{"id":1413,"date":"2012-09-10T11:26:08","date_gmt":"2012-09-10T11:26:08","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=1413"},"modified":"2025-07-28T09:50:39","modified_gmt":"2025-07-28T07:50:39","slug":"un-sacco-bello-la-banalit-della-bellezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=1413","title":{"rendered":"La banalit\u00e0 della bellezza"},"content":{"rendered":"<p><strong>Scena prima.<\/strong><br \/>\nUfficio Postale, interno giorno.<br \/>\nOre 11:45<br \/>\nSono in fila alla posta, devo pagare una bolletta.<br \/>\nLa fila \u00e8 lunga, aspetter\u00f2 un po\u2019, ci sono solo due sportelli aperti e una delle operatrici deve gestire anche quello per la spedizione lettere.<br \/>\nTocca a un ragazzo evidentemente straniero che chiede di poter aprire un conto corrente.<br \/>\nL\u2019operatrice gli dice di aspettare, senza spiegare il perch\u00e9 e per quanto tempo.<br \/>\nIl ragazzo non capisce bene, ma aspetta. Intanto l\u2019operatrice si sposta nell\u2019altro sportello per inviare un pacco. Passano dieci minuti, un altro signore viene atteso. Altri cinque minuti.<br \/>\nIl ragazzo straniero chiede delucidazioni, sottolineando il fatto che due persone gli erano passate davanti. L\u2019operatrice, indossata la maschera dell\u2019italiana offesa dallo straniero che non rispetta le regole, risponde piccata che deve aspettare l\u2019altra operatrice. Il ragazzo straniero (com\u2019\u00e8 insistente!) vorrebbe capire come funziona e insiste per avere una risposta chiara. A quel punto, alzando anche un po\u2019 la voce, l\u2019operatrice, poverina, adempie alle sue mansioni spiegando che per aprire un conto postale deve aspettare la collega che si occupa di ci\u00f2, che gli spiegher\u00e0 le caratteristiche del conto e esplicher\u00e0 tutte le formalit\u00e0. Il ragazzo ringrazia e chiede pi\u00f9 o meno quanto dovr\u00e0 aspettare, cos\u00ec, intanto, pu\u00f2 andare a fare la spesa. Un quarto d\u2019ora, risponde l\u2019operatrice esterrefatta.<br \/>\nL\u2019uscita del ragazzo straniero, per\u00f2, non coincide con la fine della discussione. L\u2019operatrice, alquanto contrariata, inizia a sproloquiare a voce alta circa la maleducazione del ragazzo, la sua arroganza e domanda alle persone presenti: \u201cUna persona come questa vorrebbe diventare un nostro cliente. Secondo voi quanta voglia ho io di mettermi in relazione con lui?\u201d, chiosando con un: \u201cSono vecchia ormai e non ho pi\u00f9 pazienza!\u201d.<\/p>\n<p><!--break--><\/p>\n<div><\/div>\n<div><strong>Scena seconda.<\/strong><\/div>\n<div>Parco pubblico, esterno giorno.<\/div>\n<div>Ore 14:30<\/div>\n<div>Sono con un gruppo di bambini di quinta elementare, stiamo aspettando di salire sul pulmino per andare a casa. Siamo al parco, giocano.<\/div>\n<div>Da lontano li guardo, dopo una giornata di scuola hanno bisogno di muoversi, correre, hanno bisogno di fisicit\u00e0, di contatto.<\/div>\n<div>Forse un po\u2019 troppo. Mi avvicino per controllare meglio e capire se la cosa sta degenerando.<\/div>\n<div>Inizio a sentire cosa si dicono, a capire a che \u201cgioco\u201d stanno giocando, quali parole usano.<\/div>\n<div>\u201cTu sei un rom\u201d, \u201cTu sei un marocchino\u201d, \u201cTu sei immigrato\u201d, \u201cContro il muro, andate in prigione\u201d.<\/div>\n<div>Erano in cinque, due facevano i poliziotti mentre gli altri gli immigrati, poi, per\u00f2, si cambiavano di ruolo perch\u00e9 nessuno voleva fare l\u2019immigrato, fa schifo.<\/div>\n<div>Storie, purtroppo, banali, avvenimenti quotidiani.