{"id":1411,"date":"2012-09-10T11:14:19","date_gmt":"2012-09-10T11:14:19","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1411"},"modified":"2025-07-28T09:50:58","modified_gmt":"2025-07-28T07:50:58","slug":"spazio-calamaio-benessere-centri-spa-e","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1411","title":{"rendered":"Benessere, centri SPA e\u2026?"},"content":{"rendered":"<p>Centri wellness e relax, hotel SPA con beauty farm, centri benessere, vacanze termali, offerte hotel 4**** S con sauna, bagno turco, bagni di fieno, piscine con angoli idromassaggio, stone terapy, massaggi di ogni tipo e\u2026 Cosa ancora da aggiungere? Qualche nuova tecnica rilassante che arriva dall\u2019Oriente o un innovativo strumento per trasformare come per magia la massa grassa in massa muscolosa!<br \/>\nA questo ancora non siamo arrivati, ma l\u2019imperversare di Centri SPA di questo tipo che ti offrono di tutto e ancor di pi\u00f9 di tutto di quello che \u00e8 gi\u00e0 presente sul mercato, ci d\u00e0 l\u2019idea dei ritmi di vita che sosteniamo ogni giorno e del significato che ha per noi la parola \u201cBen-essere\u201d, ormai sempre pi\u00f9 spesso legata a hotel di lusso dove riposarsi e farsi coccolare.<br \/>\nE\u2026 la lettura di un bel libro all\u2019ombra di una rassicurante quercia in un\u2019assolata giornata d\u2019agosto? E una bella e lunga dormita in una calda baita di montagna? E una deliziosa cena tra amici di cui da mesi non si gusta la compagnia? E un bel vestito nuovo che da tempo volevamo acquistare? E la parrucchiera dopo un mese che rimandiamo l\u2019appuntamento per contrattempi di ogni tipo? Forse molti di noi hanno dimenticato il significato pi\u00f9 schietto e sincero di questo termine che in fondo non significa altro che \u201cstare bene\u201d, trovarsi, essere in una situazione di bene. Prima di tutto con se stessi.<br \/>\nPoi anche con gli altri.<br \/>\n\u00c8 questo il tema della formazione interna che il Gruppo Calamaio ha voluto approfondire e su cui ha scelto di lavorare nell\u2019anno lavorativo appena trascorso.<br \/>\n\u00c8 stato un lavoro che ha permesso a ciascun membro di mettere in relazione i propri vissuti e modi di essere con quelli degli altri, di riflettere da soli e poi insieme al gruppo sul significato, il valore e la ricaduta emotiva e sociale che ha per ognuno la condizione di stare bene, volersi bene.<br \/>\nInoltre questo articolato processo di relazione interna \u00e8 stato fondamentale nella costruzione di un pi\u00f9 saldo spirito di gruppo, utile, a sua volta, per affrontare in modo coeso e mirato i temi che vengono proposti alla societ\u00e0, ma che anche provengono dalla societ\u00e0. \u00c8 una sorta di \u201cdo ut des\u201d in un circolo che il Gruppo Calamaio si propone di far diventare virtuoso. E tutto questo perch\u00e9 non ha alcun senso parlare di cambiamento culturale dell\u2019handicap, di riscatto delle persone con disabilit\u00e0 dal proprio ruolo di \u201cseconda mano\u201d se noi stessi non lo incarniamo.<br \/>\nPartendo dalla visione del film Si pu\u00f2 fare di Giulio Manfredonia, molti sono stati gli spunti di riflessione per iniziare un pi\u00f9 ampio dibattito. Innanzitutto \u00e8 apparso evidente come l\u2019autostima sia il motore trainante di ogni iniziativa umana. \u00c8 ci\u00f2 che sprona gli animi verso mete sempre pi\u00f9 alte e nobili, \u00e8 ci\u00f2 che permette di pensare e poi attivare tutte le strategie possibili per rendere fattiva ogni aspirazione.