progetti all\u2019avanguardia come questo possano non essere compresi in un contesto culturale che \u00e8 tradizionalmente pi\u00f9 propenso a riservare a chi \u00e8 affetto da un disagio psichico attivit\u00e0 molto pi\u00f9 banali e immediate, lasciando certe opportunit\u00e0 a chi pu\u00f2 esser considerato \u2018normale\u2019\u201d.<\/div>\n<div>Ma come rendere replicabili queste esperienze? Come evidenziare il loro valore formativo e fare in modo che vengano riconosciute come qualcosa di diverso e di peculiare che va sostenuto? \u201cCome esistono linee guida per la chirurgia o l\u2019integrazione scolastica dei disabili \u2013 ipotizza lo psichiatra \u2013<\/div>\n<div>vorrei che ne fossero stilate anche in materia di disagio psichico, in modo che i progetti non debbano essere pi\u00f9 valutati solo in termini di costi. Dobbiamo sostenere quelle esperienze che per quanto complesse, possono rendere la persona capace di decidere cosa \u00e8 giusto e cosa non lo \u00e8, insegnandole a contare su se stessa e non su favori e privilegi, dandole la possibilit\u00e0 di essere o tornare a essere un cittadino integrato\u201d.<br \/>\n\u201cDa quando siamo qui \u2013 ripete Calogero ai gruppi di volontari che arrivano a Casa Caponnetto ogni estate \u2013 chi abita in via Crispi si \u00e8 rimpossessato del proprio balcone perch\u00e9 ora pu\u00f2 affacciarsi liberamente senza temere pi\u00f9 di essere additato come uno scomodo testimone di traffici poco chiari\u201d. Oggi, affacciandosi da quei balconi come dai terrazzini di Casa Caponnetto si pu\u00f2 guardare un po\u2019 pi\u00f9 lontano, a patto che si sia pronti a riconoscere che l\u2019inclusione sociale, l\u2019uguaglianza dei diritti di ognuno e la lotta alla mafia vanno nella stessa direzione, verso un futuro migliore e possibile.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;<br \/>\nIl Sud e il Nord non sono un semplice fatto di latitudine o di mappe Onu. Il Sud e il Nord sono prospettive, culture, logiche d&rsquo;azione che convivono l&rsquo;una nell&rsquo;altra e si scontrano nella medesima battaglia. Lotta alla mafia e sfide dell&rsquo;inclusione sociale sono tematiche cruciali a ogni latitudine, soprattutto se consideriamo la mafia qualcosa di ben pi&ugrave; complesso di un insieme di simboli mutuati da una obsoleta pellicola hollywoodiana e parlando di inclusione facciamo riferimento a un percorso complesso che ha a che fare con l&rsquo;individuo e con la comunit&agrave;.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3590,3594,3584],"edizioni":[50],"autori":[2938],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1410"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1410"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1410\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3933,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1410\/revisions\/3933"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1410"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1410"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1410"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=1410"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=1410"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=1410"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=1410"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=1410"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=1410"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}