<\/div>\n<div>Banali come certe esternazioni ascoltate nelle settimane passate: il professore di musica che propone lo \u201csterminio\u201d dei disabili, l\u2019assessore di Chieri che vorrebbe le classi speciali, la scuola pubblica (pubblica?) di Adro con i simboli leghisti, un ministro della Repubblica italiana (Bossi) che chiama porci i romani, un senatore, sempre della Repubblica italiana (Ciarrapico), che paragona gli ebrei al traditore per eccellenza Giuda, il presidente del Consiglio italiano (Berlusconi) che racconta una barzelletta sugli ebrei.<\/div>\n<div>Banali.<\/div>\n<div>Banali e, purtroppo, non occasionali.<\/div>\n<div>Banali e, a parere di chi le ha dette, fraintese, scherzi non compresi.<\/div>\n<div>Come i bambini che si scusano dicendo che \u00e8 solo un gioco o come l\u2019operatrice delle poste che giustifica il suo comportamento con la poca pazienza.<\/div>\n<div>Ormai, per\u00f2, la quotidianit\u00e0 \u00e8 fatta di scene come quelle raccontate, non fraintendimenti bens\u00ec idee, vere e propri modelli di pensiero.<\/div>\n<div>Secondo noi c\u2019\u00e8 qualcosa che non va, stiamo raccogliendo il frutto di troppi anni persi a dire pi\u00f9 che a fare.<\/div>\n<div>A dire che il diverso \u00e8 pericoloso, che lo straniero \u00e8 un invasore, che una difficolt\u00e0 \u00e8 un limite, a dire che l\u2019integrazione \u00e8 buona solo per chi si integra.<\/div>\n<div>Avremmo dovuto fare invece, incontrare i diversi, accogliere lo straniero, affrontare la difficolt\u00e0 come un\u2019occasione, costruire un\u2019integrazione reale ed effettiva fatta di contesti, leggi e conoscenza.<\/div>\n<div>Purtroppo non lo abbiamo fatto e ora ne paghiamo le conseguenze.<\/div>\n<div>Vi starete chiedendo: \u201cMa sto leggendo la rubrica giusta? Questa non dovrebbe parlare di disabilit\u00e0 e bellezza?\u201d.<\/div>\n<div>Tranquilli, voi non avete sbagliato.<\/div>\n<div>E nemmeno noi!<\/div>\n<div>La nostra \u00e8 una scelta consapevole, dettata dalla necessit\u00e0 di esprimere un parere e offrire una riflessione importante in un momento sociale e culturale che tende alla regressione.<\/div>\n<div>Ci spieghiamo.<\/div>\n<div>La bellezza, in quanto tale, \u00e8 fatta di diversit\u00e0.<\/div>\n<div>Se tutto fosse uguale, non si potrebbe dire che una cosa \u00e8 bella o una \u00e8 brutta.<\/div>\n<div>Purtroppo la globalizzazione, oltre che un sacco di vantaggi, si porta dietro l\u2019omologazione del gusto e il tentativo di definire in modo univoco la bellezza.<\/div>\n<div>\u00c8 bello (e quindi ci piace, lo riconosciamo come amichevole, non ci fa paura, ci appare pi\u00f9 comodo\u2026) ci\u00f2 che pi\u00f9 ci assomiglia.<\/div>\n<div>Non ci\u00f2 che conosciamo ma ci\u00f2 che ci assomiglia.<\/div>\n<div>Al contrario, ci\u00f2 che appare diverso, diventa brutto (e quindi non ci piace, lo riconosciamo come pericoloso, ci fa paura, ci appare scomodo\u2026), sia che si parli di diversit\u00e0 legata alla cultura o al colore della pelle sia che si parli di disabilit\u00e0, sia che si tratti di differenze di genere che di modi diversi di vivere la sessualit\u00e0.<\/div>\n<div>Per questo crediamo che lavorare per l\u2019integrazione sia lavorare per la bellezza e viceversa, perch\u00e9 una realt\u00e0 che si arricchisce di contaminazioni artistiche o culinarie, di esperienze politiche o musicali altre, \u00e8 una realt\u00e0 destinata a diventare pi\u00f9 bella, oltre che pi\u00f9 comoda per tutti.<\/div>\n<div>Non un\u2019integrazione basata sulle somiglianze ma un\u2019integrazione che stabilisce le sue fondamenta sulla conoscenza, sulla scoperta di ci\u00f2 che la diversit\u00e0 porta come ricchezza nella mia vita e, allo stesso tempo, di ci\u00f2 che il mio mondo pu\u00f2 offrire come ricchezza a un mondo differente.<\/div>\n<div>Le analisi che non portano a proposte concrete, per\u00f2, diventano inevitabilmente sterili.