<br \/>\nLavorare in gruppo ci ha permesso di sperimentare come da ogni individuo, che sia disabile oppure no, \u00e8 possibile ricevere stimoli costruttivi e positivi che, se ben coordinati e indirizzati, sono in grado di arricchire di contenuti tangibili e significativi l\u2019intera collettivit\u00e0. Ci siamo accorti quanto \u00e8 importante che l\u2019ambito lavorativo sia per tutti il pi\u00f9 gratificante possibile perch\u00e9 permette di esprimere le proprie potenzialit\u00e0 e abilit\u00e0 e al tempo stesso permette e favorisce l\u2019inserimento relazionale e sociale. A questo proposito \u00e8 essenziale avere, prima di tutto, una quanto pi\u00f9 compiuta coscienza di s\u00e9, sia se tale processo si evolva in modo naturale e spontaneo sia che venga guidato da un esperto esterno, sia che riguardi la singola persona, sia che interessi un intero gruppo. Proprio per questo a ciascun membro del Gruppo Calamaio \u00e8 stato chiesto cosa piacesse fare e cosa procurasse pieno piacere e godimento. Il dialogo aperto su questo argomento ha permesso la conoscenza reciproca su un aspetto a cui spesso si \u00e8 accennato, ma che in questo caso si \u00e8 voluto esplicitamente approfondire.<br \/>\nUn\u2019attivit\u00e0 da cui siamo partiti per potersi esprimere senza utilizzare la comunicazione verbale \u00e8 consistita nel cercare immagini e fotografie su diverse riviste messe a disposizione che esprimessero e rappresentassero ci\u00f2 che ci d\u00e0 piacere. Ognuno ha ritagliato le immagini o, laddove la propria disabilit\u00e0 non lo permetteva, ha indicato a un collega le immagini da ritagliare. Le immagini di ognuno sono poi state incollate su un cartellone personale e infine a turno ognuno ha spiegato il perch\u00e9 della scelta di una certa immagine. \u00c8 stato un importante momento in cui tutti, volontariamente o involontariamente, hanno espresso il proprio modo di essere e la propria visione del reale, del vivere, di ci\u00f2 che personalmente d\u00e0 una sensazione di piacere, ci\u00f2 che lo\/la fa stare bene.<br \/>\nAbbiamo poi affrontato tematiche legate al bisogno di indipendenza e di aiuto, a seconda della prospettiva da cui si analizza ogni caso concreto e, a tal proposito, si \u00e8 cercato di ribaltare e scambiare i ruoli tra chi chiede aiuto e chi lo riceve. Quindi, la semplice frase \u201cho paura di\u2026.\u201d \u00e8 stata trasformata in \u201cho bisogno di\u2026\u201d. La richiesta di aiuto, nella sua formulazione, \u00e8 stata cos\u00ec spogliata di ogni forma d\u2019imbarazzo e di disagio psicologico, divenendo pi\u00f9 naturale e distensiva. Si \u00e8 aperto, per un istante, un universo attorno, prima celato agli occhi di tutti, pi\u00f9 accogliente e rilassante.<br \/>\nSi ha un bisogno naturale di aiuto dal quale non si pu\u00f2 prescindere e del quale non \u00e8 bene avere vergogna perch\u00e9 fa parte di qualsiasi individuo. Trasformare ci\u00f2 che ci fa paura in ci\u00f2 di cui invece abbiamo bisogno ci ha permesso di riconoscere che per crescere, forse davvero, ci serve quella determinata situazione che ci spaventa.<br \/>\nAd esempio: da \u201cho paura di essere di peso a qualcuno\u201d a \u201cho bisogno di essere di peso a qualcuno\u201d, da \u201cho paura che gli altri dicano di no a una mia richiesta\u201d a \u201cho bisogno che gli altri dicano di no a una mia richiesta\u201d; e questo per maturare come persona, per superare quella difficolt\u00e0, per imparare ad accettare i miei limiti e il fatto che con essi devo farci i conti io, ma pure gli altri, per acquisire insomma un\u2019umilt\u00e0 che mi fa riconoscere ci\u00f2 che sono e il fatto che non c\u2019\u00e8 niente di scontato nelle relazioni che ogni giorno instauriamo nella nostra vita sociale.<br \/>\nAncor pi\u00f9 si \u00e8 interagito all\u2019interno del Gruppo Calamaio quando ognuno ha raccontato un proprio episodio di vita che, in qualche modo, era ricollegabile al tema del benessere. Si \u00e8 poi sceneggiato alcuni episodi.