<\/div>\n<div>Un ideale deve poi diventare un\u2019idea, altrimenti rimane un sogno.<\/div>\n<div>Se \u00e8 vero quindi che in questa Italia sta prendendo piede un\u2019idea culturale che propone e crede di poter realizzare una vera integrazione con l\u2019esclusione di chi \u00e8 diverso e, allo stesso tempo, promuove una sempre maggior chiusura con l\u2019innalzamento di barricate dietro le quale difendere il proprio orticello da attacchi di non si sa bene quale nemico, \u00e8 anche vero che l\u2019integrazione va costruita.<\/div>\n<div>Non con le belle parole o il richiamo a un buonismo pseudo-cattolico.<\/div>\n<div>L\u2019integrazione e, quindi, la bellezza, vanno costruite con investimenti culturali ed economici.<\/div>\n<div>Culturali: offrendo spazi e momenti di incontro e conoscenza, idee forti, regole di convivenza\u2026<\/div>\n<div>Economici: investendo! Mettendo risorse economiche al servizio di tali obiettivi culturali, per i giovani come per gli anziani, per i bambini e le loro famiglie.<\/div>\n<div>\u00c8 necessario riconoscersi dentro un mondo reale che non \u00e8 pi\u00f9 fatto di limiti geografici o doganali ma che, nel momento in cui esporta lavoro (a basso costo) importa speranze e desideri, passioni e sogni.<\/div>\n<div>Questo mo(n)do di vivere che esporta un nuovo colonialismo scambiando materie prime con guerra e povert\u00e0, importa, inevitabilmente, il desiderio delle persone di sperare in una vita pi\u00f9 dignitosa. Speranza della quale dobbiamo iniziare a farci carico.<\/div>\n<div>All\u2019operatrice dell\u2019ufficio postale, ci verrebbe da dire che purtroppo la fatica dell\u2019integrazione e, quindi, della costruzione di una societ\u00e0 pi\u00f9 bella, non \u00e8 solo dello straniero che arriva ma anche dell\u2019italiano che accoglie. Ci rendiamo conto che, in una societ\u00e0 che ripudia la fatica e l\u2019impegno molto pi\u00f9 che la guerra, questo sia un discorso impopolare.<\/div>\n<div>Ma \u00e8 l\u2019unico che pu\u00f2 davvero permetterci di costruire una realt\u00e0 migliore della presente.<\/div>\n<div>E comunque si pu\u00f2 anche perdere la pazienza, semplicemente, prima di farlo, consideriamo chi abbiamo di fronte come uomo e non per il colore della sua pelle o l\u2019accento delle sue parole.<\/div>\n<div>Come si sarebbe comportata, infatti, con un italiano?<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scena prima.<br \/>\nUfficio Postale, interno giorno.<br \/>\nOre 11:45&nbsp;<br \/>\nSono in fila alla posta, devo pagare una bolletta.<br \/>\nLa fila &egrave; lunga, aspetter&ograve; un po&rsquo;, ci sono solo due sportelli aperti e una delle operatrici deve gestire anche quello per la spedizione lettere.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3608,3588,3607],"edizioni":[50],"autori":[2909],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1413"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1413"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1413\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3930,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1413\/revisions\/3930"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1413"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1413"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1413"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=1413"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=1413"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=1413"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=1413"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=1413"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=1413"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}