<br \/>\nIl valore empatico dell\u2019attivit\u00e0 ha permesso di riflettere maggiormente sul tema dell\u2019autonomia e della dipendenza dagli altri. Si \u00e8 rimarcato il confine sottile tra \u201cl\u2019aver fiducia negli altri\u201d e \u201cle aspettative\u201d pi\u00f9 o meno alte di essere esauditi nelle proprie richieste. Nell\u2019evoluzione spontanea del dialogo tra i partecipanti all\u2019attivit\u00e0, \u00e8 emerso il legame altrettanto vicino tra il concetto di benessere e il concetto di autostima. Infatti il benessere non pu\u00f2 che partire da una conoscenza e consapevolezza di s\u00e9. Solo cio\u00e8 chi conosce se stesso e i propri desideri \u00e8 in grado di responsabilizzarsi e rapportarsi agli altri in modo pi\u00f9 distensivo.<br \/>\nUn\u2019altra attivit\u00e0 di rilievo, soprattutto considerando la tipologia del nostro gruppo di lavoro, \u00e8 consistita nell\u2019intavolare una discussione su temi pi\u00f9 strettamente collegati all\u2019immagine dell\u2019handicap, evidenziando cosa significhi cambiare l\u2019immagine e la cultura dell\u2019handicap e cosa concretamente ciascun membro del Gruppo Calamaio stia facendo o si proponga di fare per cambiarla. Dal dibattito scaturito si \u00e8 innanzitutto evidenziato come l\u2019immagine dell\u2019handicap rifletta semplicemente i contenuti del diffuso immaginario comune. \u00c8 facile, dunque, per una persona con disabilit\u00e0 imbattersi in quegli stereotipi che la vedono in una posizione di solitudine, sofferenza e privazione, oltre che di bisogno di aiuto e tutti hanno concordato sul fatto che la cura di s\u00e9, della propria persona, del proprio tempo, usato anche e soprattutto per coltivare i propri interessi, sono un ottimo punto di partenza. L\u2019immagine viene cos\u00ec trasformata da coloro che la dipingono con le tinte del proprio essere, ed \u00e8 possibile vivere esperienze di relazione con l\u2019altro sensibili che, stando sempre nella metafora della pittura, assumono le colorazioni della creativit\u00e0 e della voglia di esprimere quello che ci piace e che vogliamo condividere con chi ci sta vicino. In questo modo si aprono le porte al senso delle parole e delle azioni.<br \/>\nRifacendoci a una frase di Nelson Mandela, \u201cIo sono il capitano del mio cambiamento\u201d, risottolineiamo che il nostro comportamento influisce in modo sostanziale sul cambiamento che coinvolge in modo attivo tutte le persone che hanno un particolare bisogno di espandere la propria individualit\u00e0, elemento indispensabile per stare bene, per crescere ogni giorno di pi\u00f9 come persone.<br \/>\nA conclusione di questa nostra formazione interna tante cose di certo sono rimaste lungo la strada, ma quelle fondamentali ce le porteremo dietro per tutta la vita, con la consapevolezza che \u201cbenessere\u201d non \u00e8 solo andare in un albergo con sauna, piscina e stanza per i massaggi, ma parte prima di tutto da una condizione personale interna, di soddisfazione di s\u00e9 e di autostima che nessun luogo e nessun servizio pu\u00f2 fornirci, solo la nostra volont\u00e0 di esserci in questo mondo e di esserci come persone complete e responsabili di tutto ci\u00f2 che \u00e8 in nostro potere cambiare e migliorare. Per noi stessi e per gli altri.<\/p>\n<p><!--break--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;Centri wellness e relax, hotel SPA con beauty farm, centri benessere, vacanze termali, offerte hotel 4**** S con sauna, bagno turco, bagni di fieno, piscine con angoli idromassaggio, stone terapy, massaggi di ogni tipo e&hellip; Cosa ancora da aggiungere? 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